domenica 26 aprile 2015

A che punto sono i giochetti di Renzi per intascare l'Italicum?

A buon punto, sono.
Renzi:
- Adesso basta coi giochetti. Se dobbiamo usare violenza contro il Parlamento e, soprattutto, contro la nostra minoranza, ebbene, usiamola. Ma l'Italicum dev'essere al sicuro al massimo tra una settimana.
- Cari amici, ora vi narro una storia che ha dell'incredibile. Un sogno ricorrente mi turba le notti. È semplice. Allora, uno, mettiamo Padoan, si mette in mano una pistola da starter economica e dà il pronti, via!
- A quel punto parte a razzo Poletti, con il testimone in mano (se è la pistola?, non sappiamo), che gli ha passato Padoan, speriamo che ce la faccia con quella panza. Completato il primo giro, Gentiloni prende la rincorsa e il testimone e ripercorre, al contrario, il tratto corso da Poletti. Subito tutti a fischiare: hai sbagliato strada, torna indietro, fermati! Gentiloni non si dà per vinto: No, voglio arrivare sino in Libia! A quel punto la ministra Pinotti lo insegue, gli strappa il testimone e glielo punta sulla fronte: Che ti credi di fare, il furbo? Sono io quella che andrà per prima!
- Detto ciò, esegue il dietro-front con cipiglio militaresco e si mette a correre. Neanche due passetti, ed ecco che il ministro delle cose antiche, Franceschini, con uno sgambetto la manda a gambe all'aria e parte rapido verso il completamento del terzo giro. Essendo un uomo di pace, dimentica di prendere in consegna il testimone. La Pinotti, facendo sfoggio di pronti riflessi, prende la mira, glielo lancia addosso e lo becca pari pari sul cranio. La Cultura antica crolla a terra esanime come Pompei. Il ministro Orlando è crucciato e medita una denuncia contro i distruttori della massa cranica culturale. Bersani ridacchia. La Bindi sgranocchia. D'Alema sogghigna. Orfini si dissocia. Fassina si fa da parte. E Civati si astiene.
- Interviene la Boschi con tutta la sua bbona femminilità, raccoglie il cranio di Franceschini e lo adagia tra le braccia della Lorenzin, ministra della salute che non è del Pd, ma è di larga intesa e di vedute extralarge, liberamente pervenuta in quel posto per grazia ricevuta. La ministra Boschi mi chiede il permesso di ripartire col testimone. Obiettivo? Il raggiungimento dell'Italicum ad ogni costo, il cui traguardo è dall'altra parte della pista. La corsa la vince lei, ma a me non mi sta bene una ministra femmina che mi surclassa. Le chiedo di darmi il testimone. Me lo dà. Me lo metto tra i denti. E parto a missile. Supero tutti e arrivo là dove ancora non si era spinto nessun premier. Quella è la terra nera, la terra di nessuno. All'ingresso c'è un guardiano. Il guardiano è nero. Io sono bianco e tutt'intorno c'è una Riforma nera. È la riforma elettorale. Mio figlio. Si chiama Italicum. Mi chiama: Papà, li abbiamo fregati! Cribbio, che cazzo di figlio ho fatto?... Alla sua vista mi sento un rottame. E pensare che la mia carriera è così, come un sogno. Per i miei nemici è un incubo. Sono proprio ridotto a un rottame. Ma finché non se ne accorge nessuno... ".
- Troppo m'addentrai nell'avvenire: fui colto da un brivido d'orrore... ero me stesso senza più poltrona.

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