sabato 2 luglio 2016

Se nessun occidentale può stare al sicuro, dove dobbiamo andare?

Nessun occidentale può stare al sicuro.
La nuova strategia della Jihad: il terrorismo diffuso. 

Che titolo al tritolo. Che titolo terrorista è mai questo?
Mamma mia, allora è la fine della nostra cultura.
E non corriamo ai ripari?
Ci bastano le parole dei nostri due conducator: Renzi e Mattarella?
Ma per occidentali che s'intende? Genericamente parlando? Tutti, giusto? Anche quelli menzionati sopra, e i capoccia dell'Ue? Tutti quelli d'Oltreatlantico?

Vabbuò...*
  
Ma leggiamo l'incipit di quest'articolo:
Prima l’Europa (Parigi), poi il Magreb (Tunisi, Susa), ancora l’Europa (Bruxelles), l’Africa (Ouagadougou, Bamako, Grand Bassam), l’Oriente vicino (Istanbul) e ora quello lontano (Dacca). Senza contare Egitto, Nigeria, Somalia, e la polverizzazione dei microattentati. Così la galassia jihadista sta rispondendo all’arretramento del Califfato in Siria e Iraq. Preferibilmente dove le contromisure d’intelligence scarseggiano e invece il serbatoio del fondamentalismo offre risorse logistiche e aspiranti martiri. E se non è l’Isis a pianificare direttamente, ci pensano i suoi satelliti. Ormai è un gioco facile: spiagge, ristoranti, hotel, musei. E naturalmente aeroporti, nelle azioni più ambiziose. Dove si è capito che neanche spostando i controlli fuori dalle aerostazioni s’abbassa l’asticella del rischio possibile. Perché nessun luogo è più difendibile dall’arma finale della Jihad: il terrorismo diffuso.

Questa è la chiusura:
L’Italia continua a galleggiare nella zona grigia di un “rischio controllato”, fatta però eccezione per il livello di allerta massimo che riguarda il Vaticano. Con una consapevolezza, dimostrata dai fatti: che nella guerra asimmetrica contro l’Isis e i suoi satelliti sono ancora questi ultimi ad avere un consistente vantaggio. E che soltanto un rafforzamento e coordinamento globale degli apparati d’intelligence potrà diminuire il potenziale dell’arma finale del terrore diffuso, a cui la Jihad si si è affidata per dimostrare di non essersi arresa all’accerchiamento militare.

Vabbuò*: visto che gli unici occidentali al sicuro stanno in Vaticano, direi proprio di installarci là dentro. A meno che... a meno che la lotta all'Isis non diventi davvero la lotta per abbattere il male, l'odio, il fanatismo religioso, anche quello che alligna tra i progrediti occidentali, le stupide guerre per il potere mondiale e conseguenti ricchezze. In sostanza, vorrei proprio vedere come se ne verrà a capo da questo tormento ciclico, visto che chi lo produce sta proprio a capo del sistema di potere occidentale. Una piccola rivoluzioncella globale... no, eh? Per ripulirci da questa immonda malattia?

Ps.: ma poi, davvero siamo certi che anche in Vaticano staremmo al sicuro, ammesso e non concesso che ci ospitino? Eh eh eh...





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