venerdì 22 maggio 2015

Landini, coalizione sì ma senza sovversione

Maurizio Landini lancia la coalizione sociale.

La creatura pensata dal leader della Fiom, insieme a Stefano Rodotà, continua infatti a essere un’aggregazione che non vuole diventare partito, ma un movimento “al di fuori e non in competizione rispetto ai partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali”.
Perché?

Ma certo: per non disturbare nessuno.

Obiettivo: la realizzazione di “un modello d'impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare.
[...] Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l'impegno.
Tra chi?

Appunto, da soli come movimento e soprattutto senza sovvertire i sonni tranquilli degli avversari.

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2 commenti:

  1. Landini e Rodotà,un vero paradosso.
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    Il paradosso è stato definito come "la verità che sta ritta in piedi sulla propria testa per attirare l'attenzione", ed è stato difeso sulla base del fatto che esiste un gran numero di credenze che sta ben saldo sui propri piedi, visto che la testa non la possiede.
    (Gilbert Keith Chesterton)

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Heracleum