martedì 9 agosto 2016

Partito per il Brasile ma ora sono tornato


Manovra, Renzi al bivio tra tasse e soldi alla previdenza. Le risorse si assottigliano col Pil che perde punti decimali. Rivalutare gli assegni più bassi richiederebbe 4 miliardi.
Cassazione: via libera al referendum costituzionale. Ora il governo ha sessanta giorni per fissare la data del voto. Ipotesi fine novembre.
Un mare di lavoro attende il nostro Premier che deve cercare di accontentare tutti, in primis gli amici dell'Ue. Se ne poteva stare tranquillamente a Copacabana a prendersi il sole e a rifarsi gli occhi con le brasileire. Invece no, è tornato perché lui non riesce a stare fuori dall'agone politico, e deve mostrarsi sempre attento con un po' di sovrumana sofferenza per una risoluzione positiva dei problemi dei suoi concittadini. Con le parole... e con i fatti!
Intanto, quand'è che si vota? Voto cruciale per Renzi, con il Partito democratico spaccato e la minoranza che chiede al premier di cambiare la legge elettorale, l'Italicum, per votare a favore del quesito posto dal governo, che in caso di sconfitta potrebbe terminare la propria corsa. L'unica certezza è il qualunquismo politico che regna sovrano dappertutto. Nella fattispecie da quelle parti demo-legalitarie! Bisogna togliere a Cesare tutto quello che non gli appartiene, scriveva Eluard. Ma di Cesari ce n'è tanti... e di gente che può toglierne ce n'è pochina. Stiamo quasi a zero.

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Heracleum