giovedì 10 dicembre 2015

Quando il nomen omen è per davvero nomen omen

Tangenti e favori, bufera all'Agenzia delle Entrate di Agrigento.
Blitz con 13 arresti della Guardia di Finanza ad Agrigento.
Il presidente di Girgenti Acque, l'imprenditore Campione è accusato di corruzione e falso.
Avrebbe promesso l'assunzione della figlia di un dipendente del Fisco.
Arrestato anche il direttore provinciale.
Campione, appunto, di rettitudine e solidarietà.
E questo ancora è il minimo.

Scorrendo l’articolo si scopre che il nomen omen diventa davvero tangibile, anzi tascarellabile.
Nella rete delle fiamme gialle anche diversi funzionari dell'agenzia delle Entrate di Agrigento.
Come Vincenzo Tascarella che, secondo quanto accertato dalle indagini, avrebbe accettato la promessa di una somma di denaro "per omettere atti del proprio ufficio - scrivono gli inquirenti - e/o per compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio".
Tascarella accettava la promessa della somma di denaro per favorire l'annullamento dell'avviso di accertamento da lui stesso emesso con un provvedimento di autotutela, "piegando la propria funzione istituzionale di funzionario dell'agenzia delle Entrate all'interesse della società contribuente": se li metteva in tascarella. 

Un nome, un destino.
Peccato… per l’ufficio delle entrate (private, per alcuni).
Ai lavori forzati umanitari bisognerebbe condannarli, se esistesse una giustizia uguale per tutti.

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2 commenti:

  1. siamo fermi da anni alle stesse cose... potremmo usare i giornali di 30 anni fa dicono le stesse cose

    RispondiElimina

Pirima pondera e poi scrivi.

Heracleum