sabato 28 febbraio 2015

E così, il Mussolini ancora aspettava il Salvini!


Lega-CasaPound in piazza, antirazzisti contro.
Salvini: "Renzi servo sciocco".
Vaffa a Fornero.
Roma blindata, polizia usa le 'gabbie'. Le stesse che usò contro gli olandesi?
Alla manifestazione del Carroccio anche croci celtiche e foto del Duce. Il segretario rispolvera suoi cavalli di battaglia, dall'immigrazione all'Ilslam all'euro: "Il primo ladro che c'è in Italia si chiama Stato". Su alleanza con Fi: "Vedremo". Poi annuncia: gruppo con Le Pen che farà un mazzo a burocrati di Bruxelles.

"Ecco, signori miei - direbbe Renzi - con Salvini il pranzo è servito. Ma mangerete una sola volta. Mentre con me avrete tutti l'occasione di giocare alla Ruota della fortuna e di vincere qualcosa. Già i più fortunati tra voi hanno vinto i primi 80. Quindi, lasciate perdere i fascisti e i razzisti e continuate a lavorare con me per una Italia più bella e più superba che pria!".
- Bravo!
- Grazie!

 Un gufo veloce, al volo:
- M'annate a fanculo tutti quanti, m'avete distrutto un Paese, m'avete!

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martedì 24 febbraio 2015

Renzi vs. Landini e viceversa

 "Vorrei ricordare a Renzi
che la Fiom ha 350mila iscritti,
più del suo partito. E la gente
che è iscritta alla Fiom paga
una quota ogni mese, noi non
facciamo cene da mille euro"
Renzi a Landini: "Io non eletto? L'Italia è una repubblica parlamentare".
Il premier da Parigi risponde al segretario Fiom che lo ha accusato di non essere stato scelto dai cittadini. E sull'uso massiccio dei decreti legge ribatte: "Sono la risposta all'ostruzionismo".

Renzi: "Insomma, signori miei, è meglio un Landini sfigato, sconfitto, operaista e di sinistra, o uno come me che vi ha dato gli 80, si fa i selfie con voi, s'abbraccia con Marchionne e cancella l'articolo 18? Signori miei, io non sono un nemico di Landini, ma lui si comporta come il mio nemico e mi accusa di essere poco democratico. Vi risulta questo? Mandatemi un tweet di conferma, grazie! E ricordatevi che un giorno sarete chiamati a scegliere tra me e lui e vedremo di che pasta siete fatti".

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lunedì 23 febbraio 2015

L'icona ridente di Renzi

In Grecia c'è il mistero dell'icona. "Piange dal giorno della vittoria di Tsipras". La gente grida al miracolo. Ed è diventato un fenomeno virale, il "miracolo" di Tsipras. Ma non si capisce se piange di felicità o per disperazione.

E in Italia? Sì, anche in qui c'è il mistero dell'icona. Ma questa, però, ride.


Perché ride l'icona di Renzi?
Ride per non piangere. Specialmente dopo l'intervista a Fausto Bertinotti: "Landini? Bravo e intraducibile in politichese. Come Podemos e Syriza". E ora che Bertinotti gli ha imposto il suo battesimo, al piccolo renzino scrivano fiorentino gli è venuta la crisi ridens.
Pare che lo stia prendendo sul serio, vista la reazione di ilarità che ha sortito in lui la discesa in campo del sindacalista sconfitto dal suo amico Marchionne.

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domenica 22 febbraio 2015

Landini novello tribuno come Tiberio Gracco

Landini in politica?
Lui frena: “Nessun partito”.
Renzi lo attacca: “Ha già perso con la Fiom”.
La Camusso: “Auguri e figli maschi”.


Maurizio Landini: “Cambia un’epoca. È ora di sfidare Matteo Renzi. Il problema è che la maggior parte del Paese, quella che per vivere deve lavorare, non è rappresentata. C'è un fatto nuovo nel rapporto tra politica e organizzazione sindacale".
Il motivo è evidente: per Landini né il Pd né la Cgil privilegiano la classe operaia, tantomeno i lavoratori in genere.
E la classe operaia, e i lavoratori tutti, lo seguiranno?
Difficile, mi pare. Direi impossibile.
La potenza tenebrosa delle promesse di Renzi che annebbiano la mente è un fatto. Perché lui è un creatore. Crea illusioni tangibili come, ad esempio, gli 80 euri.
Dovranno trascorrere ancora cento anni e passa prima che la classe operaia e i lavoratori tutti rientrino in paradiso. Sempre che non si siano estinte del tutto le informazioni storiche di ciò che fu 'sta classe!

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Don Al Fano sfiata sull'art. 18

E pensare che una volta seguiva Berlusconi.
In siciliano si dice: è cani ca' nun canusci patruni!
E infatti chi esulta e rivendica è soprattutto il partito Ncd: "Il Cdm di ieri è il trionfo del nostro stare al governo - arriva a dire Angelino Alfano -. Il cdm di ieri sta a significare che è superato l'articolo 18. Chi aveva mai cancellato lo statuto dei lavoratori e l'articolo 18?".
Alfano parla a una manifestazione di partito a Sestriere e va oltre: "Noi siamo pronti a rinnovare il nostro patto in questo governo per andare avanti fino al 2018 - dice.
Noi al presidente del Consiglio diciamo con franchezza che ci stiamo per i prossimi tre anni per fare le riforme, per andare avanti, per prendere decisioni come quelle del Consiglio dei ministri di ieri, che è stato il nostro trionfo. Noi dobbiamo andare avanti avendo le idee chiare".
E Alfano mette già temi scottanti sul tavolo: "Nel rinnovato patto di governo con il presidente del consiglio - afferma - ora chiediamo un 'family act', una legge a tutela delle famiglie. Come il jobs act è un traguardo storico, così riteniamo che la tutela delle famiglie, che per noi sono quelle composte da un uomo e da una donna, vadano tutelate. Questi sono fatti - conclude Alfano - : mentre a destra si fanno liti e proclami, noi portiamo a casa risultati compatibili con la nostra cultura ed i nostri valori".

Don Al Fano è una sorgente di gioia; ma le fonti cui attinge sono intossicate dalla vile plebaglia, visto che ciò che dichiara lo potete sentir dire anche dall'ultimo dei fessi confuso nella massa.

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sabato 21 febbraio 2015

Merkel illustra a Bergoglio la povertà nell'Ue


La Merkel in Vaticano, 40 minuti di colloquio con il Papa.
Lungo incontro in udienza privata.
Il pontefice: "Pensate a poveri".
La cancelliera: "Ci proviamo".

Pronunciate queste parole, Bergoglio rimane qualche istante in silenzio e poi le si rivolge così: "Querida Anghela, io le dò la medaglia del Pontificato, mi piace di donarla ai governanti perché c'è raffigurato San Martino che si toglie il mantello per coprire un povero e il loro lavoro è proteggere i poveri".
- Santità, per noi è più difficile. San Martino ne copriva uno solo. Noi invece li dobbiamo coprire tutti.
"Eh, lo so. Nel prossimo libro mi aspetto di leggere della loro salvezza".
- Sarà nostro dovere salvarli tutti!

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venerdì 20 febbraio 2015

Jobs Act, il giorno del trionfo di Renzi

Jobs Act, Renzi: "Oggi è il giorno atteso da anni".


Renzi: "Il Jobs Act rottama i cococo, i cocopro vari e scrosta le rendite di posizione dei soliti noti".
I suoi: "Matteo, per questo ti faremo un monumento".
Camusso: "Governo liberalizza i licenziamenti".
I disoccupati: "Grazie Renzi, da una vita aspettavamo questa giornata. I licenziamenti con indennizzo e senza reintegro erano il nostro sogno che tu hai realizzato. Dopo di te, solo il caos".

Poi, Renzi, a margine della trionfo del suo Jobs Act, ha detto: "Fatto ciò, non ci resta che pretendere le scuse dal re d'Olanda Guglielmo Alessandro. Altrimenti Gentiloni e la Pinotti saranno costretti a dichiarare guerra anche a lui. Perché, mi puoi fare di tutto, ma non puoi distruggere le opere d'arte italiane sotto gli attenti occhi della polizia, in specie se sei tifoso ubriaco e ultras lanzichenecco."

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giovedì 19 febbraio 2015

Senza Fisco, di Gino Paoli


Gino Paoli, anca lù, - non si salva più nessuno - indagato per evasione fiscale: avrebbe trasferito due milioni in Svizzera.
Indagata anche la moglie Paola Penzo.
Perquisizioni della finanza nella casa del cantautore genovese e attuale presidente della Siae.
Nel mirino due milioni risalenti al 2008

A seguire, la famosa canzone SENZA FISCO di Gino Paoli:

Senza fisco,
tu trascini la nostra vita
senza un attimo di respiro
per sognare
per potere ricordare
ciò che abbiamo già vissuto
senza fisco
sei un attimo senza fisco
non hai ieri non hai domani
tutto è ormai nelle tue mani
mani grandi mani senza fisco
non m’importa della luna
non m’importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle
tu per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto
tutto quanto voglio avere
senza fisco
sei un attimo senza fisco
tutto è ormai nelle tue mani
mani grandi mani senza fisco
senza fisco
lala la la

Ah, se potessimo vivere tutti senza il dannato fisco...

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mercoledì 18 febbraio 2015

Renzi: Sarà anche per l'aria di fca che si respira qui intorno...


"Sono gasatissimo dai progetti di Sergio Marchionne".
È quanto ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi uscendo dallo stabilimento Mirafiori a Torino dove ha incontrato una rappresentanza di dipendenti del gruppo. Renzi ha avuto anche un incontro con lo stesso amministratore delegato Marchionne e con il presidente di Fca, John Elkann.
Insieme, poi, hanno festeggiato la Fca.
"L'industria che vince non è quella della lagna ma quella dell'innovazione e della curiosità". Lo ha detto sempre Renzi, nel corso della visita alla Gm Powertrain a Torino.
"Infatti, è curioso come stanno riuscendo a fare le Maserati e venderle a una normalissima clientela."
"È vero che siamo il Paese degli spaghetti e delle opere d'arte - ha affermato il premier -, e questo va bene, ma l'Italia è stata, è e sarà anche e soprattutto il luogo di innovazione e ricerca che nasce dalla curiosità per la Fca, da dove ripartirà l'Italia".

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Il consiglio di un Primate al Premier

Renzi: "Grazie, signor Scimpanzè,
per avermi aperto gli occhi
e allontanato dalla catastrofe
"
Libia, Occidente: soluzione sia politica. Oggi riunione Consiglio sicurezza Onu.
Il ministro Gentiloni riferisce la posizione del Governo in Parlamento. È la posizione del Mengah, nota posizione yoga che rafforza la salvezza spirituale di un Governo. In secundis, aiuta la pratica della concentrazione e del ragionamento diplomatico che contrasta ogni sparata conflittuale di strani organi del sunnominato governo...

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lunedì 16 febbraio 2015

Renzi il Temporeggiatore raddrizza i guerrafondai del suo Governo

Renzi: “Sono giovane e inesperto, mai fatto guerre, al massimo ho rottamato qua e là qualche vecchio boiardo della casta. Insomma, occorre cautela, molta prudenza e una infinita saggezza. Ce ne avete, colleghi ministri del mio governo, o no?”

“All’amico Paolo Gentiloni, che si dichiara pronto a combattere, - non capisco davvero, uno con un cognome così gentile, che vuol far la guerra - dico: Ma quando cazzo mai hai combattuto, tu? Sai di cosa stai parlando? Stai parlando di guerra, stolidino. Chi è stata la zingara che ti ha letto la mano, promettendoti un futuro radioso?

“All’amica Gianni e Pinotti dico: Brava, hai aperto con cinquemila, io non c’ho i cinquemila per venire a vedere. Chi te li dà i cinquemila? Se il piatto piange posso solo darti un fazzoletto, al massimo una scozzolata sul mentino.”

“All’amico don Al Fano che dice che Non c'è più tempo da perdere, il Califfato è alle porte di casa, l'Onu si muova, rispondo: Hai copiato da Prodi, plagiatore? Te lo do io il Calippo ghiacciato. Ti ci fai il Calippato. Vacci te a far la guerra e portati Berlusconi e Salvini, visto che vi trovate d’accordo.

“Mettetevi bene in testa che io sono per la pace e un assertore della fratellanza universale.
In seconda istanza, noi non muoveremo nessuna guerra a chicchessia senza prima essere passati dal Parlamento.
In terzis, non ho dimenticato l’articolo 11. Voi, che siete i miei colleghi, a quanto pare, l’avete dimenticato. Vi siete confusi con l’articolo 18. Bene, raddrizziamo l’opera.
Qui, senza Onu non si va da nessuna parte.
Senza soldi non si va da nessuna parte. Ho sentito Padoan dire che i soldi per pagare i soldati sono finiti. Nemmeno in Cassa integrazione li possiamo mettere. Noi dobbiamo pensare a salvare l’Italia, non a muovere guerre all’Isis o all’Oasis. In cambio di che, poi? Dopo Gheddafi, che ci abbiamo guadagnato? Solo altri sbarchi.
Noi dobbiamo pensare a raddrizzare le sorti del calcio italiano, far rimangiare a Lotito le sue minchiate.
Noi dobbiamo rispettare il nostro ruolino di marcia e cioè ritoccare la Costituzione. Noi non possiamo fare guerre a nessuno. La Libia a noi non c'ha fatto niente. Noi magari a Lei, qualcosa l'abbiamo fatta nel passato.
E non troverete mai in me quello che fomenta i cuori e aizza le menti, quello che dice: Armiamoci e partite. Quando ritornerete, saremo vincitori.
No, al contrario dirò: Amiamoci e restiamo qua. Se ci attaccheranno ci difenderemo.
Io sono un premier saggio, così spero anche sui miei ministri. Chi non è d'accordo con me, prenda i suoi stracci e via”.

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domenica 15 febbraio 2015

L'Isis a 350 km da noi!

La Libia allo sbando? Ma come, doveva regnarvi la pace dopo che gli occidentali hanno distrutto questo Paese e ammazzato Gheddafi il terrorista. Adesso quei poveri sfigati della Nato si ritrovano a fronteggiare l'Isis? Ma questi non stavano bene in Iraq? Devono aver volato in Libia nottetempo.

Pinotti: “Pronti a missione militare significativa
“Libia, pronti 5.000 uomini“, titola Il Messaggero un’intervista al ministro Pinotti. Con il Califfato “arrivato a 350 chilometri dalle nostre coste”, Roma si dice pronta a partire e andare a contrastare i miliziani dello Stato Islamico prima che conquistino tutto il Paese africano. Nel testo, in realtà, la Pinotti non dice che l’Italia è pronta a inviare 5.000 soldati, ma che “se in Afghanistan abbiamo mandato fino a 5mila uomini – sono le parole della Pinotti – in un paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino e in cui il rischio di deterioramento è molto più preoccupante per l’Italia, la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente”. Quindi il ministro non quantifica il numero di militari che l’Italia avrebbe intenzione di inviare al di là del Mediterraneo.
Ma cosa vogliono ancora dalla Libia gli alleati occidentali?

Un intento ultimo e non confessato di questa missione potrebbe essere la speranza di porre un freno allo sbarco dei migranti in terra italica per la gioia di Salvini.

Washington preme perché l’Italia si faccia, come in Libano, capofila di un intervento “stabilizzatore” in Libia. Il che significa uomini, mezzi, impegno sul campo. Un compito a cui Roma non può sottrarsi. È solo questione di tempo. Ma in Libia dovremo tornare. In armi. Il conto alla rovescia è iniziato.

Anche Berlusconi è d'accordo per una azione militare, memore della vittoria sul suo amico Gheddafi. Si rammarica soltanto di non poter essere presente sul campo di battaglia.
Prodi invece dice "No alla guerra, nulla avvenga senza l'Onu".
Il Papa, poi, è un pacifista convinto. Gli stanno facendo uno sgarbo.
Ma la colpa è dell'Isis - o di chi li manovra - che vuole convertirci o sterminarci tutti quanti. Ci terrorizzano, il terrore corre a 350 km da noi. Ci stanno inondando di terrore. A cominciare dai nostri ministri. Dai nostri media. Dai nostri politici. Ma come faranno a terrorizzare anche quelli a cui non frega niente della tele, dei giornali e del web?

Prima o poi si stancheranno di far fuoco. E dovranno per forza fare acqua. Da tutte le parti. Isis e anti isis, tutti quanti a pisciare insieme come fratelli sulla sabbia del deserto.

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sabato 14 febbraio 2015

Brunetta la Pasionaria e i sorci verdi

Riforme, Brunetta: “Renzi vedrà i sorci verdi. La sua è una deriva autoritaria”.

"Avanti colleghi,
compagni e camerati,
contro lo sfascismo di Renzi:
vendichiamo il Nazareno!
"

“Altro che Aventino, vedranno i sorci verdi. Faremo opposizione a tutto campo. Non è accettabile un governo che abbia questi atteggiamenti”.
Così il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, in conferenza stampa congiunta a Montecitorio con Sel, Lega e Fratelli d’Italia ribatte alla maggioranza che ha votato il ddl sulle riforme istituzionali con l’Aula mezza vuota. “Abbiamo deciso – continua Brunetta – di non partecipare ai lavori. Denunciamo la deriva autoritaria, ci sono delle violenze metodologiche inaccettabili”.
E ai giornalisti che gli chiedono perché solo oggi Fi parli di deriva autoritaria, mentre fino a pochi giorni fa hanno votato le riforme, Brunetta risponde: “Renzi ha scientificamente rotto il Patto del Nazareno con l’elezione del presidente della Repubblica e ha, quindi, ucciso la democrazia parlamentare. Ora nulla sarà più come prima”.
Brunetta annuncia anche che nei prossimi giorni Forza Italia andrà dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, per parlargli di “questa deriva autoritaria che è stata messa in pratica durante le riforme”. Ah già, Mattarella. Il Capo dello Stato non condiviso da tutti. La Vittoria strategica e tattica di Renzi. E dire che durante il Nazareno e le larghe intese, erano tutti d'accordo a stravaccare la Costituzione. Ipocriti.

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venerdì 13 febbraio 2015

E facciamoci quest'abballata, Santità

Concistoro, i 20 cardinali scelti da Francesco. Anche Ratzinger alla cerimonia.

Confido che in questa
nuova infornata di cardinali
non ci siano né bagnini né bertoni

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Scacchi obbligatori a scuola: hai visto mai?


Scacchi a scuola!
Sviluppa l'intelligenza, allena la mente, migliora il rendimento.
C'è solo da chiedersi perché non ci avessero pensato prima.
C'è voluta una proposta parlamentare del Partito socialista per far scoprire ai politici spagnoli gli effetti miracolosi dello studio degli scacchi.
Che ora diventeranno materia obbligatoria nel programma educativo.
Tutti d'accordo, dalla sinistra alla destra ai nazionalisti di vario segno, al punto che - praticamente in coro - hanno chiesto al governo conservatore di Mariano Rajoy di fare in fretta e dotare gli istituti di tutto il paese di uno stock di scacchiere, re e regine, alfieri, cavalli, torri e pedoni.

E in Italia?
Tranquilli, tutti sono d'accordo, da destra a sinistra e viceversa. Anche perché i nostri politici sanno che l'intelligenza aiuta in politica. E le nuove generazioni potrebbero mettere al servizio del Paese la loro.
Stefania Giannini ha già pronta la proposta, non vede l'ora, anzi, ha già messo a disposizione il suo personale orologio da scacchi. Renzi è d'accordo. Berlusconi pure. Alfano idem. Vendola è eccitato all'idea. Grillo sta già organizzando un V-Day Scacchistico. Gasparri deve sistemarsi l'occhio. La Meloni ha già scelto il Nero. La Binetti il Bianco. Razzi vuole imparare subito come si gioca la Difesa Coreana. Salvini conosce già l'arrocco corto, quello lungo e l'apertura Siciliana per le prossime elezioni.
Insomma, nessuno ha detto no.
Tant'è che Mattarella ha fatto sapere di essere pronto alla firma del decreto-legge. Tutto ok, però dopo le Riforme. Promesso.

Solo Brunetta ha chiesto un referendum nelle scuole per verificare la bontà della proposta, poiché secondo lui, gli studenti, dalle elementari alle superiori, hanno già troppe materie. Occorre appesantirli oltre? Padoan nutre qualche perplessità sullo stock scacchistico da acquistare per tutte le scuole del paese. "Dove andrò a prelevarli 'sti soldi?", s'è chiesto il ministro.
Ma dalle tasche dei settemila italiani della lista Falciani, che sono molto generosi. Dai nomi che vi leggo.

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giovedì 12 febbraio 2015

Sei mesi di galera per 4 euro...

Sei mesi di condanna per un furto di 4 euro.
Condannato in appello un senzatetto sorpreso a rubare una confezione di wurstel e un pezzetto di formaggio.

No, per carità, non facciamo confronti con Berlusconi, con Schettino, con tutti quelli che dovrebbero davvero stare al fresco.
Non facciamo stupida dietrologia.
Questi sono di un'altra tribù, appartengono a quella dove lo Stato cessa di esistere.

La giustizia italiana... invece, così Uguale per tutti, sempre pronta a spazzare le strade dai rifiuti umani, questa giustizia che fugge il cattivo odore!
Noi andiamo pazzi per questa giustizia inflessibile, purista, classista...

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mercoledì 11 febbraio 2015

Mamme in curva contro la violenza dei tifosi

Sistemare questi ultras?
Ci vorrebbero mamme con le palle d'acciaio,
visto che ai padri fanno difetto!
In Brasile idea contro la violenza: in curva le mamme dei tifosi.
Lo Sport Club do Recife, un club nel nord-est del Brasile famoso per la rissosità dei suoi fans, ha mandato allo stadio nell'ultima partita di campionato un servizio d'ordine composto da 30 madri di tifosi.
Aricio Fortes, vicepresente del club, ha così avuto l'idea di arruolare le mamme degli ultrà. "Nessuno vuole fare a botti davanti a una madre, specie se è la propria", ha dichiarato al Times di Londra. Le donne hanno accolto la proposta con entusiasmo.
"Devo ammettere che con mia mamma nelle vicinanze sono stato più calmo del solito", ha detto dopo il match uno dei tifosi.

E l'Italia? La Fifa, la Foca, la Fica e la Fava italiane sono rimasti impressionati da questa idea brasiliana. Con un de-cretino legge gli organi sportivi, volendo, potrebbero organizzare squadre di mamme... ultras... mamma miaaa...

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lunedì 9 febbraio 2015

Se scoppia la guerra con l'Austria...

... disse un giorno Mussolini, direttore de “L’Avanti”, a Giuseppe Scalarini, “io ci vado”.
“Ma io no”, rispose deciso Scalarini.
“Anche se fosse una guerra di difesa?”.
“Anche quella. I poveri non hanno niente da difendere: il patrio suolo deve difenderselo chi se lo gode”.

- Se scoppia una guerra con la Grecia chi mandiamo a spezzarle le reni in quanto alleati della Germania?, chiesero a Renzi, a BubusetteteTV.
... mumble ... mumble ... mumble...
arimumble... ... ...
zzz... zzz...
io no, devo governare il suolo patrio, ma,
cazzi,
ragazzi,
mandiamo Salvini e anche Razzi...
Quelli sono specialisti...
hai visto mai che dopo la visita in Corea
hanno imparato a fare la purea.

- E se Tsipras ci chiede i danni anche a noi dopo che eravamo andati a spezzare loro le reni e finì che ci presero a bastonate?
- La probabilità che paghiamo è uguale a zero.
- E se quelli insistono?
- Niente, gli diciamo di tenersi i nostri due eroi.
- Ma che accidenti di strategia è mai questa?
- Niente, la tradizionale strategia di alleggerimento all'italiana.
- Paghi niente e lasci due. Geniale!
- Sì, lo so, e adesso lasciatemi governare. Ho tante cose da fare.

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sabato 7 febbraio 2015

Secondo Verdini, Renzi lo ammazza

Morirà accoltellato o strozzato?


Verdini: “Io adesso non mi muovo, mi godo la scena. Silvio non ha capito che questo qui non fa prigionieri, Matteo lo ammazza, non scherza, mica è D’Alema che abbaiava solamente. E siamo solo all’inizio”.
“Silvio preferisce l’Albero delle zoccole? Faccia pure. Tanto fra una settimana sarà costretto a implorarmi in ginocchio per farmi tornare a trattare”.
No, non discuto del povero Berlusconi che, come dice l'arrogante Serracchiani, è commovente nella sua denuncia sulla deriva autoritaria di Renzi. E nemmeno del povero Berlusconi che, come ex patteggiatore al Nazareno, non gliene fregava niente della deriva autoritaria finché gli conveniva.
Mi preoccupa ciò che ha detto Verdini: che il signor Renzi è capace di ammazzarlo, il Silvio?
Verdini, il nuovo fido di Renzi.
Che pescecani!

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Con l'Expo tutto il Pianeta sarà nutrito!

Ma quante primizie!!
Servono a nutrire Tutto il Pianeta.
Tutti, nel Pianeta...
eh eh eh...

Expo Milano 2015 - Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
L'Expo si presenta con il Papa e Renzi: 42 tavoli di lavoro.
Minchia: 42!! Alla faccia del kaiser! Qui non si bada a spese!

Questi signori, qui di seguito, sono quelli importanti, che testimonieranno, agli Umani e ai Posteri, la consapevolezza della nostra umanitaria solidarietà capitalista, garantendo, in alto i cuori e i portafogli, il Nutrimento del Pianeta. Hai visto mai?
A me pare una esibizione fine a sé stessa: cioè, se la cantano e se la suonano, così che gli scribi scriveranno di essi: questi c’erano. E scrissero una Carta. La Carta di Milano, atto d'impegno che l'Italia proporrà al mondo e che potrà essere sottoscritta da cittadini, istituzioni, imprese e associazioni, definendo gli impegni per ciascuno. Il documento verrà consegnato al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a ottobre. Il tutto accerchiato da grande enfasi. L'Italia nel Mondo è anche Carta, non solo pizza, mafiosi, corruzione e berluschini.
Voi, invece, piccola umanità, c’eravate? Dov’eravate? Che carta avete scritto? La carta-delle-lamentazioni, lo so.
All'hangar Bicocca si troveranno circa 500 esperti a parlare del tema scelto per l'esposizione universale: 'Nutrire il pianeta - Energia per la vita'. Ci saranno almeno sette ministri, il premier Matteo Renzi, un videomessaggio di papa Francesco e uno di Federica Mogherini, l'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea. Lula, l'ex presidente del Brasile, sarà in collegamento. E in sala, all'hangar Bicocca, arriveranno i commissari dei 145 Paesi partecipanti, industriali (a partire dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi; ma anche Marco Tronchetti Provera; il presidente di Ferrero, Francesco Paolo Fulci; il vicepresidente della fondazione Barilla, Paolo Barilla); il segretario generale della Fao, José Graziano De Silva; il presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone; rappresentanti di associazioni e del mondo agricolo. E anche del mondo dello sport, con Demetrio Albertini e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Oltre al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: di Torino e dell'Anci, Piero Fassino, e al governatore lombardo Roberto Maroni.
Purtroppo mancano i dìnderi e Pisapia batte cassa: "Qualcuno deve pagare, la città da sola non può farcela. L’ExPo non ce la fa".

Anche il Papa nel suo videomessaggio non le ha mandate a dire: Las iniquidades raíz de todos los males. E chi ha orecchie per intendere non se le tappi. Ayudar a los pobres es fácil: la economía de los ricos que los mata. Da dentro una tonaca bianca, il mondo si vede sempre conciato male, nero e affamato!

Ma Pisapia ha gridato forte a Renzi. "Se vogliamo Nutrire il Pianeta con l’ExPo mi devi mandare i dìnderi".
"Abbiamo creato tutta questa nespolata internazionale e devi garantirmi i dìnderi, mica solo la tua faccia a chiusura della giornata".
"Il governo Renzi nel Decreto Milleproroghe ha tagliato 9,7 milioni di euro per la sorveglianza della Terra dei Fuochi, trasferendoli all'Expo di Milano. Quei soldi dovevano servire anche per l'utilizzo di nuovi droni di sorveglianza contro i roghi tossici. In Campania a maggio ci sono le elezioni regionali. Dite pure a Renzi ed Alfano di venire a fare campagna elettorale da queste parti. Gli sapremo dare l'accoglienza che meritano. Via a calci!", scrive Di Maio.
Ma tu pensa il Di Maio, violento e maleducato, specie nei panni di vicepresidente della Camera, minacciare così il piccolo renzino scrivano fiorentino e don Al Fano... I benpensanti de la Repubblica l’hanno notato: a cotesti non gli sfugge gnente!

E Pisapia? Era preoccupato per i dìnderi, ma ora è più calmo. Coi dìnderi il fiume Po è salvo. La Terra dei Fuochi ha aspettato tanto, può aspettare ancora.
- Scusi, che c’entra il fiume Po?
- C’entra, c’entra. La stessa parola lo dice. Senza dìnderi: Ex Po. Chiaro?

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venerdì 6 febbraio 2015

Il Porcellinum è insindacabile, secondo il Pd

Kyenge: “Calderoli assolto per avermi detto orango, triste il Pd che lo difende”.

Attento te,
sotto ci sta il coccodrillo,
mica la strega macumba!

Per la giunta del Senato le parole del leghista sono “insindacabili” e non razziste.
Nel 2013 durante un comizio Calderoli aveva definito "orango" il ministro per l'integrazione e i partiti chiesero le sue dimissioni. Ora la giunta per le elezioni ha deciso che non è perseguibile per istigazione all'odio razziale.
Cucca (Pd): "Spesso nella satira si paragonano le persone agli animali".
Satira?
Adesso "i politici" fanno satira quando insultano?
Certo, Calderoli ha fatto della satira razzista, egregio Cucca.
Anzi, ha fatto il razzista cinicamente...,
e, visto che tra animali c'è assonanza...,
... ... ...
no, non è corretto mettere allo stesso livello un Orango e un suino!

Ma che bella congrega di porcellini di maggioranza democratica e insindacabile...

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mercoledì 4 febbraio 2015

Presto andrò a Melfi, ha annunciato Renzi

Presto andrò a Melfi,
ha annunciato Renzi.
Il periodo è propizio.
Dopo la Contro-Nazarenata
del Mattarella For President,
davanti al signor Renzi si aprono
distese e distese di praterie.
In periodo di grande recessione
economica e morale,
il signor Renzi sfida il fato a Melfi.
I sondaggi sono in rialzo,
l’amico Silvio è in ribasso,
il Nazareno pare rotto,
l’atmosfera è paradisiaca,
perfino Landini s’è congratulato
per la scelta di Mattarella.
Per Renzi è tutta una discesa relax
tra la gente comune,
non lo fischierà nessuno,
glielo hanno promesso
ma soprattutto glielo ha confidato
uno del cerchio magico locale.
Sogna di aumentare la forza lavoro
alla Fiat di Melfi. Un'altra
promessa che gli fa onore.
Ma che c’è di bello in questo periodo a Melfi?
C’è la Fiat dell’amico Marchionne.

Beh, anche a Termini Imerese… c’era.
Tant’è che il signor Renzi era sceso da quelle
parti promettendo mari e monti,
cioè la ricollocazione a regime lavoratori
dell’impianto. Allo stato, niente.
Ma è bastata un’occupazione dell’autostrada
Palermo-Catania per far scattare altri
due anni di Cig ai quasi licenziati ex-Fiat.
Due pesi e due misure.
E io pago, direbbe Totò.

Il signor Renzi va a Melfi.
A Melfi va il signor Renzi
a piantare l’orticello del renzismo.
Ma che c’è a Melfi di questo periodo,
a parte la Fiat di Marchionne?
C’è che Renzi va a Melfi e
né io né tu
possiamo farci niente.
Perché va a Melfi, Renzi?
Per un bagno di folla?
Pare che sia in astinenza.

A Melfi potrebbe annunciare l’idea di un
nuovo ministero per il Mezzogiorno.
Da bravo democristiano è
fedele alla Cassa del Mesdì,
per finanziare e colmare
il divario tra Nord e Sud.
Dal 1951 al 1992 sotto il nome
di Cassa per il Mezzogiorno
ma anche di AgenSud
i vari governi hanno elargito
alle regioni meridionali
qualcosa come 279.763 miliardi di lire,
pari a circa 140 miliardi di euro.
Dati incerti, ma verosimili.
Dai Mafiosi e dai Politici
ancora nemmeno un grazie!
Ma Renzi a Melfi che ci va a fare,
a parte il bagno di folla?
A Melfi il 9 di febbraio
si festeggia il Santo Patrono.
Sarà che il signor Renzi
vorrà mettersi sotto
quella protezione
salvifica?

Con questo nuovo ministero Renzi
intende precisare che il Mezzogiorno
non è solo l’ora in cui i lavoratori
staccano per la pausa pranzo,
ma è anche l’inizio di una nuova
epoca di vittorie e di scambi di
ex-voti in stile
democristico-meridionalista.
A Melfi lo aspettano festosi
e pronti a portarlo in processione.

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martedì 3 febbraio 2015

Giuro sulla Costituzione

Mattarella mentre inizia a ricucire
le lacerazioni tra l'Italia e gli italiani
Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi (applausi),
il diritto allo studio in una scuola moderna, in ambienti sicuri (da questo momento la Presidente Boldrini inizia ad ammiccare su e giù col capo in segno di approvazione);

significa garantire il loro diritto al futuro (applausi; fine ammiccamenti della Boldrini);

significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro (applausi);

significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza (figlia mia, tu non ce l’hai fatta, malgrado una laurea, e come te tanti figlioli andati via da questo postaccio: ma se rinasci di nuovo, e non in questo Paese, c’è speranza…), anche utilizzando le nuove tecnologie (come le twitterate di Renzi) e superando il divario digitale (trovare qualcuno, cioè, più veloce di Renzi a twittare);

significa amare i nostri tesori ambientali e artistici (cioè: amare Franceschini e la bellezza artistica della Boschi; applausi);

significa ripudiare la guerra (aaargh!!!, che minchia dice, Presidente, questa le è scappata, eh?) e promuovere la pace (applausoni: deputati che si alzano in piedi);

significa garantire i diritti dei malati, (applausi; tagliando ulteriormente sulla sanità quando necessario);

significa che ciascuno concorra con lealtà alle spese della comunità nazionale (una specie di Telethon tassatoria sociale spontanea, che parte dal basso; applausi);

significa che si può ottenere giustizia in tempi rapidi (tipo Berlusconi e i suoi 45 gg di sconto dai servizi sociali: un premio per la finta incazzatura e relativa scheda bianca contro Mattarella; applausi);

significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni (questo non creto, direbbe Razzi tra una dormita e l'altra; applausoni; le deputatesse si alzano in piedi e anche i deputatoni. La prossima volta prevedo meno discriminazioni per la Presidenza della Repubblica);

significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità (alzare i tornelli per Brunetta sarebbe infine un atto di solidarietà, poareto; applausi);

significa sostenere la famiglia (ehi, non cominciamo adesso; ha detto famiglia, non famigghia) risorsa della società.
A famigghia. ‘A famigghia. In Italia 'a famigghia è 'mportanti. Senza famigghia nun si po' campari! C'è famigghia di casa e famigghia di chiesa, ma chidda cchiù biniditta è 'a famigghia di casta. (Applausi);
Significa garantire l’autonomia e il pluralismo dell’informazione del Corriere della Repubblica del Fatto Quotidiano e di tutti l’antri paladini della verità mediatica (applausi), presidio di democrazia (mai una volta che ti pubblichino un necrologio gratis). (Fine applausi);

significa ricordare la Resistenza (non quella elettrica), il sacrificio di tanti (applausi; i deputati si rialzano in piedi: una specie di ola di casta; lungo applauso) che settant’anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo; (che ora è ritornato sotto forma di demofascismo, ma non lo vede quasi nessuno).

significa libertà col pieno sviluppo dei diritti civili nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva (applausi);

garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un forte senso di legalità (dove solo, a sentirne parlare, tutti gli altri ti guardano come un alieno).

e per finire...
uno scambio di battute tra Berlusconi e Renzi: ''Io sono meno birichino di te''.
Al Quirinale, Matteo Renzi racconta ai cronisti del breve scambio di battute appena avuto con Silvio Berlusconi: "Lui mi ha chiesto di presentargli Padoan, dicendomi: 'è meno birichino di te'. Io gli ho risposto: sì, ma io sono meno birichino di te".

Capitto mi hai?

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lunedì 2 febbraio 2015

Il nuovo sarto del Quirinale


Mattarella: "Ricucirò gli strappi del Paese".
Oggi le dimissioni da giudice della Consulta.
Nel discorso alle Camere scossa al rinnovamento e richiamo ad affrontare i “problemi veri” del paese. Il presidente vuole rimarcare il suo ruolo “unitario” e laico, andando al di là dei valori cattolici di cui è espressione.
Nell’intervento la sollecitazione ad indicare soluzioni per le sofferenze delle fasce sociali più deboli.
Con la speranza che non siano le solite elemosine di stampo democristiano.
Domani il giuramento.

Questo nuovo Presidente ha una faccia millenaria!
Profonda, importante, significativa.
Vedremo.

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