mercoledì 7 gennaio 2015

Se le leggi di Maometto furono sagge, liberali e progressiste...

"Grande personalità religiosa, con tendenze mistiche, Maometto (La Mecca, 570 o 580 c.ca - Medina, 632) fu un grande capo politico; comprese e applicò con molta intelligenza le regole dell'arte politica. Bisogna sottolineare anche i suoi gesti di clemenza e di magnanimità, una grande larghezza di vedute e la coerenza, mantenuta fino alla fine, nei confronti di sé stesso. Le sue leggi furono sagge, liberali, progressiste per quell'epoca e per quel luogo". . .
Se le leggi di Maometto furono sagge, liberali e progressiste... è possibile che siano state dimenticate? Stravolte? Rese sterili? Come funzionano oggi?
Quelle sue leggi, applicate a quest'epoca, Maometto vivente putacaso, non avrebbero sortito questa strage "anti-satira"? Ma sì, si sarebbe riso in modo globale, condividendo allegrie e metafore scacciapensieri.
Ma ometto ogni pensiero gravido di odio anti-islamico.
Secondo me, qui c'è di mezzo la sfiducia nella risata occidentale come arma terapeutica. Insomma, la vignetta satirica anti-islam "non funziona". Ciò vuol dire che punge tanto, e non fa ridere. Fa incazzare.
Che sia sbagliato il taglio delle vignette? Meglio quadrangolari? Triangolari? O circolari?

Chi ha ideato, organizzato e concretizzato la strage di Charlie Hebdo, da piccolo non rideva di sé stesso. Non sapeva come fare, da dove cominciare. Deve avere avuto in odio tutte le battute sceme che gli smuovevano i nervi. Deve avere amato solo drammi sacri e ordini categorici del cazzo.
Ma ometto ogni pensiero ilare su codesto o codesti anti-satirici.
Che qui si rischia di non ridere più.
Piuttosto mi preme sottolineare la puzza che mi cova dentro per "questa ennesima strage terrorista anti-satira".
Ma ometto ogni sospetto contro i soliti ignoti terroristi, quelli delle stanze oscure, che possono stare sia in Oriente islamico sia nel civile e democratico Occidente, che hanno interessi molto particolari in questa stagione di guerre guerrette e guerrone.
Che qui si rischia non solo di non ridere più, ma perfin di piangere.

Ad ogni modo, la domanda si deve fare: è più facile che la satira passi dentro la cruna di un drago orientale facendolo volare incazzato o il drago passi col rosso da incazzato senza che i flics de Paris se ne accorgano e i vigili urbani di Roma gli dicano "concilia?".

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