martedì 12 gennaio 2016

Affinché l’arroganza non diventi normalità. Riflessione dopo l’oscuramento del sito di Esperonews di Termini Imerese

Solidarietà al giornale on line Esperonews

Aver oscurato il sito di un giornale on line dai computer del Comune è un fatto gravissimo. Non lo è in quanto il giornale sia Esperonews, poteva essere qualsiasi altro organo informativo, lo è perché viola un principio costituzionale che riguarda ognuno di noi e soprattutto il nostro futuro. Un abuso che può commettere solamente chi non ha il senso della legalità e del rispetto dell’altro.
La giustificazione addotta dal Sindaco sull’oscuramento del sito internet di Esperonews, secondo la quale la legge prevede che l’amministrazione può limitare l’accesso a internet ai soli siti considerati correlati all’attività lavorativa, è falsa e sciocca allo stesso tempo: perché se così fosse dovrebbe essere impedito l’ingresso anche per gli altri portali web.

Mentre come sanno tutti i dipendenti del Comune, primo cittadino compreso, dai computer si poteva (e si può ancora oggi) raggiungere tutti i siti, anche quelli pedopornografici o, per restare sull’attualità, quelli dell’Isis, e chiaramente il vasto universo dei giornali locali e nazionali. L’unico a cui è negato l’accesso è quello di Esperonews. E l’oscuramento ha anche una data ben precisa: subito dopo gli articoli di questo giornale che raccontavano del flop della Festa del mare (uno spreco di 420 mila euro), cosa non molto gradita all’attuale Sindaco, tanto che ancora oggi cerca appigli per poter presentare una querela contro di noi.

Dopo quanto è accaduto abbiamo ricevuto tanta solidarietà, anche inaspettata, da parte di chi con grande intelligenza ha compreso la gravità del gesto. Chi invece si è distinto per il silenzio è stato il Consiglio Comunale cittadino che dovrebbe essere il baluardo della legalità di una comunità. Dove sono i rappresentanti eletti, militanti di partiti dalle grandi tradizioni liberali e di sinistra, che parlano tanto di legalità, i pentastellati così attenti alla legge e alle regole? A voler dare un giudizio benevolo potremmo dire che… si sono astenuti. Forse hanno creduto che tutto si riduceva ad uno scontro tra un giornale e l’Amministrazione comunale, magari una questione di antipatia tra il Sindaco e il Direttore di Esperonews. Insomma solamente una contesa privata. Un giornale critica il Sindaco e lui gli fa oscurare il sito dai computer comunali, come se le Istituzioni non fossero la casa di tutti ma una dependance dell’amministratore di turno.

Se non hanno capito ciò che è accaduto è grave, se hanno capito e scelto di tacere è imperdonabile. A beneficio di tutti coloro che non avessero compreso, spieghiamo quale è la sostanza del problema. E lo facciamo citando un libro di uno studioso americano, William Sheridan Allen, dal titolo: “Come si diventa nazisti”.

Dopo la seconda guerra mondiale lo scrittore, come del resto tanti, si pose l’interrogativo di come sia stato possibile che una intera nazione fosse stata trasformata in un popolo di feroci e crudeli aguzzini, e una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. E analizzò la vicenda non attraverso i grandi eventi e i suoi protagonisti ma osservando la tragica trasformazione di un piccolo paese di provincia. Una comunità che aveva un passato di libertà e solidarietà e in quel momento, precisamente nel periodo dell’ascesa del nazismo, era anche a guida socialdemocratica. Lo studioso spiegò che tutto prese le mosse dal considerare “normali” piccoli e banali gesti che erano invece, a giudicarli lucidamente, di una gravità inaudita, ad esempio togliere il saluto agli ebrei. Diventò usuale incontrare un amico sionista e girarsi dall’altra parte, iniziare a considerarli diversi, e poi via via, divenne normale scagliare pietre contro un negozio ebreo, bruciare i loro libri, vederli scomparire e prendersi i loro beni. Sarà questa “normalità” che porterà direttamente ai campi di sterminio.

Per tornare al nostro caso, la questione non è il piccolo dittatorello locale (ridicolo magari nella vigliaccheria con cui cerca di nascondere l’incapacità e i fallimenti) ma quella più profonda, come afferma Allen, di comprendere che la democrazia e la libertà sono beni preziosi che vanno coltivati e difesi, anche da coloro che oggi si spacciano per progressisti e antimafiosi, ma soprattutto da quelli di domani, magari più pericolosi, perché possono non avere la insulsaggine e la mediocrità degli attuali.

Siamo stati costretti a presentare sull’incresciosa vicenda una denuncia alla magistratura. Non lo abbiamo fatto perché siamo interessati a veder condannato un sindaco o un funzionario comunale, ma perché tollerare che una azione così vergognosa venga considerata ordinaria, sarebbe come compiere un piccolo passo verso il baratro dell’inciviltà. Non vogliamo che un intollerabile gesto contro la libertà di informazione finisca per apparire come normale. Accettare come un banale episodio l’oscuramento del sito di un giornale, vuol dire creare i presupposti perché domani passino sotto silenzio altri e più gravi abusi. Non possiamo permetterlo: significherebbe abdicare al nostro ruolo, cedere all’arroganza e prepararsi a giorni bui. E noi non siamo disposti ad arrenderci.

Scritto da Alfonso Lo Cascio, Domenica, 10 Gennaio 2016 19:33

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2 commenti:

  1. Sì, quello scrittore aveva ragione. Avvengono adesso in casa nostra fatti che vengono NON considerati normali, ma ininfluenti e insignificanti, come per esempio che gli ultimi tre governi fossero illegittimi, nominati da un vecchio obsoleto e confermati dal suo successore, troppo timido e incerto, che nessuno sia stato eletto dal popolo, che il Premier non sia nemmeno un deputato della Repubblica, ma solamente il sindaco dimissionario di Firenze. Tutto normale e intanto una esigua maggioranza modifica la Costituzione, laddove era previsto che solo con una maggioranza del 75% si potevano cambiarne alcuni articoli. Questa non è democrazia, ma l'anticamera di una dittatura.
    Ma la cosa è insignificante, ciò che veramente conta è che tra poco inizia il festival di San Remo, quella enorme iattura nazionale tipicamente italiota.
    Panem et circenses, dicevano gli imperatores duemila anni orsono.
    Calcio e canzonette, dicono oggi e noi ci freghiamo con le nostre mani.

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    1. Già, di piccoli esempi come questi son pieni i casermoni.

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Pirima pondera e poi scrivi.

Heracleum