lunedì 23 marzo 2015

La difesa della razza...


Il decalogo della difesa della razza (marina): remake.

1 – Le razze marine esistono. L’esistenza delle razze marine non è già un’astrazione del nostro mare Mediterraneo, ma corrisponde a una realtà oceanica, acquatica, percepibile dai nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse di razze, quasi 600 specie, che vivono in acque marine, ma alcune non disdegnano le acque dolci della foce dei fiumi. Dire che esistono le razze marine non vuol dire a priori che esistono razze marine superiori o inferiori, ma soltanto che ne esistono 600 differenti, e una, soprattutto velenosa.

2 – Esistono grandi razze e razze piccole. Non bisogna soltanto ammettere che esistano gruppi di razze marine maggiori, che comunemente vengono chiamate le vere razze, individualizzati da pinne forti, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi di razze minori, individualizzati da pinne comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto visto biologico-marino le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

3 – Il concetto di razza è concetto puramente marino. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di sardine e polpi, fondato essenzialmente su considerazioni culturali, marinare e alimentari. Però alla base delle differenze di sardine e polpi ci stanno delle differenze di razza. Se le razze mediterranee sono differenti dalla fauna marina tedesca, francese, turca, greca, ecc., non è solo perché esse hanno un gusto diverso e vengono cucinate con altri ingredienti, ma perché la costituzione razziale di questa fauna è diversa: le razze nostre hanno pinne forti. Infatti è merito delle pinne forti se le nostre razze mediterranee hanno avuto il predominio sull’abominio della fauna locale pregressa.

4 – La razza marina che abita attualmente le nostre acque discende dallo squalo, sinonimo di potere, ferocia e guida. Gli squali erano i dominatori incontrastati del nostro mare. Le origini della nostra razza marina, quindi, sono origini aristocratiche e dominanti.

5 – È una leggenda l’apporto di pesci diversi, anche stranieri, alla nostra società razzica. Triglie, acciughe, calamari, cefali, orate, tonni, pescispada, ecc., queste tipologie di fauna marina, deboli in natura, non sono state in grado di influenzare la pura razza marina. Infatti noi le abbiamo praticamente quasi estinte dai mari. Oggi nella Penisola del nostro mare vige e domina la sola razza marina italiana.

6 – Esiste ormai una pura “razza italiana marina”. In questo enunciato non c’è confusione di razze mischiate. Come al punto 5, le abbiamo estinte. La nostra razza italiana marina è stata filtrata durante i millenni. Risale al Giurassico. È pura. Questa antica purezza di razza è il più grande titolo di nobiltà dalla Nazione razzica italiana e marina.

7 – È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti, difensori cioè dell’acqua sacra mediterranea, nutrimento della razza. Nessun altro pesce deve inquinare le nostre acque. Tutta l’opera che finora ha fatto il regime in Italia è in fondo il razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo Squalo il richiamo ai concetti del razzismo acquatico. Questo concetto eleva la razza italiana ad un ideale superiore, coscienza di sé stesso e maggiore responsabilità.

8 – È necessario fare una netta distinzione fra le razze marine occidentali e la tipologia di pesci e pescetti orientali e africani. Sono da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana della nostra razza. Non c’è compatibilità con questi pesci né con i pesci del Mar Morto e del lago di Tiberiade. È vietato cibarsi di questi pesci. Questi pesci, in realtà, sono razze velenose. Vere e proprie pastinache letali.

9 – Le pastinache letali non appartengono alla razza marina italica. Sono due gusti opposti che, se scatenati, portano senza dubbio alla corruzione razzica.

10 – I caratteri della nostra razza marina non devono alterarsi in alcun modo. Sono vietati: copule, stupri e unioni immorali anche a carattere sessuo-religioso, tra la nostra e la loro razza, poiché il rischio dell’ibridismo è certo. La razza marina italica unica e pura, è portatrice di una diversa millenaria civiltà fra le razze e su di esse domina e si eleva.

E non dite poi che non vi ho aggiornati!

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2 commenti:

  1. 2 – Esistono grandi razze e razze piccole.

    Esistono anche le razze nane.
    Vedi ad esempio quelle che comandano la Mondadori.
    Hanno anche un aculeo velenoso.

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Heracleum