domenica 16 agosto 2015

Nell’Italia di Matteo Tre Dita

"Tre giorni, amici, e
mandiamo a casa Renzi...
col beneficio del Debbio"
Salvini quasi come un prete - e sappiamo quanto lui ami quella categoria di rompipalle - nella sua omelia a tono grave… voce lenta, pausata, da attore che sta per annunciare un evento epico… con la reiterata gestualità delle tre dita che accompagna le due parole-chiave: “tre giorni”; e ad ogni tre giorni corrisponde un avanti-indietro delle tre dita pollice-medio-indice.
Tre giorni… non tre mesi… tre giorni… di spallata… di blocco totale… tre giorniii… durante i quali fermiamo l’Italia per mandare a casa questo governo (su questo sono decisamente d’accordo) e per farlo ripartire (?, ma cosa: lo stesso o quello nuovo di Salvini?)… Voi ci date una mano (e noi ci prendiamo pure l’altra)… in questi tre giorni… ognuno nel suo lavoro (chi ce l’ha)… nel suo negozio (chi ancora non lo ha chiuso)… nel suo ufficio (anche nei call center?)… nel suo ospedale (compresi i pronti soccorsi, eh eh eh)… nella sua scuola (ah no, non toccarmi la buona scuola renziana)… nella sua azienda (eccetto la Fiat, ci vuole sempre il permesso della trimurti sindacale)… tre giorni… in cui la gente perbene (escludiamo pure la gente permale, i disoccupati e i clandestini) si ferma… da nord a sud… isole comprese… (noi del sud non vediamo l’ora di fermarci) e, o vanno a casa o vanno a casa… non m’interessano i colori politici (nemmeno a me)… la Lega lancia questa proposta… tre giorni… nella prima settimana di novembre (chissà perché la prima? Forse per il week-end!)… blocchiamo tutto… fermiamo tutto… non compriamo più un accidente (e che me ne frega a me dei supermercati?)… non consumiamo più un accidente (beh, questo è vero, chi non mangia da tre giorni può stare ancora altri tre senza cibo)… non paghiamo più una lira (cribbio, è già passato alla lira a nostra insaputa?)… ma ci fate votare (votare?, costui vaneggia, meglio di no, andateci voi che a me vien da ridere; peccato che questo paese non sia maturo per un sistema anarchico) e torniamo un paese normale (ih ih ih). Segnatevi sull’agenda (sì, mo’ ce lo segniamo) e poi vi spiegheremo (a noi idioti) cosa fare per darci una mano… 6, 7, 8 novembre. La piazza è casa nostra (dopo che i migranti ci hanno sfrattati dalle nostre… volete questo?)…

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