lunedì 2 maggio 2016

Renzi: il Referendum posso vincerlo da solo, ma... non lasciatemi!

"Aiutare il Capo
può significare
procurarsi la rovina
",
avranno pensato
i vecchi saggi del Pd.
“Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo”.
Matteo Renzi: “C’è una partita che da solo posso vincere ma non basterebbe, ho bisogno di voi per vincerla e non è tanto la partita del referendum costituzionale che si terrà a metà ottobre ma quella di tornare a un’Italia che dica sì”. Ercolinosempreinpiedi ha appena detto che da solo può vincere, ma siccome è generoso vuole condividere con i suoi sudditi la vittoria. Arrogantello.
Sì, una carriera straordinaria. È stato negli scout nell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani; poi ha partecipato fortunello alla Ruota della fortuna. Esperienze come arbitro di calcio di seconda categoria con relative razioni di “arbitro venduto e anche cornuto”.

È stato presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009, sindaco di Firenze dal 2009 al 2014, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad interim dal 20 marzo 2015 al 2 aprile 2015 in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi, e ministro dello sviluppo economico ad interim dal 5 aprile 2016 in seguito alle dimissioni di Federica Guidi.
Una carriera straordinaria, un conoscitore del popolo. Il miglior prodotto del vivaio di giovin rampanti in carriera politica. Non è mai passato sotto le forche caudine delle urne. Ma questa è un’inezia. La cosa più strabiliante è che non ha mai fatto un corso per diventare Premier. I Premier diventano tali perché lo portano nel sangue. Sono predestinati. Quindi nascono già preparati. E con quella straordinaria esperienza di popolo in curriculum nessuno gli può insegnare più niente. Sa già tutto. Sa già che vincerà il referendum: "Il lavoro di questi 2 anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso".

Sul Referendum riforme, Renzi a Firenze lancia i comitati: "La partita più grande è tornare all'Italia che dice sì… E se non riesco vado a casa". Attento che ti si prende in parola. Sai le pernacchie se perdi e non te ne vai?
Dice, probabilmente Mattarella non vorrà perdere un così importante virgulto, l’Italia è in progress, Renzi ha sbagliato solo un calcio di rigore, ce la può fare, il Paese non può cadere nel ridicolo, siamo tutti consapevoli che senza Renzi siamo fottuti. Per cui resta anche se perde il Referendum. Ma Lui sa che non perderà. Glielo hanno giurato alcuni amici fidati.
Quando in Italia fiorì il renzismo, grazie anche a don Tano Napoli, la giustizia migliorò, la libertà fu più libera e la gente parve rigenerarsi. Il lavoro tornò di moda e l’economia sorrise al sole. Sparirono i miseri senza lavoro e nei dintorni dei cassonetti dei rifiuti non si vide circolare più nessuno. Le case risuonarono di voci allegre. Molti diventarono renziani, anche se il giorno prima giurarono di essere stati berlusconiani. Vinse il Referendum e la sua Costituzione ad personam fu salva.

È tutto qui il segreto di quella che sarà la lunga vita del Premier con straordinaria esperienza di popolo. Con forte sprezzo dei forti, cedendo sempre coi deboli, sfida i potenti e rafforza il popolino. Così invecchia fino a mille anni, abbattendo il record di Berlusconi che era di 150 anni.

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