venerdì 19 giugno 2015

I nuovi comandamenti etici, economici ed ambientali del Papa

"Ehi, psss... psss... guardi che ha sbagliato a incollare faccia".
"Oh, mio Dio, che lapsus, credevo fosse l'altro".
"Non fa niente. La svista è perdonata".
"Meno male, altrimenti, chissà quali pene d'inferno".
"Va be', l'importante, chiunque le dica,
è dire le cose con carisma e autorevolezza".
"Certo, solo così il mondo si ferma ad ascoltarlo".

Enciclica Laudato si', tutti i comandamenti "green" di Papa Francesco per salvare il pianeta.

- Facciamo qualcosa per il pianeta subito
Il futuro è a rischio. "Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell'ambiente - spiega il Pontefice - ha superato le possibilità del pianeta in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni".

- "Rallentiamo il passo"
Puntiamo a uno "stile di vita" in linea con la difesa integrale dell'ambiente e della vita di tutti i popoli. "La velocità che le azioni umane impongono oggi contrasta con la naturale lentezza della evoluzione biologica". Occorre frenare il ritmo della crescita, come aveva sostenuto già Benedetto XVI nella Caritas in veritate. È l'idea della decrescita. E il Pontefice lo precisa: "È arrivata l'ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti".

- Vinciamo il rifiuto dei potenti e diciamo no all'indifferenza di chi ci sta intorno
Cerchiamo "soluzioni concrete alla crisi ambientale" attraverso "una nuova solidarietà universale".

- Lottiamo contro l'inquinamento
Superiamo un modello di sviluppo fondato sull'uso di combustibili fossili e sulla deforestazione. Combattiamo il riscaldamento globale che comporta una distruzione senza precedenti degli ecosistemi.

- Basta con il salvataggio ad ogni costo delle banche
Non facciamo pagare ai popoli il prezzo della crescita ad ogni costo, ha chiesto il Papa, che ha criticato il laissez-faire e il liberismo sfrenato (considerato fonte della devastante crisi di questi anni). "La finanza - ha scritto il Papa - soffoca l'economia reale. Il mercato da solo non garantisce lo sviluppo umano integrale e l'inclusione sociale".

- Combattiamo la povertà 
Il numero dei poveri, ricorda il Pontefice, è in aumento. Folle di migranti cercano di fuggire dalla miseria nell'indifferenza generale. Un fenomeno, questo, che è "segno della nostra perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile".

- Convinciamoci che la soluzione non sta nell'arte dell'arrangiarsi
Servono istituzioni mondiali più forti, serve il superamento del paradigma del consumismo. - Smettiamola con la privatizzazione dell'acqua Il rischio, infatti, è quello di una guerra globale. "È prevedibile -afferma Papa Francesco - che il controllo dell'acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo". Un conflitto che va evitato intervenendo immediatamente. Soprattutto in Africa, dove la carenza e la scarsa qualità dell'acqua sono problemi quotidiani.

- Difendiamo la biodiversità
Come? Con uno sguardo che va oltre il qui e ora, che supera l'immediato. "Le diverse specie - spiega il Papa - contengono geni che possono essere risorse-chiave per rispondere in futuro a qualche necessità umana o per risolvere qualche problema ambientale". Trattare le specie come oggetti è, dunque, un errore imperdonabile: "Ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un'altra creata da noi". Un atteggiamento colpevole, frutto della logica della finanza e del consumismo.

 - Ricordiamo il valore delle piccole azioni quotidiane
Cambiamo stile di vita, poniamo le basi per una cittadinanza ecologica attraverso una serie di reti comunitarie. I cittadini, afferma Papa Bergoglio, hanno il potere di "esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale". Possono anche modificare il comportamento delle imprese "forzandole a considerare l'impatto ambientale e i modelli di produzione".

- Diciamo no ai cereali transgenici e alla vivisezione
Quanto ai primi, l'estendersi della loro coltivazione "distrugge la complessa trama degli ecosistemi, diminuisce la diversità nella produzione e colpisce il presente o il futuro delle economie regionali". La vivisezione, invece, va combattuta perché è "contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita". Un giudizio negativo, questo, che non si estende al punto di comprendere ogni tipo di esperimento sugli animali: se l'esperimento è assolutamente necessario, infatti, deve considerarsi legittimo.

- Non crediamo che la tecnologia sia la soluzione a tutti i nostri problemi
La tecnologia "non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, per questo a volte risolve un problema creandone altri".

- Difendiamo la casa come un valore "per la dignità delle persone e per lo sviluppo delle famiglie"
Il Papa si sofferma in particolare sull'emergenza abitativa: "La mancanza di alloggi è grave in molte parti del mondo tanto nelle zone rurali quanto nelle grandi città, anche perché i bilanci statali di solito coprono solo una piccola parte della domanda".

- Investiamo sul trasporto pubblico I mezzi pubblici devono costituire un servizio, non possono risolversi in un "trattamento indegno delle persone a causa dell'affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell'insicurezza".

- Impariamo ad accogliere il nostro corpo, "ad averne cura e a rispettare i suoi significati"
Questo vuol dire, per Papa Francesco, anche "apprezzare il corpo nella sua femminilità o mascolinità" senza pretendere di cancellare le differenze.

- Difendiamo la cultura, la cui scomparsa è grave come o più della scomparsa di una specie animale o vegetale
"È indispensabile - dice il Papa - prestare speciale attenzione alle comunità aborigene con le loro tradizioni culturali".

- Gli esempi concreti di Papa Francesco
"Evitare l'uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quando ragionevolmente si potrà mangiare". Inoltre, "condividere un medesimo veicolo tra varie persone", "piantare alberi e spegnere le luci inutili".

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2 commenti:

Pirima pondera e poi scrivi.

Heracleum