mercoledì 31 dicembre 2014

Anno Nuovo... la stessa cazzimma, anzi, peggio!

Ancora discorsi di fine anno, Presidente? E che c'ha di nuovo da dire?

Cappelli verdi, facce bianche
e cappotti rossi: evviva il 2015
Il 2014... un escremento mefitico, senza limiti e vergogne, ma pieno di bugie, quelle sue, quelle di Stato e quelle europee.
Il 2015?
Già, come sarà?
Stando a questi due simpatici mattacchioni, il 2015 sarà l'anno dell'Italia, l'anno del lavoro, della buona economia, della buona salute, del buon ambiente, della buona creanza sociale e civile senza limiti. L'Italia diventerà sinonimo di invidia impareggiabile per gli altri paesi. La perla del Pianeta. Intorno a lei si diffonderà una nuova fragranza amorosa che anticipa il ritorno dell'uomo e della donna... al camposanto, senza limiti né ulteriori spese, ma cerei.
I loro funerali, però, non saranno di Stato. Dobbiamo fare una colletta tra noialtri poveracci.
Care italiane e cari italiani, se foss'io il Presidente con la P maiuscola, concluderei così il mio messaggio di fine anno. L'unico possibile da farsi. I ben pensanti e i bigotti, invece, gli facciano gli applausi. Se li merita tutti... fino in fondo!

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martedì 30 dicembre 2014

La Casta vorrebbe un Presidente come Pertini

"Attenti italiani, che vi pigliano per il culo!"

L’identikit di Palazzo Chigi per l’accordo sul Colle: "È un ruolo tutto politico, serve un nuovo Pertini".

Pertini:
L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.
Siete avvisati, maneggioni della politica italica: trovatene uno così, che nel dire questo lo metta poi in pratica. Se lo trovate non solo siete fortunati ma passerete anche per galantuomini. Altrimenti il Pertini o la Pertina che sceglierete non sarà altri che la vostra emanazione ipocrita, falsa e spergiura di tutte le promesse che andrete ancora a spifferare.

Se non lo trovate, lasciate perdere Prodi e tutti gli altri.
Il suo vigore è reale solo quando predica "sta calmo, calmo, calmo..." e ancora "sta tranquillo quieto saggio e più calmo calmo calmo con molta calma", mentre aspetta il panino caldo e calmo affogato nella mortadella calma quieta profumata saggia. Ed europea. Col rischio che potremmo morire affogati nella mortadella saggia e calma.

Si potrebbe optare per il discendente del cavallo Incitatus di Caligola. Ma anche quello, mica facile che lo trovi.
E Dudù?
Insomma, se i cani sono fedeli, Dudù è necessario. Ha la dote! È quella che comanda.

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Quel pomeriggio di un giorno da coach, con Al Renzino

Renzi: "Io come Al Pacino, alleno l'Italia e la motivo".



Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la conferenza stampa di fine anno ha fatto riferimeno a "Ogni maledetta domenica", il film in cui Al Pacino intepreta il ruolo di un allenatore di football americano che riesce a condurre la squadra alle finali del campionato.

Bah, secondo me si è un po' confuso coi film, a causa di una dose troppo alta di vanagloria!
E, visto e considerato lo stato in cui versa il Paese, che solo lui e i suoi colleghi continuano a vederlo buono perché secondo loro sta per uscire dalla crisi, sarebbe stato meglio se avesse fatto riferimento a "Quel pomeriggio di un giorno da cani", film di rapina, disagi, mala esistenza e morte!
E pensare che in quella maledetta cassaforte da rapinare erano rimasti solo pochi spiccioli di dollari.
Un po' come noialtri, con gli ultimi maledetti spiccioli di euri. Prendere ai quasi morti, che valore ha?
Ça va sans dire!

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domenica 28 dicembre 2014

Poletti e Sacconi incrostati sull'efficacia del jobs act


Jobs Act, Taddei: “Volontà politica è non applicarlo al pubblico impiego”.
Non c'è nessuna volontà politica dei PDI (Padroni D'Italia) di dispiacere i lavoratori pubblici.
Questa si chiama fraterna solidarietà - quasi un conflitto d'interessi - verso chi porta avanti la baracca del Paese, gli unici lavoratori per antonomasia di sempre.

Egregio Renzino, questo jobs act, più che una Rivoluzione Copernicana,
a me pare una RIVOLUZIONE PACCHIANA!

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sabato 27 dicembre 2014

Renzino, lo vedi che t'è successo con tutti questi tweet?

"Oh Renzino, guardati
allo specchio, ora:
ne è valsa la pena

a perdere tempo
con questa porcata

del jobs act?
Spera solo che non ti passi
accanto l'angelo statuario,
che rischi di rimanere
così per sempre".

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Il jobs act non è una cagata pazzesca!

"LA SANTA TROIKA MI PROTEGGE"
Jobs act. Da Cgil e Uil a Ncd e minoranza Pd: per Matteo Renzi le polemiche non finiscono.
Col jobs act del signor Renzi crolla definitivamente il significato antico "del lavoro che nobilita l'uomo". Ma manco più le bestie, se è per quello.
Stralcio:
Il Nuovo Aspi ha una durata più lunga dell'Aspi, 18 mesi anziché 12, soltanto per chi perde il lavoro dipendente prima di 55 anni, ma è di importo inferiore rispetto a quanto oggi in vigore e scende a circa 400 euro al mese nel semestre finale: maggiore durata e minore importo si compensano per i più "fortunati", gli altri ci perdono. Il Nuovo "mini-Aspi" e il sostegno al reddito per co.co.co e co.co.pro ricalcano sostanzialmente quanto già in vigore (la lump sum viene rateizzata), mentre le Partite Iva individuali subiscono, oltre al danno inferto dalla Legge di Stabilità (innalzamento dei contributi previdenziali dal 28 al 33% e restrizione delle condizioni di accesso al regime dei "minimi"), anche la beffa dell'esclusione dalla copertura degli ammortizzatori sociali: sono lavoratori dipendenti a fini previdenziali, ma autonomi per il sostegno al reddito.
La cosa più insopportabile per Renzi è il dover sentir dire da Fassina Chi: "Col jobs act, Renzi insegue la puerca troika. Col jobs act, Renzi permette ai padroni (i cosiddetti imprenditori: ma chiamiamoli col loro vecchio epiteto) di licenziare selvaggiamente e indistintamente i lavoratori". Col jobs act, Renzi crede di aver raggiunto l'acme del potere. Ma forse lo confonde con l'acne da servilismo di gioventù eurozoologica.

La cosa più insopportabile per Renzi è il dover sentire dire dalla sua compagna di partito Camusso: "Ma cosa gli avran mai fatto i lavoratori per venire così duramente trattati dal Renzi?".
Ce lo chiediamo in tanti. E ci nasce spontanea una sola risposta. Che non è una specie di mantra pro CGIL.

Renzi è cattivo, "ma di una cattiveria buona".
C'è tanta gente che lo adora per questo, che lo supporta a prescindere, che lo ama anche e meglio del miglior Berlusconi. Renzi ha dato gli 80 euri e potrebbe darne di più. Così pensano i suoi estimatori tra i fumi di nebbia della massa indistinta.
Renzi, quindi, è un buon cattivo: lo pensano in molti. È affascinante nella sua fame di rottamatore di lavoratori. Un Bugiardo che dice le sue Verità.
Già, lui, quello che voleva rottamare i suoi colleghi di Casta, dopo un po' ha deciso che a rottamare i lavoratori e il lavoro in quanto atto nobile, sarebbe stato più facile e redditizio per la salvaguardia della sua poltrona e per gli interessi della troika.
Renzi apparentemente non arreca dolore a quanti si sentono deprivati dei loro ultimi e deboli diritti. Infatti è reciproca la relazione sadomaso tra il cittadino renziano e Renzi. Le sue vittime adesso soffrono della sindrome da jobs act renziana. E Renzi, in un certo senso, affamandoli, li ha beneficati e santificati: andranno tutti alla mensa caritatis perché non sanno nemmeno da dove si comincia una rivoluzione per il diritto alla pancia piena e al benessere dell'esistenza. Renzi è "l'ultimo eroe negativo" di questa Italia persa!
Volendo, si potrebbe rottamarlo!

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venerdì 26 dicembre 2014

C'è una certa libido nei presepi vaticani


Celle 'piene' in Vaticano: in due nelle prigioni. La Santa Sede commenta: "Inusuale".
L'imprenditore che è salito sulla cupola e la femen che a Natale si è avventata sulla statua del bambinello in attesa di processo.
Lasciamo stare l'imprenditore che, secondo me, ce l'aveva con Renzi che non l'aveva invitato a cena perché mancante dei mille euri richiesti per magnà insieme al premier. Colpa della crisi, fu!
Ecco perché è salito sulla cupola: voleva guardare i fedeli dall'alto della sua crisi esistenziale.
Ma la femen, cribbio. Si presenta in quel luogo sacro, a seno nudo, con la scritta God is woman!
Hanno fatto bene a sbatterla (non in quel senso) in una cella vaticana. In quelle celle stanno tutti in grazia di God is man.
C'è stato il Corvo Gabriele e il vescovo pedofilo Jozef Wesolowski.
L'uno graziato da Ratzinger e il secondo ai domiciliari.
Ragion per cui, per la femen in cella, la vedo male!

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mercoledì 24 dicembre 2014

Il pacco dono di Natale di Renzino alla povera Camusso

PROVA GENERALE DI JOBS ACT
"Licenziamento per scarso rendimento... sindacale, eh eh eh"
Jobs Act, Cdm approva decreti attuativi. Resta il reintegro, fuori l'opting out di Ncd.
Riunione dei ministri alla vigilia di Natale segnata da tensioni.
Renzi: "Eliminando il reintegro saremmo andati oltre la delega".
Sacconi: "Passo avanti ma non basta".

Sul fronte sindacale, dura la leader della Cgil Susanna Camusso: "Altro che rivoluzione copernicana, a leggere le norme viene da chiedersi cosa abbiano mai fatto i lavoratori a Matteo Renzi, che con i provvedimenti odierni ha cancellato il lavoro a tempo indeterminato, generalizzando la precarizzazione dei rapporti di lavoro in Italia. Non soddisfatto ha diviso ulteriormente i lavoratori penalizzando ancora una volta i giovani e i nuovi assunti. La Cgil continuerà a opporsi in modo forte e deciso a queste norme ingiuste, sbagliate e punitive nei confronti dei lavoratori e userà tutti gli strumenti a sua disposizione per ripristinare i diritti dei lavoratori. Ci opporremo con forza...", ma non ora, che adesso è il santo Natale, lo faremo a Pasqua, appena fa bel tempo, in coincidenza con la resurrezione di quei poveri cristi di operai...

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martedì 23 dicembre 2014

Salvini e Landini, uniti dalla Tosi

"I lavoratori prima di tutto;
e solo dopo le risate di parte"
Matteo Salvini e Fiom a Legnano, prima uscita ufficiale insieme davanti ai cancelli della Franco Tosi.
Il posto di lavoro difeso da destra e da sinistra. Bene bene bene. Il lavoro al di sopra dei piccoli interessi personali e di partito. Finalmente qualcosa si muove in Italia. Fiom e Lega Nord si incontrano in campo neutro dalle parti della Franco Tosi, storica azienda metalmeccanica...
Attenzione: qui si parla di lavoratori, mica di noccioline.

"I miei amici si sono smarriti e non li trovo più; è giunta l'ora di rintracciare i miei nemici, coi quali, sono certo, arriverò ad un accordo di benessere per tutti".
Mi sia consentito riflettere su questa ardita e intrepida comunanza: Salvini e Landini, a parte l'assonanza della rima, in cos'altro sono uguali?

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lunedì 22 dicembre 2014

Dio Presidente!

"Ah be', se esiste è fatta!"
“La scelta per il nuovo capo dello Stato?”, dice Berlusconi, “noi guardiamo alla persona. Non ha importanza se è di quella parte o di quell’altra. Non va giudicata dal fatto se ha radici in un’area o in un’altra. Si deve trattare di una persona seria, accettata da tutti. Deve essere un garante per tutti quanti. Che svolga il suo ruolo di garanzia nei confronti di ognuno e non di una sola parte”.

“Il nuovo Capo dello Stato”, dice Angelino Alfano, “non può essere eletto dal congresso di una formazione politica”. Ma potrebbe essere eletto da un gruppo di iene ridens!

Insiste Berlusconi: “Il successore di Napolitano va scelto con il concorso di tutti. Con il concorso nostro, della Lega, del Movimento 5 Stelle. È giusto così, siamo d’accordo“. Bellissimo pensiero, degno di un piccolo grande statista.

Bersani: “Al Quirinale una figura che sappia tenere il volante”. Perché, potremmo sbandare di più?

Vendola: “Per me, se il Pd vuole, lo può fare solo Prodi il presidente”. Calma, calma piatta, quasi mortale.

Matteo Salvini: “Mi auguro che al Quirinale non ci sia un servo di Bruxelles, un complice dell'Euro e dell'Europa, che permetta l'esproprio della sovranità italiana“. Per fare questo anche un picciotto d'onore del nuovo partito della lega nord di terronia andrebbe bene.

Renzi: “Per il Colle occorre una maggioranza ampia, nessuno ha potere di veto”. Ma lui sa già chi lo farà!

E Grillo? “Uno che può fare il Presidente in Italia? Ma Dio, perbacco! Se esiste!”. In controtendenza, come sempre.

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domenica 21 dicembre 2014

Cchiù pilu pi' Renzi e cchiù pilu pi' Salvini

Più fiducia nel governo
Renzi e il Pd tengono. 
Boom della Lega di Salvini.

Traduzione: 'u pilu di Matteo Renzi e 'u pilu di Matteo Salvini tirano il carro preelettorale di più di un pilu di fica!
Cribbio, è tutto un mondo sottosopra.
I buoi, pertanto, si riposano.
Muggiranno dopo!
Eh eh eh...

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sabato 20 dicembre 2014

Renzi dirige il coro della Vaselina


Legge Stabilità, Grillo: "Un voto da ladri, è dittatura con vaselina". Il leader M5S infuriato si scatena sul suo blog: "Ma Renzi chi crede di prendere per il c?", e chiede lo scioglimento del Parlamento: "Siamo nelle mani di folli sotto gli occhi di un presidente della Repubblica tremebondo che ha tradito la Costituzione".
E su Twitter lascia l'hashtag #PolettiDimettiti subito.

Povero Grillo, ancora una volta mal capito e indigesto.
Ehi, Grillo, guardati dallo sputar contro Renzi e sua Compagnia. Perché, co' sti spifferi di demagogia demofascista di sistema, ti ritorna tutto sulla faccia.
Con tutti gli "errori che hai fatto", e che hai sbattuto contro il "secolare sentimento italico di non remare mai contro un capo che ti dà gli sghei", ora ti trovi a buttar bile: lo pensano tutti i tuoi denigratori, sia quelli con pregiudizi a prescindere, sia quelli che ti odiano perché non sanno ridere di sé stessi.
Hai sentito che ti ha detto Renzi: "Siamo riusciti a convincere Grillo a ritornare a fare il comico"?
Molti italiani sono convinti che Renzi li salverà. E fanno bene a credere in lui. Lui non fa ridere, per questo è nelle corde di quelli che lo irrenzano.
Ma siccome, e io la penso così da lungo tempo, un comico deve fare ciò per cui è portato, è meglio che ritorni a fare il comico; il politico, al contrario, deve fare ciò per cui è irrenzato: ingrassare a poco prezzo le speranze della massa, che quel poco prezzo con cui la ingrassa si trasformerà poi in un prezzo talmente alto da pagare che non conteranno più i dolori... i componenti di quella massa.

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venerdì 19 dicembre 2014

Dimissioni: - My God, George? - Yes, maestà, sto accà!

Uno stesso destino per due monarchi. Le dimissioni.

- My God, George?
- Yes, maestà, sto accà!
Queen Elizabeth: "Che ci fa seduto on the throne of Philip?".
King George: "Maestà, in realtà io non sto accà anche se pare che sto accà".
Queen Elizabeth: "Goddamn, where's my Duke? Dov'è il mio Philip?"
King George: "L'ho visto andar via incaponito quanno sono arrivato io. Sarà anche lui intontonito per l'età".
Queen Elizabeth: "Ma allora lei sta accà".
King George: "Non voglio contrariarla, maestà, ma chillo che lei vede seduto accanto a lei, chillo è Filippo, non sono io. Non so proprio come sia potuto accadere?".
Queen Elizabeth: "Lo so io, lo so. È lo choc per le dimissioni che darò a Natale che mi fa stravedere George instead of Philip. Oppure la notizia delle sue dimissioni che mi ha traumatizzata. I do not understand".
King George: "Ma siamo proprio sicuri che lei si dimetterà a Natale?".
Queen Elizabeth: "Parola di regina è sacra".
King George: "È più facile che chillo 'o napulitane se ne vada a casa che la maestà vostra resti senza corona"...

Queen Elizabeth: "Coraggio George, o come cavolo ti chiami, tu per il tuo popolo sei il king of Italy. E sarai ricordato anche come il king of Naples. Una specie di United Kingdom all'italiana. Very, very special. Coraggio, oh Filippo, dear, sei tornato. Ma sai che ho creduto per un istante di riconoscere in te 'o king napulitane. A nightmare, a nightmare. Terrible! No, io non mi dimetto a Natale... che porta male, mi dimetto a Pasqua".

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giovedì 18 dicembre 2014

Grillo lo scriba contro Tano Napoli il Faraone


Grillo: "Napolitano? Dovrebbe costituirsi".
Il sogno di Grillo - di vedere il Faraone impicciato in galera - non si realizza.
Potrebbe però realizzare uno show su come era e su come sarebbe dovuto essere.

I politici e i comici non sono soggetti identici, anche se producono "ilarità".
Non dovrebbero mai cambiare mestiere. L'ambiente circostante peggiorerebbe ancor di più.

I primi fanno ridere per il nostro bene sociale.
I secondi fanno ridere per il nostro bene spirituale.
Coi primi paghiamo le tasse, gli interessi, le malefatte e le loro inutili liti per il potere.
Coi secondi paghiamo un biglietto d'ingresso.
Paghiamo sempre...
e loro incassano!

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mercoledì 17 dicembre 2014

La corsa del premier e i consigli del gran visir

I consigli sovrani al giovin Renzi. 

Butta l'occhio di qua e di là,
sorveglia a destra e a sinistra;
guardati dagli amici e dai nemici;
non dare confidenza a nessuno;
guarda chi conosci
come chi non conosci.
Ed esigi la ricevuta
ogni qual volta
distribuisci gli 80 euri
ai sottostanti.
Solo così puoi tenerli
al guinzaglio corto.



La corsa del premier sulla legge elettorale: "Sì entro il 23 del prossimo mese, poi il Colle".
L'obiettivo di Renzi è varare il provvedimento prima della scelta del nuovo presidente della Repubblica. Percorso concordato con Napolitano per sottrarsi ai possibili ricatti di Forza Italia o della minoranza dem.

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martedì 16 dicembre 2014

Salvini impedirà fisicamente l'accesso a Prodi

Salvini: “Prodi al Quirinale? Sarebbe la pietra tombale, uno scempio, l’ultimo sulla faccia della Terra. Ha già fatto abbastanza danni. Nel caso, proveremmo ad impedire democraticamente e anche fisicamente che accada”.
- E come farà?
Salvini: “Mi stendo io davanti ai banchi del Parlamento, completamente nudo, lo spavento e lo legno con l'alzabandiera leghista! Vedrai che ci penserà due volte prima di entrare in Parlamento”.

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Si tratta di Egostracchio Frumentone da Santa Pallida di Torpore

Renzi incontra Prodi: "Non accetto veti dal collega Berlusconi il Nazareno (e, vi prego di credermi, non faccio scena); nessuno nel Pd candidi il Professore contro di me. Qui comando io. Perché so che a voi piace essere comandati. Come tutti gli italiani. Anche se siete del Pd. Soprattutto."

L'ex leader dell'Ulivo: "Ma io continuo a non essere disponibile. Trombato una volta come Premier, una seconda come candidato alla Presidenza della Repubblica, non mi faccio trombare una terza, da un dittatorello appena nato che non ha ancora imparato le meglio lezioni della vecchia Dc, quando le pugnalate agli amici di partito stavano almeno in grazia di Dio. Preferisco panino e mortadella a moniti e mortadella".

Boschi: scegliamo noi il nome da proporre per il Colle. E lo imponiamo agli italiani.
Perché la Boschi parla così?
Come perché? Ma è ovvio, anche lei comanda in questa squadra di comandanti.
Comandano tutti, in quel posto lì.

Eppoi la ministra c’ha già un nome nella borsetta. Si tratta di Egostracchio Frumentone da Santa Pallida di Torpore. Potrebbe essere questo l'importante nome che i renziani vorranno come presidente dopo Tano Napoli.

Egostracchio Frumentone è un uomo puro biodiverso, al di sopra delle nuvole, che vive assorto nelle sue meditazioni sonnolente, confortato da lunghi arpeggi da calar le palpebre, ogni giorno depone una perla di saggezza ai piedi dell’umanità italica, che viene raccolta esanime come sacra reliquia.
L’ultima è stata: “Tutti gli esseri umani sono uguali a me”.
Cioè, siamo tutti presidenti... onorari.
Ecco perché abbiamo bisogno di quest’uomo, un nome di garanzia che presto o tardi il Pd ci appiopperà nel...

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lunedì 15 dicembre 2014

Matteo Chigi incontra Romano Palazzo all'alba delle Pompiadi di Roma

Un programma già messo in durata da facce di pietra, dall’incontro dello staffiere con quello dello stalliere.
Ma lo sbuccia sbuccia tra il Matteo Chigi con Romano Palazzo per sciogliere il nodo di Colle Napolitano, si è sminchiato al ricordo del Romano Palazzo tradito dai 101 franchi sparatori del Pd.

Matteo Chigi non rilancia direttamente la candidatura di Romano Palazzo al Quirinale, malgrado una parte del Pd la appoggerebbe, e malgrado il patto di Pulcinella con Belluscone il Nazareno;
ma la spara grossa sulla candidatura di Roma alle Pompiadi. Qualcosa la deve rilanciare il Chigi, altrimenti non è soddisfatto, e non si preoccupa se i soliti magna magna già si stanno fregando le mani per le nuove rapine sui lavori delle Pompiadi di Roma.

Romano Palazzo non ha nessuna voglia di sostituirsi a Colle Napolitano, ma si capisce che sarebbe ben felice, con calma e pacatezza, di tagliare il nastro di partenza dei gioghi. Perché lui si era già abbandonato alle pacatezze della pensione apolitica. Alla faccia di Napolone Belluscone.

E, quindi, staremo a bocca aperta e zebedei rotti sotto i gioghi delle Pompiadi di Matteo Chigi con Romano Palazzo in Colle e Belluscone in mutande zebrate di Ferrara. Per la gloria sportiva dell'Italia.

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Capitan "desnudo" Salvino, il Benefico!

Capitan Salvino, epigono di Renzi, la
cui asta finirà per tappare tutti
i buchi lasciati liberi da Renzi.
Ecco perché si sta esercitando con
l'esibizione di aste benefiche
pro elettrici ed elettori


Uno degli obiettivi dichiarati di Matteo Salvini è conquistare voti al Sud, grazie a una formazione politica pensata ad hoc. In attesa di capire quali saranno il nome e il simbolo, un sondaggio Ixè dice che il 14% degli elettori meridionali (più isole) potrebbe appoggiare la nuova avventura politica del leader del Carroccio. Rimane comunque alta la percentuale (59%) di chi non voterebbe la 'Lega del Sud'.

Uno degli uomini del successo del leader del Carroccio si chiama Luca Morisi, 41 anni professore di Informatica filosofica a Verona. Come riporta il Corriere della sera,
la sua presenza a fianco del segretario leghista è quasi sempre non fisica: ma a qualunque ora del giorno e della notte lui è lì, davanti ai cinque monitor schierati, che vigila sui media sociali. Tra l'altro, il soprannome 'Capitano' ormai comunemente attribuito al segretario dai militanti, è farina del suo sacco. Facebook, soprattutto, perché il popolo è lì, mentre Twitter resta elitario.
Matteo Salvini, il nuovo mito, l'alter Matteo extravergine. I giornali e i giornalisti ne stanno creando il mito partendo dall'abbigliamento adamitico. Se mai un giorno questo Matteo dovesse rimpiazzare l'altro, cosa possibilissima in Italia, saremo tutti quanti costretti a vestirci come Adamo in cravatta verde per compiacerlo, altrimenti... terùn, va a ramengo!
Davvero, mi chiedo, se non sia il caso di blindare Renzi... in un fondo di bottiglia! Finché siamo ancora in tempo. E infilarci Capitan Salvino, il benefico.
Ahi de mì!

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domenica 14 dicembre 2014

Renzi controllore dell'onestà del Pd?

"Ringrazio l'autore di questa vignetta
per l'idea. Potrebbe servirmi se
quelli del Pd dovessero licenziarmi."
Mafia Roma.
Extrapolation...
Renzi: nel Pd solo gli onesti, gli altri fuori.
"È arrivato il momento di dire che chi ha rubato deve restituire tutto il malloppo. È che soluzioni all'acqua di rose non sono pensabili". Così Matteo Renzi in assemblea nazionale torna sul caso di mafia roma.
"Deve essere chiaro che chi è disonesto, non può camminare con noi. Non tutti gli onesti votano il pd, ma tutti quelli che stanno nel pd devono avere l'onestà come elemento fondamentale. Niente sconti su questo", dice Renzi.

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venerdì 12 dicembre 2014

Contro Napolitano tuona San Giancarlo Maria Bregantini


Il duro monito di Napolitano sull'antipolitica.
Ancora?
Sine, ecchecquà: “Antipolitica è patologia eversiva (del M5S, è sottinteso) ma politica deve recuperare moralità”.
Che ha sortito questo ennesimo monito?
L’incazzatura di Grillo, come al solito: “Dov’era il presidente quando l’Italia affogava nel fango? Lo denunciamo per vilipendio al M5S”.
Ma il presidente non se n’è dato per inteso e attende, con animo lieve, il tempo delle dimissioni. Saluti e baci e avanti un altro.

Ma ecco che esce dall’antro sacro della Chiesa una vocina, di tal vescovo monsignor San Giancarlo Maria Bregantini, vox a latere di Francesco: “Mio caro presidente, non dica cazzimme ‘e niente. Lo sa Lei che è più eversivo un politico corrotto di un antipolitico onesto. Ma è la corruzione che crea entrambi i guai. Le basta questo come presa di coscienza? Se sì bene, altrimenti la esonero dal dire quattro moniti di avemarie e tre moniti di paternostri. All’onferno, all’onferno per il peccato di comunismo di gioventù. Un peccato che non si può cancellare davanti a Dio e ai credenti che soffrono il male della corruzione. Va be’, ci metto pure i non credenti, come vittime della corruzione”.

"Domani egli avrà una nuova fede e il giorno dopo un'altra. Ma sempre pensando a noi... vittime volenti e coscienti".

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giovedì 11 dicembre 2014

Giuliano Ferrara: il cada, dov'è il cada?

Mafia Capitale, Ferrara: ‘Dove sono i morti? Se è mafia, voglio i morti sul selciato’.

DOV'È IL CADA?


“Dove sono i morti? Se c’è la mafia, voglio i morti sul selciato? Sennò che mafia è”. Così il direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, commenta lo scandalo di Mafia Criminale, durante la sua partecipazione a Ballarò (RaiTre).
Secondo me il conduttore, un po' inesperto, avrebbe dovuto portare in studio almeno un cadavere acciso incaprettato con un sasso in bocca e un pene nel deretano, per contentare lo grasso urlatore direttore del Foglio.
Perché fate incazzare il Ferrara, che poi gli esce l'ernia dal pensiero e sbatacchia barbari sputacchi contro i malcapitati che non capiscono niente di mafie e di morti ammazzati.
Solo lui è l'esperto. Non fatelo incazzare più!

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Dopo Mafia Capitale, Renzi ha bisogno di plum-cake al cioccolato e di ricotta salata al pistacchio

Una mattina come un’altra, svegliandosi dopo un lungo sonno ininterrotto e ristoratore – uno dei pochi che in Italia riesce ancora a dormire serenamente – Renzi fece una colazione abbondante a base di plum-cake al cioccolato, caffè nero e ricotta salata al pistacchio. Non vi attira? Chiedete a lui come farà a mangiare quella roba. Un bicchiere d’acqua fresca di cannolo gli rimosse tutti i gusti e poté avviarsi al suo soliloquio quotidiano mattiniero. Era quella l’ora in cui si poneva a confronto con l’autocoscienza, questione centrale della sua cerebralità. Da troppo tempo aveva tralasciato questo appuntamento con sé stesso e non poteva più aspettare.

Si accomodò quindi davanti a uno specchio e si guardò nel profondo. E mentre si sistemava i pensieri, la faccia assunse la stessa postura del suo corpo alla luce dei tanti guai che lo aggredivano ultimamente. Infatti il corpo tendeva leggermente angustiato in avanti e una piccola gobba emergeva timidamente alle sue spalle, una gobba andreottiana. È naturale in politici di questa fatta.

A quella vista, la prima cosa che gli venne in mente fu: “Dobbiamo innalzare il minimo di pena a sei anni per il reato di corruzione”. E sorrise. Poiché la crisi stagnava e affondava il Paese in maniera irreversibile. Ma non era questo il punto. Il punto era che spesso lui se lo scordava, quel punto, e doveva fare uno sforzo immane per rientrare nella realtà. Quella mattina, davanti allo specchio scoprì che, non avendo nulla da fare, proprio a causa di quel punto scordato, poteva affettivamente concentrarsi sul sé. Si vuole bene, lui.

L’indeclinabile attività cerebrale del Premier, alla luce di Mafia Capitale, gli attivò un orgasmo scoppiettante fatto di serpentelli del pd, petardi di destra condite da bisce fasciste, assicutafìmmini di destra e di sinistra, e gran botto finale pirotecnico con toccate di palle e fuga generale. Anticipava così i botti di fine anno.
Perfino l’ectoplasma di Napolitano gli apparve nello specchio, seriamente preoccupato per la corruttela che ha scoperchiato gli altarini alla casta connivente e per l’antipolitica patologica ed eversiva. Che colpa ne ha lui se l’antifascismo è passato di moda? Se l’incultura dei cosiddetti movimenti atipici aggravano e volgarizzano il fecondo lavoro nel Parlamento? Meno male che adesso sparirà, pensò Renzi. Ma si riferiva all’ectoplasma presidenziale che monitava dentro lo specchio.

Lui, Renzi, avrebbe voluto parlare coi giovani, ma come spesso accade in questi frangenti, una corruzione di tal fatta si mette sempre di mezzo tra lui e la parte sana degli italiani, cosa che gli impedisce di parlare. Avrebbe voluto spiegare che la corruzione non è figlia della democrazia, ma alla lontana, le è figliastra.
La palingenesi, ragazzi, della democrazia si avvera solo azzerando il Pd nella quasi sua totalità. E poi, col palinsesto della ritrovata democrazia, ne rimettiamo insieme i cocci, i nomi, le culture, gli usi e le abitudini. Tutto deve ritornare come agli albori della democrazia. Palingenesi e palinsesto. Belle parole, fatte coi pali di una volta. In queste due parole sono contenuti tutte le mie motivazioni che tendono verso una sana politica anticorruzione”.
Era felice il Premier per la ritrovata dialettica. Se la ripeté numerose volte per memorizzarla.
Quando un premier ha questa forza dialettica, la forza nascosta in questa dialettica lo promuove a eroe popolare. Ciò per cui combatte, l’obiettivo, non è la transitoria tranquillità economica data dagli ottanta euri, ma è il traguardo finale in cui ogni premier vuole collocarsi. Un monumento alla memoria.

Renzi ha bisogno di più tempo. Di fiducia. Di plum-cake al cioccolato e di ricotta salata al pistacchio. Renzi non è di questo mondo. Così recita la leggenda che il suo cerchio magico diffonde. Lascerebbe all’istante se trapelasse che lui invece è un terrestre come tutti gli altri. Deve togliere di mezzo il mondo di mezzo, di sotto e di sopra. Le angherie mafiose e i ricatti dei criminali, che non hanno lombi di aristocrazia e quarti di nobiltà, devono essere ridotti al silenzio. Cancellati. Perché in carcere ci vanno pochi corrotti: non è serio! Renzi ha un sogno: se deve rimanerne solo uno, come l'highlander, è meglio che sia facente parte della Casta. Dà più garanzie, non crea disordini né violenze ed è soprattutto anti eversivo. Lavato con lo sbiancante in ammollo.
Ma ci vuole tempo. Roma mica è stata fatta in un giorno. Chiedete a Romolo capostipite di Mafia Capitale.

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mercoledì 10 dicembre 2014

L'importante è riuscire a castrare tutti i terroristi

"Mon chéri Matteo, con queste nostre dichiarazioni
alle prossime elezioni faremo l'en plein assoluto
"
Marine Le Pen: "Tortura può essere utile".
La leader del Front National sui metodi Cia. Poi la smentita.
Se Marine Le Pen rilascia dichiarazioni che possono essere lette come una giustificazione delle torture perpetrate dalla Cia, quasi contemporaneamente Matteo Salvini lancia la sua proposta: "Castrazione chimica per i violentatori. Per quanto mi riguarda chi compie una violenza sessuale una volta non deve poterla compiere più. Stiamo studiando un progetto di legge sulla "castrazione chimica", ha detto il segretario della Lega Nord.

Eppure, un briciolo di ragione devono averlo pur loro. Ma ciò non vuol dire che siano anche saggi.
Tocca ai pazzi dimostrare se hanno ragione o torto. E di pazzi elettori ce n'è un paese pieno.

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martedì 9 dicembre 2014

Renzi picchia duro contro corrotti e corruttori

Un garibaldino contro il marcio italiano
Mafia Capitale, Matteo Renzi: "Alziamo la pena minima per la corruzione a 6 anni".

Per tutti? 
Senza distinzione di classi? 
Guarda che ti prendo in parola!

 

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lunedì 8 dicembre 2014

Renzi a Grillo: finalmente ti ho tolto dai marroni!

"Ho fatto una gran fadiga,
con l'articolo 18, con
l'abolizione del Senato

e con li 80 euri,
che mi ritornerete
sotto forma di tasse...lli,
ho fatto anca dei cambiamenti
con l'Italicum,
ma spero che, per rason
della mea stravaganza,
tutti si siori italici me perdonerà
se li ho fregati a mia insaputa
e anca alla loro
"
Renzi ai Giovani Democratici: "Grazie a noi Grillo è tornato a fare spettacoli... e non mi fa più paura".
Il premier interviene a un'iniziativa della giovanile del Pd.
"L'Italia ha un problema di autostima".
Su Salvini: "Non dobbiamo avere paura delle sue idee anche se fa l'orso Yoghi in copertina... noi due siamo indistintamente uguali".

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domenica 7 dicembre 2014

Aiuto, Matteo, ho paura del lupo fascista!


Scontro Boschi-Salvini.

Lei: Deriva fascista.
Lui: Cappuccetto Rosso.
Io: Sposateve!

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Il ragionier Grillo e il dr. Marino a conversazione

Ignazio, non perdere altro tempo.
Hai sentito il cardinale Parolin?
È questo che vuoi? Lo sai che
basta una Parolin della Chiesa
e siete tutti fregati.
Quelli sono i più forti!
Mafia Capitale, il cardinale Parolin: "Società dominata dal più forte".
Il M5S: "Marino si dimetta".
Il presidente del Pd Matteo Orfini annuncia: "Ozzimo, Coratti e Patanè autosospesi".
Dalle carte spunta anche un sms della deputata democratica Micaela Campana a Salvatore Buzzi: "...bacio, grande Capo".
 L'uomo le chiedeva di promuovere un'interrogazione parlamentare su un appalto bloccato dal Tar. Berlusconi: "Si devono dimettere tutti".

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sabato 6 dicembre 2014

Il presepe di Salvini


Bergamo, Salvini porta a scuola il presepe negato dal preside: "Giù le mani dalla religione".

Finalmente uno che ci crede!
Il leader della Lega nella scuola multietnica che ha rinunciato all'installazione.
Ma il capo d'istituto corregge il tiro: "Ho detto agli insegnanti di decidere cosa fosse meglio fare nelle loro classi".
Ah Salvini, ci hai salvinato il presepe dai miscredenti. Grazie!

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venerdì 5 dicembre 2014

Maximus, er re de Roma cecato

ROMA AI PIEDI DEL “CECATO”.
 
A Roma, l'Urbe et l'Orbo
Mafia Capitale, ecco il manifesto programmatico dell'organizzazione.
La villa di Sacrofano era il quartier generale.

La domanda è: è meglio un re cecato d'un occhio, che a Roma ha fatto quello che ha fatto?
O uno co' tutt'e due...?
E li politici? Erano anche loro cecati?

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giovedì 4 dicembre 2014

Alla cena di Trimalcione Buzzi c'era anche Poletti

Ministro Poletti ci spieghi quella cena.

Cosa vuoi che ti spieghi?
Ma te lo spiego così:
in ogni politico c'è sempre
una maligna parte di demenza.
E, comunque, di quella cena non ricordo più nemmeno le portate. E ce ne furono da far invidia a Trimalcione.

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mercoledì 3 dicembre 2014

Alè... manno fregato m'hanno, l'amichi!


L'ex sindaco indagato nella maxi operazione del Ros su criminalità e politica, a Porta a Porta dichiara: "Dovevo fare più attenzione nella scelta della squadra, mi sono invece concentrato sulle priorità della città. Mi hanno sempre detto che la criminalità organizzata qui non esisteva. Evidentemente sono stato ingannato ad arte da chi sapeva e non mi ha detto come stavano le cose. M'hanno fregato cor monno de mezzo, quello indove c'entrano li politici de destra e de sinistra. Ma io non c'entro e ne uscirò a testa alta, perché mi sono assunto tutta la responsabilità politica del fatto. Solo quella, eh!".
Ahò, quanto me scoccia ricordare quanno er senatur sbraitava contro Roma ladrona!

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martedì 2 dicembre 2014

Mafia Capitale & Capitale FascioMafioso


"L'intercettazione per noi più significativa è questa - ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Pignatone - quando Carminati parlando con il suo braccio destro militare, Riccardo Brugia, gli dice 'è la teoria del mondo di mezzo, ci sono i vivi sopra e i morti sotto e noi in mezzo. C'è un mondo in cui tutti si incontrano, il mondo di mezzo è quello dove è anche possibile che io mi trovi a cena con un politico...'. Carminati parla col 'mondo di sopra', quello della politica e col 'mondo di sotto', quello criminale, e si mette al servizio del primo avvalendosi del secondo al servizio del primo.

La caratteristica principale di questa organizzazione sta nei suoi rapporti con la politica e nel fatto che alterna la corruzione alla violenza, preferendo la prima perché fa meno clamore".

Il mondo "normale", ovunque esso si nasconda, gira silenzioso attorno alla "gloria dei mafiosi e dei politici". Loro è la vita che conta! Tutto il resto sono cazzate!

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Muti presidente, ma il trucco c'è!


Riccardo Muti al Quirinale? Il figlio Domenico: "Matteo Renzi ha chiamato, è una cosa seria".

Renzi sogna Muti presidente della Repubblica, avendo già incassato il sì di Silvio Berlusconi (con una condizione: Gianni Letta segretario generale del Quirinale) e registrando proprio ieri un'apertura in questo senso anche dal capo della rinnovata Lega "nera" Matteo Salvini: "Me piase un capo dello Stato non politico e non schierato a sinistra".

Té capì, perle di politica. Anca al Salvini gli piase il diretur dell'orchestra. Che perso nelle note può anche perdersi tra le correnti d'aria del Quirinale. A ciascuno il suo mesté, egregio Maestro, come dice giusto Lei. Continui a collezionare allori con la musica, e lasci perdere 'ste sirene infìde. Vorrei ricordarmi di Lei come il bravo direttore d'orchestra che è, e non come... ci siamo capiti, vero?
No, perché...
credo che lei possa trasformarsi nel buratto di tal Renzi, trombettino, e talaltro Berlusconi, trombone. Primo violino ser Gianni Letta Zio.
Non se la prenda a male!

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lunedì 1 dicembre 2014

L'anello della Biancofiore, simbolo d'amore

L'anello di diamanti? E ce lo sbatte in faccia senza pudore. Mizzica!

Questo anello di Silvio sarà ricordato
come il più grande statista italiano

Biancofiore: "Della Berlusconi generation anche Renzi ne fa parte: abbiamo in comune gli stessi cartoni animati".
Grazie, ma già ce lo sapevo! I famosi cartoni amminchionati.

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Geronimooo... e le poltrone!

Come un sultano comodamente assittato in divano
Geronimo La Russa colleziona poltrone.
- Aiutatemi: con tutte 'ste poltrone, non so più quale scegliere per sedermicivisi sopra.
Ora è anche nel consiglio direttivo dell'Aci.
Il figlio di Ignazio conquista un altro incarico e diventa presidente di una controllata del Club dell'automobile milanese. Società che ha debiti per oltre 300mila euro e un bilancio in passivo.

E per non dimenticare questo grande collezionista di poltrone, utile alla società italica, ecco l'omaggio di quel grande artista che fu Renato Carosone che, manco fatto apposta, gli dedicò questa simpatica canzoncina a futura memoria, in tempi non sospetti.


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Heracleum