sabato 3 gennaio 2015

La Lituania nell'eutero

Anche la Lituania entra nell'eutero, dal 1° di Gennaio: è il 19esimo Paese in 15 anni.
Ma come cazzarola avrà fatto a entrarci rimane un mistero.
Davvero, un evento contro natura.

Non è facile entrarci.
Ma è più difficile uscirne.

Anche con l'eutero dilatato puoi provarci, a condizione che lo sia, ma il collo taurino della crante Cermania si blocca e si restringe appena te ne vieni all'ingresso.
Un sistema ci sarebbe: basta rilassare tutti i muscoli della propria volontà, sollevarsi sui talloni, spingersi e immergersi nel vicolo d'uscita con la speranza di vedere la luce.
Stappare forte et voilà: Ri-nascere, insomma, un'altra volta.
Ma nessuno, ahimé, ha voglia di rinascere più. Gli piace di rimanere nell'eutero tetesco.

A entrare nell'eutero, oggi come oggi, ci vuole crante koraggio.
I Lituani sono un po' come gli italuani, quando entrarono allegramente nell'eutero materno della crante Europa di Cermania. Grazie alle prodi spinte del prof. Romano da Scandiano. Pare certo che, in quel momento, abbia goduto solo lui in nome degli italuani.

La Lituania nell'eutero ci spinge a studiare anche la lingua lituana, dopo avere approfonditamente studiato l'italiano bene, lo spagnolo, il francese, il tedesco, il portoghese, il greco, il bulgaro, il croato, il danese, il finnico, il celtico, il gaelico, lo svedese, il turco, l'olandese, il polacco, il rumeno, il ceco, l'inglese, lo sloveno, il magiaro, il sanscrito, il latino, il vedico, il cinese, il bantu e tutti l'antri linguaggi degli immigrati.
Perché la conoscenza della lingua dell'antri ci unisce come Unione Stati Europei e ci accomuna fieri in un'unica espressione labiale: viva l'eutero!

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