martedì 14 aprile 2015

Sempre così: a Milano sparano e a Napoli costretti con la tessera annonaria!


Secondo giorno di caos e rabbia al Tribunale di Napoli.
Tensione altissima. I primi avvocati si presentano davanti agli ingressi di Palazzo di giustizia alle sette del mattino, sperando di riuscire ad arrivare in aula in tempo, dopo la giornata infernale di ieri. L'entrata in vigore dei nuovi dispositivi di sicurezza, dopo la strage a Milano, crea code interminabili: è attivo, infatti, un solo metal detector e i vigilantes devono controllare gli ingressi uno a uno, aprendo borse e controllando tablet e smartphone.
Alle 9 i tempi di attesa si aggirano intorno alle tre ore e le file di avvocati si allungano sui marciapiedi tra le auto.
Scatta la rivolta degli avvocati a Napoli: "Dobbiamo lavorare. Fateci entrare. Vergogna. Vergogna", gridano gli avvocati, gli assistenti, i praticanti in fila, attaccati ai cellulari per rassicurare clienti e testimoni. La situazione degenera quando la massa di gente in coda comincia a premere contro una porta a vetri dal lato di via Grimaldi. Gli avvocati tentano di 'forzare i controlli' per arrivare in tempo in udienza. Sfondata una porta e identificati due avvocati.
Ma nessuno ha sparato! Meno male.
A dimostrazione che il Sud è più pacifico (leggasi: più smorto) che mai.
Perché la giustizia ha i suoi tempi, gli avvocati i loro clienti, i clienti i loro avvocati... e così il tempo scorre che manco lo avverti.
Ecco, puoi vederla poco sopra: questa è la Piazza della Giustizia. Toccala, senti come vibra! Con quale ansia piacevole si vuole entrare nelle sue spire.
E sembra così irreale, quasi un agorà dei tempi arcaici.

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2 commenti:

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Heracleum