mercoledì 1 giugno 2016

I cetrioli di Renzi scadono non prima del 2023

"Se passa il referendum un politico su tre va a casa. Sicuramente quei due, Alfano e Verdini, restano. Ma non me ne frega niente di quei due. Tanto, quello che dovevo fare, l’avrò fatto".
Il premier ospite a Milano della manifestazione "The Future Makers 2016" ha incontrato 100 studenti tra i 23 e i 26 anni. "Non ci meritiamo il parlamento più numeroso e costoso del mondo. Potrebbe starci un solo uno, un solo me: così si sparagna sui costi di mantenimento". E sulla sua esperienza politica ha ribadito che durerà fino al 2023: "Se non mi mandano via prima".
Alla faccia del cetriolo!


Renzi spinge al parossismo referendario con una vecchia tecnica di demagogia per far colpo su chi ha voglia e interesse a credergli.
E quando tutto questo sarà archiviato come il trionfo del Nostro, si scriveranno liriche prose a onor del Nome suo: “Tu che hai creato il tuo Governo secondo il desiderio di altri, e mai sei stato da solo, che molte ombre tragiche ti hanno accompagnato in questo lavorìo immane. Tu che agli inizi, data la tua bellezza, hai fatto innamorare di te donne di destra e poi di sinistra, ora sei più risplendente di un dio su tutto il Paese. Tu, poeta, navigatore e santo della politica, tu che nutri i cuori infranti, sia del Pd sia degli orfani politici dell’Ala, della coscia, del petto e dell’ano, tu ci tranquillizzi perché sappiamo che se perdi non te ne andrai; tu che doni la vita, la speranza, gli 80 euri, ma davvero li rivuoi indietro?; tu che fai piangere di crepacuore i ricchi perché li vuoi tassare per sfilargli i bonus bebè e rimpinguare con altri 80 le povere tasche italiche. Quando appari all’orizzonte, (leggi: in Tv), le tenebre si dissolvono e le due anime degli italiani di destra e di sinistra si eccitano e vanno in catalessi. Poi, quando si risvegliano, balzano in piedi e… ti mandano a fanculo, ma solo per il breve tempo che occorre per mandartici!
Si risvegliano tutti quando appari tu: cani, gatti, iene. Perfino il pesciolino nella boccia con l’acqua ti salta addosso, fottendosene del gatto in agguato. Tu che metti ogni uomo delle tue cerchie al posto giusto, creandogli ciò che ha più di bisogno: l’agiatezza. Da quando ci sei tu, essere perfetto, che hai predisposto il popolino all’uguaglianza, alla fraternità, alla generosità - ricordiamoci dei coni gelato offerti a chiunque hai incontrato sulla via -, all’umiltà, all’amore gioioso verso tutte le creature femmine del tuo governo, siamo rimasti profondamente colpiti nella nostra convinzione che tu fossi uno dei tanti grigi e furbi premier. Ci siamo ricreduti. Lavori per l’Italia. Di conseguenza per noi. Ecco perché a Ottobre, per il referendum, non ci inviterai a disertare l’urne. In autunno cadono le foglie, ma non cadono i governi. Quelli cadono solo quando a quelle ombre tragiche verrai a noia. Ma abbiti ugualmente il mio No, per ora!”.

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