mercoledì 12 agosto 2015

Di come Origene si castrò per andare nel regno dei cieli, e Renzi no!

Scrittore greco, teologo e commentatore della Bibbia, (Alessandria, 185 – Cesarea o Tiro, 252 o 254), Origene sviluppò l’origenismo, dottrina che discute sulla preesistenza e il destino delle anime, che porta a concepire una restaurazione universale nell’amore di Dio e che conduce alla negazione pratica del male assoluto e della dannazione eterna.

Origene conduceva una vita di scienza e di ascesi insieme ai suoi discepoli: il suo ruolo di maestro è stato quello di istruire non soltanto con le parole, ma anche con l’esempio. In un eccesso sconsiderato di fervore ascetico, Origene giungerà fino a fare sacrificio della propria virilità, interpretando troppo alla lettera il testo del Vangelo di san Matteo: «… e ci sono di quelli (eunuchi) che si sono fatti eunuchi da sé in vista del regno dei cieli», (XIX, 12). Secondo alcuni autori, per questa automutilazione il vescovo Demetrio non lo volle mai ordinare sacerdote. Anche a quel tempo la Chiesa difendeva la propria virilità, visto che già faceva in modo che i bambini venissero ad Essa, interpretando troppo alla lettera gli insegnamenti catechistici del Cristo.

Di come Renzi è entrato a Palazzo Chigi senza castrarsi ma castrandoci.
Nato in “comfort zone”, dopo aver avuto la fortuna dalla sua giocando con la Ruota di Mike, è stato presidente della provincia di Firenze e anche sindaco della città, ma senza il permesso di Dante.

Renzi sviluppò il renzismo, dottrina di destra mascherata da finta democrazia di sinistra, sviluppatosi man mano che il Renzi avanzava in carriera e, quindi, si installò a Palazzo Chigi grazie a chief Tano Napoli, che gli diede il suo permesso mentre gli consegnava i suoi ordini: doveva rottamare la Santa Costituzione, smembrare definitivamente lo Statuto dei Lavoratori, rovinare la Scuola, detassare i più ricchi, portare sul lastrico i pensionati più poveri. Gli unici che hanno provato a contestargli le sue Riforme, le Ombre dei Padri Liberatori del fascismo italico, a loro volta sono stati accusati di comportamento sfascista e gufesco.
Quegli ordini adesso vengono scalfarizzati con grande coraggio (sic!) senza un minimo di rispetto.
Troppi poteri in mano al premier, ecco perché la riforma va cambiata. Il fondatore di "Repubblica" risponde alla lettera di Giorgio Napolitano: "Perché la riforma del Senato non minaccia la democrazia”. L’Italicum e il ddl Boschi trasformano radicalmente la struttura politica: premierato e maggioranza a chi raggiunge il 40% dei voti espressi. Mai successo dal Dopoguerra.
Ora, noi renzidipendenti, siamo preoccupati per la piega che stanno prendendo le cose dopo la suesposta scalfarizzazione.
Ma davvero, cosa dovrebbe fare il povero Renzi, castrarsi perché al Santo Padre de la Repubblica non gli sta più bene ciò che l’è merito (tutto o quasi del) presidente gli ha garantito: che la riforma del senato non minaccia la democrazia, ma soltanto il portafogli dei senatori? Vabbuò, diciamo che ci può stare questo sparagno. Ma mica diventiamo benestanti noi dal ventre popolare.
E davvero siamo convinti che i due amiconi liberal-democratici piangano per le nostre deficienze?
Noi vogliamo che Renzi si castri, ma per ben altri motivi! Chiamiamoli pure umanitari!
Infine, che c’entra Renzi con Origene?
Ma proprio niente, ve l’assicuro!

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