lunedì 30 marzo 2015

Renzi e le identità perdute


Renzi: “Se Landini e Salvini sono fenomeni televisivi, soprammobili da talk show, se Grillo da spauracchio è diventato sciacallo, io chi sono? Cosa sono diventato? Offro una cena da 1000 euri a chiunque mi aiuti a ritrovare la mia vera identità”.

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domenica 29 marzo 2015

Landini è il male assoluto della sinistra

Premio Strega Vs. Premio Fiom
Francesco Piccolo su Maurizio Landini: "Le sue idee sono il male della sinistra".
Uh, essaggerratto!
Ma anche Huffington, neh!

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sabato 28 marzo 2015

Landini a Renzi: #Renzistaisereno!


Manifestazione Fiom, Maurizio Landini: "Abbiamo più consenso del governo".
È vero, ma Renzi ha più consenso col governo! Ahimè!
E arriva anche il bacio pacificatore tra Landini e Camusso.
Ma scusate, voi due, c'era bisogno di tutta questa messinscena per un bacio di sinistra? Ah, dici che lo volevano fare pubblicamente, sulla pubblica piazza. Beh, anche se mi sembra un artifizio, un bacio quasi incestuoso, vista l'appartenza allo stesso ceppo familiare. Morboso erotico, cribbio.
Come dice il poeta: "Cos'è poi un bacio, se non il naso di Landini sulla guancia di Camusso, strofinandosi teneramente avvinti?".

In realtà, questo bacio nasconde ben altro: un sommovimento di coscienze, di lotte e di rivendicazioni.
Tant'è che è stato detto da Landini che "è una manifestazione politica, ma non contro Renzi!".
Cos'è? Una metafora landiniana? Una specie di #Renzistaisereno? Una specie di legge del taglione? Una specie di vendetta servita su un piatto freddo... eh eh eh! Attenti padroni, stiamo arrivando.

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Maurizio Littlelands oggi a Roma con la coalizione sociale

The coalition social of Maurizio Littlelands.

È arrivato, infine, questo sabato speciale di Landini: operai, studenti e movimenti in piazza a Roma.


Con uno slogan, "Unions!", richiamo alle origini del movimento sindacale e alla lotta per creare un fronte comune che, a partire dalla "dignità e dalla libertà del lavoro", si ponga in contrapposizione con le politiche del governo di Matteo Renzi.

Già, Matteo Renzi. Come se fosse facile convincerlo a scelte più solidaristiche, oggi, in questo sabato speciale, sociale, con operai, studenti, movimenti, RifCom e Tsipras, con pezzi di Cgil, leader di sinistra e pezzi del Pd, “contestatori moderati di Renzi”, presenti solo a titolo personale.

Cosa chiede questa coalizione a Renzi? Insieme si chiede un miglioramento delle condizioni del lavoro dipendente, il reddito minimo, la riduzione dell'età pensionabile e dell'orario di lavoro, la reale cancellazione del precariato, la lotta all'evasione fiscale e alla corruzione, un impegno concreto per il diritto alla salute e allo studio.
Tutto coerente, in linea con le aspirazioni dei partecipanti, visto che sembrano richieste semplici, legittime e umane, che nulla di complicato hanno... in teoria. E allora?

E allora si dà il caso che queste richieste siano antirenziane.
Il sistema di cui il premier fa parte, in questo momento storico, non può accettare queste richieste, perché l’Europa non gliel’ha chiesto (a Renzi), né pubblicamente né privatamente né attraverso tweets.
Come addomesticare Renzi e i suoi aficionados?
Solo con un’azione collettiva, forte e inequivocabile, volta a tutelare gli interessi dei lavoratori dipendenti.

Ma per realizzare ciò occorre trasformare e organizzare tutti i partecipanti, renderli come calciatori tipo la squadra di calcio Juventus, e con un sergente di ferro tipo Conte, capace di vincere tre titoli italiani consecutivi e forse anche quello europeo. Beh, c’è da dire che il patron di Conte era Agnelli. E vi lascio immaginare lo sconforto che si creerebbe nella neonata coalizione sociale se el seňor Agnelli si trasformasse anche in patron di Renzi. Per la coalizione sarebbe una guerra persa, misurarsi con tanta padronalità.

Ma Maurizio Littlelands, nomen omen, si può definire un sergente di ferro? None, poiché quello spazio è già occupato da un altro sergente, la sergentessa di ferro Camusso, che non dà segnali di grande creatività libertaria, né di movimento.
E caporale?
Neanche, perché lui è già titolare del titolo di segretario della Fiom.
La sua coalizione, d’altro canto, porta in sé contenuti mitologici, idealistici e irrinunciabili, quali quelli sovra elencati, che devono essere rivendicati al tavolo delle trattative.

E tutte quelle sigle che sulla carta fanno coalizione sociale, possono ottenere risposte dal sistema che Renzi rappresenta? Ritengo proprio di no. Perché ho paura che quel sistema possa opporre alla coalizione una specie di Fronte Renziano del Lavoro che accorperebbe, cancellandole, tutte le istanze e le realtà che nella coalizione aspirano ad un’aria di speranza. Qualcosa di simile successe alla Germania di Hitler.

E quindi, cosa manca alla coalizione? Mancano gli operai, con i dovuti annessi e connessi, tutti quelli abbandonati al loro destino dai sindacati, che sono la stragrande maggioranza. Forse Maurizio Littlelands dovrebbe prima cercare nel loro paradiso se ancora ne è rimasto qualcuno. Oppure nell’inferno della società precaria e tra le sacche infinite e anonime dei disoccupati, dei senza speranze e dei senzapiùniente, cercare nella loro rabbia più repressa e più umana, o ancora tra le anime degli operai morti a causa degli infortuni sul lavoro...

Caro Maurizio Littlelands, senza gli operai, spina dorsale di questa società, senza questi uomini, non credo che tu possa avanzare contro quel sistema là. Recuperare quest’assenza mi sa proprio di mission impossible. Capisco le tue aspirazioni dettate da un grande senso dell’ingiustizia che ti attanaglia. Ma sarai circondato dalle necessità politiche alla causa della coalizione e ti costringeranno a fare un partito...

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venerdì 27 marzo 2015

La Santa Cappella Siestina

Il Papa invita 150 clochard ai Musei Vaticani: "È casa vostra" .


A sorpresa Papa Francesco ha raggiunto nella Cappella Sistina oggi pomeriggio i 150 senzatetto, invitati dalla Elemosineria Pontificia a visitare i Musei Vaticani. I senza tetto erano appena giunti, quando, alle 17, si è affacciato il Santo padre accompagnato solo da un collaboratore.
Francesco ha stretto le mani a coloro che incontrava sul cammino e ha preso la parola dicendo: "Benvenuti. Questa è la casa di tutti, è casa vostra. Le porte sono sempre aperte per tutti”.
Immaginiamo che abbia continuato così: “Da questo momento potete venire ogni notte a dormire in Cappella, dopo aver cenato, naturalmente, al posto di ristoro dei Musei. All’alba, appena svegli, subito colazione e poi via, a fare gli indigenti. Bella vita la vostra, invidio la vostra libertà, non avete padroni e fortunati voi che, a causa della vostra povera libertà, dialogate con Dio ogni giorno e Lui è vicino a voi teneramente”.

Ascoltiamo ora alcune testimonianze degli ospiti indigenti.
Indigente 1: “È stata una cosa bellissima. La più bella quanno è venuto er papa, che so’ annata vicino, le ho baciato la mano”.
Indigente 2: “Grandiosa la Cappella. Quella è il cervello di Michelangelo, dove è potuto arrivare”.
Indigente 3: “E si vedono i santi, le figure e i personaggi”.
Indigente 4: “Inferno, Paradiso, Caronte, i buoni, i cattivi…”.
Indigente 5: “Chi dorme per strada non è una bellezza… nun è tanto comodo, nun è tanto tranquillo… sono quasi trent’anni che ho dormito da tutte le parti… se vo’ venì cu' me… ”.
Indigente: 6: “Io giro tutto il giorno, il lavoro non ce l’ho, mi dò da fare, ma chi ti prende a lavorà a 58 anni, se poi Dio mi vuole, prendo e me ne vado via subito”.
Indigente 5: “A cena… una pizzetta che non m’andava e due bottiglie di coca cola. Qua ce stanno du’ pezzi de prosciutto offerto da Papa Francesco… che poi questa qui è robba che… uno dice sempre ‘me la porto via’… strada facendo me la magno… quanno che all’urtimo ariva uno che nun c’ha mai gnente… e prendi, te lo levi te e glielo dài a lui… Beneficenza che ricevo, beneficenza che io faccio agli altri”.

‘Anvedi come se interpreta la beneficenza, sinonimo di solidarietà tra poveri. È un concatenamento di eventi, momenti, incontri umanitari. Perché solo tra poveri veri succede questo...
È bello sapere che il Papa se l’è levato lui il prosciutto e gliel’ha dato all’indigente che gliel’ha dato a un antro che nun ci'aveva gnente.
Ma domani è un altro giorno e come da promessa papale “Venite, qui è casa vostra”, ogni sera gli indigenti rientreranno ai Musei e, dopo l’antipasto culturale, c’è la cena vaticana che li aspetta, una brandina soffice sotto la Volta michelangiolesca e il cappuccino all’alba.
Santa Cappella Siestina, così la chiamano adesso gli indigenti, perché là sotto, finalmente rifocillati, ci fanno la siesta.
Questo è sì servizio pastorale fondamentale che ogni indigente romano si aspetta, che sazia, in un colpo solo, sia la fame culturale sia la fame stomacale.
Se questo servizio si potesse allargare anche agli altri indigenti sparsi per la Penisola…

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giovedì 26 marzo 2015

Renzi e il fermo del Pc


Dl terrorismo, stralciata norma per intercettazioni da remoto su pc di privati.

Stralciato il passaggio del dl terrorismo che consente di frugare nei computer dei cittadini. L’eliminazione dell’emendamento è stato voluto e ottenuto da Matteo Renzi, secondo quanto si apprende da fonti di governo. Un tema – spiegano le stesse fonti – delicato e importante che riguarda diritti, privacy e sicurezza e che verrà affrontato in maniera più complessiva all’interno del provvedimento sulle intercettazioni già in esame in commissione.

La saggezza del nostro premier è proverbiale: egli veglia sui nostri pc. E ci garantisce una tutela contro gli spioni di Stato. Lui veglia per noi dormire bene. E se si scassa, il pc dico, abbiamo diritto a uno sconto sulle riparazioni e ad un tweet di auguri da parte del Premier.

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mercoledì 25 marzo 2015

I diari di Renzino: la corruzione nelle istituzioni governative

Ocse: “In Italia percezione di corruzione in istituzioni governative al 90%”.


Ddl anticorruzione, tensione nella maggioranza.
Alfano: "Testo va cambiato, ma Ncd resta al governo".
E chiamatelo scemo.
Oggi il leader Ncd Angelino Alfano ha ribadito la sua contrarietà all'allungamento dei tempi di prescrizione: "Se uno viene indagato e poi assolto dopo 22 anni, che gli frega di essere assolto?", ha affermato ad Agorà su Rai3. "Il punto - ha aggiunto - è la durata dei processi: il cittadino deve sapere che c'è un momento in cui lo Stato dice basta perché non ce la fa a dimostrare la colpevolezza".
Quindi don Al Fano è, sembrerebbe, per i processi rapidi.
Solo così, infatti, si può sconfiggere la corruzione.
Scoperto il corrotto, scoperto il corruttore, si prende poi un tram che si chiama desiderio, si erra per corridoi tribunalizi e uffici legali per circa 22 anni, trascorsa poi la mezzanotte senza aver trovata la scarpetta di Cenerentola, tutti coloro che sono stati appresso al lungo processo, si trasformano in zucche vuote e sorci verdi, salutano e se ne vanno a casa magicamente liberi e mondati.
Qualunque cosa ci riserbi il ddl anticorruzione, dobbiamo dire grazie a uomini come don Al Fano, se non aspetteremo 22 anni per un giudizio. Per realizzare una giustizia rapida occorre il propellente per i missili spaziali da somministrare ai magistrati. Dove trovarlo? Niente paura, ce lo procura il ministro. E se non lo dà lui, c'è sempre il nostro piccolo renzino scrivano fiorentino che risolve problemi.

La nostra vita, ahimè, sarà tutta da rifare per mancanza di giustizia, se non si trova il giusto propellente.

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martedì 24 marzo 2015

La ninfa de' Boschi preoccupata per la democratura arrogante del suo Capo

Il Deus alla ninfa:
"Tranquilla, poiché nel Pd
i vecchi dirigenti non sono
uguali a me, ecco che io voglio
ciò che essi non possono avere
".
D’Alema: “Il Pd è carico di arroganza”...
Matteo Renzi alla Luiss School of government: "Democratura? Tradisce la democrazia chi vivacchia".

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lunedì 23 marzo 2015

La difesa della razza...


Il decalogo della difesa della razza (marina): remake.

1 – Le razze marine esistono. L’esistenza delle razze marine non è già un’astrazione del nostro mare Mediterraneo, ma corrisponde a una realtà oceanica, acquatica, percepibile dai nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse di razze, quasi 600 specie, che vivono in acque marine, ma alcune non disdegnano le acque dolci della foce dei fiumi. Dire che esistono le razze marine non vuol dire a priori che esistono razze marine superiori o inferiori, ma soltanto che ne esistono 600 differenti, e una, soprattutto velenosa.

2 – Esistono grandi razze e razze piccole. Non bisogna soltanto ammettere che esistano gruppi di razze marine maggiori, che comunemente vengono chiamate le vere razze, individualizzati da pinne forti, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi di razze minori, individualizzati da pinne comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto visto biologico-marino le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3 – Il concetto di razza è concetto puramente marino. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di sardine e polpi, fondato essenzialmente su considerazioni culturali, marinare e alimentari. Però alla base delle differenze di sardine e polpi ci stanno delle differenze di razza. Se le razze mediterranee sono differenti dalla fauna marina tedesca, francese, turca, greca, ecc., non è solo perché esse hanno un gusto diverso e vengono cucinate con altri ingredienti, ma perché la costituzione razziale di questa fauna è diversa: le razze nostre hanno pinne forti. Infatti è merito delle pinne forti se le nostre razze mediterranee hanno avuto il predominio sull’abominio della fauna locale pregressa.

4 – La razza marina che abita attualmente le nostre acque discende dallo squalo, sinonimo di potere, ferocia e guida. Gli squali erano i dominatori incontrastati del nostro mare. Le origini della nostra razza marina, quindi, sono origini aristocratiche e dominanti.

5 – È una leggenda l’apporto di pesci diversi, anche stranieri, alla nostra società razzica. Triglie, acciughe, calamari, cefali, orate, tonni, pescispada, ecc., queste tipologie di fauna marina, deboli in natura, non sono state in grado di influenzare la pura razza marina. Infatti noi le abbiamo praticamente quasi estinte dai mari. Oggi nella Penisola del nostro mare vige e domina la sola razza marina italiana.

6 – Esiste ormai una pura “razza italiana marina”. In questo enunciato non c’è confusione di razze mischiate. Come al punto 5, le abbiamo estinte. La nostra razza italiana marina è stata filtrata durante i millenni. Risale al Giurassico. È pura. Questa antica purezza di razza è il più grande titolo di nobiltà dalla Nazione razzica italiana e marina.

7 – È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti, difensori cioè dell’acqua sacra mediterranea, nutrimento della razza. Nessun altro pesce deve inquinare le nostre acque. Tutta l’opera che finora ha fatto il regime in Italia è in fondo il razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo Squalo il richiamo ai concetti del razzismo acquatico. Questo concetto eleva la razza italiana ad un ideale superiore, coscienza di sé stesso e maggiore responsabilità.

8 – È necessario fare una netta distinzione fra le razze marine occidentali e la tipologia di pesci e pescetti orientali e africani. Sono da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana della nostra razza. Non c’è compatibilità con questi pesci né con i pesci del Mar Morto e del lago di Tiberiade. È vietato cibarsi di questi pesci. Questi pesci, in realtà, sono razze velenose. Vere e proprie pastinache letali.

9 – Le pastinache letali non appartengono alla razza marina italica. Sono due gusti opposti che, se scatenati, portano senza dubbio alla corruzione razzica.

10 – I caratteri della nostra razza marina non devono alterarsi in alcun modo. Sono vietati: copule, stupri e unioni immorali anche a carattere sessuo-religioso, tra la nostra e la loro razza, poiché il rischio dell’ibridismo è certo. La razza marina italica unica e pura, è portatrice di una diversa millenaria civiltà fra le razze e su di esse domina e si eleva.

E non dite poi che non vi ho aggiornati!

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domenica 22 marzo 2015

La trappola burlona del cardinale Sepe a Bergoglio

Il cardinale Sepe avverte il Papa: "Ho dato facoltà a tutte le suore di clausura di sette conventi di Napoli - caspita! - a uscire". Oh my Goood!

"Y con ella, cardinal, facimme i conti appress!"
C'è il Papa, suore di clausura in delirio.
Il cardinale: "Sorelle, tenimmo che ffa'".
Simpatico siparietto nel duomo di Napoli. Francesco arriva per parlare ai sacerdoti e ai religiosi: alcune monache claustrali prese da un entusiasmo incontenibile, circondano il pontefice mentre il cardinale Sepe prova a fermarle: "Adesso se lo mangiano - scherza - E queste sono quelle di clausura, figuriamoci le altre!".
Bah, sarà, ma non c'è bisogno di saper leggere e scrivere per capire quanto burlone sia questo cardinale. 'A fatte la sceneggiata, 'a fatte! Un altro miracolo: dopo il sangue sciolto di San Gennaro, ecco le sorelle sciolte di castità. Non sarà mica vittima di qualche furore uterino represso?
Povero Francesco. Meno male che su di lui veglia lo Spirito Santo!

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sabato 21 marzo 2015

Renzi: adesso basta con l'Isis!


Tunisia, governo: "Attentatori addestrati in Libia".
Renzi: "Minaccia globale".
Il premier Matteo Renzi ha parlato di "minaccia globale": "Negli ultimi mesi sono stati colpiti Parigi, Copenaghen, Bruxelles stessa. Siamo di fronte a una minaccia globale e abbiamo bisogno di concentrare l'attenzione ancor di più sul Mediterraneo".

Cribbio, non solo questo governo sta combattendo una violenta battaglia contro corrotti e corruttori, mafie e 'ndranghete, ecco che adesso il nostro è sul punto di dichiarare un'altra guerra all'Is.

Perché l'avevano previsto gli esperti dopo l'infezione isis libica. Attenti, dissero, che questi sono soltanto a 350 km dall'Italia.
E adesso il colpo da maestro dei terroristi: hanno colpito i civili, compresi gli italiani, nei luoghi pubblici tunisini. Tutto combacia. E solo questo fatto grida vendetta!
Ma ora potrebbero arrivare da noi. Tant'è che il Viminale lancia l'allarme: "Occhio al rischio di emulazione in Italia". Cioè, cosa farebbero saltare? Già c'è Pompei che crolla da sé, grazie all'attenta guardia dei BB.CC., risparmiatela, please.
Dovremmo magari fare un elenco di tutte quelle opere inutili o mai completate degne di essere cancellate, da dare in pasto ai mercenari dell'Is.
E invece eccoci ormai sul punto di non ritorno, dove nemmeno l'obsoleto articolo 11 della patria costituzione fa più ridere o scandalizzare.
Ma forse, come dice Gentiloni, per tagliare coi terroristi dell'Is, bisogna andare in Libia e pacificarla!
N'antra vorta?
A buon intenditore...

Chi ha creato tutta questa vertigine di morte? Non sono forse le stesse teste di cachemir che ci parlano ogni giorno - dolcemente, democraticamente - dai loro loculi dove fabbricano morte, là dove muore il sole?

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venerdì 20 marzo 2015

I Fantasmi del Pd, incubo di Orfini

Pd Roma, Orfini: “Un iscritto su cinque è fantasma. È realtà drammatica”.


“Lo screening”, ha detto a Radio Città Futura Matteo Orfini, “sta dimostrando purtroppo una realtà drammatica in cui una parte non piccola degli iscritti non sono iscritti veri, uno su 5 ha dei problemi. C’è chi proprio non sa di essere iscritto al Pd, chi risulta irrintracciabile anche se abbiamo nome e cognome e ci sono persone che rientrano in una ‘filiera’ e che ti rispondono ‘mi ha iscritto quel parlamentare, quel consigliere regionale ma io in realtà non ho pagato nulla, ha fatto tutto lui, non partecipò”.

Orfini: "Maledetti fantasmi, come potrebbe non esistere qualcosa all'interno del Pd? Posso ancora capire fuori dal partito, ma dentro, solo fantasmi... ed io! Solo Renzi potrà farci qualcosa. Solo lui. Vieni Matteo Primo, esci dalla Leopolda, salvaci dai fantasmi o siamo tutti perduti".

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giovedì 19 marzo 2015

Renzi: costringerò tutti i corrotti a dimettersi!

Domani Lupi si dimette!
Il suo gesto rafforzerà il Governo.
C’era una volta un piccolo elefante blu che per cercare di volare si ruppe una zanna.
C’era una volta un piccolo leone verde che per cercare di addentare il pezzo di petto più in carne dell’ippopotamo, si strozzò.
C’era una volta un piccolo caimano nero che per azzannare una zanzara finì per inghiottire la sua lingua.
C’era una volta un piccolo pappagallo azzurro che per cercare di ripetere a pappagallo le rime baciate finì per diventare una gallina.
C’era una volta un piccolo rospo rosso che per non saper leggere né scrivere finì per implodersi da sé.
C’era una volta un piccolo cane bianco che per non farsi trattare da cane bastardo finì col diventare albino.
C’era una volta un piccolo serpente celeste che per non farsi schiacciare la testa dal serparo s’iscrisse all’università dei dinosauri.
C’era una volta un piccolo cervo viola che per non passare per cornuto si liberò di tutti i soffitti bassi.
C’era una volta un toro giallo che per non farsi fottere dal toreador si travestì da gallodor.
C’era una volta un piccolo ippopotamo turchese che per non farsi addentare dal piccolo leone verde si tolse gli occhiali da sole e accecò in un baleno.
C’era una volta un piccolo topo di campagna marrone che per non farsi mangiare dal gatto mandò avanti tutta la sua famiglia.
C’era una volta un piccolo usignuolo arancione che per non voler disturbare col suo canto s’imbarcò per l’Afghanistan.
C’era una volta un piccolo uomo nero che per non farsi processare dalla Giustizia con la G maiuscola si inventò una giustizia ad personam.
Oggi c’è un piccolo renzino scrivano fiorentino che per fare il premier ha smesso di fare il sindaco. E non è solo per ambizione. C’è l’amore per l’Italia che lo sorregge e che lo stimola a far fuori tutta l'illegalità e la corruzione nel Paese.

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mercoledì 18 marzo 2015

Lupi non si dimette. E perché dovrebbe?

"Dimettermi? Mai! Nella famiglia dei
lupicantropi si creerebbe un precedente
"
Lupi: "Mai fatto pressioni per far assumere mio figlio".
La telefonata a Incalza che inguaia il ministro: “Devi vedere mio figlio”.

Maurizio Lupi ha mentito. Il figlio Luca - come documentano ora almeno due diverse intercettazioni agli atti dell'inchiesta di Firenze - venne assunto da Stefano Perotti su richiesta esplicita del padre ministro.
- Ministro eccellenza, ma lei ha mentito. Ma come, un membro di Comunione e Liberazione, dice bugie?
- In realtà, quella telefonata è stata equivocata. La frase 'devi vedere mio figlio' va letta nel seguente modo: "Ercolino, devi vedere mio figlio come si è fatto grande, è venuto su bene, intelligente, bravo e rispettoso con tutti. Un tesoro per me genitore. Ha capito, è come spesso capita ai genitori di parlar bene dei propri figli con gli amici. Nessun fine nascosto in quella richiesta".

Lupi non lascia: "Sono tranquillo, il governo mi appoggia".
Tant'è che Alfano dice: "Abbiamo piena fiducia in lui"
Lupi e il governo sono un corpo unico. Si proteggono l'un l'altro.
Quando una parte di questo corpo imputridisce, va in cancrena o semplicemente puzza, nessun componente va nel panico. C'è sempre il dottor Erre pronto che, nel più profondo silenzio omertoso, cura quella parte malata.

"Chiederò scusa agli italiani se sarà dimostrato che ho sbagliato".
"Non me ne vado solo perché ho grande senso di responsabilità".
"Il giorno in cui, svegliandomi, da ministro, scoprirò che l'Italia è cambiata, che non esiste più la corruzione e l'illegalità, quel giorno mi dimetterò perché avrò assolto al mio compito".
"Quel giorno in cui sarà stata cancellata la corruzione, io mi sentirei un pesce fuor d'acqua in questo sistema, a disagio e senza futuro, e mi autocostringerei alle dimissioni".
"Eppoi, la corruzione c'è sempre stata e sempre ci sarà. Non sarò certo io a dire che non esiste. Mica mi posso dimettere a causa dell'esistenza della corruzione".
"Sono certo che il Governo e Dio mi proteggeranno da questi infamanti sospetti. Un ministro deve essere sempre al di sopra di ogni sospetto. Un ministro coinvolto deve dimettersi".

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lunedì 16 marzo 2015

Incalza: nomen omen!


Tangenti su Tav ed Expo, intervista a Di Pietro: "Lupi si deve dimettere. Vi racconto io chi è Ercole Incalza".

Incalza è uno che sta in sempre in calza, cioè, coi calzini, capito? I calzini di Incalza costano una cifra. Non lo troverete mai coi calzini spaiati, o screziati, o addirittura coi piedi in scarpa ma scalzato.
E qualunque cosa possiate pensare di uno sempre incalzato, sappiate che non si farà mai sorprendere coi piedi fuori calze ma con le calze ai piedi. Che cosa potrebbe succedergli ora che si è fatto i dìnderi. Niente gli succederà, solo scappellamenti di notabili e colleghi di cosca, e qualche giorno di galera... poi subito ai domiciliari, porqué ai grandi appaltatori di grandi opere, va data garanzia di comfort e affetto familiare. La legge è sempre uguale per gli incalzati. Vogliamo scommettere?

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domenica 15 marzo 2015

Io e i lavoratori cambieremo il Paese più di Renzi


All'indomani del lancio della sua "Coalizione sociale" Maurizio Landini a "In 1/2 h" torna a ripetere che la sua intenzione non è quella di creare una nuova formazione: "Io non voglio fare un partito né uscire dal sindacato ma il sindacato deve essere un soggetto politico, deve discutere alla pari", ha spiegato. "Chi è in mala fede tenta di descrivere questa iniziativa dentro la logica politica di adesso", ha sottolineato il leader Fiom che ha voluto rimarcare: "Io non sto dentro il perimetro che vuole qualcun altro perchè io e lavoratori il paese lo vogliamo cambiare più di Renzi".

Le parole di Maurizio Landini sono però di fatto smentite dalla Cgil. Il portavoce del sindacato precisa che "né il segretario generale della Cgil né la Segreteria della Cgil, sono stati informati della riunione di ieri della Fiom in cui si è discusso della formazione di una "coalizione sociale" e, tantomeno, ha espresso "appoggio" a quel progetto".

D'altra parte, la disperata impotenza di Landini è così terribile che preferirebbe litigare con Camusso piuttosto che raccogliere l'osso rifiutato da Renzi.
O no?

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sabato 14 marzo 2015

La profezia di Bergoglio: sarà un breve pontificato!

Il Papa annuncia Giubileo straordinario: "Chiesa riscoprirà Misericordia".
"Il mio pontificato? Penso sarà breve".

L'annuncio durante il rito penitenziale in San Pietro. L'Anno Santo inizierà l'8 dicembre 2015 e terminerà il 26 novembre del 2016. Nel secondo anniversario del Conclave, Bergoglio parla in un'intervista alla tv messicana. Critica il clericalismo, definisce esagerate le aspettative sul Sinodo e fa previsione sugli anni che gli restano.


Pontificato breve. Francesco ammette che gli manca di poter girare liberamente, magari per poter andare in pizzeria senza essere riconosciuto. Ma il tempo a disposizione non gli sembra essere molto. Dice di avere la sensazione che il suo sarà un pontificato breve. "Quattro o cinque anni. Non lo so, o due, tre. Ben due sono passati da allora. È come un piccolo vago sentimento".
Dette queste cose, Francesco si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I cardinali si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei cardinali, quello che Francesco amava più di Tarcisio, si trovava a tavola al fianco di Francesco. Il cardinal Angelo gli fece un cenno e gli disse: «Di', chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Francesco, gli disse: «Santità, chi è?». Rispose allora Francesco: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a tal cardinale Iscariota, figlio di Simoniaco. E allora, dopo quel boccone, Giuditta entrò in lui. Francesco quindi gli disse: «Giuditta, quello che devi fare fallo al più presto».
Poi precisa: "È una sensazione", facendo intendere che potrebbe sbagliarsi.
Una sensazione originata: "Da questi miei tentativi di cristianizzare la Chiesa di Cristo, che non è proprietà privata del papa o dei cardinali".

All'intervistatrice che accenna all'eventualità di un ritiro per limiti di età, come avviene per i vescovi, il Papa risponde che non pensa alle dimissioni. Definisce il papato una grazia speciale anche se dice anche di apprezzare la strada aperta da Benedetto XVI riguardo alla figura del papa emerito. Una scelta coraggiosa la definisce, come coraggiosa fu la decisione di avere reso pubblica la gravità degli abusi commessi da alcuni membri della chiesa contro i bambini e la necessità di prendersi cura delle vittime.

Quindi?... Ritengo condivisibile la sua sensazione: sembra verosimile. Perciò le suggerirei: stia attento ai consommé, al bacon and eggs, ai caffè alla Pisciotta, ai cioccolatini cardinalizi e agli sgambetti per le scale del Vaticano. Amen!

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mercoledì 11 marzo 2015

Berlusconi assolto perché affetto dalla sindrome di Scajola


Ruby, Berlusconi dopo l'assoluzione: "Grazie ai giudici. Ora torno in campo per un'Italia migliore".
Finalmente lo psycho ha incocciato giudici non comunisti e onesti.
L'ex premier commenta il verdetto della Cassazione. Battaglia per modificare la legge Severino. Ad Arcore linee telefoniche intasate per le congratulazioni al leader di Forza Italia.
Alfano. "Ci ho sempre sperato".
I legali: "Si chiude processo penoso". Grazie alla sindrome di Scajola, della quale soffre Berlusconi, i giudici hanno chiuso un occhio; e hanno chiuso anche l'altro perché è mancata la prova del dna contenuto nel preservativo usato in quella presunta scopata. Qualcuno lo ha buttato nel cesso. Per ciò lo hanno assolto. Hai visto mai che Giustizia di classe imperiosa!
E ora lui si può dedicare a migliorare l'Italia...
Oddìo, ma a far questo ce n'è già uno che se ne sta occupando.
Vuoi vedere che finirà a tarallucci e vino anche questa volta tra i due?
Solo non riesco a localizzare il luogo. Dove festeggeranno la ritrovata libertà? Al Nazareno, ad Arcore, alla Leopolda?

Santanché: "Adesso chi paga per tutto ciò che ha subito Berlusconi???".
Aiutatela, por favor, con una colletta!

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lunedì 9 marzo 2015

Berlusconi, l'ultimo combattimento mortale

SFIDA ALL'OK NAZARENO.
Partecipate numerosi, non è più segreto, è aperto al pubblico.


Silvio Berlusconi, il fratello Paolo: “Non si ritiri, deve morire combattendo”.

Il nuovo dramma che Berlusconi dovrà affrontare esce direttamente dalla bocca del fratello, la cui forma verbale, secca e precisa, non lascia dubbi di sorta: "Se mio fratello deve morire lo faccia combattendo. La vita è una sola: mai ritirarsi dalla vita politica da fessi".
Pare che Berlusconi abbia esternato un pensiero ai suoi fedelissimi: "Cribbio, fratello, quoque tu a scassarci la minchia? Io sto bene qui, mangio e scopo, bevo e rido e ricavo tanto. La politica mai più, è diventata uno schifo. Ai miei tempi sì che significava qualcosa e la parola data era sacra. Il senso vero della politica era questo. Ora c'è solo Renzi, tutt'uno con l'Italia, che augura a tutti di stare sereni. E io sereno sto, mi godo i miei dìnderi e sto a posto".

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domenica 8 marzo 2015

Renzi, populista referendario


Renzi: “Sul nuovo Senato puntiamo al referendum. E Italicum non cambia. Puntiamo al referendum finale perché per noi decidono i cittadini, con buona pace di chi ci accusa di atteggiamento autoritario: la sovranità appartiene al popolo e sarà il popolo a decidere se la nostra riforma va bene o no. Il popolo, nessun altro, dirà se i parlamentari hanno fatto un buon lavoro o no”.

“Come vedete io ho un gran rispetto della sovranità. C’è una visione d’insieme. Tutte le cose fatte dal mio governo sono state fatte col consenso del popolo. Col popolo che decide un premier può solo far bene. Sensualmente parlando il popolo e io siamo uno sopra l’altro e spesso ci scambiamo la posizione. Balletti e cenette, piaceri reciproci che solo in una vera relazione d’amore si gustano. Nessuno di noi ha mai fatto all’altro lo sgarbo di venire prima senza aver atteso l’altro. La mia politica è una politica dell’anima, accompagnata da una tecnica fatta di lacrime e sangue, gioie e sorrisi. In un anno sono riuscito ad aumentare i posti di lavoro, più 134 mila. Col jobs act arriviamo finalmente al giusto equilibrio fra le parti, fra i padroni, cioè, e i dipendenti”.

“L’aumento dell’occupazione camminerà in parallelo coi licenziamenti, per potere dare a tutti una opzione di tranquillità, una turnazione di lavoro. L’asticella della disoccupazione finalmente si abbasserà. E, cosa importante, nessuno sarà più licenziato senza indennizzo. Voi non ci avete fatto caso, ma non avete intravisto l’estro poetico del mio governo che da una plebea crisi economica si è elevato a un aristocratico sollevamento di ricchezza. Dal tunnel stiamo uscendo. Con l’Italicum arriveremo in stazione, dopo aver viaggiato nel buio, certi di essere gli unici vincitori. Io sono organico all’Italia. Il popolo è con me. Lo sentite il popolo, sì? Siamo un tutt’uno, lavoriamo sotto-onda quasi telepaticamente, perché o così o pomì”.

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L'ennesima festa della donna è un dono del maschio!

La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.
Punto e a capo.

Ma ecco alcuni percorsi anomali dei vari festeggiamenti terrestri cui è soggetta la donna grazie alla generosità e 'per merito dell'uomo'.

In campo internazionale.
8 marzo, la giornata internazionale delle donne: “Senza le donne il mondo non procrea”.
E lasciamo stare quei Paesi in cui la donna è solo l'oggetto delle più luride e angoscianti torture fisiche e oppressioni mentali.

In campo nazionale.
8 marzo, la giornata nazionale delle donne: “Senza le donne l'Italia sarebbe più povera e più ingiusta”. Così il presidente della Repubblica Mattarella alla vigilia della Giornata internazionale.

In campo regionale.
8 marzo, la giornata regionale delle donne: “Senza le donne le regioni vanno in astinenza”.

In campo provinciale.
8 marzo, la giornata provinciale delle donne: “Senza le donne le province vanno in blocco”.

In campo comunale.
8 marzo, la giornata comunale delle donne: “Senza le donne il comune va in coma”.

In campo familiare.
8 marzo, la giornata familiare delle donne:
“Senza le donne la famiglia va a farsi fottere”.

Dopodiché non resta che inventarci un
8 marzo, la giornata cimiteriale delle donne
+++++++++++++++++++++++++++++++

E per ritornare a Mattarella sul tema Donne per la Terra: "Loro uniscono sviluppo e tutela dell'ambiente. Sono più capaci di produrre senza distruggere".

Appunto, Presidente, perché gli uomini, di potere e non, non ci facciamo da parte tutti quanti?
Il fatto è che c'è tanta puzza di ipocrisia.
E anche perché la commedia umana è sempre identica ovunque e comunque.

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venerdì 6 marzo 2015

La Sonata in Re Matteo Maggiore per italiani ansiosi

E il bello di questa sonata è
che la suona a braccio...
e ad orecchio
Ecco i redditi del Governo: Renzi 98mila euro, Boschi 94mila e 1.557 azioni di Banca Etruria.

Dice: che c'entra la cultura con i redditi del Governo?
Ma niente, cribbio. Il fatto è che la vita è una sorgente melodiosa di musiche gioiose. E le gioie dei più "fortunati" attingono anche, e soprattutto, ai redditi da sogno! Gli altri, per cantare, cantano, ma sono stonati da far paura. E in questa società sconcia, gli stonati non hanno strumenti... che li accompagnino nella sventura.

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mercoledì 4 marzo 2015

L'elicotterino di Renzi

L'elicotterino
di Renzi

Renzi, Firenze-Roma in elicottero: “Motivi di sicurezza”.
Ma Mattarella usò il treno.

Critiche da Beppe Grillo a Forza Italia. Il leader M5s: "Quanto costa ai contribuenti il Renzicottero?". Toti: "Meglio volare basso e con mezzi pubblici". Gli utenti su Twitter: "Non era quello che voleva ridurre i costi?". Ma Palazzo Chigi replica: "Uso giustificato da motivi di sicurezza, no a strumentalizzazioni". A far "scoprire" il premier è stato il Pd di Arezzo, dopo un atterraggio di emergenza.

Incensare lo statista Renzi twitta tutto
Fuffare lo statista Matteo schizza renzate

Aprire le finestre Renzi puzza operai
Chiudere le finestre Matteo mangia cavoli

Scrivere la riforma Renzi regala promesse
Leggere la riforma Matteo gode massimo

Lucidare la mente Renzi pensa dominio
Insozzare la mente Matteo specula disordine

Lisciare il cocco Renzi esalta drillo
Maltrattare il drillo Matteo demolisce cocco

Magnificare l’eli Renzi entrata sicurezza
Biasimare il cottero Matteo uscita dubbia

Rivelare la propria Renzi egocentrica vox
Celare l’arroganza Matteo non riduce i costi

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martedì 3 marzo 2015

Helg: minchia, picciotti, mi futteru!

Colto con le mani sul pizzo! 


Quando Helg, arrestato per una tangente, annunciava: ''Presto un corso anticorruzione''. Intervistato dall'agenzia Italpress nel dicembre scorso, il presidente della Camera di Commercio di Palermo annunciava iniziative di contrasto alla corruzione a livello regionale.
Il paladino della legalità.
L'anti-corruttivo per eccellenza.
Presidente di qua e di là, in Sicilia.
L'ha fatto per bisogno, per necessità, li cattivi gli avevano pignorata la casa.

Scava e scava, che qualcosa assuma (emerge) sempre tra i presidenti e i notabili!

Allora, picciotti, l'avete capito o no, che l'onestà non fotte!

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Marchionne spiega a Renzi come difendersi dagli insulti

"Caro Matteo, io c'ho fatto il callo
agli insulti sorridenti e silenziosi"
Sergio Marchionne sostiene Matteo Renzi: "Ha coraggio e caratteristiche da leader. Non si preoccupi degli insulti".
A Renzi dico: "Guarda i tuoi sudditi negli occhi, ma usa il tuo sinistro per convincerli e il tuo destro per provocarli. Quando gli racconti le renzate, e vuoi farle passare per vere, fai in modo che i tuoi occhi affondino nelle loro coscienze. Con questa tattica, sapessi quanti punti deboli ho scoperto io nei sindacati. Devi sempre parlare come se fosse la tua penultima volta. Devi usare i toni amorosi che un vero leader utilizza per eccitare a cuore aperto i suoi fans e renderli goduti e consenzienti. Con i nemici usa sempre occhi crudeli e lingua di voluttà. Li colpirai frontalmente e ai lati senza che possano reagire. Per gli enrichiletta - e ce n'è in abbondanza in questo Paese - puoi usare il tocco magico dell'hastag #staisereno: un tocco veramente micidiale. Un vero leader deve saper fabbricare attorno a sé un firewall blindato perché non possano passare le maledizioni e gli insulti del popolino becero. Impara a indorare i tuoi pezzi di pane da offrire a questo mostro dormiente per renderlo sensuale e assimilabile ai tuoi desideri. Non dimenticare mai che il popolino ama farsi spezzare le reni - e non dico altro - per potere poi insultare il suo padrone. Più di questo non sa fare. Ma astieniti dal giudicarlo stupido e ignorante e mantieniti a distanza di odore e dalle pietre. Perché è meglio cadere nella mani di un Fassina Chi che in quelle del mostro popolare: non sai mai quando e in che modo si sveglia. Se vuoi durare vent'anni come il Berlusca devi curare queste cose e devi farti il callo".

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domenica 1 marzo 2015

Scherzi spirituali di Bertone a Bergoglio

E quando si vive tra cardinali
s'impara a disprezzar la ricchezza!
Papa Francesco ha viaggiato vicino al cardinale Tarcisio Bertone durante il tragitto in pullman tra Ariccia e il Vaticano, alla fine degli esercizi spirituali della curia vaticana. Fino a stamattina Bergoglio è stato insieme a monsignori e cardinali nella casa del Divin Maestro, gestita dai padri Paolini, la sede scelta, come lo scorso anno, per svolgere il ritiro quaresimale senza distrazioni. Sul bus il pontefice e il discusso ex segretario di Stato hanno conversato e scherzato. Nei giorni in cui esplodeva la polemica sul superattico scelto come residenza da Bertone, Francesco, senza mai formulare riferimenti diretti al porporato, aveva pronunciato parole molto dure contro lo sfarzo degli ecclesiastici.

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