sabato 6 agosto 2016

Il generale Pio Santapace, ministro della guerra permanente in attività

Salve, amici patrioti italici, sono il generale Pio Santapace, ministro della guerra permanente. Sono inoltre famoso in Regno Unito come Pius Saintpeace, noto in Francia come Pie Saintepaix, celebre in Spagna come Pío Santapaz e popolare in Germania come Pius Sanktfrieden. In Usa invece sono ricordato come il generale Pio Santacusterdipace, quello che tentò di massacrare i nativi d'ogni specie, i degenerati d'ogni sorta e i paraculatici di colore.


Uno normale, con questo nome e cognome, avrebbe subito brigato per cambiare mestiere. O si sarebbe tenuto il mestiere, cambiandosi solo il nome. Ma Pio Santapace non è uno normale. Lui senza guerra, anzi, senza guerre, non può campare. E il nome che porta gli sta bene! Impazzirebbe, senza. Si farebbe ammazzare, magari. Il solo disgustoso pensiero di un luogo ove regni la pace, lo fa vomitare; e, per reazione, c’ha sempre un’accetta pronta da brandire. La tiene ancorata alla cintura, come una pistola. Quando l’alza, i pacifisti attorno si squagliano come neve al sole. Nel furore del brandimento, a volta gli sfugge l’accetta che rotea in aria incollata alla ben ferrea presa maschia e militare. Una volta, però, finì addosso a un cocomero rosso che aveva fatto portare in sala riunioni per dissetarsi, ciaccandolo a metà. Il rosso che ne uscì lo eccitò fino al parossismo, tant’è che finì per ordinare che gli portassero all’istante altri cocomeri rossi. Purtroppo per lui l’ortolano li aveva esauriti. Ordinò allora di condurlo alla sua presenza, l'ortolano, quindi lo ciaccò in due personalmente.

Ogni sera il generale Santapace va a letto sognando un domani di conflitti, rovine e macelli. In realtà è un uomo semplice. Non ha grilli per la testa: non beve, non fuma, non si droga, non pratica sesso come Hitler, per tenersi sempre pronto e fresco fa ginnastica militare e beve solo acqua piovana, che gli procura un piscio puro e odoroso di humus campestre e di rugiada mattutina. Ha già messo da parte la sacca delle provviste, nel caso di un attacco improvviso di terroristi. L’ha nascosta nel campetto dietro casa. In una fossa, ma quasi in superficie. Il suo molosso purtroppo la scavò, la disseppellì e se la divorò. Ordinò allora di condurlo alla sua magnifica presenza, quindi lo ciaccò in due personalmente. Qualche giorno dopo il lutto, decise di sostituirla, la sacca, con una porzione di rancio plastificato ordinata da McDonald’s.

Santapace non ha difetti. Ha la mascella ovale e sfuggente dalla parte del mento..., anzi, proprio lì, gli si arcua verso l’alto come un uncino per autoinduzione, ma solo quando è davvero adirato. Strano, perché di solito i militari la portano squadrata e volitiva. Ma lui è felice per quella faccia. Il perché è presto detto: quella sua mentalità militare lo ha portato ad utilizzare il mento a uncino a mo’ di arma, molto pericolosa per quei pacifisti ingenui e senza spina dorsale. Non permette a nessuno di contestare l’idea stessa della guerra. Di fronte a lui ho visto esseri umani uncinati in modo grave solo perché parlavano di liberarsi da tirannie generiche e oppressive. Da quando c’è lui che fa la ronda, sono spariti tutti i pacifisti.

Eppure il ministro della guerra, paradossalmente, è uno che ama la pace, lavora per la pace… raccontano che una notte si alzò di soprassalto dal letto per il gran fragore di urla e sbatacchiamenti e, ancora in pigiama mimetico, scese in strada per mettere pace in una rissa scoppiata tra italiani e immigrati di varie etnie. Si presentò armato di accetta e un cipiglio da far paura. Con quell’uncino facciale terrorizzò i violenti. Gli immigrati si squagliarono subito, ma gli italiani ci vollero vedere chiaro in quell’oscurità notturna. E se ne pentirono amaramente. Li arpionò senza pietà, apostrofandoli poi con un perentorio: “Chi di voi si salverà da quest’uncino, dovrà arruolarsi nel mio esercito personale per portare la guerra nei luoghi di pace. Vi libererò dalla vostra condizione di schiavi dell’apparente pace in cui versate. Farò di voi dei veri uomini. E tornerete a vivere con la dignità che vi appartiene. Non possiamo rimanere inerti! Là fuori c’è tutto un mondo da correggere”.

“E adesso pregate con me: Uomini, non gracidate invano, abbiate fede nel coraggio e nella vostra Patria. Se siete derelitti, io vi trasformerò. Se siete senza mento, vi presterò il mio. Imbroglioni e truffatori, con noi, non avranno requie. Noi dichiariamo, di fronte a questo generale, che poi sarei io, che non è difficile credere in un mondo migliore. L'importante è costruirselo secondo la nostra faccia, il nostro cuore e il nostro cervello. Amen!”.
Amava chiudere i proclami di guerra sempre con la frase: "Rompete le righe, viva la fighe!".

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5 commenti:

  1. Mica ne so, dei Santampace in pigiama mimetico: ma com'è bella, sta cosa ch'hai cacato da budella

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    1. Dura minga, non può durare, la cacatoria felice. Una volta a ogni morte di papa. Ma ringratioti ad abundantiam.

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    2. Sei un perdente da NO—da egalo a disgrazia— ma tenace

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    3. Mai stato un per dente, solo qualche dente perso!
      Mi pare cosa uguale per tutti!

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Heracleum