martedì 30 settembre 2014

Renzi, è certo, andrà a finire in pentola!

Attento Renzi, i disoccupati ti mangeranno vivo


“Jobs Act? Anni luce dall’Europa. I disoccupati di Renzi non avranno il pane... e, di conseguenza, si trasformeranno in cannibali”.

La riforma del lavoro di Matteo Renzi non regge il confronto con quelle degli altri paesi europei. Perché manca la protezione di un reddito garantito a carattere universale, unica soluzione in grado di rendere accettabile l'ulteriore iniezione di flessibilità. Una protezione che il modello tedesco, tanto caro al premier, ha posto al centro della riforma.

È la tesi del filosofo Giovanni Perazzoli, che attacca: “Chi dice che ci avviciniamo al modello sociale europeo mente o non sa di cosa parla”.

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lunedì 29 settembre 2014

Il terrore sale dagli abissi. Il nostro futuro è incerto!

Direzione Pd, Pierluigi Bersani contro Matteo Renzi: "L'art.18 non c'entra un tubo con il tasso di occupazione. Lascialo perdere, potresti finire anche tu smacchiato."


Renzi fa e disfa perché c'ha la maggioranza nel Pd e legami stretti con Berlusconi, e questo gli fa dimenticare che non è la stessa maggioranza del Paese. Il suo vantaggio sta nel fatto che questa maggioranza non si sveglia e lui continua a ricamarci sopra come Penelope, che per costruire il cambiamento deve togliere il preesistente, - giocando anche con l'ironia sui cosiddetti - presunti tali - Poteri forti: "Non chiamateli poteri forti, perché se lo fossero non saremmo qui adesso. Forse potremmo chiamarli, con un eccesso di stima, 'poteri aristocratici'. È il grande derby tra democrazia e aristocrazia". In questo derby lui certamente ha il vantaggio del fattore campo.

Renzi non è solo un democristiano, ma un borghese che non gli riesce difficile mostrare i suoi lati buoni e generosi, apparentemente illuminato da una sorta di populismo da corte dei miracoli.
Si sta proteggendo dietro questo muro di gomma dei mille giorni che ha chiesto, o ci ha concessi?,  e che lo dovrebbero garantire e rafforzarlo magari facendogli vincere le prossime elezioni.

Non mi fido. Perché dovrei fidarmi di uno che ha accettato la Presidenza del Consiglio senza essere stato quanto meno suffragato da una elezione, pilotata quanto volete, ma pur sempre elezione?
Renzi tirerà un sospiro di sollievo non appena introietterà definitivamente che il Pd della minoranza è solo fumo e vento, e che non altererà quell'ordine costituito che i Poteri forti garantiscono a sé stessi. Perché Renzi fa parte dell'ingranaggio di codesti poteri.

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domenica 28 settembre 2014

Commovente la lamentazione di Renzi sui poteri forti


Matteo Renzi: "I poteri forti vogliono sostituirmi? Ci provino, ma non mollo, senza il Pd nessuno fa nulla. Via l'articolo 18, è inutile". Il Pd è forte con lui o contro di lui?

"Per alcuni è un attacco studiato contro di me" e contro il governo. In ogni caso se qualcuno pensa di "volermi sostituire a Palazzo Chigi, si accomodi pure" ma "il Pd - il partito del 41% - non accetterà di farsi da parte".
È uno sfogo. "Adesso devo pensare a chiudere sulla riforma del lavoro. Quella sì che è fondamentale". Sta tornando a Palazzo Chigi proprio per preparare la direzione del suo partito convocata per discutere le nuove norme. Eppure la sua attenzione in questi giorni è catturata da altro. Da quell'"attacco studiato" di quelli che chiama ripetutamente i "poteri forti". Ne è quasi ossessionato. E allora non si trattiene. Lancia fendenti a destra e a manca. Se che le critiche al suo esecutivo adesso hanno centri di provenienza diversi. Come ad esempio la Cei di Bagnasco. La luna di miele sembra finita. Ma lui non ci sta. "Io non sono un massone, sono un boy scout. La verità è che io non omaggio certi poteri e questa è la reazione". "E io insisto. Non mollo. Cominciamo con il cambiare lo statuto dei lavoratori". Con un'apertura alla minoranza Pd: "La reintegra può restare per i casi di discriminazione"...

Facciamo un po' di fantapolitica.
Renzi ha contro i poteri forti?
Se è vera la sua buona fede, aiuti (senza fantapolitica) i disagiati, gli indigenti, i disoccupati, i poveri, i potenziali suicidi, riporti in paradiso la classe operaia e all'inferno i suoi nemici. Se è vera la sua buona fede, se tutti i tasselli si incastreranno entro quel che resta dei mille giorni, e se non lo eliminano prima dalla scena, ecco che potrà farsi dei veri alleati tra tutti i lavoratori.
Questa cosa, casomai, va a cozzare contro che quei poteri forti che lo hanno nominato abusivamente premier!

Povero Renzi, che riuscirà a diventare più forte suo malgrado, malgrado tutti questi poteri forti; e malgrado tutte le speranze, ancora da dimostrare vincenti, di chi sta credendo nel suo programma. Infatti, insistono questi famosi mille giorni ancora da soffrire.
Il tonfo lo sentiranno anche oltreoceano.

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sabato 27 settembre 2014

Ma quanti Sgarbi alla cameriera di Renzi


Vittorio Sgarbi Vs Pina Picierno: "Sei una nullità, sei la cameriera di Renzi".
L'occasione per far scattare la scintilla a Sgarbi è il lancio della Fonderia delle Idee, la convention del Pd che si terrà a Bagnoli.
Sgarbi: "Quali idee? Idee fuse, le mie idee si conoscono, le tue non si sono mai sentite, non hai mai avuto un'idea, sei diventata parlamentare europeo solo perché ti hanno messo prima nella lista perchè sei donna, il posto tuo era di Emiliano, sei la cameriera di Renzi, una nullità assoluta!".
"Guarda Pina, se tu fossi a spasso, non ti prenderei neanche come dama di compagnia. Non hai neanche scritto un libro su Renzi. Come fa Renzi a sopportarti? Non hai neanche scritto una mozione contro la minoranza del Pd. Come fa Renzi a tenerti ancora con lui? Guarda Pina, se anche tu fossi l'ultima cameriera del mondo, io preferirei servirmi da me piuttosto che aspettare i tuoi servigi. Com'è che ancora non t'ho detto capra? Zitta, non parlare, stai muta, taci, capra capra capra!"

Pina Picierno prova a replicare, ma senza scaldarsi a differenza del suo interlocutore: "Quindi le preferenze degli italiani non contano nulla?", riferendosi ai voti ottenuto alle elezioni europee. "Sorrido, lei ha un problema oggettivo con le donne, e la invito a risolverlo ma non in televisione... vediamoci stasera fuori da questo luogo e poi vedrà se non le scrivo qualcosa in faccia!".
Ma tu guarda la Pina. Mi ricorda un po' la Pina che stava all'ombra di suo marito Fantozzi!
Come lei, che sta all'ombra di Renzi. E dovranno passare anche per la Pina i mille giorni... all'ombra. Ma questo non vuol dire nulla. Tutto serve alla causa del cambiamento del Paese.

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venerdì 26 settembre 2014

I vescovi a Renzi: ora basta con le supercazzole, ritorna sulla terra

Vescovi: "Basta slogan, Renzi ridisegni l'agenda politica".
Il segretario della Cei Galantino al termine del Consiglio episcopale permanente parla della controversia sull'articolo 18: "Scontro sterile, sventolano troppe bandiere. Il dibattito su articolo 18 sì, articolo 18 no è meno centrale e io vi vedo troppe bandiere che sventolano. E anche i sindacati, per amor di Dio: scendano anche loro dalle loro stanze, ritornino a sporcarsi le mani tra la gente che sta male".
Un vero galantuomo 'sto Galantino. Ha riportato il dibattito nel territorio che gli compete. Tant'è che la Camusso ha detto: "Dai vescovi invito a governo a non generare morti da una parte e dall'altra". Un grande pensiero.
E anche Guerini del Pd: "Parole importanti, il governo sta rispondendo". Ah sì? Mah.

Richiesta a Renzi un'opinione sulla fuoruscita di Galantino dal suo seminato, il premier ha risposto: "Adesso 'sto in America. Questa notizia m'è arrivata mentre stavo mangiando una pizza col sindaco De Blasio, nostro compaesano, al quale sto per chiedere un aiuto per il cambiamento, visto che è italoamericano. Mi ha eccitato subito, in specie là dove dice che io parlo per slogan. Smentisco decisamente questo giudizio detto da una persona buona ma manchevole di spirito politico. Io sto infatti ridisegnando la mia agenda. Intanto vi dico subito che per il tipo di cambiamento che ho in testa sono pronto a sfidare i poteri forti. Che 'so 'sti poteri forti? Ma, per esempio, quelli che scrivono che io puzzo di massoneria. Non è vero che puzzo. Vorrei tanto conoscerli 'sti massoni per dire loro: voi che siete tanto forti, perché non mi aiutate nella mia battaglia per il cambiamento. Ma cambieremo la burocrazia, le regole del gioco sul lavoro, le istituzioni, e daremo tempi certi alla giustizia. Se si vuole restare a galla si deve correre. Stando fermi si cade."
In Italia, in special modo al Sud, ogni giorno c'è gente che tenta il suicidio perché non riceve retribuzione, da mesi e da anni, pur avendo un lavoro, e sto parlando ancora di quelli fortunati che un'occupazione ce l'hanno. Dobbiamo fare presto, perché i tentativi di suicidio, del fare male a sé stessi, possono trasformarsi in sollevazione popolare, che farà male a tutti.
"In realtà, adesso sembra che io stia montando un'altra supercazzola, ma vi prego di credermi. Davvero non c'è nessuno che mi crede? Eh già, dopo che avete visto i miei comportamenti scorretti verso colleghi del mio partito... dopo avermi visto fare i tête-à-tête con Berlusconi, non ce la fate a fidarvi di me... L'unica paura che ho è il pensiero debole degli altri. Ci vedremo tra meno di mille giorni. E lì, dopo, potete sputarmi in faccia e sputtanarmi, oppure farmi un monumento. Nel frattempo non fate i gufi e portatori di sfiga!"

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giovedì 25 settembre 2014

I giudici a Napolitano: "Presidente, è giunta l'ora di cantare"

Processo stato mafia, Giorgio Napolitano sarà ascoltato come testimone.
A porte chiuse.
Il presidente: "Nessuna difficoltà a testimoniare".
Ah sì, e perché c'ha perso tutto 'sto tempo?
Ad ogni modo, meglio tardi che mai.
Il Giudice: "Bene, Presidente, l'ascoltiamo: canti e dica tutto quello che sa".

Il Presidente: ♫ ♫ Sentite a me - nun me parlat 'e diete
nun me' levate 'o sfizio do' magna'
'o broro vegetale - 'o fior 'e latte
vuie sti schifezze a chi 'e vulite da'
quanno me sento 'e voto poco bbuono
chest' e' 'a ricetta ca' me fa sana'
nu spaghett che purputiello
cucinat 'int 'a ll'acqua 'e mare
treglie ciefere e marmulille
taratufl 'nquantita'
vuie ve 'avita fa capace
'ncopp 'o munno nun ce' sta
n'ata cosa ca e' chiu' bella
ca e' chiu' bella do' magna'
e' bell 'o magna'
e' bell 'o magna'
favurite ca' ve faccio cunzula'

ma che ve 'mporta ca ve facite chiatte
chiammat 'o sarto
chiammat 'o sarto pe ve fa' allarga'
tutt 'e vestite ca ve' vanno 'stritte
e 'a panza facitela sciala'
pruvate pe na' vota sulamente
chistu pranzetto degno e nu pascia'
na' zuppiera e pasta e fasule
ddoje sasicce cu 'e friarielle
na' frittura e calamarielle
e nu' ruoto co' baccala'
vuie ve 'avita fa capace
'ncopp 'o munno nun ce' sta
n'ata cosa ca e' chiu'
ca e' chiu' bella do' magna'
e' bell 'o magna'
e' bell 'o magna'
favurite ca' ve faccio cunzula'

e' bell 'o magna'
e' bell 'o magna'
favurite ca' ve faccio cunzula'
voi permettete?
aggia j' 'a mangia'. ♫ ♫

E questo è tutto. Vulite sapè altro? Allora vaco, che ho per la capa mille preoccupazioni pe' chisto Paese! A rivederli, cari giudici, mi stiano bene e tanti auguri per un felice esito del vostro processo. Dobbiamo riuscire a sconfiggere le mafie, ovunque esse si nascondano...

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mercoledì 24 settembre 2014

Bonnani è riuscito a vincere l'ultimo Cribbiolino d'Oro

Bonanni, su addio alla Cisl dossier e veleni: “Polemiche sui 4.800 euro di pensione”.
Alla base della decisione non c'è solo il bisogno di rinnovamento di cui parla l''ormai ex segretario: secondo La Repubblica e Il Messaggero, nelle ultime settimane nei corridoi della sede romana del sindacato avrebbero ricominciato a girare lettere anonime che contestano il suo operato e la linea seguita dall'organizzazione.
“Dalla società sale una richiesta di rinnovamento e io ho deciso di raccoglierla accelerando il rinnovamento”, spiega Bonanni in un’intervista ad Avvenire. Ma secondo La Repubblica, nelle ultime settimane nei corridoi della sede romana del sindacato avrebbero ricominciato a girare “vecchi veleni, dossier e lettere anonime. Al leader si sono fatti i conti in tasca. Sono sembrati troppi i 4.800 euro netti di pensione (circa 7.000 euro lordi) maturati nel retributivo poco prima che entrasse in vigore la riforma Fornero“. Accuse cui si aggiunge quella “di essersi aumentato lo stipendio per aumentare l’importo dell’assegno”, accusa respinta “facendo notare che gli anni di contributi sono 47″. Anche Il Messaggero parla di uno “scontro” alla base delle dimissioni di Bonanni. Il quotidiano romano parla di “un documento interno che mette in discussione anche in termini pesanti l’operato del segretario generale (alludendo anche al suo trattamento previdenziale), documento che avrebbe convinto la dirigenza Cisl a premere per le dimissioni anticipate di almeno otto-nove mesi rispetto alla scadenza attesa”. 
"Questo 7° Cribbiolino d'Oro lo dedico
a tutti coloro che nel sindacato
non hanno voluto fare carriera,
mettendosi invece al servizio dei lavoratori
"
Raffaele Bonanni è stato il primo (e unico) sindacalista italiano ad essere insignito, per ben sei volte, del collare dell'Ordine del Cribbiolino d'Oro, un premio che questo blog ha istituito nell'agosto del 2011. Le prerogative per vedersi assegnato questo premio erano la qualità e il coraggio delle proprie affermazioni nell'ambito delle attività politiche, sociali, sindacali, culturali, religiose e sportive italiane. E Bonanni le ha possedute tutte.
Dispiace che vada in pensione, sarà l'ultimo (e unico) sindacalista italiano col collare dell'Ordine.
Lo rimpiangeremo? Non è detto. Questa tipologia di bipedi da sindacato, una volta smessa la divisa e la maschera del lottatore pro-causa-lavoratori, viene subito riciclata in politica come i tanti suoi predecessori Marini, D’Antoni e Pezzotta della Cisl. Per non parlare della Uil e della grande Cgil.
Ma la prossima volta niente cribbiolini: solo cazzi e mazzi!

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Per far cadere Renzi basta un..

... calcio nel sedere priciso priciso e chi s'è visto s'è visto.
Fosse così semplice. Ma non lo è. Non è che il sedere di Renzi ce l'hai a portata di... piede.
Poi dentro quel cerchio magico in cui si trova pare rimbombonito e mollaccio. Se gli dài una pedata corri il rischio di ricevere l'onda d'urto del grasso Poletti e della pasionaria Serracchiani, per non parlare della bella Fatina de' Boschi.
Ma zitti, c'è Grillo che grida e lancia appelli: "Riforma infame, prepariamoci allo scontro. Mandiamo a casa Renzi".
E Giannuli: "Compagni (?) del Pd della minoranza, fate qualcosa: occupate le sedi di partito, o siete diventati tutti democristiani? Compagni (?) della Cgil, anche voi, perché non fate un bello sciopero?".

D'accordo con Grillo, quando ha ragione ha ragione, ma non condivido i "compagni" di Giannuli: sull'uso di questa parola ho qualche riserva... infatti c'ho messo un ?.

E anche quest'altro De Bortoli che attacca Renzi: non mi convince - scrive - puzza di massoneria.
Povero Renzi, ultimamente sempre accerchiato appare ma non ancora domo. E ha sempre un bel daffare a mostrare il suo... programma ai cittadini!

"Mi dipingono come un massone diabolico,
come un geniaccio maligno della politica.
Ma io sono come voi, sono uno del
popolo che ha a cuore una equalizzazione
fatta di libertas, disuguaglias e sfracellité"
Uno dell'apparatik che gli vuole bene come a un figlio è Napolitano, il quale si "deve vergognare", secondo Giannuli, ma anche secondo me. Sarebbe ora che se ne vada. Ma quando se ne va, mai?
Napolitano è un grande - stravecchio - che si è evoluto con gli anni. Prima stava nella destra del Pci. Adesso sta nella Destra e basta. Un illuminato, che teme la sfracellité d'Italia se non si va a riformare l'equalizzazione equale per tutti i disequali...  Renzi gli ha chiesto un po' di pazienza. Adesso sta lavorando in tournée negli Usa.
Così il presidente se n'è tornato tranquillo ai ricordi di un passato glorioso quando il Pci era il più grande partito della sinistra italiana dei lavoratori... purtroppo, da quella grandezza non sortì un fico secco per la classe operaia, tranne il fatto che quella classe operaia finì ed è tuttora all'inferno e dal Pci prese forma una specie di blob mollacchio come il Pd!
Speriamo che se la dorma ancora e lasci lavorare Renzi che gli deve togliere, a chi ha un po' di garanzie, la garanzia della stabilità rendendolo cosi equale con chi non ce l'ha...
Il rischio sta nell'eventualità che qualcosa di bello come Renzi si trasformi in qualcosa di brutto come Renzi. E che possa cadere. Prima del tempo. Del resto De Bortoli, mi sa che quella puzza di massoneria la percepisca meglio di chiunque altro.

Poveri Renzi e Napolitano, sempre a subire critiche e attacchi. Povera Cgil e anche quei minorati del Pd. Sempre a ricevere consigli e tirate d'orecchie. Ma lasciateli sbagliare in santa pace. Se lo meritano!

Chiuderei con una citazione dal filosofo francese La Mettrie: «Bevi, mangia, dormi, russa, sogna...», che integrerei con: «... ruba, fotti, fregatene, fatti li cazzi tua e continua a galleggiare in politica come solo gli stronzi sanno fare».

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martedì 23 settembre 2014

Ma c'è qualcuno che non ha capito la sintesi della Serracchiani

Lavoro, è scontro nel Pd.
Bersani a governo: "Intenzioni surreali".
Poletti: no modifiche.
Ma senza Renzi nessuno ha il coraggio di sferrare l'attacco decisivo.
Ed è qui che interviene la Serracchiani.

Serracchiani: "Troveremo la sintesi nel Pd". La replica a Bersani arriva anche da Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd in quota Renzi: "Confidiamo - dice - che nella direzione nazionale del 29, dedicata a lavoro ed economia, si possa trovare il luogo della sintesi proprio all'interno del Pd". "Abbiamo convocato la direzione, certo - osserva - non perché l'ha chiesta Fassina Chi, che non conta una mazza, ma perché si tratta di un tema importante e si discute nella nostra comunità, negli organismi di partito... ma solo alla presenza di Renzi".


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Una voce carnosa ci grida da San Francisco: è la bistecca di manzo alla fiorentina del Premier

"Amici, ho un sogno: trasformare tutti
gli italiani in cow-boy e cow-girl
per cambiare il nostro Paese
"
La prolusione lirica di Renzi da San Francisco.

Renzi: “Faremo di tutto per cambiare l’Italia.
Io, cambio l’Italia.
Voi, cambiate il mondo.
L’impegno del Mio governo è cancellare quell’obbrobrio
dell’articolo 18.
L’impegno del Mio governo
è
per un mercato del lavoro diverso.
L’impegno del Mio governo
è avere una classe politica
del Pd più o meno Elle
più dimagrita
della quale non vergognarsi.

Napolitano mi ha detto
che devo avere più coraggio:
quello messo finora sul terreno della rottamazione
non basta.
Napolitano ha detto
che l’Italia si deve
liberare dai conservatori
di destra e di sinistra.

Il Mio governo e Io,
siamo osteggiati dai sindacati
e dagli ex compagni del Pci,
ormai resi un esigua minoranza
che vivacchia nel Pd,
sfruttandolo.
Il Mio governo e Io
faremo di tutto per
cancellarli dalla Mia
vista.
Il Mio governo e Io
faremo di tutto per trasformare
l’Italia in una Vallata Siliconata.
Sì, come Silicon Valley.

San Francisco è la capitale del futuro
per molti di voi e per me.
Dobbiamo trasformare Roma
e chiamarla col nome del papa: Francisca.
Unire Milano e Palermo
in un’unica metropoli
rendendole città del presente
non vecchi paesotti del passato
è l’impegno che insieme a voi
francescani di San Francisco e noi,
francescani di Roma,
porteremo avanti
con la voglia di fare arrabbiare
quei conservatori noti.

Non cedo alla cultura dei cervelli in fuga;
e non farò il discorso
di farli tornare in Italia:
stanno bene dove stanno,
anzi,
stiamo facendo di tutto
per mandarli via dal nostro Paese,
ma solo per andare
ad arricchire con la nostra cultura
altri Paesi.
Riusciremo a cambiare l’Italia
e il suo mercato del lavoro
solo se riusciremo a sbolognare
i molti giovani che in Italia
sono alla ricerca disperata
di un lavoro.
Con la riforma elettorale
dimagriremo la classe politica.
E così, tra fuga di giovani
e dimagrimento di politici,
Io potrò finalmente governare
il cambiamento.

Se c’è un ministro
che ha meno
di 40 anni,
quello sono Io;
se c’è un ministro
che ha meno di 40 anni
libero da padrini e padroni,
quello sono Io.
Perché l’Italia
non ne poteva più
di padrini e di padroni.
E ha scelto Me.
Pensate a Me come a un nominato raccomandato
non eletto?
Gufi, Vipere e Piattole
sono molto migliori
di chi rema contro il Mio governo.
Ma vi sconfiggeremo.
Oggi, infatti, la sfida è
tra Voi e Io!
E se non è un cambiamento violento
questo?, ditemi...

Ora basta con le supercazzole.
Vado a cena con George Shultz
(ex segretario di Stato con Ronald Reagan)
e Condoleezza Rice (ex segretaria di Stato con George W. Bush).
Martedì sarò a colloquio con Bill e Hillary Clinton.
Concluderò la mia americanata
incontrando Marchionne a Detroit:
mangeremo insieme spaghetti, pollo e un'insalatina.
E dopo questi incontri stellari, caro Napolitano,
il coraggio mi aumenterà.
Chi potrà fermarmi?

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lunedì 22 settembre 2014

Renzi era un gallo cedrone

Trent'anni di attività imprenditoriale e dieci aziende ma nessun lavoratore a tempo indeterminato, tranne il figlio Matteo Renzi "regolarizzato appena una settimana prima della candidatura alla poltrona sicura di presidente della Provincia di Firenze".
È il record segnato da Tiziano Renzi, padre del premier, indagato per bancarotta fraudolenta dalla procura di Genova.

I dipendenti di Tiziano Renzi: tutti co.co.co, tranne il figlio Matteo Renzi assunto a tempo indeterminato. 
Traduciamo: tutti i dipendenti di Tiziano Renzi erano galline cococò, buoni per brodi e spiedi, tranne il figlio Matteo Renzi che era il capo gallo cedrone a tempo indeterminato.

Il gallo cedrone è un uccello appartenente alla famiglia dei Renzianidi.
Ha una voce che inizia con una specie di "a", e termina con un "desso". Questa voce armoniosa suscita la delizia di Berlusconi e dei giornalisti della sua parte. Un livore senza pudore, invece, per i suoi compagni (?) del Pd. A Bersani, addirittura, suscita il pianto.

In quest'epoca di grande sgomento sociale, è più facile udire il verso di questo renzianide: ti perfora e ti rompe definitivamente l'articolo 18, e tu non puoi farci un bel niente. Giunto alla metà delle sue promesse fondate su altre promesse infondate, questo gallo cedrone ogni tanto parte e va. Adesso se n'è andato negli Usa a trovare Marchionne, lasciando nelle peste i suoi compagni (?) del Pd.
Grillo e D'Alema sono i suoi principali nemici, ma a quello non gli frega niente: lui c'ha i cani attaccati che gli fanno da guardia. Questo gallo cedrone non finirà subito. I suoi nemici finiranno, e finiranno male.
E non parliamo poi del popolo italiano.
Non sa nemmeno come si fa ad accalappiare un gallo cedrone.
O forse non vuole.
O meglio, non gliene frega niente.

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domenica 21 settembre 2014

L'hashtag dei record di #Gelmini

"A me, non mi cancelletta nessuno:
preferisco il più italiano hashtag!
"
Forza Futuro: la Gelmini a Berlusconi: "Caro Silvio, siamo l'hashtag record su Twitter... se continua così ci dànno il primo premio per la migliore hashtaggata d'Italia".
L'entusiasmo "social" dell'ex-ministro dell'istruzione al convegno dei giovani di Forza Italia a Sirmione: "L'hashtag su twitter è #forzafuturo e devo dire che abbiamo battuto tutte le altre manifestazioni politiche perché questo hashtag è da giorni in cima alle classifiche della rete come il più tweettato e il più riconosciuto".

A volte mi chiedo: cosa ho fatto di male per meritarmi anche l'hashtag dei record della #gelmini, di #berlusconi, di #forzafuturo.
Ma davvero, perché non andate a farvi un bel #fanculotravoi e a mai più rivederci?
Non abbiamo tempo per le vostre puttanate: adesso dobbiamo combattere con i #millegiorni di #renzi, con l'ex #art.18 e con la dabbenaggine dei sindacalisti.
Per me siete tutti da #cancellare#.

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venerdì 19 settembre 2014

Nella Consulta i candidati bruni sono indagati...

... e quelli rossi invece no! Perché?

Consulta, Bruno indagato a Isernia per un incarico come curatore fallimentare.
Nel febbraio 2009, l'allora ministro Scajola nomina tre commissari per curare gli interessi della Itierre. Tra questi Chimenti, che divide lo studio con il senatore e gli è affidata una consulenza sulla bancarotta dell'azienda molisana che vale 2,5 milioni di euro.
Il forzista in corsa per la Corte costituzionale: "Sono sereno: non rinuncerei alla candidatura anche se fossi inquisito".
- Perché, senatore?
- Come perché, mica son tedesco: italiano sono. Noi italiani non ci dimettiamo!

Il candidato Bruno è indagato.
Per il Pd nulla di strano: "Non è condanna".
Per la Serracchiani: "Sono minchiatelle da educande. Noi tiriamo avanti".

Il candidato Rosso, (noto anche come Violante) non è indagato.
Per il Pd non è strano: "È innocente!".
Per la Serracchiani: "Dopo Violante il caos. Con Violante l'esperienza di anni e anni di berlusconcini ad personam. Noi andiamo avanti".


Questo è il Pd, perso ormai nel suo autismo irreversibile!

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giovedì 18 settembre 2014

Una "mangiata culturale" nella Pinacoteca del Museo Civico di Termini Imerese

Quando si ha fame di Cultura non si bada a spese e non si guarda in faccia a nessuno!
Qui è dove sarebbe dovuto avvenire
il simposio, con mangiate, bevute, canti,
inni, danze e conversazioni d'alto livello
Cena nella Pinacoteca: provvedimento disciplinare per il personale del Museo. E i veri responsabili quando pagheranno?
Scritto da Redazione
Mercoledì, 17 Settembre 2014 18:05

Ci sono già le prime "vittime" della cena privata tentata all'interno della pinacoteca del museo civico giorno 2 settembre. Sono il personale del sito, che hanno subito un procedimento disciplinare da parte della dirigenza comunale, a quanto pare colpevoli solo di avere permesso ad estranei di riprendere quanto stava accadendo lì dentro, cioè che si stava imbandendo un banchetto privato per 100 persone. Ma chi ha "osato" violare con telefonini, fotocamere e cineprese un luogo in quel momento così "sacro"?

Una era Emanuela Sinatra, consigliere comunale del Movimento 5 stelle; l'altro era il cameramen di TeleTermini, nota web tivù locale. La loro colpa? Avere documentato e fatto conoscere ai cittadini quanto stava accadendo in quel momento al museo. E così, proprio come ai tempi di Tangentopoli (ricordate?), la colpa non è di chi ruba (in questo caso, di chi ha autorizzato la cena privata in un luogo pubblico), ma di chi permette ai cittadini di conoscere cosa sta succedendo. Sinatra, come consigliere comunale, aveva tutto il diritto di accedere ai luoghi pubblici e documentare cosa sta succedendo; il cameramen rappresenta la stampa, il "quarto potere", il "cane di guardia della democrazia", spesso vituperata, messa al bando, vista dai potenti come fumo negli occhi, proprio perché fa conoscere ai cittadini, al popolo sovrano le nefandezze (ma anche le note positive, of course) dei potenti di turno. Del resto è stato permesso a chiunque di fotografare a tutto spiano, durante i matrimoni, feste e manifestazioni varie la pinacoteca con flash e potenti fari. In realtà, proprio come le corna, "si fa ma non si dice", perché è sempre meglio che i cittadini non sappiano, per permettere ai potenti di turno di fare i propri comodi. Eppure era stato Salvatore Burrafato, appena rieletto sindaco, a promettere un'amministrazione trasparente, un palazzo di vetro. Adesso invece vengono sacrificati sull'altare del silenzio le prime vittime, il personale del museo. Però gli interrogativi rimangono ancora tutti. Accanto a quello fondamentale delle autorizzazioni, per sapere davvero chi ha autorizzato chi, e aspettare che subiscano i relativi provvedimenti sanzionatori, c'è ne è un altro, quello dei soldi, di quanto sarà costata ai cittadini la nota cena privata che, ricordiamolo, si è tenuta lo stesso al museo, ma nel chiostro e fino ad oltre le due di notte. È giusto allora che i cittadini sappiano chi pagherà (e quanto) gli straordinari ai custodi rimasti li fino a quell'ora così tarda, per soddisfare un interesse privato. Aspettiamo che il sindaco risponda. Lo chiedono i suoi elettori e la democrazia.
Questa storia di "mangiate culturali" di strane maggioranze destrecentrosinistredemocratiche termitane dipendono dall'immane apparato digerente di ogni banchettante, all'interno del Museo, che ha il compito di introdurre, digerire ed assorbire i principi nutritivi Museali e Altamente Culturali contenuti negli alimenti mischiati con l'Arte e consumati là dentro, eliminando successivamente i residui non utilizzabili per il proprio metabolismo - es.: quando non c'è sensibilità per il patrimonio culturale di una comunità, quando ci si crede al di sopra di tutto e di tutti, quando sostanzialmente si è ignoranti, i residui si rilasciano sotto forma di feci. - A volte, se questa tipologia di banchettanti ha fortuna, le feci reagiscono con profumi e olezzi accul-turati... non capite? Strano. Eppure, mangiare là dentro l'avete capito come si fa, eh, masnada di barbari!

Per quanto riguarda il pio desiderio di conoscere i nomi dei mandanti, eh, questa cosa si introietta in un'altra tipologia di cultura: l'omertà!
Ma non disperate, termitani speranzosi, continuate a girarvi da un'altra parte. I vostri esimi consiglieri, assessori e sindaco di maggioranza, lavorano per voi. Già, il sindaco: l'avrà denunciata questa vergogna?
La prossima volta mangeranno in trasferta... se solo la magistratura agisse di sua sponte col fervore culturale di cui dovrebbe essere pregna! Perché di un tentativo di reato si è trattato: lo stupro della Pinacoteca del Museo.

Ps.: chissà Sgarbi che ne pensa?

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mercoledì 17 settembre 2014

Renzi è il quinto elemento contro il Male Supremo?


Il premier dall'Orèal: "Basta piangere, abbiamo un grande futuro".
Toccata e fuga in Piemonte per il premier Renzi a Settimo per visitare la fabbrica della multinazionale francese. E torna all'attacco sulle partecipate: "Ottomila sono troppe. Visita al cantiere Tav? Assolutamente sì, ma non oggi. Non ho ancora preso il mio caffè!"
"Abbiamo i primi segni che il rotolarsi verso il basso si è arrestato, dopo essere stato denunciato; c'è uno stop alla caduta con perdita di punti della patente; non è ancora la ripartenza, c'è stato lo sciopero dei benzinai, c'è stata un'interruzione di energia per colpa dei lavoratori dell'Enel, ma c'è un primo elemento: l'elemento M.R., il famoso quinto elemento; l'Italia deve continuare con forza l'investimento sulla ripartenza dei consumi, occorre invertire la rotta di marcia sui consumi e intensificare ancora l'export. L'Italia ha un futuro più forte del proprio passato, basta dire non ce la facciamo: voi avete, l'ho già detto, il quinto elemento, l'M.R., contro il Male Supremo dell'Eurozona".

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martedì 16 settembre 2014

Quando Renzi parla alla Camera, la Camera si tinge di rosso speranza


Renzi: "Faremo le riforme anche a costo di perdere consenso".

No, dico, le vogliamo immaginare per un istante le facce di chi lo ha messo lì che si ritrovano poi, a un tratto, a perdere consenso?
"Se saremo nelle convinzioni di avere tempi serrati" di esame della delega sul lavoro "rispetteremo" il lavoro del Parlamento "altrimenti siamo pronti anche a intervenire con misure di urgenza, perché sul lavoro non possiamo perdere anche un secondo in più... già il fatto stesso di aver pronunciata questa frase, mi sta facendo perdere del tempo prezioso: poi i miei elettori (le facce di cui sopra) me lo rinfacceranno".

È molto probabile che il rischio di perdere consenso sia già stato calcolato e contenuto in un piccolo cameo di oratoria renziana, che porta a mettersi anticipatamente al riparo dalla perdita del consenso. Che poi, questa perdita di consenso da dove dovrebbe venire se nessuno l'ha mai votato?

"Vi proponiamo di utilizzare come scadenza della legislatura la scadenza naturale della legislatura che è il 2018 - dice il premier -, sapendo che è facoltà delle camere negare in ogni momento la fiducia e sapendo anche, da questa parte del tavolo, che non abbiamo minimamente paura di confrontarci con gli italiani. Lo abbiamo dimostrato".
Chi può negare la fiducia a Renzi se ha la maggioranza delle larghe intese alla Camera? Sono solo puttanate renziane.
Se, alla scadenza naturale della legislazione, qualcuno dovesse negargli la fiducia, è perché Renzi sarà già stato defenestrato dai suoi nominatori. E, un altro, pronto, peggio di lui, a sedercisi sopra.

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lunedì 15 settembre 2014

Veltrooney sposa Clooney!

Veltroni a Clooney: "Carissimo George, ti sposo io"!


George Clooney e Amal si sposano: Walter Veltroni celebrerà il matrimonio dell'anno a Venezia.

Mah, così dopo aver distrutto il Pd, Veltroni ci tenta pure con Clooney e Amal?

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sabato 13 settembre 2014

Dai fucili di Bossi ai bastoni di Salvini

Il leader del Carroccio: "Contro questa porcata prenderemo i fucili".
Scontro Pd-Pdl: "Chi ha sollevato il problema ha paura di perdere".
Schede, Bossi "pronto alle armi".
Veltroni: "Indegno di un ministro".
Avevamo sentito le trombate dei fucili della Lega nord fino in Sicilia. Tant'è che avevamo creduto alla calata degli Unni, dal Valpadana, roba che perfino i nostri mafiosetti siculi erano costretti a nascondersi con le loro ridicole lupare.
E questo per quanto riguarda Bossi... e anche Veltroni.

Salvini: "Se Renzi mette mezza tassa in più, a Roma con bastoni".
Il leader del Carroccio alla Festa dei popoli padani, mentre a Milano è in corso l'eurogruppo. "Se i vincoli di Bruxelles ti portano a morire, te ne devi fregare". Poi precisa: "Ma sono bastoni figurati". Poi, sul referendum in Scozia: "Se vincono i sì, voteremo anche in Lombardia, Veneto e Salento e in Sicilia".
E questa storia dei bastoni figurati di Salvini che non mi convince. I fucili di Bossi, avevano almeno un'anima. Ma coi bastoni, dài. Chi se ne fotte. Specie se figurati.
Inoltre, chi, al posto di Veltroni, si ergerà indignato contro questo Matteo? Forse Matteo il Premier?
E per quanto riguarda l'indipendenza mi sta bene tutto, tranne che in Sicilia. Noi l'abbiamo già l'indipendenza.

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venerdì 12 settembre 2014

Armi ai Curdi e lavoro ai medici

Armi ai Curdi. La ministra Gianni & Pinotti ha detto: "L'invio delle armi ai curdi è stato fatto nel rispetto dell'articolo 11 della Costituzione: sono armamenti che diamo per proteggersi".

Infatti l'articolo 11 della Costituzione Italiana recita così:
L'Italia accetta di dare le proprie armi ai Curdi come strumento di difesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

La signora Cecilia Strada, presidente di Emergengy, dev'essere un po' tocca di cervello quando propone l'instaurazione di un "corridoio umanitario" al posto degli armamenti. Quel che conta oggi è far lavorare i medici in prima linea. Se le armi tacessero, i medici... che facessero, eh eh eh?

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Assassinato il Chico Mendes del Perù

Assassinato Edwin Chota, il Chico Mendes del Perù, difendeva la foresta da tagliatori illegali e narcos. Dieci giorni fa, dopo un viaggio a piedi in Brasile per unirsi ad altri capi indios. Era un avvocato, appartenente a una etnia che conta centomila persone. Lima vara una commissione d'inchiesta.

Quattro ambientalisti sono stati assassinati nella foresta al confine fra Perù e Brasile. È successo il primo settembre ma la notizia è stata confermata soltanto ieri. Una delle vittime è un famoso attivista peruviano, Edwin Chota. Di etnia ashàninkas, come le altre tre vittime, Chota, 54 anni, era da tempo uno dei leader indigeni più impegnati nella difesa della foresta amazzonica dalla deforestazione illegale e dai narcos che usano le vie fluviali sul confine per portare la cocaina dal Perù in Brasile e poi verso l'Europa.

La popolazione indigena brasiliana dei ka'apor ha deciso di combattere il taglio abusivo degli alberi della foresta amazzonica nella regione dell'Alto Turiaçu.

I manifestanti, che accusano lo Stato di non intervernire in difesa dell'Amazzonia, hanno protestato con incendi di tende, sequestri di motoseghe e veicoli, cacciando gli occupanti delle zone interessate.
Il fotografo della Reuters Lunae Parracho ha seguito e documentato una delle loro spedizioni (Foto: Lunae Parracho).

"Stiamo perdendo la nostra cultura, le nostre preghiere. Il mio popolo sapeva cavarsela nella foresta, ma adesso non c'è più foresta, non c'è caccia, e i fazendeiros non ci lasciano attraversare le loro terre per andare a pescare nel fiume. [...]". (Stralcio da una inchiesta di Simone Biheler Mateos, giornalista, pubblicata nel novembre 1995 sulla rivista brasiliana "Atenção").

Non è cambiato nulla da allora. È stata decisa l'estinzione di un'altra etnia, che si va ad aggiungere alle altre perdute nel nome del più bieco profitto.
Se deve finire così anche per questi indios, ritengo legittimo il loro sistema di autodifesa. Che potrebbero anche renderlo più crudele così come la stessa crudeltà è resa ad Essi. Del resto il loro futuro non esiste in questo nostro presente globale, tanto vale portarsi appresso il giusto contrappeso.

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giovedì 11 settembre 2014

La Ferrari morirà italiana, dixit Marchionne!

Marchionne dixit: “[…] La Ferrari non diventa americana. L’idea che una Ferrari possa essere prodotta al di fuori di questo posto è oscena. È completamente inconcepibile. Non sarebbe più una Ferrari. Ferrari è nata italiana e morirà italiana... e l’ultimo che vedrà la Ferrari viva sarò io!”.

Marchionne ri-dixit: “Una volta ero affezionato ai numeri dispari. Uno, tre, cinque... Come Montezemolo. Arrivato alla Fiat ho cambiato idea, ho deciso di privilegiare i pari. Mi sembrano più adatti al gruppo. Infatti l'uno è stato Montezemolo, il due è John, il tre l'ombra di Montezemolo, il quattro io. Conforta non poco”.
Questi grandi uomini... un po' superstiziosi.

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mercoledì 10 settembre 2014

Sono Luca Vento Nei Capelli

"In questo triste momento il mio pensiero
va a tutti quei poveracci ai quali
come buonuscita è stato offerto
un calcio in culo e una labile speranza
per un futuro fatto di niente
"
Montezemolo, rebus buonuscita. Dal 2002 incassati 112 mln di compensi. La base delle trattative per la liquidazione parte da un minimo di 24 milioni. Ma i "premi" per la carriera potrebbero gonfiare l'assegno fino a 50. Tra bonus, stock option e stipendi il manager Ferrari ha portato a casa 9 milioni l'anno da quando le sue remunerazioni sono pubbliche.

Direi che è pronto per continuare a fare il Presidente... eh eh eh!

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martedì 9 settembre 2014

Terribile questo sondaggio!

"Arriva sempre un momento in cui
uno deve salire sul trattore cercando
tutte le posizioni per starci comodo!
"
Incontro Marchionne-Montezemolo: sempre più probabile la rottura.
Il presidente della Ferrari vuole una soluzione condivisa.
Altrimenti sarà la Fiat a decidere: l'ad pronto a prendere in mano anche la casa di Maranello.

Ma, alt: all'orizzonte spunta un'alternativa... del fare!
Che sia la soluzione migliore?
Noi tutti ce lo auguriamo.
Perché l'importante non è vincere, ma partecipare, secondo gli ultimi trend della crisi economica.

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lunedì 8 settembre 2014

Cribbio, ma Marchionne allora fa sul serio!

Marchionne, non contento delle minacce verbali, è andato a trovare il presidente della Ferrari fin sul posto di lavoro, per dargli il resto!

Rombano i motori e i freni si son rotti
la macchina non va ma volano i pugnotti!
Ferrari, Marchionne a Maranello.
Della Valle attacca: "Non dia lezioni agli italiani... che già c'è Renzi che le fa".
Il giorno dopo la disfatta di Monza e le critiche, l'ad di Fiat-Chrysler va nella sede delle Rosse, deciso a farla finita con Montebambolo. Ma interviene duramente il patron di Tod's: "Furbetto cosmopolita, cominci a pagare le sue tasse in Italia, come fanno tutti i lavoratori oppressi qui in Italia".
Con Della Valle in campo, la partita a tre si fa interessante.
Un imprenditore buono contro un imprenditore cattivo.
E tutto, parrebbe, per difendere il posto di lavoro di un presidente perdente!
Ma tu guarda. E poi dicono che in Italia siamo indifferenti a tutto. Ma non è vero, cribbio!

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Di come bisogna saper leggere Renzi...

... se non vogliam morire ignoranti!

Renzi: “Finora i tecnici ci hanno detto che è finita la luna di miele. A noi ci porta bene ma c’è una parte di esperti del paese, cresciuta all’ombra della prima repubblica incapace per 20 anni di leggere Berlusconi, non ha anticipato la crisi e ora ci spiega che gli 80 euro sono un errore. Ma non accettiamo lezioni da chi non saputo né leggere né ridere con Berlusconi”.

Renzi difende l’operato del governo fin qui: “Gli 80 euro sono un’idea di civiltà: l’idea che chi ha sempre pagato si vede restituito qualcosa. È un atto di giustizia sociale più che una misura economica. Somiglia molto a una elemosina da paraculi. Ma anche a uno scambio di favori: io dò a qualcuno di voi gli 80 e voi me li restituite con oltre il 40% dei voti”.

Per Renzi: “La politica è occuparsi delle cose belle e non delle poltrone. Il capo della nuova politica è un buon capo se riesce a mettere sule poltrone giusta le ministre giuste. Alla lunga, finita l'era di Berlusconi, l'eredità del bunga bunga si è trasformata in buona politica e, ora, il Pd deve trovare il modo di stare insieme: D’Alema potrebbe dormire con me. Io con Enrico Letta. La Finocchiaro potrebbe dormire con Orfini. Fassina potrebbe condividersi con Fassino. Noi abbiamo la responsabilità di guidare il cambiamento in Europa e attuare il cambiamento in Italia e quindi per primi dobbiamo cambiare noi. Per questo motivo dovete e dobbiamo stare insieme”.

“Dobbiamo guardarci dentro nella gnocca degli occhi, abbiamo la forza e la ricchezza dei politici, non la disperazione dei poveri e dei senza lavoro. Se non è un colpo di culo questo?! Voglio ringraziare tutti e anche chi mi ha preceduto: Epifani che ha gestito il partito come fosse stato ancora in Cgil, dopo la botta elettorale; Veltroni dopo le scoppole elettorali; Franceschini dopo le patonzole dei beni culturali a perdere; ma un ringraziamento particolare, doppio a Bersani, lo smacchiator di guaguari. Con Bersani la discussione è sempre aperta; gli ho chiesto infatti: ‘Ma sai, Pier, che ancora non ho capito se poi sei riuscito a smacchiarlo?’; eh, ci ha fatto prendere un bel coccolone l’anno scorso, ma poi abbiamo scoperto il solito Bersani grintoso anche troppo: mi inviterà a scolarci una birra insieme. Sono felice di essere il segretario di un partito plurale, anche se io sono, ci tengo a sottolinearlo, singolare, molto singolare”.

“Abbiamo vissuto una stagione di primarie e c’è una responsabilità che è la mia: in un partito che ha il 41% il segretario non può avere sempre ragione, ma nessuno ha il diritto di veto. La mia proposta è quella di una segreteria in cui si sta tutti insieme, con l’unica eccezione del capo, che sta anche con Berlusconi. Ma quello che deve essere chiaro, è che la ‘rivincita’ sarà nel novembre 2017, trascorsi i mille giorni“.

“Abbiamo detto mai più precari e supplenti ma anche che gli scatti non siano solo sull’anzianità ma sulla base della qualità del lavoro. Il merito è di sinistra, la qualità è di sinistra, il talento è di sinistra, ma la mente pensante e operativa è sempre di destra. Mettetevelo bene in mente. Io voglio stare dalla parte dell’uguaglianza, non dell’egualitarismo. Della fraternité, non della disperazioneté. Dell’amorosité, non dell’odiosité. Voglio parlare di tutti e non voglio abbandonare nessuno, dall’Alpi all’Etna, certo che mi capirete se dico cazzate. Ma non dico cazzate, chi vivrà vedrà. Solo datemi tempo, datemi i miei mille giorni. Poi, dopo, se volete, me ne vado da me”.

"Mi fanno sorridere i Razzi e i Salvini, che sono andati da sé in Corea del Nord. Salvini ha visto Nord sulla cartina e ci è andato. Razzi ci è andato perché, paradossalmente, lui riesce a parlare il coreano del nord meglio che l’italiano. Ciò che mi sconvolge è quello che Salvini ha detto rientrando.
- Che ha detto?
“In Corea del Nord mi ha colpito il fatto che i bimbi possano giocare liberamente in mezzo alla strada dalla mattina alla sera. Non si rimbambiscono con la playstation, come in Italia vittime delle supercazzole animate di Renzi”.
- Ma la Corea del Nord è una dittatura, gli fanno notare alcuni giornalisti: “Certo, e mi tengo stretta la mia libertà. Ma nel 2014 con una potenza nucleare si dialoga”.
Be', il fatto che l'Italia dialoghi con Israele, potenza nucleare sempre belligerante, per Renzi non è scandaloso e discutibile.
Non sorridiamo più invece quando Di Battista dice che bisogna dialogare con i terroristi dell’Isil. Con il Pd e Bersani non dialogano, ma con i terroristi sì… ahi ahi madame la marquise… ti pareva una piccola banana, ma era un paracarro".

E concludo con una grande verità: “Noi politici tutti siamo come i pannolini. Vanno cambiati spesso e sempre per lo stesso motivo”.

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domenica 7 settembre 2014

Marchionne avvisa Montezemolo: o vinci o ti rottamo!


Ferrari, Marchionne 'avvisa' Montezemolo: "Abbiamo i piloti migliori, non possiamo partire dal settimo posto". Sergio Marchionne prima afferma che "nessuno è indispensabile, ma il cambio della presidenza non è in agenda", poi però parla più chiaramente: "I risultati economici di Montezemolo sono molti buoni, ma nel caso della Ferrari un manager deve essere valutato anche per i risultati sportivi: sono sei anni che non vinciamo, abbiamo i migliori piloti del mondo e non possiamo partire tra il settimo e il tredicesimo posto".
C'ha ragione Marchionne. Nello sport, come in politica, ciò che conta sono i numeri alti.
Ma qui, con Montebambolo, i risultati sono peggio di una utilitaria fabbricata in India.
E Montebambolo come l'ha presa? E come volete l'abbia presa. L'ha presa così il poveretto, come nelle sue abitudini, lacrimando.

"Smentisco categoricamente che io stia piangendo per le cattive parole di Marchionne. Solo che dopo il Gp di Monza, m'è entrato un bruscolotto nell'occhio sinistro. Era il bruscolotto portato dal passaggio di Alonso, subito dopo essersi ritirato.
Comunque ritengo d'avere svolto bene il mio lavoro in Ferrari.
Se non abbiamo vinto la colpa non è mia, ma delle tante congiunture che si sono accanite contro il nostro team.
E dico, per concludere, che venisse lui a dirigere la squadra corse, e vediamo se c'ha 'sta capacità di far volare la macchina.
Sì, l'unica capacità che c'ha lui è quella di far volare gli operai fuori dalla fabbrica.. Mi licenzi pure, se è in grado di farlo. Presidenti si nasce e io lo nacqui. Non ci si inventa presidenti dal nulla. Provi a licenziarmi. Ne trovo subito un altro di posto come presidente!".

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Nessuno tocchi Renzi!


“Attaccare il governo Renzi è vecchia politica”.
Berlusconi apre al dialogo e spiazza i suoi. Formalmente Forza Italia rimane all’opposizione, ma di fatto non sta opponendo alcuna resistenza.
Non solo sulle riforme ma anche sulla politica estera (vedi la telefonata di Berlusconi al premier); addirittura sulla giustizia il centrodestra tiene un atteggiamento possibilista.
La svolta è così netta da creare scompiglio dentro il partito.

Berlusconi: "Caro Matteo, non negarlo: anche tu mi vuoi bene. Mi sei stato sempre simpatico. Fin dal nostro primo incontro. Da te mi viene la forza che altri hanno tentato di levarmi. Il tuo renzismo è virale, per me è come, no, più che una boccata d'ossigeno. Ti amo, non mi vergogno a dirlo. Guarda, se tu fossi stato una donna, io per te, altro che bunga bunga! Mi sarei allungato. Per stare al tuo livello. C'è una voce in giro che vuole mettere zizzania tra noi. Non so se messa in circolazione dai tuoi o dai miei. Si dice che tu racconti più fandonie di me. Non credo. Lo dicono per distruggerti. Ma me l'accollo io quest'accusa infamante. Ho le spalle larghe e la lingua esercitata per non sapere chi dei due ne racconti di più. Ad ogni modo, staremo a vedere quanto ti faranno durare i tuoi. Ehi, mi senti? Mi ascolti quando ti parlo? Sappi che prima d'incontrarti avevo a che fare con una manica di politici presuntuosi e gelosi l'uno dell'altro. Tu mi capisci, vero? Sai perfettamente che nel tuo cerchio magico le cose non sono tanto diverse dal mio. Ma arriverà quel giorno in cui anche tu finalmente troverai uno spazio pubblico per me, mi citerai come padre della nazione per le riforme a cui stiamo dando tutto il gas. Tu ne sarai il figlio e Napolitano il nonno. In fondo, agli uomini giusti tocca sopportare la croce. E tu lo sei, perciò ti gufano. Se, però, ti dovesse andar male - in politica può succedere - troverai in me sempre un approdo sicuro. Da me, nessuno mai ti toccherà!".
Tuo aff.mo Silvio,
per sempre obbligato.

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mercoledì 3 settembre 2014

Conte: "Dobbiamo essere un esempio per il Paese"


Il tecnico fa leva sull'orgoglio alla vigilia del suo esordio sulla panchina azzurra contro l'Olanda: "È un momento difficile per tutti. Abbiamo una grande responsabilità: siamo 22 in campo, ma abbiamo un intero Paese che ci guarda. E vogliamo essere di esempio... l'intera Europa ci guarda. Il mondo intero. Ci guardano Napoletano, Renzi, Draghi, la signora Merkel, lady Pesc e Prandelli. Poi il Papa, i magistrati, Marchionne e John, la jet-sosaity, Antonio Razzi, l'Ukraina e la Corea del Nord. La classe operaia pone in noi molta speranza per un futuro vincente, i dilettanti della serie D ci invidiano. Noi dobbiamo essere una squadra volitiva, tenace, mordace, fiera come un Puma! È agghiacciande il solo pensarlo, ma va pensato".

Secondo me il ct della Nazionale, ancora un po' ed è pronto per sostituire il Premier!

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martedì 2 settembre 2014

Signò Belluscone, dov'è la birra?

Belluscone, una storia siciliana. Il film su re Silvio con Dell’Utri protagonista (trailer).
Presentati ieri sera al Lumiere di Bologna cinque minuti della docufiction di Franco Maresco, il padre di Cinico Tv. Il film risale alle radici del legame tra l'ex premier e la Sicilia, vera roccaforte del suo consenso.

“Belluscone”, Forza Italia chiede sequestro del film: “E basta col cliché della mafia”.
Il senatore Malan all'attacco del film di Maresco in concorso a Venezia: "Berlusconi non è più alla guida del Paese, dovremmo cambiare argomento. Il cinema dovrebbe parlare di quello che c'è di bello in Italia, ma purtroppo si sofferma troppo sulla mafia, come se tutto il Paese fosse fatto di delinquenti".
E c'ha ragione Malan. Troppo spazio stiamo dando alla mafia. Come se 'sti mafiosi fossero anche tutti politici.
Belluscone non guida più il Paese. Adesso c'è Renzi che lo guida. Attaccatevi a lui e non ci scassate la minchia!
Ma Renzi non ci sta e annuncia: "Questo film non è da censurare, perché fa vedere quello che c'è stato di bello in Italia e quello che c'è oggi, a parte me e la ministra Boschi".


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lunedì 1 settembre 2014

Come sarà Renzi tra mille giorni?

Renzi tra mille giorni sarà così

Ecco la risposta alle accuse di “annuncite”.

Matteo Renzi presenta il Millegiorni: “Cosa prevede il nostro lavoro? Oggi parte il countdown, oggi è il giorno zero. Ne restano mille. Ogni giorno ci saranno elementi nuovi, nuove sorprese, nuove riprese coi botti, nuovi annunci, nuove promesse, nuove riforme, nuovi posti di lavoro, buone nuove dal settore economico, energetico, prostatico ed erotico. La Giustizia sarà riformata secondo le strette intese con l'omino di Arcore. Con la nuova ministra Pesc concluderemo la pace con i ribelli della Katzania orientale. Manderemo inoltre Razzi e Salvini a contrattare i nostri spazi vitali internazionali dal re della Cornulandia del Sud”.
Il presidente del Consiglio parla di una “grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di ‘annuncite’, malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l’elenco di date a cui siamo auto-costretti... ma mi corre l'obbligo di correggere i miei detrattori: non di annuncite si tratta, parola inesistente nei migliori dizionari italiani, ma di renzite, neologismo che sta tra la politica del fare e la politica del menga. Aprirò un sito nel quale si potrà verificare il lavoro del governo: "Leggo di giudizi sulla fine della nostra luna di miele con gli elettori. Lo dicevano anche prima delle Europee".
Nella presentazione del progetto scrive: "Dobbiamo giocare all'attacco, scegliere il coraggio e non la paura per un'Italia libera dalle pastoie burocratiche e dal potere di rendita dei soliti noti. Vinceremo lo scudetto della civiltà nel 2017".  
Chissà cosa eravamo prima, come ci guardavano prima, come ci trattavano prima? 
Da incivili?

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Heracleum