sabato 14 maggio 2016

Il Papa: no a chi ama cani e gatti

Il Papa: "No a chi ama cani e gatti e ignora le sofferenze dei vicini".


Francesco invita a liberarsi dalla schiavitù del benessere materiale e a non confondere pietà e pietismo. Poi ricorda: "Per Gesù provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma bisogna operare per cambiarla in gioia".

Si riferisce per caso ad una tristezza sui generis o ad una specialistica e più qualificata, del tipo: affamato, ammalato, vittima di ingiustizie varie, con annesse tutte le miserie e le bruttezze dell'esistenza umana?
No, perché, magari nel secondo caso la condivisione non ha niente a che vedere con una banale stretta di mano e la solita frase di circostanza.
Magari, approfondendo le condivisioni, si potrebbe immaginare lo stesso papa dare l'esempio come il poverello d'Assisi, del quale ne porta il nome: spogliarsi di tutto e vivere nello splendore della miseria, nella gioia della tribolazione, nella luce delle malattie dello spirito, nella solitudine dei migranti e nel fetore della propria esistenza in perenne bilico con la morte.
Magari non sarebbe proprio una gioia, ma la speranza di un inizio di condivisioni concrete.
Magari... uno s'immagina. E non c'è bisogno nemmeno di scomodare Gesù.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

2 commenti:

  1. Probabilmente è uno "zoofobo", se così si può dire.
    Mica mi sono dimenticata di te.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tranquilla, io, al contrario, sono sempre più orso!

      Elimina

Pirima pondera e poi scrivi.

Heracleum