venerdì 30 gennaio 2015

Renzi all'inferno...

Quirinale, la terza votazione per il presidente della Repubblica. Renzi preme Alfano per Mattarella.

Nel nono girone dantesco
gli ospiti se la godono alla grande:
anche lì ci stanno i santi protettori
Esperti e giornalisti, politici e scassa-uàllere in questi giorni sono tutti concentrati a lodare il profilo del probabile e quasi certo successore di Napolitano. Persona perbene, onesta, una vita vissuta a schiena dritta, eccetera, anche se qua e là spunta qualche nebbiolina più o meno densa, ma mai più odiosa di quest'altra che tira fuori il solito Grillo sul suo blog: ‘Mattarella negò uso uranio impoverito’.
Vabbè, sappiamo i pregiudizi e tutte le male cose che pensano gli "ammiratori" di Grillo… non si possono scrivere queste brutte informazioni alla vigilia della consacrazione di Mattarella a presidente.
“Ho avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale, Sergio Mattarella, quando questi era ministro della Difesa del governo Amato – ha scritto Sani – Lavoravo da qualche mese sulla vicenda dell’uranio impoverito e sull’impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo. Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l’insorgere delle patologie e il servizio”.
Ammesso e non concesso che sia vero, va comunque rimosso tutto: la "coscienza critica" degli italiani non lo permette. Il candidato deve presentarsi al Quirinale spoglio, vergine e perfetto.

E anche Renzi viene lodato per la sua finezza strategica, per la trovata geniale del nome. Tutti i suoi pappagalli non sanno più come descrivere questo anticipo di trionfo renziano sull’elezione presidenziale. Solo Renzi poteva realizzare tutto questo. Bla bla bla...
Ma Renzi non è quello che penetrò nel corpo del suo compagno di partito, come la Giuditta di Benigni penetrava in quel corpo disgustoso di donna. Tant'è che l'Enrico Letta Nipote amareggiato meditò di lasciare la politica: «Tradito dal Pd».
"Mi ha tradito il mio partito, mi ha tradito questa politica, non ci sto più".
Ai suoi Letta spiegò che la decisione poteva essere drastica, un taglio netto. Esattamente come sono stati tutti i suoi atti dopo la sfiducia votata dalla direzione del Pd. Poi Enrico Letta votò la fiducia al governo Renzi, ultimo atto di un comportamento da manuale del gentiluomo. Tanto gentiluomo che ha evitato di pronunciare il nome di Renzi come colui che l’ha tradito.
Il primo tradimento di Renzi. Gli amici ne parlano come di una renzata qualsiasi.

Il secondo tradimento è dedicato a Berlusconi. Per carità. Tradire Berlusconi oggi è come prendere un neonato e insegnargli a pronunciare la parolina gn-oc-ca davanti alla Santanché. Povero Berlusconi, superato in perfidia dal suo allievo. L’ira di Berlusconi nell’angolo: “Il patto del Nazareno è morto”.
“Su Italicum e Costituzione rappresaglia”. Per ogni voto a Mattarella, saranno rasi al suolo quindici articoli della Costituzione. Resa di Verdini, Fitto all’attacco. Il Patto del Nazareno non esiste più, parola di Berlusconi davanti a un centinaio di suoi parlamentari. Dopo quanto è successo ieri, l’ex Cavaliere considera Renzi inaffidabile e la Santanché (in sintonia col capo) definisce addirittura il premier un «quaquaraquà».
Berlusconi è infuriato perché privatamente sostiene che l’altro gli aveva dato precisi affidamenti su Amato. In cambio del via libera sulla legge elettorale, Matteo avrebbe sostenuto al Colle il «Dottor Sottile»: circostanza assolutamente non verificabile, in quanto sarebbe avvenuta a quattr’occhi tra i due. Sfido, questo particolare è così misterioso quanto l'assenza di foto che li ritraggono insieme. Ne avete mai vista una? Si saranno mai incontrati questi due compari?
Ecco, avete sbagliato a non farvi fotografare insieme. Quella sì che sarebbe stata una prova!

Ma noi sappiamo che in politica si perpetrano da sempre i più efferati tradimenti solo per il bene ultimo della Patria. Ecco perché nessuno mai condannerà Renzi. Due tradimenti politici nel programma renziano del fare e della rottamazione. Non c’è il due senza il tre. Tradirà ancora? No, assolutamente! Ma... se gli tornasse il ghiribizzo… chi potrebbe essere la prossima vittima?

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Il Mattero resuscitato dal Nazareno

Presidente della Repubblica, Berlusconi alle corde: vuole lo strappo, ma pensa alle aziende.

Il Mattero:
Subito dopo la mia elezione,
sarà mia cura spianarvi
la strada delle Riforme,
in special modo
all'omino di Arcore,

nel nome di Dio
e di Napolitano "

Il leader di Fi beffato da Renzi: a Palazzo Grazioli. Verdini si assume le colpe del tradimento. Subito, Letta e Confalonieri consigliano di ricucire. La figlia Marina: "Fai quello che credi". E i fittiani gongolano.

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giovedì 29 gennaio 2015

Italiani, #statesereni con Carosello Matterello

Cittadini, restate incollati alla TV
e non perdetevi i vari caroselli,
antipasti dello special
Matterello di sabato

Il premier punta a costruire intorno al nome del giudice costituzionale la più ampia convergenza. Bersani: "Ce la facciamo". Prodi: "Non voglio dividere". Berlusconi: "Non voglio soccombere". Renzi: "Ma sta' tranquillo, io sono tranquillo, lui se ne starà tranquillo. Abbi fede in me. Sabato mattina inizia una nuova alba per tutti. Il Nazareno non morirà mai finché noi lo sosterremo. Gli italiani credono in me perché io, tra una renzata e l'altra, sto facendo ripartire l'Italia... non rovinare tutto per un Matterello qualsiasi. Tranquillo, non sono così matto da fregarmi da me".

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mercoledì 28 gennaio 2015

Se il candidato non c'è, allora è davvero thriller, anzi, horror!

Colle, Berlusconi vede Renzi: "Candidato non c'è". Domani nuovo incontro.


Hitchcock: "Per me l'arte viene prima della democrazia..."
- Invece per Renzi e Berlusconi viene prima il Nazareno.

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martedì 27 gennaio 2015

Nel segreto dell'urna Renzi ti vede... e anche Berlusconi

Alla quarta votazione.

"Toh, finocchi in urna!
Votazioni invalidate?"

"No, manifesta volontà
del grande elettore
a cui piacciono
questi ortaggi"

- Ma Lei, senatrice, non si muove, né si agita, non dice proprio niente intorno a questa fibrillazione nazionale sul nome del Presidente da eleggere? Mi insospettisce non poco questa sua non presa di posizione.
- La migliore attesa è il silenzio. 
- Forse voleva dire: la miglior risposta...
- Quella già a suo tempo la diedi al Premier: "Persona miserabile, per toni e contenuti". 
- Quindi sarà difficile che lei riesca ad entrare nelle corde di Renzi?
- Confido nella perdonanza cristiana, nel carisma del caimano e nei gusti del Premier. 
- Quindi...
- Amo molto gli ortaggi nella mia dieta. E anche agli italiani piacciono molto. Perché non dovrebbero piacere a lui?

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lunedì 26 gennaio 2015

Dettato di Renzi agli alunni della minoranza del Pd per sabato prossimo

Elezione Quirinale, Renzi: “Pd, scheda bianca per 3 votazioni. Poi un solo nome”.


Il maestro Renzi: “Allora, bambini, prendete penna e tacchino e scrivete il programma per sabato trentuno di questo mese. Siete pronti?”
Stefano: “Signor maestro, non trovo la penna”.
Gianni: “Signor maestro, mi è sparito il tacchino”.
Il maestro Renzi: “Massimo, ridai il tacchino a Gianni”.
Sefano: “E la mia penna?”.
Il maestro Renzi: “Rosy, quella penna non ti sta bene tra i capelli, ritornala a Stefano… Allora, bambini, sapete che cosa andremo a fare sabato?”.
Pier Luigi: “Sì, sabato andiamo a votare per l’amico del giaguaro”.
Il maestro Renzi: “Bravo Pier Luigi. Adesso state attenti che detto il dettato. Questo dettato… è solo per i minorati del Pd, cioè, per la minoranza del Pd…”
Sabato mattina virgola noi minoranza del Pd virgola votiamo scheda bianca per tre votazioni virgola poi virgola alla quarta virgola scriveremo un nome solo e virgola ripeto virgola uno solo punto”.
Stefano: “Maestro… e con l’accento?”.
Il maestro Renzi: “No, e congiunzione…”.
Stefano: “No, perché avevo capito che dobbiamo scrivere uno solo col nome”.
Rosy: “E anche il cognome”.
Pier Luigi: “Finocchiaro”.
Gianni: “No, mi sta antipatica. Meglio la Boschi”.
Il maestro Renzi: “Basta. Attenetevi al dettato e alla quarta votazione avremo un presidente”.
Pier Luigi: “Oooh, ragassi, son mica venuto fin qui per scrivere t’amo a t’Amato?”.
Il maestro Renzi: “Massimo, tu ‘a ‘apito tutto, vero?”.
Massimo: “Non capisco, maestro, se quello che ci hai dettato abbia un’attinenza con la realtà in cui versiamo”.
Il maestro Renzi: “Massimo, se continui a confutarmi vacuamente ti caccio fuori dall’aula”.
Stefano: “Se va via Massimo, io solo con te non ci resto”.
Il maestro Renzi: “Suvvìa, bambini, state cheti”.
Rosy: “E anche io vado via. Per l’amico di Berlusconi non ci voto proprio no”.
...
Stefano: “Ma se mi metti ottimo resto e voto chi vuoi”.
Il maestro Renzi. “Bravo, così si fa. Se fate come Stefano vi prometto che alla fine sarete tutti promossi. Allora chi è d’accordo a votare per l’amico di Berlusconi alzi la mano. Pier Luigi, aiuta i tuoi amichetti ad alzare la mano. Ora faccio la conta…


bene, vedo che siete tutti compatti sul nome da scrivere. Chi non è d’accordo con quel nome dovrà dirlo apertamente”.
Pippo: “No, io voto per Prodi”.
Il maestro Renzi: “E io ti mando in Grecia”.
Pippo: “Ma io scherzavo”.
Il maestro Renzi: “E io no. Dietro-front, avanti marsch, in Grecia, va’ dai tuoi compagni. Ecco cosa succede a chi non è d’accordo con me”.
Gianni: “Anch’io non sono d’accordo”.
Il maestro Renzi: “Fuori. Va' da Vendola”.
Rosy: “Anch’io non sono d’accordo”.
Il maestro Renzi: “Fuori. Va' da sola”.
Massimo: “No, io resto, voglio proprio vedere come va a finire”.
Stefano: “Anch’io resto come Massimo”.
Il maestro Renzi: “Ah beh, se restate voi, vado via io”.
Pier Luigi: “Finalmente, era ora. Oooh, ragassi, ve lo devo proprio dire: mica ero venuto fin qui per non far messa, altrimenti me ne stavo a casa”.

Chi sarà il nuovo Presidente?
Secondo la logica della Casta, dovrà possedere tutti i requisiti descritti nel Vangelo…

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sabato 24 gennaio 2015

Due Gioconde e un Nazareno sbancano il piatto


Colle, M5S: “Non a incontro col Pd”. Grillo: “Dobbiamo sporcarci?”. “Vaffa” a Renzi.
Meno male che la Serracchiani ha riequilibrato i giochi con un "Bene, ce ne faremo una ragione".

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Delrio in ascesa? Ma Renzi lo difende

"Sta' tranquillo, Graziano, sono solo schermaglie.
Tu non sarai mai un presidente, perché ti voglio
sempre accanto come il mio fido scudiero
"
Il premier frena le tensioni. E per il Quirinale tornano in pista gli ex leader.
In cima al gruppo c'è Veltroni.
In ascesa Delrio.
Ma non è detto che il 29 il premier lanci il nome... dalla finestra.
Poiché il rischio è che arrivi giù esanime e tutto squassato.

Pensate un attimo ai papabili che si vanno vociferando per certi. Ve li immaginate chiusi nel loro immaginario, ciascuno con le sue preghiere e i suoi scongiuri, sfogliando margherite: salgo non salgo salgo non salgo salgo... accipicchia, non salgo! Dev'essere terribile questo periodo della loro vita. Chissà cosa pagherebbero per salire al Quirinale. Anche a piedi, a ginocchi piegati, a occhi chiusi, a deretano strisciante sull'asfalto, a testa in giù, spellati vivi... dev'essere davvero un brutto momento, specie per quelli che hanno il vizio del gioco, dei compromessi, dei ricatti, delle preghiere, delle regalie, del voltagabbanismo...
L'elezione del, o della, Presidente della Repubblica è un atto sublime, di grande innalzamento sociale, quasi un'apoteosi divina. I poveracci sono radicalmente e storicamente esclusi. Solo quelli riconosciuti dalle logge massoniche, dalle varie caste, dai notabilati virulenti, dalla santa romana ecclesia possono trovare un buon pertugio per salire al Colle. Col beneplacito degli alleati americani e degli amici europei.

Ma solo due, in particolare, se ne stanno infischiando altamente di questa massima competizione perché molto impegnati a fare le loro cose.
Uno è sempre buttato sui conti correnti, a cercare di trovare il modo per farsi perdonare il maltolto.
L'altra persona va a farsi ogni giorno la spesa all'ikea. Vuole dimostrare che ce la fa anche da sola a spingere i carrelli pieni.
Beati coloro che di questi tempi possono riempire i carrelli della spesa fino a farli scoppiare.

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venerdì 23 gennaio 2015

Ma quanto lavora lo Santo Spiritoso con le suore


Suora di clausura partorisce nelle Marche. La donna, di origine sudamericana, ha deciso di tenere il bambino. Casi simili nel 2011 a Pesaro e nel 2014 a Rieti. La neo mamma avrebbe deciso di tenere il figlio, e dovrebbe essere affidata ad una comunità di accoglienza.

La vicenda fa seguito ad un altro caso analogo, accaduto sempre nelle Marche nel 2011, con strascichi giudiziari e proteste di piazza fino a tutto il 2014. All'epoca, una suora congolese di 41 anni, oggi tornata allo stato laicale, diede alla luce una bambina nell'ospedale di Pesaro. La donna era stata stuprata all'estero da un sacerdote straniero, ed era poi stata accolta in un convento marchigiano. Dopo il parto non aveva riconosciuto la figlia nei tempi stabiliti dalla legge, e la neonata era stata data in affido ad una coppia della provincia di Macerata. Poi però l'ex suora, non riammessa alla vita consacrata dal suo ordine religioso, cambiò idea e fece ricorso per riavere la figlia.

Nel gennaio del 2014, invece, una suora salvadoregna di 32 anni aveva dato alla luce un bambino nel reparto di ostetricia dell'ospedale di Rieti.

Ecco che succede con il giuramento di castità. Le troppe pruderie tonacali portano ai troppi furori uterini. Date ufficialmente libertà sessuale alle suore. E anche ai sacerdoti. Non fate gli ipocriti. Beh, non dico di prendere esempio dai papi del medioevo. Quelli sì che non si facevano scrupoli a copulare con chicchessia al mondo. Era un vero e proprio puttanaio. Ma siamo già nel terzo millennio... che aspettate dunque?
Francisco: "Hermanos y hermanas, la vostra libertad sexual está muy vicina. No se desespere. Que puede sposarvi. Avrete figli e figlie en el nombre de Dios. Vaya a amar".
Meno male che c'è Lui.

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giovedì 22 gennaio 2015

La donna deve stare sottomessa: parola di Adinolfi

"Che poi, a ben pensarci,
quella povera donna rischia
davvero di rimanere schiacciata
da cotanto pensiero, nevvero?
"


“La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante su cui si edifica la famiglia. È messa sotto ed è la condizione per cui la famiglia possa esistere. Capace di essere mite, non c’è nulla di straordinario in questo”. Così Mario Adinolfi, ex parlamentare Pd, oggi direttore del neo quotidiano ‘La Croce’ ai microfoni de La Zanzara (Radio24). “Secondo te il sesso si fa fuori dal matrimonio?” chiede il conduttore Giuseppe Cruciani, “beh ovviamente si cerca di evitare, se sei cristiano aderisci a delle regole al magistero della Chiesa e cerchi di fare del tuo meglio per aderire a quel magistero”, di nuovo il conduttore: “E i condom si devono utilizzare?”, “no io sono contrario all’uso del preservativo, io sono per la sessualità responsabile”...
Bah, contenti loro...

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mercoledì 21 gennaio 2015

Renzie and Sylvius: the black brothers

Italicum, da Senato ok a emendamento Esposito: verso Parlamento di nominati.


E per quanto riguarda voi italiani, vi daremo il meglio sulla piazza. Fateci risolvere prima gli affari nostri e poi pensaremo agli affari vostri. Nessuno ci può fermare. Il futuro è nostro. Anzi, vostro. I gufi perderanno, i buoni vinceranno. L'Italia è sulla buona strada. La disoccupazione finirà e il bel tempo sopravanzarà il cattivo. Con l'Italicum governeranno i migliori. Che siamo Noi, i fratelli Capone... ops, no: i black brothers. Chi perde andrà ad alloggiare in un angolo. Cittadini, Noi, io cioè e il mio padrino, vi faremo felici, ricchi e senza malattie. Noi siamo con voi e con il vostro spirito... con Noi vivrete in piena transustanziazione. Noi siamo l'Unto Nazionale Rinnovato. Vedrete che vita faremo insieme.

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Solo Verdini può sputare in faccia a Brunetta?

Denis Verdini litiga con Renato Brunetta: "Se continui ti sputo in faccia".

Brunetta: "Non so più se odiare Renzi o Verdini?
Dovrò chiedere a Razzi chiarimenti sul suo metodo
"

Una lite con urla e insulti. Protagonisti Denis Verdini e Renato Brunetta, il più renziano dei berlusconiani contro il più antirenziano dei fedeli al Cav. Due che non si amano affatto, anzi. Una lite da cuori (e parole) forti che Ugo Magri racconta su La Stampa con dovizia di particolari. A partire dalla frase più forte che Verdini, toscanaccio verace, avrebbe pronunciato nei confronti del "nemico" Brunetta: "Se continui ti sputo in faccia". Sempre Magri racconta di urla talmente selvagge da aver messo in allarme anche la scorta di Bossi, arrivato a Palazzo Grazioli per incontrare Berlusconi.

La scorta di Bossi stava per sparare a Brunetta, visto che lo aveva scambiato per un terrorista diversamente alto. Riuscirà a farla franca e a salvare la pellaccia il nostro ometto ora che ha tutti contro? Riuscirà a non farsi sputare in faccia dal corneador Verdini?

Non già l'altezza (di Brunetta) è catatonica, ma l'involucro che lo separa dal resto di Renzi, col riporto di Berlusconi in pista. In quel posto là, detto Nazareno, nemmeno il Cristo è in grado di risorgere.

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lunedì 19 gennaio 2015

Il Papa: fate figli ma non come conigli

Il Papa invita alla procreazione responsabile: "I cattolici facciano figli, ma non come conigli".
I cattolici facciano figli ma non come conigli
Siano candidi come gigli e con bianchi sopraccigli
Arrapati sui navigli con i su’ peni già vermigli
Ne facciano tre a coppia finché la famiglia non scoppia
Se il marito viene licenziato e rimane un po’ abbacchiato
C’è la moglie che l’aiuta molto spesso a sua insaputa
Se invece a perderlo è la moglie quel coglione non lo coglie
Per fortuna c’è la Chiesa che ti compra un po’ di spesa
Ti procura olio santo incenso e mirra ma poi ti segna con la birra
La morale è sempre eterna come la sbronza alla taverna
Se la colpa fu di Eva e di quella porca mela
È meglio che Adamo non pronunci lamentela
Stia col morale alto e fino e non faccia il porcospino
Che c’ha il tempo anche di giocarsi il pisellino
Perché in fondo a questa storia ci sta perfin l’assolutoria.
Uhm, tre figli, dice?
Se la famiglia è del Popolo...
il primo potrebbe essere avviato al mestiere di laureato... se non ce la dovesse fare, e non ce la farà, potrebbe adattarsi bene per il precariato;
il secondo, e i secondi sono sempre più autodidatti, se gli va male la vita organizzata, potrebbe optare per la malavita organizzata: è una scelta che necessita di una buona dose di fortuna, di coraggio, di furbizia e di molte amicizie che contano;
il terzo, ebbè, potrebbe scegliere tra la carriera del poliziotto figlio del popolo, del militare o la carriera del prete...ma anche qui, ci vogliono santi in paradiso, altrimenti può optare per fare da manganellatore, da truppa da macello o da tonaca al servizio di Dio... o del Popolo... a seconda della vocazione.

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domenica 18 gennaio 2015

Berlusconi furioso tira le orecchie a Brunetta


Fi nel caos, Berlusconi contro Brunetta: "Basta attacchi personali agli avversari politici".
Dura nota dell'ex premier dopo la dichiarazione in cui il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio aveva lanciato un nuovo affondo nei confronti di Renzi.
Brunetta: "Le mie analisi sono sempre concordate con te prima di esternarle".
Berlusconi: "Non è vero".
Brunetta: "Renzi è un fannullone!".
Berlusconi: "Lo sappiamo io e te, ma te lo dico da amico: fatti li cazzi tua e vedi di cambiare atteggiamento nei confronti del mio carissimo amico Matteo, altrimenti ti dò in pasto a Dudù".
Brunetta: "Ma, Capo...?".
Berlusconi: "Silenzio e ascolta il vecchio saggio: tu servi me, Matteo serve me, insieme mi state facendo il servizio. Capito? E ora sta' bonino, lascia fare a lui che il tempo ci darà ragione".

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sabato 17 gennaio 2015

Cofferati dice che il Pd non si vergogna più

Cofferati lascia il Pd: “Vergogna, silenzio inaccettabile. Non posso più restare”.

Insomma, in ultima analisi, è
finita l'epoca d'oro di quando
i panni sporchi si lavavano in
famiglia, eh, vecchio cammello!?
“Di fronte a fatti di questo genere io non posso più restare. Ho trovato inaccettabile il silenzio del mio partito, lo considero una vergogna”. Parole di fuoco quelle di Sergio Cofferati, che nel corso di una conferenza stampa a Genova ha annunciato la sua uscita dal Partito democratico dopo quanto avvenuto nelle primarie liguri vinte dall’ex assessore regionale Raffaella Paita. All’indomani del voto, l’ex sindaco di Bologna aveva denunciato gravi irregolarità, circostanza peraltro confermata dal collegio dei garanti del Pd, che aveva annullato i voti in 13 seggi. Una vicenda che ha destato non solo grande clamore, ma anche l’attenzione di due procure e della Direzione distrettuale antimafia, che vuole vederci chiaro su quanto accaduto ai seggi domenica scorsa.

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venerdì 16 gennaio 2015

Ma Renzi sa già chi lo farà?

Indovina dove sono? Animali che pensano di non essere visti.

Renzi alla direzione del Pd:
"Il Presidente si fa con tutti
(e con ciò non intendo dire che si fa),
ma se si fallisce, solo il Pd
sarà colpevole.
Spicciatevi, quindi,
a smascherarlo.
Io vi ho avvertiti".

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giovedì 15 gennaio 2015

Papa Francesco potrebbe prendere a pugni il suo migliore amico per difendere la su' mamma

Gasbarri: "Santità, io l'ho offesa, ma
perché non mi ha porto l'altra guancia?"
Bergoglio: "Perché c'ho l'esenzione divina
e un permesso speciale papale!"

Il Papa: “Un’aberrazione uccidere in nome di Dio. Ma le religioni non vanno insultate”.
E su questo siamo d'accordo.
Gli attentati di Parigi, la libertà religiosa e quella di espressione, la responsabilità. Francesco a tutto campo sul volo dallo Sri Lanka alle Filippine: «Non si può reagire violentemente, ma se uno, mettiamo il mio amico dr. Gasbarri, dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno... papa sì, ma buono quanto basta.»

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mercoledì 14 gennaio 2015

Napolitano lascia tutti col fiato sospeso

Napolitano lascia il Paese con il fiato sospeso.
Già me li figuro tutti gli italiani in apnea. Hai visto mai?!
È il titolo più ipocrita, paradossale e idiota, tra tutti i titoli dei giornali sulle dimissioni di Napolitano.

Mi preoccupa, perché mi fa immaginare il profilo del successore.
Chi si preoccuperà di pesare il successore?
Nessuno, per il nostro soddisfacimento; lo peseranno per il loro.
Solo dopo scopriremo quanto ci peserà addosso.

Il popolo, nel suo insieme, si merita ciò che gli viene apparecchiato.
Ho un sogno, io.
Ma non è un granché
se lo Stato resta quello che è.

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G.N. come E.T: ora telefono casa!

Italiani, vedete, dopo
nove anni di Colle,
come mi sono ridotto.
Non lo auguro
a nessuno.
Napolitano torna a casa, a Roma.
Il presidente della Repubblica si è dimesso e ha raggiunto la sua abitazione nel rione Monti.
Ah, ma allora l'ha ritrovata, eh!

Renzi: "Grazie, Presidente!". Che bravo ragazzo il Renzi. Sempre lì a ringraziarlo. Ebbè, sai, l'ha tenuto in salamoria fino ad oggi, ma quello rischiava di non trovare più la strada di casa.

Grillo: "Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita". Che cattivo il Grillo. Sempre lì ad insultarlo. Ebbè, sai, è per quella volta che l'ex Presidente non udì il botto del M5S e non lo chiamò a formare il governo.

E ora?
Già si sente nell'aere la mancanza di Napolitano, la paura di non ritrovare uno come lui è tanta.
Il nuovo Presidente dovrà essere un babà, un perfettino, preparato, gioviale e gentile, deve servire i cittadini, custodire e proteggere la Costituzione. Non deve cadere nella trappola della cucurbitacea posteriore sinistra e non deve allagarsi troppo col bernoccolo di destra. Deve seguire l'esempio del suo predecessore, garante di un equilibrio da trapezista. Non deve esternare a sproposito. Non deve navigare tra figli e figliastri. Deve possedere la mano ferma e dire no a firme antipopolari. Deve denunciare gli alleati che lo vogliono trascinare in guerre di deportazione di democrazia. Deve difendere a tutti i costi la giustizia ed essere fisicamente sempre con i più deboli, i senzacasa, i senzalavoro, i senzasperanze. Non gli dico di essere anche contro la corruzione e i mafiosi, perché questo è un compito di grande difficoltà... per grandi uomini, ma se segue alla lettera l'interpretazione delle Costituzione, ci potrebbe pure riuscire.
Insomma, l'elenco è lungo e lui sarà da solo. Non confondiamolo anzitempo.
Non ci faccia rimpiangere Napolitano, cribbio!

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martedì 13 gennaio 2015

Napolitano, Lord Protettore Emerito della Costituzione

Quirinale, l'ingombrante ruolo di Giorgio Napolitano da emerito: interverrà, voterà per il successore, sarà presente in Aula e assumerà il titolo di Lord Protettore Emerito della Costituzione.

In soldoni, ci starà sempre tra gli zebedei.

Il presidente ha consegnato a una bambina che lo ha interrogato in piazza del Quirinale, durante la manifestazione della Polizia di Stato Una vita da social, una testimonianza: “Qui si sta bene, è tutto molto bello - ha aggiunto Napolitano - ma è un po’ una prigione. A casa starò bene e passeggerò”.

A casa, dice? Va bene… ma poi se lo verranno a prendere, lo caricheranno in un auto blu e lo depositeranno a Palazzo Madama, dove andrà a guadagnarsi il salario legittimo come senatore a vita.

“Giorgio Napolitano – dice Renzi - è un grande presidente, un grande parlamentare europeo, continuerà a fare sentire la sua voce. Sarà un grande servitore del paese anche come senatore a vita”.

Il Padre Emerito della Costituzione avrà a disposizione anche un piccolo spazio da dedicare ai bambini, tipo quella che gli ha posto la domandina. Secondo Renzi, che suggerisce sempre le cose migliori, il Senatore Emerito, per ammazzare il tempo tra una votazione e un emendamento, potrebbe inventarsi un nuovo mestiere, lo storyteller per l’infanzia.
Chi meglio di un adulto potrebbe narrare ai bambini storie vissute in prima persona senza scadere nelle banalità delle invenzioni a uso e consumo di una infanzia a perdere. No, prima di tutto, lo storytelling deve avere una connotazione formativa ed educativa, altrimenti non funziona.

Potrebbe cominciare sempre con il rodatissimo: “C’era una volta […], il più grande per numero di iscritti in Europa. Col tempo ci fu anche il compro messo storico. Cos’è il compro messo? Si scrive staccato. È un soggetto o più soggetti che c’hanno i soldi e comprano i messi… i gran commis dello Stato, quelli che mediano. Poi, solo dopo, si chiamarono compromessi, tutto attaccato, quando non c'è stato più nulla da fare... E fu così che un giorno arrivò un ochetto bipede e lo morì. Allora sortirono fuori i miglioristi della destra di quel [...], il cui capo è colui che vi parla, i berlingueriani, gli ingraiani, i cossuttiani e quelli del manifesto.
Ci fu una gran baraonda, ognuno diceva la sua verità, ci furono scontri dialettici, mentre al Paese arrivavano solo bugie. Soprattutto da sinistra.
Da quel momento i miglioristi si confusero e si diedero al giardinaggio e all’agricoltura: c’è chi sfogliò margherite, chi piantò querce, chi coltivò l’ulivo.
Ma fu solo quando un contadino passò da quelle parti che ci si rese conto che questi coltivatori, di agricoltura, non ci capivano una mazza: quello li denunciò alla pubblica opinione.
E fu crisi.
Venne il berlusconismo.
Gli italiani volevano migliorarsi. Come potevano migliorarsi?
Dovevano eleggere un presidente migliorista. Ed elessero me. Oggi vi racconto questa storia che nasconde una morale. Se non ci fosse stato quel [...] io non sarei stato eletto e non sarei qui a raccontarvela”.

Solo la solita bambina della domandina ebbe la curiosità di chiedere: “Presidente, perché non fa il nome di quello messo tra parentesi quadre?”
Il Presidente: “Perché, a volte, si dice il peccato e non il peccatore. E così dovrà comportarsi il nuovo Presidente”.

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lunedì 12 gennaio 2015

I marciatori di Parigi, ciascuno con una idea fissa in testa!

A ben guardarli, sembrano tutti
pronti a far scoppiare la pace...
La virtù migliore, in un consesso di capi marcianti, è star tranquilli, muti e concentrati, pensando ai cazzi propri. Senza darlo a vedere. E ognun di lor signori, di cazzi puntuti, ne hanno così tanti che non vedono l'ora di redistribuirli a noi.

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sabato 10 gennaio 2015

Saremo tutti sgozzati, solo Salvini si salverà

Salvini, nomen omen!


L’Islam è “pericoloso, non è una religione come le altre e non va trattato come le altre religioni. Nel nome dell’Islam ci sono milioni di persone in giro per il mondo e anche sui pianerottoli di casa nostra, pronti a sgozzare e uccidere“.
Uh, la peppa, che esagerato!

Così il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che oggi ha distribuito volantini dal titolo “Strage di Parigi, l’Islam uccide la libertà. No alla moschea” alla fermata della metropolitana di Lampugnano, alla periferia nordovest di Milano.
“Non c’è più tempo – ha sostenuto – per rispondere alla violenza con il buonismo, con l’accoglienza, con la tolleranza. Bisogna rispondere con la forza”.
Quando gli chiedono se si sente sicuro, Salvini risponde “ogni tanto mi chiedo se sia giusto dire quello che si pensa. Io lo dico e continuerò a dirlo, mi rispondo. Mi preoccupa solo l’incoscienza di chi abbiamo al governo”.

- E degli occidentali trasportatori di guerre per diffondere la democrazia nel mondo, che ne pensa?
- E be', anche lì, far morire fior di giovani per quelli, non merita proprio. Io, se fossi costretto a difendermi, non esiterei a chiamare a raccolta i miei fidati ciufili padani, dalle Alpi a Lampedusa, per salvarmi dagli sgozzatori. Stanno nei loro covi pronti a sbudellarci, loro, a noi che li abbiamo raccolti dal mare assassino e ne abbiamo fatto esseri umani. Le sembra giusto? A casa nostra dovremmo stare più tranquilli e invece siamo accerchiati dalla paura. Se continua così, guardi, c'è il rischio che potrei anche andarmene dall'Italia. Io ve l'ho detto, voi fate come volete".

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Renzi ha avuto una grande idea per la scelta del Presidente

Partono oggi le “primarie” online del Fatto per il nuovo presidente della Repubblica. Non è né un sondaggio né un invito al presidenzialismo: è un’iniziativa per coinvolgere i nostri lettori e tutti i cittadini interessati e per aiutare i partiti e i loro grandi elettori a scegliere fra i candidati migliori per il Quirinale. Si “vota” su ilfattoquotidiano.it: per 10 giorni, ciascuno potrà indicare (una volta sola) il suo candidato preferito. C’è un requisito necessario, l’unico: aver compiuto 50 anni.
Poi, nel ballottaggio finale, si potrà scegliere fra i 20 nomi più votati. Qui riassumiamo i nomi dei 43 personaggi usciti finora dal Palazzo e sui giornali come “papabili” per il Colle. Un elenco non vincolante: ciascuno può indicare chi vuole: Giuliano Amato, Pierluigi Bersani, Laura Boldrini, Emma Bonino, Raffaele Cantone, Bernardo Caprotti, Lorenza Carlassarre, Pierferdinando Casini, Giancarlo Caselli, Sabino Cassese, Pierluigi Castagnetti, Elena Cattaneo, Sergio Chiamparino, Massimo D’Alema, Antonino Di Matteo, Mario Draghi, Umberto Eco, Piero Fassino, Vittorio Feltri, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini, Milena Gabanelli, Paolo Gentiloni, Piero Grasso, Nicola Gratteri, Ferdinando Imposimato, Gianni Letta, Antonio Martino, Sergio Mattarella, Riccardo Muti, Pier Carlo Padoan, Carlo Petrini, Renzo Piano, Roberta Pinotti, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Francesco Rutelli, Gino Strada, Paola Severino, Walter Veltroni, Ignazio Visco, Gustavo Zagrebelsky.
Ma...
quel geniaccio di Renzi non la pensa come il Fatto. “Non lascerò che si ripeta il giochino del 2013”. E, a causa di quell’incidente di percorso, al Premier è venuta un’idea da sballo davvero.


Renzi: “Invece dei voti online per fare scegliere ai soliti cittadini, a cui piace cliccare sui sondaggi, il miglior presidente secondo loro, io propongo un reality presidential show, con le stesse regole dell’Isola dei Famosi: (devono costruirsi un rifugio, accendere il fuoco, procurarsi il cibo e, inoltre, dimostrare abnegazione e spirito di solidarietà verso gli altri partecipanti più deboli).
Ogni settimana poi si svolgono le nomination e alla fine solo uno ne resterà. Il vincitore salirà al QuiRinale.
Solo così gli italiani avranno consapevolezza che chi esce da una prova così dura, può essere il presidente giusto.
E ci metterei anche qualcuno non famoso preso a caso da un elenco di arti e mestieri, per la parità di generi, direi un uomo e una donna del popolo senza esitazioni”.

- Bravo Renzi.
"Grazie. Ma il problema più difficile da risolvere sarà la scelta del presentatore. Anche lì, si può prevedere una preselezione con la stessa tipologia dei Famosi, un reality anchorman show (o anchorwoman)".

- Bravo Renzi.
"Grazie. Fatto questo non resta che tifare e gridare vinca il migliore. Perché la mia altro non è che la volontà di progredire nella scelta della migliore personalità, moralità e presidenzialità dell'Uomo o della Donna al QuiRinale".

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venerdì 9 gennaio 2015

All'improvviso son diventati quasi tutti Charlie...

... ma sempre pronti a rientrare nell'anonimato.

Je suis ... oh mon Dieu, je ai perdu mon nom.
E se non finisce l'ondata di terrore in Francia, qui rischio di non trovarlo più.
Maledizione, neanche avec Robespierre ho avuto tanta paura.
Se i due killers vengono ammazzati - e se lo meritano fino in fondo - dalle teste di cuoio, non sapremo mai chi li ha mandati.
A causa di questa follia io dovrò chiamarmi in eterno Charlie?
No, non me lo posso permettere: io sono io e basta.
Con i miei errori, le mie ansie, le mie paure, i miei princìpi, le mie idee e il mio coraggio!
Tutto questo non lo scambio né per solidarietà e neanche se mi dimostrate che esiste un mondo più felice di questo!
... ... ...
Ma potrei scrivermi sulla magliettina, ironicamente: Je suis Charlie credulon! Perché a me piace la controtendenza. Anche contro le apparenze. Uh, quanta gente attapirata s'incazzerebbe.
Già, le apparenze di questa storia sono tutte incontrovertibilmente, fintamente, mortalmente vere.
Dicono alcuni: questa è una guerra di religione.
Altri: macché, questa è una macchinazione sanguinaria dei servizi segreti, o degli oscuri signori del Potere oscuro, per ridurre ancor di più i limiti delle nostre libertà di espressione... che già sono ridotte al lumicino.
Alcuni dicono: c'è la manina dei russi in tutto questo; no, è la manina degli americani in combutta con Israele; no, invece sono veri e propri martiri islamici che non ne possono più di vedersi insultato e Allah e Maometto.
Insomma, qualcuno di questi soggetti con la sua parte di Verità e la sua dose di Charlie incorporata, tenta di annebbiarmi la ragione, l'udito, la vista e la mia piccolissima zona di cervello ancora funzionante. E potrebbe riuscirvi definitivamente.

A proposito: gli attentatori sono stati uccisi dalle teste di c...o, leggasi cuoio. Gli ostaggi liberati.
Così, adesso, la quadra è raggiunta, come da storia che si ripete ciclicamente. Nessuno saprà mai chi li aveva mandati. Che, poi, è davvero così importante conoscerne i nomi? Perché, se li conosci li fai impiccare? Ci cambia qualcosa? L'importante è avere risolto il terrore con il fuoco incrociato delle mitraglie della police e delle matite levate dei tanti Charlie apparsi dal nulla!

Avanti il prossimo. Sotto a chi tocca!
Questo è un mondo davvero... animale!
Nel quale è bene guardarsi dagli apparenti buoni e giusti!
Da qualsiasi parte ci gridano.

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giovedì 8 gennaio 2015

Bersani: per il Quirinale ho pronto uno sfilatino caldo con mortadella

Bersani accarezza Prodi.
Prodi sorride sognando il Quirinale.
Cribbio, direbbe quello là: qui
c'è troppa mortadella al fuoco!
Matteo, è il nostro patto
che fine ha fatto?
Bersani: "Romano Prodi candidato per il Colle? Non voglio fare nomi ma io sono quello lì... Ripartiamo da Prodi? Sì, no, guardate che poi si arrabbia... se lo fottiamo ancora. Prepariamoci quindi gli sfilatini caldi che la mortadella fresca sta con noi. Ma tutto questo non per fottere il premier, ma solo per il buon gusto dell'affettato".

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mercoledì 7 gennaio 2015

Se le leggi di Maometto furono sagge, liberali e progressiste...

"Grande personalità religiosa, con tendenze mistiche, Maometto (La Mecca, 570 o 580 c.ca - Medina, 632) fu un grande capo politico; comprese e applicò con molta intelligenza le regole dell'arte politica. Bisogna sottolineare anche i suoi gesti di clemenza e di magnanimità, una grande larghezza di vedute e la coerenza, mantenuta fino alla fine, nei confronti di sé stesso. Le sue leggi furono sagge, liberali, progressiste per quell'epoca e per quel luogo". . .
Se le leggi di Maometto furono sagge, liberali e progressiste... è possibile che siano state dimenticate? Stravolte? Rese sterili? Come funzionano oggi?
Quelle sue leggi, applicate a quest'epoca, Maometto vivente putacaso, non avrebbero sortito questa strage "anti-satira"? Ma sì, si sarebbe riso in modo globale, condividendo allegrie e metafore scacciapensieri.
Ma ometto ogni pensiero gravido di odio anti-islamico.
Secondo me, qui c'è di mezzo la sfiducia nella risata occidentale come arma terapeutica. Insomma, la vignetta satirica anti-islam "non funziona". Ciò vuol dire che punge tanto, e non fa ridere. Fa incazzare.
Che sia sbagliato il taglio delle vignette? Meglio quadrangolari? Triangolari? O circolari?

Chi ha ideato, organizzato e concretizzato la strage di Charlie Hebdo, da piccolo non rideva di sé stesso. Non sapeva come fare, da dove cominciare. Deve avere avuto in odio tutte le battute sceme che gli smuovevano i nervi. Deve avere amato solo drammi sacri e ordini categorici del cazzo.
Ma ometto ogni pensiero ilare su codesto o codesti anti-satirici.
Che qui si rischia di non ridere più.
Piuttosto mi preme sottolineare la puzza che mi cova dentro per "questa ennesima strage terrorista anti-satira".
Ma ometto ogni sospetto contro i soliti ignoti terroristi, quelli delle stanze oscure, che possono stare sia in Oriente islamico sia nel civile e democratico Occidente, che hanno interessi molto particolari in questa stagione di guerre guerrette e guerrone.
Che qui si rischia non solo di non ridere più, ma perfin di piangere.

Ad ogni modo, la domanda si deve fare: è più facile che la satira passi dentro la cruna di un drago orientale facendolo volare incazzato o il drago passi col rosso da incazzato senza che i flics de Paris se ne accorgano e i vigili urbani di Roma gli dicano "concilia?".

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martedì 6 gennaio 2015

Ma Renzi c'entra qualcosa con lo splendore del potere?

Nell'omelia pronunciata durante la messa dell'Epifania in San Pietro Bergoglio rievoca le figure evangeliche di Erode, "Uomo di potere che nell'altro riesce a vedere solo il rivale", e dei Magi, "Entrati nel mistero". Un po' come i saggi di Napolitano: misteriosi ectoplasmi senza midollo, svaporati nel mistero.
Bergoglio continua: "No allo splendore del potere. L'amore di Dio è umile".

Renzi: "Bravo il Papa, mi ha tolto le parole di bocca. Ed è quello che ho detto a Berlusconi: Ti sei detto Unto ma non sei stato umile, sconterai tutta la pena... dopo l'elezione del Presidente... poi verso il 20 di febbraio rivediamo la cosa, perché noi del pdr non facciamo leggi ad personam né contra personam, per te... alla chetichella, quando tutto si sarà calmato".

Continua Bergoglio: "Serve coraggio contro lo splendore del potere, per liberarsi dalle sue illusioni e dalle sue presunzioni".
Solo Fassina Chi ha avuto il coraggio di tenere testa a Renzi: "Bugiardo, questa è una propaganda indecente. Ti crescerà il naso come a Pinocchio".
Ma si guardarono tutti: i loro nasi avevano ormai raggiunto il limite dell'universo conosciuto.

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La gogna di Renzi nel giorno della Befana

Salva-Berlusconi, ma non solo: così Renzi “grazia” gli evasori milionari.

Tranquilli, popolo del Pdr.
Non è vero niente.
Non è successo nulla.
Questo è solo il sogno feroce
degli avversari del vostro piccolo leader.

Un incubo di menzogne creato
ad arte dai soliti antirenziani.
Quando vi sveglierete da questo incubo,
il vostro idolo sarà ancora al suo posto
a parlarvi - con voce suadente -
col cuore in mano e la mano nel cuore.
E questa è una cosa difficile
che può fare solo il vostro leader.



Al di là del gigantesco favore all'altro contraente del patto del Nazareno, la delega fiscale approvata dal governo garantisce la possibilità di frodare l'erario per somme molto consistenti, grazie al meccanismo delle soglie percentuali. La Procura di Milano: "Effetto dirompente". Gallo: "Norma errata". Ricchiuti (Pd): "Più sei ricco, più puoi evadere"...

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domenica 4 gennaio 2015

Così parlò Massimo Ferrero di Samp&Doria

"Cittadini di SAMP&DORIA. Lunedi tutti allo stadio di Roma con amore x lasciare hai laziali un bel dolore!! Forza Samp".

Così il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, romano e romanista, attraverso il proprio account twitter, invita i tifosi della Sampdoria a seguire la propria squadra in vista del match in programma lunedì all'Olimpico contro la Lazio.
E per evitare strumentalizzazioni sulla scritta "hai laziali" e non "ai laziali" come andrebbe scritto correttamente, inserisce una foto con la seguente scritta "Ho visto uomini con la terza elementare mettere su un'azienda e dar lavoro a decine di persone. Poi ho visto professori con 3 lauree in tasca far chiudere migliaia di aziende affamando milioni di persone. L'intelligenza non si studia".

L'intelligenza non si studia, è un esercizio mentale creativo quotidiano originato dalla necessità di sopravvivenza e dalla dura lotta per l'esistenza, aperto a ogni esperienza.
L'intelligenza è potenza.

E la furbizia?
Quella, si studia sul campo del malaffare e limitrofi.
La furbizia è im-potenza... ma ti fa diventar ricco, noioso, riverito e instupidito.

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Anche alle iguane va dato il condono fiscale

Condono fiscale, spunta norma salva-Silvio Berlusconi.
Matteo Renzi: "Se così fosse, pronto a bloccare la legge e cambiarla".
Bravo, Renzi, mi raccomando, se la trovi cambiala.

Se è un amante fedele,
l'iguana non va disprezzato
solo perché è un rettile
e mostra il suo lato
oscuro e spesso
ambiguo.

Ma visto che è anche nababbo...
Silvio Berlusconi potrebbe beneficiare di una norma contenuta nello schema di decreto legislativo "certezza del diritto" per vedere cancellata la condanna per frode fiscale che gli è stata inflitta nel processo Mediaset e azzerati gli effetti della legge Severino nei suoi riguardi, con il pieno ritorno all' "agibilità politica". È quanto scrive oggi Liana Milella su La Repubblica.

Nota sull'iguana: i maschi a volte ingaggiano combattimenti per dispute territoriali, e hanno un harem di femmine il cui numero varia secondo la ricchezza di cibo (inteso in denari) e di rifugi disponibili (tipo olgettine) del territorio stesso. Dal Nazareno in poi, l'Italia dei misteri, degli inciuci e dei compromessi è francamente migliorata di molto. Il quadro adesso è più chiaro: stiamo per essere fottuti, per l'ennesima volta alla grande, dalle iguane maschio.

Cit.: "Troppi sono gli uomini (a disposizione delle iguane, ndr): per quelli che son di troppo fu inventato lo Stato". (Nietzsche).

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sabato 3 gennaio 2015

La Lituania nell'eutero

Anche la Lituania entra nell'eutero, dal 1° di Gennaio: è il 19esimo Paese in 15 anni.
Ma come cazzarola avrà fatto a entrarci rimane un mistero.
Davvero, un evento contro natura.

Non è facile entrarci.
Ma è più difficile uscirne.

Anche con l'eutero dilatato puoi provarci, a condizione che lo sia, ma il collo taurino della crante Cermania si blocca e si restringe appena te ne vieni all'ingresso.
Un sistema ci sarebbe: basta rilassare tutti i muscoli della propria volontà, sollevarsi sui talloni, spingersi e immergersi nel vicolo d'uscita con la speranza di vedere la luce.
Stappare forte et voilà: Ri-nascere, insomma, un'altra volta.
Ma nessuno, ahimé, ha voglia di rinascere più. Gli piace di rimanere nell'eutero tetesco.

A entrare nell'eutero, oggi come oggi, ci vuole crante koraggio.
I Lituani sono un po' come gli italuani, quando entrarono allegramente nell'eutero materno della crante Europa di Cermania. Grazie alle prodi spinte del prof. Romano da Scandiano. Pare certo che, in quel momento, abbia goduto solo lui in nome degli italuani.

La Lituania nell'eutero ci spinge a studiare anche la lingua lituana, dopo avere approfonditamente studiato l'italiano bene, lo spagnolo, il francese, il tedesco, il portoghese, il greco, il bulgaro, il croato, il danese, il finnico, il celtico, il gaelico, lo svedese, il turco, l'olandese, il polacco, il rumeno, il ceco, l'inglese, lo sloveno, il magiaro, il sanscrito, il latino, il vedico, il cinese, il bantu e tutti l'antri linguaggi degli immigrati.
Perché la conoscenza della lingua dell'antri ci unisce come Unione Stati Europei e ci accomuna fieri in un'unica espressione labiale: viva l'eutero!

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venerdì 2 gennaio 2015

La lettera di Napolitano al Papa

Napolitano scrive al Papa: "Necessaria la lotta alla criminalità e alla corruzione".


Napolitano: "Caro Papa, dobbiamo lottare insieme contro la schiavitù, anzi, dovete poiché io lascio".

Risposta di Francesco: "Caro Giorgio, non cedere al pessimismo e a quell'amarezza che il diavolo che c'è in te - di cui parlava padre Amorth - ti offre ogni giorno. Ti ricordo ancora cosa disse: 'Napolitano non mi piace, non ho molta stima di lui. C’è il diavolo dietro di lui e attorno a lui ci sono tanti seguaci del diavolo, ossia tanti seguaci del dio quattrino'. In verità ti dico: "Se vuoi diventare santo pentiti, confessa tutti i tuoi peccati - abiura pubblicamente e definitivamente quel comunista che sei stato - e il diavolo se ne andrà... e potrai mettere piede nel paradiso dei presidenti...".

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Renzi sugli sci

Il premier Renzi ha voluto iniziare di buon’ora il 2015 sulle piste da sci di Courmayeur. In completo nero e occhiali da sole affronta la prima discesa dell’anno.

Sì, amici, mi diverto sulla neve
ma solo perché ho un triplex scopo:
gli sci rafforzano le gambe
che trasmettono energia creativa
al cervello dal quale traggo linfa
per le idee di rinascita
che mi sorgono spontanee
mentre voi sopportate
le dure ore della povertà.
Nel frattempo quello che voi
giudicate essere un relax
per me è un lavorìo.
Cionondimeno, mi butto
sempre in picchiata 

scivolando leggero sulla neve
perché ho fretta di arrivare subito
al traguardo che mi sono
prefissato. So che è rischioso,
ma se non lo taglio io
quel traguardo, lo taglierà
qualcun altro. È questo
io so che non lo volete.
La prima neve del 2015
non si scorda mai,

io sto bene così quassù
spero anche di voi laggiù.
Se dallo spazio qualcuno
scrutasse sulla terra nel
momento preciso in cui

scivolo io sulla neve,
vedrebbe un puntino nero,
come un neo lezioso,
sfrecciare silenzioso:
quel neo sono io.
Perché io vado
dove mi porta il neo!

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giovedì 1 gennaio 2015

L'ultimo messaggio del Presidente...

Napolitano: “Sto per lasciare. Non posso sottovalutare età e affaticamento. Paese unito contro corruzione di italiani indegni”.

Renzi: "9 nove anni autorevolezza, grazie Giorgio"
Un discorso “speciale e un po’ eccezionale”. Tra i cui destinatari c’è “anche per chi presto sarà al mio posto”. È l’introduzione di Giorgio Napolitano al suo nono messaggio agli italiani. Molti i richiami all’unità del Paese, agli esempi virtuosi contrapposti alla “corruzione che si insinua nelle istituzioni”. Critiche, non troppo velate, alle forze politiche euroscettiche e una difesa, temperata nei toni ma insistita, delle riforme costituzionali e dell’operato sotto la sua presidenza.

Io dico, tu dici, egli dice... che dobbiamo tutti quanti cooperare contro il malaffare.
Cioè, ci lasciate il potere di farlo?
Ci lasciate gli strumenti per farlo?
Liberi di farlo?
Senza nemmanco un decretino-legge?
Contro gli indegni? Bello!
Ma quando, con chi, per conto di chi?
Ma c'è solo questo da fare in Italia?
E tutto il resto, vitale e incancellabile? Lavoro che non c'è, lavoro che si perde, lavoro che si sogna, che non ci sta, le tasse, chi ve le paga se non c'è reddito, e lasciamolo stare 'sto malaffare, che fa comodo sempre parlarne a fine anno. C'è sempre stato e sempre ci sarà. Solo gli ingenui dicono che bisogna combatterlo... e gli ipocriti. Il malaffare se ne va solo... se va via l'umanità. Oppure, con una gigantesca dose di generosità, onestà e umanità sacrale. Vi pare?

Ps.: Un buon anno giusto, umano e generoso solo a chi se lo merita!

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