sabato 16 luglio 2016

La monotonia di una messa funebre dopo una strage

Scontro treni, ad Andria funerali con Mattarella. Il vescovo: "Vita dimenticata per interessi ".

La monotonia di una messa funebre,
della solita messa funebre dopo
stragi, massacri, violenze e stupri
comincia sempre con il
Su
e giù
In piedi
Seduti
In piedi
Seduti
In piedi
Seduti
In piedi
seduti
ogni tanto in ginocchio
In piedi
Seduti
In piedi
Seduti
E ora scambiatevi
Un segno di pace.
E poi ite...

Mai che il prete dica
e adesso cari fedeli
andate a marcia indietro
o anche in avanti,
di corsa lungo i corridoi
scambiandovi un ceffone di cuore
come quella scena in Amici miei,
- dato che ciascuno di noi
lo merita in coscienza solo per
avere scelti e accettati
perché imposti da qualcuno
quei capoccia
che procurano danni
dai luoghi dove stanno -,
e se incontrate i politici
dalle facce di bàsula e contriti
presenti al funerale,
donatelo anche a loro,
ma sonoro. Perché?
Perché cambiano nei nomi
e nelle facce,
ma non nella sustantia.
Perché i politici
non correggono mai
gli errori dei loro predecessori,
ma ne inventano sempre di nuovi.

Poiché è scritto:
Quando il figlio dell’uomo
verrà a bussare alla tua porta
vorrà trovare la figlia della donna,
che aprendogli la porta gli dirà:
salve! Io sono la figlia
della donna di servizio
che lavora in questa casa del Signor padrone.
Spero di non venire licenziata
per colpa di questue domenicali andate a vuoto,
che poi mi devo
imbarcare sul treno per Andria
a cercare una nuova sorte
e per ora non mi va.
Sono scioccata mortalmente.

Cari fratelli e sorelle
che piangete per il dolore
della grave perdita dei vostri congiunti,
che chiedete a Dio
perché hai permesso succedesse tutto questo a tanti nostri fratelli, sorelle, padri, amici. Davanti a tanto dolore abbiamo anche noi l’impressione di essere soli. E siamo turbati dal tuo silenzio o Padre”.
Appunto. Perché non parli, Padre?

Cari fratelli e sorelle,
sappiate che il Signore non vi risponde
subito ma attende il momento propizio
per farvi capire che contro gli interessi
delle cricche non v’è nulla da fare
se non attendere con pazienza,
ci vuole tempo, tempo e
un tempo eterno
per la giustizia divina.
Quella degli uomini, vabbè,
ve la raccomando.
Nel frattempo, perdonate cristianamente
se ci riuscite. Altrimenti rassegnatevi.
E riprendete i treni del Sud con allegria.
Scambiandovi un sorriso di umana complicità.

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Heracleum