giovedì 31 dicembre 2015

Che muoia tra le più atroci sofferenze questo 2015!

Il Paese di Matteo.
Ma che strunzata è?
Capisco che la frase vuole rimarcare con esagerata enfasi il periodo storico, sociale e politico italiano in cui il governo Renzi sta facendo bisboccia di potere, ma ho come l’impressione, nel leggere la frase di quest’articolo: «l'Italia, oggi, appare il Paese di Matteo», che il continuo incensare mediatico non solo sembra un giochino idiota, ma si ammanta di ridicolo per la ‘profonda affermazione’ che Renzi è il personaggio "migliore", ma anche il "peggiore" del 2015 – dai dati del sondaggio di Demos.
In ogni caso: è il personaggio dell'anno che ribadisce e rafforza il sistema che lo sostiene, il principio dell’uomo santo - a parte il papa - solo al comando, faro della ripresa… che ha portato l’Italia al culmine della aristocrazia mondiale, tirandola fuori dal tunnel. Così tentano, un giorno sì e uno no, di farcelo credere. Ma ad occhi attenti è solo un’illusione.
Ancora stiamo nel tunnel, non si capisce se a metà o sul finire. Questo per trasmettere ulteriori ansie e partecipazioni emotive al popolo e al popolino.
Però un grande passo avanti Matteo, il Paese di Matteo, l’ha mosso straziando quasi tutti i connotati del sistema sociale di come lo conoscevamo, in nome di un programmato e ipotetico miglioramento del Paese di cui la famigerata Unione europea è ispiratrice e demiurga.

L’anno che sta per chiudersi è stato orribile, e non vedo l’ora che muoia presto tra i più atroci dolori. Anche l’anno precedente è stato orribile. E pure l’altro e l’altro e…
Le previsioni per il Nuovo Anno non sono delle migliori: piogge abbondanti sparse qua e là, uragani a sorpresa e freddo siberiano gratis. Al nord precipitazioni bagnate, anche bombe d’acqua a richiesta, eventi sismici su prenotazione. Venti da sud-ovest da pelle d'oca e nebbie in Val Padana. Lo Stretto di Messina si è allargato e il Canale di Sicilia si è frantumato in mille pezzi. Il Mediterraneo fermenta di morti. Quando penso al Mediterraneo mi passa la voglia di cibarmi di pesce.

E quando penso alla Sicilia… visto che sono siciliano, penso spesso con timore alle sue abbondanti precipitazioni… di licenziati e di nuovi licenziamenti, di disoccupati ed enti in guerra. Al caos selvaggio nella Formazione siciliana, quella gestita negli anni di governo di Cuffaro, di Lombardo, di Crocetta, dell’uomo nell’ombra Lumia, e la lunga schiera di piccoli epigoni e parassiti attaccati alla mangiatoia degli amici degli amici. Sono migliaia adesso i dipendenti senza stipendio e ammortizzatori sociali.
Dura da tempo ed è feroce l’emozione che li attanaglia perché questi politici, amministratori e dirigenti di chiara fama - anche processuale - svolgono bene il loro lavoro a-sociale.

La gente messa in agonia da questi figuri miseri, aspetta di morire entro il 2016, perché dovrà completarsi l’ennesimo – e ultimo? - atto di macelleria sociale, il cui caposcuola inarrivabile risponde al nome di Francantonio Genovese. Poi, dopo che il popolino rimuoverà tutti i propri amari ricordi, con le ferite cicatrizzate, indiranno le elezioni e riapriranno il mercatino delle promesse dei posti di lavoro.

Tenetevelo questo Paese di Matteo - inclusa la Sicilia, tappo e scarico d’Italia - esito del Paese di Berlusconi, di Monti, di Letta e Napolitano.
Così com’è può servire solo a coloro che già stanno bene, che problemi non hanno – o che credono di non avere. La rabbia silenziosa, il disprezzo aspro e l’odio montante ce li teniamo per noi perché costretti. Ma sapete la novità? Ci stiamo già saziando. Anzi, stiamo praticamente scoppiando!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

2 commenti:

  1. C'è puzzo di bruciato vecchio un secolo, o quasi.
    L'Italia è il paese di Matteo. Dio ce ne scampi e liberi. Qualche decina di anni fa si diceva che l'Italia fosse il paese di Benito, poi si è visto come è andata a finire. Questo pagliaccetto qui cerca di imitare il duce anche negli atteggiamenti. Chi si ricorda -ci sono i filmati in bianco e nero- lo zufolare del duce nel 1938 mentre mostrava al suo prossimo compare, il Führer, le bellezze del regime? Sembra di vedere il nostro pagliaccio attuale che zufola mentre si mette in riga coi capi di stato europei per la foto di rito. Che schifo!

    RispondiElimina

Pirima pondera e poi scrivi.

Heracleum