sabato 11 giugno 2016

Il doppio Hitler di Mein Kampf, a cura del Giornale

Conoscere per rifiutare. Leggere "Mein Kampf", vero antidoto alle tossine del nazionalsocialismo. Razzismo, antisemitismo, lotta per lo spazio vitale: tutte le aberrazioni del nazismo hanno una base teorica nel testo del Führer. E queste pagine ci fanno comprendere che non fu un fenomeno isolato dalla storia... fascismo, franchismo, salazarismo, stalinismo, pinochettismo, colonnelli greci, elencarli tutti mi disgusta, tanto per stare nella storia a due passi dai nostri ricordi... senza tralasciare le dittature tragiche e sanguinarie attualmente in corso, occidentali e orientali... di queste eredità, chissà, un giorno se ne occuperà un altro Giornale.

... Ma la Storia,
qualche volta,
è stata mai
maestra di vita?


Da «La resistibile ascesa di Arturo Ui», di Bertolt Brecht.
Un testimone di quell'epoca.

Ui, (Adolf Hitler), va al microfono:
Cittadini di Cicero (l'Austria) e Chicago (la Germania)!
Amici! Quando il vecchio Dogsborough (Hindenburg, il Cancelliere del Reich),
uomo probo, il Signore l'abbia in gloria,
mi pregò un anno fa, con gli occhi pieni
di pianto, di proteggere il commercio
della verdura qui a Chicago, io fui
commosso, ma nutrivo qualche dubbio
di corrispondere a quella serena
fiducia. Ma ora Dogsborough è morto.
Chiunque può vederne il testamento.
Egli mi chiama, in semplici parole,
suo figlio, e mi ringrazia con profonda
commozione per tutto quanto ho fatto
dal giorno in cui risposi al suo appello.
A Chicago il commercio degli ortaggi,
sian cavoli o cipolle o cipolline,
o che altro so io, oggi è protetto
fattivamente. E posso dire: grazie
alla mia azione risoluta. Quando
inaspettatamente un altro uomo,
Ignazio Dullfeet (il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss), mi fece la stessa
proposta, ma per Cicero, non fui
alieno dall'estendere anche a Cicero
la protezione. Ma soltanto a un patto:
che ciò avvenisse su richiesta dei
negozianti! Debbo essere chiamato
dietro spontanea decisione. Ai miei
lo dissi chiaro: niente costrizione
su Cicero! Abbian piena libertà
di scegliermi! Non voglio un «sì» accigliato,
un «prego» a denti stretti. L'adesione
poco convinta mi fa orrore. Io voglio,
cittadini di Cicero, un bel «sì»
gioioso e risoluto. E poiché è questo
che voglio, e poiché voglio interamente
quello che voglio, ora pongo la domanda
un'altra volta anche a voi di Chicago,
adesso che mi conoscete e, credo,
mi apprezzate: chi è con me? E, a proposito,
voglio dirvi che chi non è con me
è contro di me, e imputerà a se stesso
le conseguenze del suo atteggiamento.
Ora potete scegliere!


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