giovedì 30 giugno 2016

Il mese di Giugno si conclude con l'attacco dei Giovani Turchi a Renzi


I Giovani turchi attaccano: "Renzi sta sbagliando sulle pensioni".
Riunione nottura della corrente di Orfini e Orlando. Né referendum, né Italicum.
"Il problema del Pd è la questione sociale, siamo vissuti come parte dell'establishment... è giunta l'ora di destablishare baracca e burattini."
"Non ce ne frega niente della separazione segretario-premier, non vogliamo salire su altri carri. Vogliamo aiutare Renzi. A cambiare". Ah, ecco!
A cambiare soprattutto sulle pensioni "perché i vecchi reggono la baracca delle famiglie e oggi non hanno alcuna sicurezza sul futuro". Cazzo quanta ragione c'ha. Ti sei svegliato dunque? Attento che quello ti rottama.
"Dobbiamo pensare ai nonni, - grazie! - mandare a loro un messaggio chiaro di fiducia. Quando 11 milioni di italiani rinunciano alle cure sanitarie significa che pesa l'incertezza dei più vecchi, che gli assegni previdenziali non bastano più e che non vedono una via d'uscita".
Non ho capito: chi non vede la via d'uscita? Gli assegni o i nonni? Perché sono assegni a vuoto o perché i nonni sono precipitati nel vuoto?
Questi signorotti del Pd amano celiare sempre. Beati loro che una via d'uscita la trovano sempre... sto parlando delle celie.

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mercoledì 29 giugno 2016

La terribile Anghela non vuole cambiare il suo ciclo per Matteo...

Brexit e banche, Merkel avverte l’Italia: «Non si cambiano le regole ogni 2 anni».
Renzi replica: "Eh no, cara Anghela, da noi nessuna violazione. Non puoi trattarci così, specie dopo la Brexit".
... ... ... (eh sì, stavolta penso proprio che me ne uscirò alla grande da questo nodo teutonico: devo solo trovare il coraggio di dirglielo, ecco!)... ... ...


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martedì 28 giugno 2016

Renzi come Conte: si sente soffiare da dietro

Brexit. Italia pronta a raccogliere i frutti: l'idea di attrarre le imprese che lasciano Londra con no tax area a Milano e Napoli.

E ci sarà lavoro per tutti!
Più passano i giorni dal referendum britannico del 23 giugno, più diventa chiaro che per Roma la Brexit è un’opportunità. Con diverse sfaccettature. Nell’era dell’addio della Gran Bretagna all’Europa, l’Italia siede al tavolo con Parigi e Berlino, finalmente nella sala di comando dell’Ue. Grazie allo shock della Brexit sull’Ue, Matteo Renzi può ben sperare in una svolta nelle politiche economiche europee verso una sempre maggiore flessibilità. Ma c’è anche la speranza di attrarre in Italia quelle imprese che decideranno di spostare il loro quartier generale dalla City ad un'altra capitale europea.

Non ho mai avuti dubbi sul futuro politico di questo premier. Una radiosa carriera lo attende in Italia, in Europa, nel Mondo. Se anche dovesse perdere il referendum costituzionale, nessun rimpianto: ci lascerà in mani sicure e talmente pieni di lavoro che saremo costretti a rifiutarne un bel po', come succedeva nei mitici anni '60. Soffia popolo, soffia ma non lo solleticare più di tanto perché Lui, come il Ct. sta facendo davvero qualcosa di importante, e non può distrarsi. Per chi, ancora non si capisce, ma è davvero very important.

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domenica 26 giugno 2016

Hanno trovato altri 6 mesi di tempo per metterci nel sacco

"Per salvare l'Unione abbiamo sei mesi": il patto Renzi-Hollande. (?)
Renzi a Hollande: "D'accordo, ma cosa dobbiamo dire a Frau Merkel, lunedì?"
Hollande a Renzi: "Che la cena è andata bene!"


La proposta più ambiziosa - che sta a cuore all'Eliseo - è un progetto per la Difesa, una delle tante chimere dell'Europa. Il Brexit toglie all'Ue una grande potenza militare, ammettono i consiglieri di Hollande, ma anche un freno all'integrazione e per questo è possibile lavorare a convergenze tra gli eserciti di Francia, Germania, Polonia e Italia.
Una delle altre ipotesi allo studio è rafforzare un "pilastro europeo" della Nato. Un tema sensibile su cui gli Usa potrebbero essere meno ostili che in passato, secondo gli sherpa di Hollande. Di pari passo, i paesi membri decisi ad aderire dovrebbero alzare fino al 2% del Pil le spese di Difesa.
Questi signori, invece di recuperare credibilità sul resto dei loro sudditi europei, pensano a farci sborsare altri soldi per i loro eserciti.

Infine il timing dell'uscita di Londra: Hollande, al contrario della Cancelliera, è tra i leader che premono per un Brexit "rapido" in modo da bloccare l'effetto domino e dare tempi certi ai mercati. Dopo le dimissioni del commissario Jonathan Hill, per pressare Londra si parla anche di dare lo statuto di osservatori agli europarlamentari britannici. L'Eliseo non vede di buon occhio i tentennamenti di Cameron. Un responsabile francese chiosa: "Loro non escono? E noi apriamo Calais".
E comunque vada a finire con le vostre cene, sappiate che la vostra Ue non è mia.

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L'Italia domani potrebbe surclassare la Spagna...

L'uno dice: ci temono.
L'altro aggiunge: bisogna aggredirli...
E Tavecchio che dice? Dice che "squadra tosta mai si scomposta".
I giornalisti tifosi se ne inventano storie pur di mitizzare questa Nazionale...
che se fosse eliminata, diocenescampi...
Se il nostro valore aggiunto, il Ct., non sbaglierà la formazione con los españoles, allora è fatta.

Ma se fa scendere in campo
questa formazione

- grande qualità in campo -
è tutta da giocarsela...
e sarebbe agghiaggiande!!
Si scherza, ovviamente, col metodo catartico!
In attesa che si risolva l'annosa questione del doping della politica dell'Ue, dopiamoci col pallone, centro del mondo.

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sabato 25 giugno 2016

Prodi, il vecchio saggio, la vede nera

Prodi: Lunedì a Berlino, si ri-fà l'Europa o si muore.

Come un novello Garibaldi che si rivolse a Bixio,
così il vecchio saggio Romano a Matteo:
Matteo, lunedì a Berlino!
E fai veder loro chi sei!
Prodi: Cari italiani, avevo creduto di aiutare tutti portandovi nell'euro, ma mi sono reso conto solo ora di avere realizzato una gran cazzata. All'epoca la vedevo nera per altri versi, e portandovi in Europa ero convinto di fare la cosa giusta, ma nessuno dei poveri è migliorato economicamente in tutti questi anni. Anzi. Con l'euro i poveri cristi hanno perso pure le braghe. La crisi c'è sempre e non si smuove. Non è buono. Adesso tutti piangono la fuoruscita della Gran Bretagna. A parte il fatto che i britannici di scarpa in Europa ne usavano solo una, mentre con l'altra erano impegnati a farsi i cavolacci propri: secondo me hanno fatto bene ad andarsene. Non era mai stata seriamente con noi. Chi dice che se la vedranno brutta mente sapendo di mentire. Quelli hanno la Lira Sterlina. Adesso mi auguro che anche gli altri Stati rinsaviscano e si riappropriino delle loro sovranità. Ciascuno mangi e cresca secondo le proprie capacità. Nessuno nell'Ue parla la stessa lingua. C'è il tedesco, il francese, l'italiano, il greco, lo spagnolo e via di questo passo: come facciamo a capirci? Non ci capiamo quando parliamo la stessa lingua, figurarsi. Siamo disuniti. Mica siamo in Usa che laggiù sono tutti uniti - e armati - perché parlano l'americano. Dicono che ci unisce solo l'Euro, ma l'Euro unisce solamente i banchieri, i ricchi, i grandi furbacchioni e i delinquenti della finanza. Stanotte ho fatto un sogno libertario. Auspico che per noi ritorni la Lira senza sterlina che era una bella carta straccia unta e bisunta ma italianissima. Calma, ci vuole calma, prendiamoci un po' di torpore mentale, abbandoniamoci tra le braccia di Morfeo. Domani è un altro giorno e si vedrà. Lunedì poi Renzi andrà dalla Merkel a tentare di far rinascere l'Ue, ma ho paura che prenderà solo ordini. Speriamo che trovi il coraggio di dirle: io non mi strapazzerò più per i banchieri dell'Ue, ma lotterò per la mia Nazionale di calcio che quando canta l'Inno si spompa tutta ed è pronta alla morte, che poi sarebbe sempre quella idea mortalmente italica di chi vorrebbe andarsene fuori dai giochi ma per poco coraggio e molta vigliaccheria non lo dice. Ugh, ho detto!

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venerdì 24 giugno 2016

Dopo la Brexit, Renzi ha detto: Italyexit no!

Beato lui che ride.
Dove la pesca tutta 'sta serenità?
Ma nel pozzo senza fondo dove
si abbeverano i premier.
Brexit, Renzi: "La sicurezza dei risparmiatori sarà garantita". Sono state le prime parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo il risultato del referendum che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

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giovedì 23 giugno 2016

Casa mia, casa mia, per piddina che tu sia, tu mi sembri una Madia

La ministra della Funzione pubblica attacca: “Noi, rottamati dai cittadini. Prodi fa bene a richiamarci e Orfini a Roma lasci la guida”.
Perché, poverino, che v’ha fatto mai? Non potendovela prendere con gli elettori ve la prendete sempre coi poverini, coi debolini tipo Orfini. Non è giusto questo, anche perché lui parla turco e un giorno vi potrebbe tornare utile.

Fatalmente, dopo l'esito infausto dei ballottaggi,
hanno inizio nel Pd i giorni dei lunghi coltelli piddini
Ma bando alle inezie. Qui si parla del futuro del Pd con la ministra Madia, che sembra una piccola badia dentro il gigantesco castello del Pd. La ministra della Funzione pubblica attacca le “filiere di potere” dei democratici nella capitale. “Nelle periferie ci considerano inutili”.
Vediamo cosa ha risposto alle domande della giornalista.

La sconfitta non può essere derubricata a vicenda locale: non interroga anche partito e governo nazionale?
«Sul voto di Roma la vicenda locale ha pesato eccome, è inutile rifare l’intera storia. Detto questo, ricordo che è stato proprio il nostro premier a porre il tema della lotta alle diseguaglianze, ingaggiando con la Ue una battaglia contro l’austerità e l’illusione che si possa scindere l’azione dei governi nazionali dalla qualità della vita delle persone. Dobbiamo tornare nelle periferie romane».

Ma con la battaglia in Europa non si compra il pane, non si trova lavoro o un posto al nido.
«È vero il contrario. La grande battaglia di sinistra che il Pd sta facendo, per cui siamo entrati nella famiglia dei socialisti, è dire: noi siamo uno Stato fondatore, ma la Ue si deve rendere conto che le politiche devono essere legate ai bisogni dei cittadini, la priorità non può essere solo far tornare i conti. È la battaglia per far vivere meglio le persone, anche in periferia. Io penso che oggi la vera sfida di sinistra da vincere sia proprio questa. È così che si liberano risorse. Sapendo che è lunga: un governo non può certo risolvere in poco tempo una crisi globale, che dura da anni. Ripeto: dobbiamo tornare nelle periferie, dove c'è la chiave della sconfitta. Porteremo anche il pane, se necessario».

E nel frattempo? Come pensate di arginare il voto anti-Pd e anti-governo che si è materializzato nelle urne?
«Quando tre anni fa ci siamo assunti la responsabilità di guidare il Paese, sapevamo che non sarebbe stata una cavalcata trionfale, specie per via della crisi. Fare le riforme, però, significa sbloccare il Paese e cambiare la vita delle persone. Ecco, io credo che abbiamo fatto tante cose buone, non sempre comunicate bene. Ora con umiltà dobbiamo capire che ci sono dei bisogni a cui non siamo arrivati, e a cui dobbiamo provare a rispondere. Ecco perché dobbiamo rimboccarci le maniche e tornare a militare nelle periferie».

A proposito di riforme, Renzi ha detto che in caso di sconfitta al referendum costituzionale lascerà. Resta questa intenzione?
«È questione di serietà. Se hai un programma chiaro, che prevede la riforma della Costituzione e poi i cittadini te la bocciano, non puoi far finta di nulla. Dobbiamo tornare nelle periferie anche per questo e chiedere ai romani se Renzi deve rimanere o lasciare».

Quindi se vince il No, lascia?
«No. Perché vincerà il Sì. Quando disse che lasciava, scherzava. Ecco perché è utile un ritorno serio del Pd nelle periferie».

Torniamo al voto. Perché il Pd ha perso così male?
«A Roma i numeri sono talmente chiari e violenti che è inutile cincischiare: o il Pd si libera dalle piccole e mediocri filiere di potere che lo tengono ancora in pugno e torna per strada, ad ascoltare i cittadini, i loro problemi e necessità, oppure muore. Deve aprirsi, rinnovarsi. Nella capitale siamo stati travolti. E oggi siamo in mare aperto. Che però può essere un’opportunità. Apriamo il nostro cuore alle istanze delle periferie, dico io. Sono certa che le periferie risponderanno con il cuore».

Non sarà troppo ottimista?
«No. La sconfitta ha portato tanti giovani amministratori a pagare colpe non loro: penso ai presidenti dei municipi romani età media 35 anni - che hanno governato bene i loro territori ma hanno perso. Ebbene, ora serve il coraggio di mettersi in gioco. Senza che nessuno abbia l’arroganza, anche perché non ne ha titolo, per dire cosa fare e come. Non serve arroganza, serve saper ascoltare con pazienza e umiltà nelle periferie».

Qualcuno potrebbe obiettare che un partito non è un talent show, ministro.
«E questa sconfitta non è una finzione, purtroppo. Perciò adesso chi ha idee e forza d’animo deve farsi avanti, perché noi del Pd romano siamo stati tutti rottamati. In questo c’è già un modello: si chiama Matteo Renzi. Il quale non ha aspettato che qualcuno gli dicesse “fai il sindaco di Firenze” o il segretario nazionale. Penso che il partito, a Roma e negli altri territori dove siamo in difficoltà, debba essere “stappato”. Non può più rinchiudersi in discussioni asfittiche e politiciste. Renzi stesso non aspetterà che un Orfini o chiunque altro gli dica: ritorniamo nelle periferie. Ha l'intelligenza per farlo da solo insieme al Direttorio, al Governo... e alla Ditta se vorranno partecipare».

Teoricamente ineccepibile, praticamente inattuabile: il Pd romano commissariato da 18 mesi ha schemi piuttosto rigidi, neanche Renzi - se ci fosse - farebbero avvicinare.
«Ma in questo momento tutti gli schemi di gioco sono saltati. E bisogna avere l’umiltà di riconoscerlo. Se il tappo è Orfini, allora si dimetta da commissario. Non ci possiamo più permettere ostacoli al cambiamento. In città c’è una classe dirigente giovane, agisca. Ma senza aspettare che qualche capo corrente la candidi. Altrimenti mandiamo il solo Orfini nelle periferie per vedere l’effetto che fa ai romani uno che parla come un turco».

Quindi avete scelto Orfini come capro espiatorio. Un’ultima domanda, ministra: lei andrà nelle periferie? 
«Certo, se quel giorno sarò libera dai legittimi impedimenti ministeriali, perché no?».

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mercoledì 22 giugno 2016

Renzi e il bagno nella vasca dell'umiltà

Matteo Renzi, umiltà dopo le comunali: "Pd e governo capiscano dove fare meglio".


Un bagno di umiltà. È quello che sembra fare Matteo Renzi dopo il voto amministrativo, nell'enews diffusa mercoledì pomeriggio: "Oggi in molti mi chiedono di ascoltare con attenzione il messaggio di queste amministrative. Accolgo volentieri il suggerimento. Penso utile che il Pd e il Governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli".
"Non si deve minimizzare, è vero. Ma non si può nemmeno drammatizzare".
 "Non credo però che questa discussione" sul partito, una discussione "seria e bella come tutte le discussioni vere, possa essere rimpiazzata dalla classica polemica sulle poltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornare a guidare il partito - continua il premier - Non credo ai caminetti: apriamo le finestre, spalanchiamole, altro che caminetti. Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non dei nostri equilibri congressuali" continua il premier..

Ma davvero ha detto questo? Che parleranno degli italiani? Con noi?


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martedì 21 giugno 2016

Bersani: il Pd ha perso perché Renzi ha dimenticato cos'è l'umiltà

Bersani: "Il Pd ha perso, Renzi abbia l'umiltà di riflettere".


L'analisi dell'ex segretario: "Sconfitti ai ballottaggi perché appariamo troppo pro-establishment".
Bersani: "Secondo me il Pd non è troppo di sinistra. Dobbiamo chiedercelo. Tutti, nella Ditta. Io me lo chiedo spesso. Dobbiamo ripensare ai problemi del Paese. Rimboccarci le maniche ed andare. Là, dove la gente soffre. Magari domenica prossima, la mattina presto, andiamo tutti ad incontrare i problemi concreti. Perché, in questi ultimi decenni, ci siamo talmente imborghesiti da perdere l'orientamento, il senso della realtà. Dobbiamo ripristinare il concetto di militanza attiva a partire dalla parola compagno. Ecco. La militanza nei quartieri, nei rioni, nelle periferie... bisogna tornare indietro... E allora, ragassi, vi dico: non son mica venuto fin qui per dare del comunista a Renzi, che magari poi s'offende. Però senza un Renzi di sinistra non si può governare il Paese. Questo l'hanno capito tutti, anche Orfini. Bisogna che Renzi rifletta sull'umiltà che gli occorre ritrovare se vuole continuare ad essere il padrone della Ditta. Altrimenti perderemo ancora".

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lunedì 20 giugno 2016

L'inno del botto grillino l'avrà sentito Napolitano?

Napolitano: "Cinque Stelle, non vedo boom".
Renzi: "Presidente, stavolta, minchia se l'ho visto e l'ho anche sentito! Lei no?".


Ballottaggi, Pd: "Sconfitta netta e senza attenuanti a Roma e Torino".
Giachetti: "Ho chiamato Virginia Raggi per farle i complimenti e augurarle in bocca al lupo". La neo-sindaco: "Pronta a governare". Salvini: "Gli italiani non credono più in Renzi". Sala a Milano: "Dobbiamo riprendere il nostro programma". De Magistris a Napoli: "Vittoria del popolo". Appendino a Torino: "Si apre una nuova era". Merola (Bologna) a Renzi: "Il partito non è radicato tra i ceti popolari". Cuperlo incacchiato nero: "Da questa sconfitta severa, voglio risposte chiare". Aspetta e spera.

Però i 5S, detti anche grillini, o grullini da chi li odia... auguro loro un grande in bocca al lupo, che stiano sempre attenti nel loro governo dell'onestà, le arpìe gli metteranno i bastoni tra le ruote un giorno sì e l'altro pure... occhi aperti che le trappole le stanno già tendendo... poiché non vi sarà data altra chance alle prossime!

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domenica 19 giugno 2016

La 'ndrangheta esiste!

Sentenza storica: "La 'ndrangheta esiste", mannaja li pescetti!
Lo dice la Cassazione e non è una ovvietà.



Agghiacciante!!!
E io che qui in Sicilia cominciavo a soffrire di solitudine e malinconia...
Finalmente un po' d'aria familiare.
Coraggio, solo lo Stretto ci separa.

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Filastrocca dei Ballottaggi in Comune o quasi

Comunali, seggi aperti fino alle 23 per i ballottaggi. L'attenzione è per le sfide nelle città maggiori, in particolare Roma e Milano.
Oggi si fanno i ballottaggi,
i candidati stan tutti nei paraggi,
Giachetti è ossessionato dai sondaggi,
Renzi gli descrive i suoi vantaggi,
Beppe Sala ha ricevuto alcuni omaggi
da Parisi, un chilo circa di ortaggi,
De Magistris invece vince tre massaggi,
Fassino se perde farà dei viaggi,
Appendino se vince assumerà dei selvaggi,
a Roma aspettano tutti la Raggi
a dispetto delle trappole di certi personaggi.
In Comune o quasi si fanno i ballottaggi,
per chi vince e per chi perde cazzi amari e gran svantaggi.

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sabato 18 giugno 2016

Christo dei Miracoli sul lago d'Iseo

Iseo, in migliaia camminano sull'acqua con Christo: inaugurazione con sabotaggio lungo la ferrovia.
Rami e striscioni sui binari della Brescia-Iseo contro i Beretta.

Maroniii, sempre il solito!
Te l'avevo detto che
non ci potevi correre su,
né saltare, né suonare,
né distrarti
parlando di politica?
Il mio lago sarà un lago di preghiera.
Ma voi ne avete fatto una
passerella per politici, 

padroni, vip e perditempo.
Quindi, se ci cascate ancora dentro,
giuro su Dio che non vi salvo più!

Christo ha aperto l’installazione sul lago d’Iseo. “The Floating Piers” è considerato un evento internazionale ma capita in una zona di piccoli paesini non abituati al grande turismo di massa: motivo per cui è più utile del solito una guida su come fare una visita. Tutte le informazioni utili (come arrivarci in auto, in treno, in bus, dove inizia il percorso, eccetera) per chi volesse andarci sono qui. Attraversare la passerella è gratuito, e non bisogna prenotarsi. La si può percorrere in entrambi i sensi – non c’è un percorso prestabilito – 24 ore al giorno: a piedi, anche scalzi (lo consiglia l’artista), con cani, passeggini e carrozzine per disabili. Non è possibile salire in bici, con i roller o skateboard. Non si può correre, saltare e nemmeno tuffarsi in acqua. Non ci sono protezioni per evitare di cadere in acqua, ma ci saranno addetti alla sicurezza e bagnini (con gommoni, moto d’acqua e ambulanze nelle vicinanze). Probabilmente ci saranno dei contatori elettronici per gestire il numero di persone sulla piattaforma: per motivi di sicurezza potranno salire circa 10-12mila persone alla volta, che potranno rimanerci quanto vogliono (con buon senso, ovviamente).

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giovedì 16 giugno 2016

Pronto, sono Maria Elena!


Roma, ''Pronto sono Maria Elena'': la campagna della ministra Boschi per Giachetti.
La ministra per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha raggiunto Roberto Giachetti al comitato elettorale.
I due hanno telefonato ai romani per convincerli a votare il candidato del centrosinistra al ballottaggio di domenica.

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mercoledì 15 giugno 2016

D'Alema, per colpa di Renzi, ha mandato in crisi perfino Lucifero!

La sfida di D'Alema: "Pur di cacciare Renzi sono pronto a votare anche Raggi".
"Direi sì anche a Lucifero per mandarlo via. Dopo di lui possibile ricostruire il campo della sinistra".
L'ex segretario dei Ds in diversi incontri ha attaccato il premier annunciando l'adesione ai comitati per il No al referendum.

"D'Alema mi darebbe l'anima...
ma, in ultima analisi, non farei mai
qualcosa di malvagio contro quei due:
sono o non sono Lucifero, il Maligno?"
D’Alema e il dalemismo contro Renzi e il renzismo. Non ne possiamo più.
E visto che è apparso all'orizzonte anche il contismo, come se non bastassero tutti gli altri ismi a nostra disposizione, se volessimo fare una sorta di competizione assurda e irrazionale tra il contismo e il dalemismo è più facile che Conti vinca la Coppa europea o D’Alema a far fuori Renzi dal podio del Pd e del Governo?
Urge saperlo per dare una risposta a D'Alema e una a Renzi...
vuoi vedere che tra i due, poi vince il contismo?
Ah, saperlo!

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martedì 14 giugno 2016

Allora, se vuoi andare in pensione anticipata devi pagare 20 anni di rate con interessi

Pensioni, la proposta del Governo sulla flessibilità. Fino a 20 anni di rate (con interessi) per chi vuole andarci prima.


Per andare in pensione prima del tempo, il Governo propone che l'anticipo finanziario della pensione netta, per gli anni che mancano alla pensione di anzianità, venga restituita a rate fino a 20 anni, con gli interessi. Questa la posizione espressa dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso di un tavolo con i sindacati.

Il Governo non intende modificare la legge Fornero, ma consentire la flessibilità di uscita dei lavoratori con strumenti finanziari, ha spiegato Nannicini, aggiungendo che sarebbe di 10 miliardi la stima dei costi previsti per la flessibilità in uscita. Il coinvolgimento degli istituti finanziari, delle banche e delle assicurazioni - avrebbe spiegato il sottosegretario - non verrebbe fatto per una questione ideologica, ma nascerebbe esclusivamente dal rispetto dei vincoli di bilancio. Nella pratica, Inps creerà, secondo l'ipotesi dell'Esecutivo, il rapporto con gli enti finanziari che erogheranno l'anticipo netto della pensione ai lavoratori che certificheranno la richiesta di pensionamento anticipato.

Il prestito pensionistico per chi lascia il lavoro prima dell'età di vecchiaia dovrebbe quindi essere restituito con rate fino a 20 anni con gli interessi. Ci sarebbe un costo diverso per chi perde il lavoro prima di raggiungere i requisiti per l'accesso alla pensione e per chi decide di lasciare spontaneamente l'impiego. Nannicini ha detto inoltre che
"non si tratta di una penalizzazione, 
ma solo di una rata di ammortamento di venti anni

con la copertura assicurativa ed una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela".

Forza, sindacalisti, accettate subito prima che quelli facciano marcia indietro. Meglio approfittarne. Quando mai un'altra occasione così? Avete capito, si tratta solo di Una Rata di Ammortamento in Vent'anni... eh eh eh... o è per tutti i mesi dei venti anni?... oh oh oh, con le banche non c'è da fidarsi... madre... che confusione... Vabbè, poi i sindacalisti ce lo spiegheranno in modo chiaro e conciso. Ma prima lo devono capire bene loro. Altrimenti chi difenderà i nostri diritti?
Paghiamo per lavorare, paghiamo per le medicine, paghiamo per gli evasori, paghiamo per andare in pensione!!! Pagheremo caro, pagheremo tutto. Ah, quei tempi, quando questo slogan veniva urlato col condizionale.
E nel frattempo i ministri, d'accordo con le banche, devono anche pensare come e a chi toglierli questi anticipi. Aiutiamoli.

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Trump ha le idee chiare su come bloccare il terrorismo islamico

Strage Orlando, Trump: "Sospenderò immigrazione a rischio".
Clinton: "Demonizzare l'Islam è un aiuto all'Is".
Il candidato repubblicano attacca frontalmente la rivale: "Hillary non ha idea di cosa sia il radicalismo. Vuole disarmare America".

Hillary Clinton:
"Attenzione alle mani di Trump,
sono le stesse mani delle lobby delle armi.
Io, invece, credo fortemente che
una riforma di buon senso sulla vendita
e il possesso delle armi possa fare davvero la differenz
a".
L'importante è non mandare in crisi le lobby.
Trump e Clinton,

due facce della stessa medaglia.
Usa, quella di Orlando la peggiore strage: tutti i precedenti da Columbine a San Bernardino.
Stragi commesse negli Stati Uniti d'America.

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lunedì 13 giugno 2016

Tavecchio è pronto per le punizioni dal limite

Carlo Tavecchio e i calci di punizione.






Tavecchio è la dimostrazione fisica di come operi il principio della selezione naturale, ma l'importante è averci provato!

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domenica 12 giugno 2016

Chiamparino: Matteo, devi ricominciare dai più deboli!

Chiamparino, caro Matteo, il partito dimentica i deboli. Errore dire che tutto va bene.

- Matteo, dobbiamo prenderci
cura dei più deboli.

- E come?
- Tassando i super ricchi.
- Non possiamo.
- E perché?

- Perché poi i ricchi piangono.
- E chi se ne fotte!
- E dopo che hanno finito di piangere,
faranno piangere me!
- Ah no, questo non mi piace.
- Certo, perché poi faranno piangere anche te,
e tutto il partito.
- Va bene, ma qualcosa dobbiamo pur fare,
altrimenti i più deboli non ci votano più.

- So già cosa fare. Lancerò un
telethon nazionale per la causa
dei deboli. L'eccedenza la
distribuiamo a quelli ancora
più deboli. E con questo
il discorso è chiuso!
"Per conquistare la maggioranza degli italiani è necessario che il premier, e il Pd, recuperino la tradizione riformista sul lavoro e il sociale, il 'prenderci cura dei più deboli'". Lo afferma alla Stampa, Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, che aggiunge: "È stato fatto il Jobs Act bene, ma è solo un pezzo. Dobbiamo intervenire sulle diseguaglianze e accelerare il percorso sul reddito di accompagnamento per chi cerca lavoro o lo ha perso".


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sabato 11 giugno 2016

Renzi: ecoballe via, e stavolta sul serio!

Terra dei fuochi, Renzi a Marcianise.
"Via le ecoballe in 3 anni, si fa sul serio".

E non è una balla elettorale!
Se alla fine dei tre anni non rimane una sola ecoballa laggiù, vuol dire che Renzi ha fatto sul serio...
Nel frattempo, per ammazzare... il tempo durante questi tre anni, volete che vi si spieghi il significato di ecoballe?

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Il doppio Hitler di Mein Kampf, a cura del Giornale

Conoscere per rifiutare. Leggere "Mein Kampf", vero antidoto alle tossine del nazionalsocialismo. Razzismo, antisemitismo, lotta per lo spazio vitale: tutte le aberrazioni del nazismo hanno una base teorica nel testo del Führer. E queste pagine ci fanno comprendere che non fu un fenomeno isolato dalla storia... fascismo, franchismo, salazarismo, stalinismo, pinochettismo, colonnelli greci, elencarli tutti mi disgusta, tanto per stare nella storia a due passi dai nostri ricordi... senza tralasciare le dittature tragiche e sanguinarie attualmente in corso, occidentali e orientali... di queste eredità, chissà, un giorno se ne occuperà un altro Giornale.

... Ma la Storia,
qualche volta,
è stata mai
maestra di vita?


Da «La resistibile ascesa di Arturo Ui», di Bertolt Brecht.
Un testimone di quell'epoca.

Ui, (Adolf Hitler), va al microfono:
Cittadini di Cicero (l'Austria) e Chicago (la Germania)!
Amici! Quando il vecchio Dogsborough (Hindenburg, il Cancelliere del Reich),
uomo probo, il Signore l'abbia in gloria,
mi pregò un anno fa, con gli occhi pieni
di pianto, di proteggere il commercio
della verdura qui a Chicago, io fui
commosso, ma nutrivo qualche dubbio
di corrispondere a quella serena
fiducia. Ma ora Dogsborough è morto.
Chiunque può vederne il testamento.
Egli mi chiama, in semplici parole,
suo figlio, e mi ringrazia con profonda
commozione per tutto quanto ho fatto
dal giorno in cui risposi al suo appello.
A Chicago il commercio degli ortaggi,
sian cavoli o cipolle o cipolline,
o che altro so io, oggi è protetto
fattivamente. E posso dire: grazie
alla mia azione risoluta. Quando
inaspettatamente un altro uomo,
Ignazio Dullfeet (il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss), mi fece la stessa
proposta, ma per Cicero, non fui
alieno dall'estendere anche a Cicero
la protezione. Ma soltanto a un patto:
che ciò avvenisse su richiesta dei
negozianti! Debbo essere chiamato
dietro spontanea decisione. Ai miei
lo dissi chiaro: niente costrizione
su Cicero! Abbian piena libertà
di scegliermi! Non voglio un «sì» accigliato,
un «prego» a denti stretti. L'adesione
poco convinta mi fa orrore. Io voglio,
cittadini di Cicero, un bel «sì»
gioioso e risoluto. E poiché è questo
che voglio, e poiché voglio interamente
quello che voglio, ora pongo la domanda
un'altra volta anche a voi di Chicago,
adesso che mi conoscete e, credo,
mi apprezzate: chi è con me? E, a proposito,
voglio dirvi che chi non è con me
è contro di me, e imputerà a se stesso
le conseguenze del suo atteggiamento.
Ora potete scegliere!


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venerdì 10 giugno 2016

San Pietro dalle chiavi in mano e Berlusconi

Berlusconi: "Fi operativa.
Io sereno, mi affido a Dio".
Martedì l'operazione al cuore.
Bene, davvero, e oltre essersi affidato a Dio, il che non guasta mai quando si è sorretti da una profonda fede, Berlusconi si è anche affidato a dei medici luminari che nel loro campo garantiscono qualità e fiducia.

L'unico che si è un po', come dire, rabbuiato è stato San Pietro dalle chiavi in mano. È venuto a sapere da altri santi che Berlusconi, già Unto del Signore, lo ha bypassato affidandosi direttamente al Capo.
Infatti, qui a sinistra, lo si vede un po' incazzatello. Lo sanno tutti che, prima di affidarsi a Dio, bisogna chiedere il pass al Custode del Paradiso, l'unico che ti può aprire il portone. E quello non accetta raccomandazioni.
Ovviamente si scherza e comunque, auguri a Berlusconi.


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giovedì 9 giugno 2016

Hillary che ha detronizzato Eva

Usa, Hillary Clinton annuncia la nomination: "Prima donna, pietra miliare". O militare?

Hillary Clinton, self-made woman
È ufficiale: Hillary Clinton ha superato la quota di consensi necessaria per la nomination alle presidenziali democratiche Usa. L'annuncio lo ha dato proprio l'ex first lady, durante un incontro a New York con i suoi sostenitori: "Grazie a voi abbiamo raggiunto una pietra miliare - ha dichiarato ad una folla in festa - è la prima volta nella storia della nostra nazione che una donna sarà il candidato di uno dei principali partiti". E di Bernie Sanders, suo sfidante alle primarie del partito democratico, ha detto: "Voglio congratularmi con il senatore Sanders per la straordinaria campagna e che sia chiaro, il senatore Sanders, il vigoroso dibattito che abbiamo avuto su come alzare i redditi, ridurre le ineguaglianze e aumentare la mobilità verso l'alto, hanno fatto molto bene al partito democratico".

I pensieri di Chomsky su Obama e la Clinton (stralcio): «John McCain, il candidato repubblicano, è peggio di George W. Bush: bisogna sconfiggerlo. Ma tra Hillary Clinton e Obama non c’è poi tanta differenza: si potrebbe scegliere lanciando in aria una monetina. Entrambi sono più a destra dei loro elettori e, invece di parlare di programmi, restano sul vago e sono ossessionati dai messaggi simbolici. Io non escludo, a novembre, di votare per un verde o un candidato minore. La realtà è che in queste presidenziali le questioni di stile e personalità prevalgono sui programmi di governo».
[fonte: La Repubblica, 23 feb. 08].

E dopo otto anni le cose sono migliorate per il mondo. Alla signora Clinton, finalmente prima donna - ma deve ancora passare dalle urne - assegneranno, come fu per Obama, un premio Nobel per la caparbietà tutta femminile che l'ha contraddistinta nel perseguire il sogno di occupare la massima poltrona della Casa Bianca. È nella storia, ma è meglio per adesso usare la esse minuscola!

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Renzi pare olimpico


Comunali, Renzi: "Se Pd perde Roma e Milano non mi dimetto, lo farò solo se perdo con la Costituzione"…
- Bah, mi prenoto, perché questa me la voglio proprio vedere.
"Se il Pd perde a Roma e a Milano non mi dimetterei, assolutamente no. Se il Pd perde a Roma ho l'impressione che salterebbero le Olimpiadi del 2024". Da qui al '24 ce n'è acqua sotto i ponti da far scorrere. Magari, fa otto anni, avremo un altro Renzi.
- Suvvìa Renzi, che sciocchezza anti Raggi è questa? Che problema c’è? Se vince la Raggi ok, non si fanno a Roma, ma le può fare nel Comune più importante che le toccherà di conquistare. Così sarete contenti tutti, da voi a quelli del Coni più altri. Del resto, visto che ci tenete tanto, non per forza bisogna farle in Capitale. Los Angeles mica è una capitale, e pure laggiù sono state organizzate. E anche ad Anversa, Monaco, Barcellona, Atlanta… mi spiego?

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mercoledì 8 giugno 2016

Finalmente Renzi indica la Sinistra

Era ora!


Renzi post elezioni comunali: “Allora, amici, dopo la scoppola delle comunali, al nostro congresso dobbiamo creare un vero gruppo dirigente. Come? Con due Serracchiani, due Guerini, due Orfini e tre Renzi, l’uno che guarda a sinistra, il secondo al centro e il terzo a destra. Così possiamo ottemperare alla sfida cruciale di Ottobre preparandoci il terreno per le politiche. Se è una logica più demenziale che emergenziale? Beh, vista dalla minoranza, sì. Vista da me, proporrei addirittura un quarto e un quinto Renzi, il primo per guidare il partito e l’altro per guidare il Governo. Così avremmo ben 5 Renzi al cento per cento attivi che da soli faranno un mazzo tanto a tutti perché il Pd alle prossime politiche vincerà al primo turno superando il 40 per cento. Vorrei tranquillizzare tutti: il partito della nazione non esiste. Verdini, solo un alleato d’Ala, no, volevo dire d’aula. Lo rimando in panchina, a bagnomaria. Ma io che non dimentico la lezione da sinistra guarderò un po’ più al passato, magari risuscitando qualcosa di simile all’Ulivo. Così se perdo dò la colpa ai sinistri e con loro la faccio finita una volta per tutte, se vinco rifaccio il partito della nazione, con Verdini, Alfano, e tutta la brodaglia d’accatto. Siamo i più forti di tutti. E nutro la speranza che perfino Speranza possa essere dei nostri perché io penso a un partito inclusivo, ampio e di sinistra, l’unico che mi sta veramente a cuore”.

Egregio Primo Ministro,
il suo ascolto non è
sinonimo di obbedienza,
detto da Lei,
ma anche il popolo che l'ascolta,
a sua volta, può legittimamente fottersene
sulle renzate che dice.
Infatti:
Il governo Renzi, in tema di legalità, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di lavoro, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di economia, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di conservazione dei beni culturali, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di difesa della democrazia, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di difesa dell'ambiente, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di difesa dal terrorismo, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di solidarietà per i migranti, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di salute, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di scuola e istruzione, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di difesa dalla corruzione nel calcio, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di difesa delle vittime delle ingiustizie, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di lotta alle mafie, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di diminuzione delle tasse, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, in tema di arroganza e presunzione, non prende lezioni da nessuno.
Il governo Renzi, a causa della sua matrice autocratica, non prende lezioni che da sé medesimo.
Il governo Renzi, infine, per tema di sé stesso, non prende lezioni di timore da nessuno.
... magari però prende ordini al di là delle Alpi!?!

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martedì 7 giugno 2016

Stupri per 20 minuti e ti becchi solo sei mesi di carcere

Stanford, stupra studentessa: condannato a sei mesi di carcere. 
Il padre: «Pena dura per un atto di soli 20 minuti». Troppi.
Magari a questo padre scandalizzato - ipotizzando che anche lui sia inciampato casualmente in uno stupro non cercato - il giudice aveva comminato solo 5 settimane di galera... per un atto di 5 secondi... il poveretto soffriva di eiaculatio praecox.

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lunedì 6 giugno 2016

Ahi ahi, caro Renzi, il Referenzum ti si ritorcerà contro

Ma come, dopo una batosta così
alle comunali, invece di buttare
a mare la zavorra delle larghe
intese e i verdiniani,
pensa ad alleanze ancora
più aliene?

Renzi: "Non sono soddisfatto, il Pd ha problemi, Napoli è un caso: serve un commissario".
Esulta Grillo.
Salvini: "Premier ne esce straindebolito".
M5s sfonda a Roma, Sala di un soffio a Milano, Fassino ok ma delude.
A Napoli, Pd fuori.
Vabbè, in realtà nessuno ha vinto e nessuno ha ancora perso... la speranza.
Solo Speranza ha avuto il coraggio di dirlo: "Quella foto con Verdini ci ha fatto perdere un casino di voti".
L'unica che non ha perso la speranza è stata la ministra Boschi: "Voi della minoranza sapete solo lamentarvi".
Una ministra tutta d'un pezzo, coerente e fedele alla linea renziana, perché è interconnessa con l'apparato digerente di chi spera nel continuum del loro sistema.
Ma come spesso accade nella politica italiana tutto ha un inizio oscuro e una fine misera.

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domenica 5 giugno 2016

Un Referendum foriero di terremoti, secondo la Boschi

Maria Elena Boschi: "Se vince il No al referendum, si apriranno scenari di instabilità".
Non ho capito, Ministro, paventa una sommossa?
Magari Vostra e dei vostri amici Ue contro i sudditi?

Pensieri nel sottobosco
della ministra Boschi:
"Ci sarà una grossa instabilità,
ma non per il nostro Governo:
non ci tange poiché ci
riteniamo i salvatori del Paese,
qualsiasi cosa possa accadere.
Non si capisce poi
perché dovrebbe vincere il No,
visto che noi stiamo governando
bene il Paese e abbiamo in tasca
i voti della maggioranza silenziosa.
Gli astenuti quel giorno vadano a funghi,
non ne sentiremo la mancanza".
A ottobre ci sarà una grossa instabilità e sarà misteriosa, prepariamoci al peggio, siamo stati avvertiti.

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sabato 4 giugno 2016

E anche oggi Renzi è riuscito a passare inosservato

"E se mi frega,
mi tocca andare?
"
Comunali, leader al rush finale.
Renzi: "Votate per sindaci. Partita per governo al referendum".
Coerente, come sempre, nel rispetto del silenzio pre-elettorale.

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giovedì 2 giugno 2016

Governo ladro, piove sulla Festa della Repubblica


Tutti quanti si sono fissati co' 'sto 2 di giugno e non demordono. Lo fanno per la Patria. Un alto impegno istituzionale. Ma anche una forte propaganda patriottica-militare. Sai, l'Italia ripudia le armi. La guerra, vorrai dire. Certo. E anche il lavoro. Come, il lavoro? Verrà scritto così nella Costituzione. L'Italia, visto il continuo e inarrestabile aumento dei disoccupati, ripudia il lavoro. E Renzi sta preparando un disegno di Legge per rendere mobile la Festa della Repubblica. Non esiste che debba piovere sulla Repubblica senza il controllo del Governo. Così, se al prossimo 2 Giugno il meteo dà pioggia, si può anticipare ma anche rimandare. Bello, geniale, una di quelle idee che solo a Renzi vengono.

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mercoledì 1 giugno 2016

Trump: Salvini? Mai sentito nominare!

Salvini: "Trump mi conosce. Una dozzina di mail per preparare l'incontro".
Il leader della Lega smentisce la ricostruzione del candidato repubblicano che all'Hollywood Reporter aveva detto: "Non ho voluto incontrarlo".

Salvini:
"Forse, se
andavo con l'Antonio,

che quello c'ha
un carisma allegro,

come quando siamo
andati insieme
in Corea del Nord,

il nababbo americano
non m'avrebbe fatto
questa negativa.

Ma tiferò
sempre per lui".

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I cetrioli di Renzi scadono non prima del 2023

"Se passa il referendum un politico su tre va a casa. Sicuramente quei due, Alfano e Verdini, restano. Ma non me ne frega niente di quei due. Tanto, quello che dovevo fare, l’avrò fatto".
Il premier ospite a Milano della manifestazione "The Future Makers 2016" ha incontrato 100 studenti tra i 23 e i 26 anni. "Non ci meritiamo il parlamento più numeroso e costoso del mondo. Potrebbe starci un solo uno, un solo me: così si sparagna sui costi di mantenimento". E sulla sua esperienza politica ha ribadito che durerà fino al 2023: "Se non mi mandano via prima".
Alla faccia del cetriolo!


Renzi spinge al parossismo referendario con una vecchia tecnica di demagogia per far colpo su chi ha voglia e interesse a credergli.
E quando tutto questo sarà archiviato come il trionfo del Nostro, si scriveranno liriche prose a onor del Nome suo: “Tu che hai creato il tuo Governo secondo il desiderio di altri, e mai sei stato da solo, che molte ombre tragiche ti hanno accompagnato in questo lavorìo immane. Tu che agli inizi, data la tua bellezza, hai fatto innamorare di te donne di destra e poi di sinistra, ora sei più risplendente di un dio su tutto il Paese. Tu, poeta, navigatore e santo della politica, tu che nutri i cuori infranti, sia del Pd sia degli orfani politici dell’Ala, della coscia, del petto e dell’ano, tu ci tranquillizzi perché sappiamo che se perdi non te ne andrai; tu che doni la vita, la speranza, gli 80 euri, ma davvero li rivuoi indietro?; tu che fai piangere di crepacuore i ricchi perché li vuoi tassare per sfilargli i bonus bebè e rimpinguare con altri 80 le povere tasche italiche. Quando appari all’orizzonte, (leggi: in Tv), le tenebre si dissolvono e le due anime degli italiani di destra e di sinistra si eccitano e vanno in catalessi. Poi, quando si risvegliano, balzano in piedi e… ti mandano a fanculo, ma solo per il breve tempo che occorre per mandartici!
Si risvegliano tutti quando appari tu: cani, gatti, iene. Perfino il pesciolino nella boccia con l’acqua ti salta addosso, fottendosene del gatto in agguato. Tu che metti ogni uomo delle tue cerchie al posto giusto, creandogli ciò che ha più di bisogno: l’agiatezza. Da quando ci sei tu, essere perfetto, che hai predisposto il popolino all’uguaglianza, alla fraternità, alla generosità - ricordiamoci dei coni gelato offerti a chiunque hai incontrato sulla via -, all’umiltà, all’amore gioioso verso tutte le creature femmine del tuo governo, siamo rimasti profondamente colpiti nella nostra convinzione che tu fossi uno dei tanti grigi e furbi premier. Ci siamo ricreduti. Lavori per l’Italia. Di conseguenza per noi. Ecco perché a Ottobre, per il referendum, non ci inviterai a disertare l’urne. In autunno cadono le foglie, ma non cadono i governi. Quelli cadono solo quando a quelle ombre tragiche verrai a noia. Ma abbiti ugualmente il mio No, per ora!”.

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