domenica 24 luglio 2016

L'importante non è vincere ma partecipare, anche se i cessi di Rio non funzionano bene


Rio 2016, caos villaggio olimpico: i lavori non sono ancora finiti.
Gli appartamenti che devono ospitare gli atleti non sono ancora pronti, compresi quelli che devono ospitare gli azzurri.
Duri gli australiani: "Strutture inabitabili".
Mancano undici giorni ai Giochi di Rio, ma la situazione è caotica al villaggio olimpico.
La "casa" degli atleti ha aperto i battenti, ma non è pronta.
"Parte degli appartamenti è in ritardo - ammette il comitato organizzatore -, operai continueranno a lavorare 24 ore al giorno per risolvere i problemi".
"Tra le zone incomplete del Villaggio Olimpico di Rio - conferma il Capo Missione del Coni, Carlo Mornati - ci sono anche alcuni appartamenti della palazzina 20, quella destinata all'Italia, che da alcuni giorni vedono al lavoro squadre di operai, elettricisti, idraulici e muratori. Lavori appositamente appaltati con urgenza dal Coni in loco per far sì che le condizioni di alloggio degli atleti azzurri possano essere messe al più presto nella normalità".
Dal punto di vista australiano la situazione è ancora più pesante: "Il villaggio è inabitabile, le condizioni sono pessime, ci sono problemi dal punto di vista idraulico, elettrico e del gas", recita una nota del comitato olimpico. "I nostri atleti, alcuni dei quali arriveranno domani, inizialmente staranno in albergo - continua la nota -: qui nelle stanze del villaggio ci sono docce e sanitari che non funzionano e allagamenti".

Il motto “L’importante non è vincere ma partecipare” è comunemente attribuito a Pierre de Coubertin, pedagogista e storico francese, che ha reso possibile la rinascita dei Giochi Olimpici Moderni. Egli stesso però, quando lo pronunciò ne citò la fonte: la frase fu pronunciata per la prima volta dall’arcivescovo della Pennsylvania, Ethelbert Talbot, nella cattedrale di San Paolo di Londra, in occasione della cerimonia in onore degli atleti partecipanti alle Olimpiadi del 1908. Alcuni sostengono che quest’ultimo, a sua volta, abbia preso spunto da un filosofo greco, il quale disse: “L’importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente”.

Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna, ma l'assenza dei sanitari nel Villaggio olimpico obbliga gli atleti a farla fuori.

Un paese può dirsi davvero sportivo quando nel Villaggio olimpico si potrà pisciare senza metterlo fuori dalla porta.
Ospitare i Giochi Olimpici significa rivoltare di sana pianta e in tempo utile l'area del Villaggio olimpico per permettere agli atleti di servirsi delle docce, dei bidet e dei pisciatoi...
altrimenti, per far sì che lo Spirito olimpico si elevi a maggior gloria su chi vuol innalzare sé stesso sull'altare del vincente, è meglio che se ne stiano tutti a casa propria, da dove potranno gareggiare online o come lo si voglia, avendo sempre sottomano il cesso funzionante.
Inoltre, se questi atleti fossero d'un altro livello intellettuale, dovrebbero avere il coraggio di far smettere le guerre e i terrorismi (sic!) durante i loro giochi olimpici, come si riteneva giusto nella Grecia classica... e di gareggiare completamente nudi.
Se no, che olimpiadi sarebbero?
Solo di lucro e di doping...

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