lunedì 31 ottobre 2016

La macchinine sono rimaste là in attesa di qualcuno che le rimetta in moto



Terremoto, Renzi: "Container prima di Natale".
La rabbia degli sfollati: "Ridateci le tende".

La vita è una sorgente di gioia, quando la mattina svegliandoti non ti ritrovi il terremoto sulla testa e sotto ai piedi.
Il terremoto non guarda in faccia a nessuno...  ma se solo solo ti riconosce, sta' tranquillo: ti verrà a visitare. Perché chi tiene la faccia da terremotato non potrà mai nasconderla nemmeno prima del sisma.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Al pronto soccorso di passaggio l'ex ministro Lupi

Niente paura, onorevole,
è solo un povero cristo
travestito da medico
per le festività
di Halloween.
Italiani privi di domicilio o che vivono in case occupate, figli di immigrati irregolari che frequentano le nostre scuole, lavoratori comunitari con permesso di soggiorno scaduto: circa 500mila persone non hanno una regolare iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Tra queste una larga parte sono bambini a cui viene negato l'accesso alle cure riconosciuto dalla Costituzione e dalla convenzione Onu per i Diritti del Fanciullo. Una situazione che il decreto Lupi per contrastare le occupazioni abusive, mettendo la residenza al centro di tutte le procedure burocratiche, ha reso ancor più drammatica. E costosa per i conti pubblici.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 30 ottobre 2016

La nuvola del caos di Fuksas



Fischi e grida di disapprovazione per la sindaca Virginia Raggi durante l'inaugurazione della Nuvola: la sindaca ha infatti parlato di sprechi di denaro per la realizzazione dell'opera (18 anni per realizzarla, 363 milioni di euro di costi, 15 ascensori di cui 8 panoramici).

L'archistar Massimiliano Fuksas, progettista dell'opera, ha però risposto così: "In Italia non si parla d'altro che di costi. Non di cultura, non d'arte. Ve li ridico: parliamo di 275 milioni come cifra a base d'asta nel 2007, cioè 10 anni fa. Quella di oggi, a consuntivo, è 238,9 milioni". Anche se per la sottosegretaria all'Economia Paola De Micheli l'opera sarebbe costata in tutto quasi 500 milioni: "Non la conosco" ha detto Fuksas, "e comunque non è vero. Alla fine in realtà abbiamo risparmiato. Parliamo dell'opera, basta polemiche".

Purtroppo, appena hanno ripreso a parlare dell'opera è scoppiata la teoria del caos: la prevedibilità caotica dell''inaugurazione della Nuvola di Fuksas ha provocato una bordata di fischi alla sindaca Raggi che ha avuta l'impudenza di parlare di vile denaro al cospetto di tant'arte!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 29 ottobre 2016

Renzi: prenderemo Matteo Messina Denaro, parola di scout!

“Prima o poi prenderemo il boss mafioso Matteo Messina Denaro”.  
Lo ha detto il premier Renzi a Piazza del Popolo, durante il comizio per il Sì.
- No?


Sì, purtroppo l’ha detto.
- Ma gli sarà scappato accidentalmente?

No no, l’ha proprio detto papale papale.
- Mio Dio, un’altra promessa. E questa dovrà mantenerla. Spero davvero per lui. Non capisco però che c’entra il boss mafioso col suo referendum personale?

C’entra, invece. Fa parte dei sentieri misteriosi del suo pensiero semplice. Pensa che ha detto anche che i pensionati votano sì perché hanno visto gli errori di D'Alema in preda ai fumi del vino.
- No, D’Alema ubriaco? Ma che vino fa?

Poi nel parossismo della sua dialettica ha tirato fuori una strana storia di frighi abbandonati a Roma.
- Funzionanti spero?

È messo lì che spara cartucce contro tutti che non sono a salve. Senti le sue parole: “È stato emozionante seguirvi oggi da tutta Italia, venire a Piazza del Popolo che non è la piazza del populismo. È STATO FATICOSO SEGUIRVI TUTTI QUANTI A PIEDI. È POPULISMO QUESTO? È PIAZZA DEL POPOLO. La Piazza del Sì. Cuperlo è con noi. Quanto fa ‘sta sua presenza, per Noi? Assai, fa. Pensate: lui è per il No, noi siamo per il Sì, quindi Cu per lo in Piazza del Popolo fa Nì. Che è un quasi Sì. È populismo questo?”
- Bah, se non fosse che è il Premier, questo poveraccio che segue a piedi i manifestanti, che si consuma le scarpe notte e giorno e la lingua dall’alba al tramonto, avrebbe davvero di che lamentarsi se dovesse perdere il Sì lungo la strada.

Poi gridò: “Onestà, onestà è la nostra carta d'identità”. E rinfrancò gli animi degli onesti presenti in Piazza che erano rimasti in attesa di questo grido liberatorio da parte del Segretario. E solo chi è onesto può risolvere i problemi, anche se ha altri obiettivi reconditi nel mirino.
- Già, anche in un uomo semplice come lui trovi l’erbagatto buona che piace tanto ai gatti. Perché non è un despota. Perché ha la grazia generosa dell’uomo del monte che alla sua Piazza dice Sì! Vincerà, non v'è dubbio!

A voi cinquantamila presenti dico che dovete darmi qualcosa. Sì, mi dovete qualcosa. Non soldi, no, ma cinque minuti del vostro tempo per convincere gli indecisi al Sì. Sarete ricompensati.
 - Non c'è dubbio. Vincerà!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Sei volgare, ha detto Giriago De Mida a Renzi

Referendum, De Mita contro Renzi: "Sei volgare".

Due cuori, una capanna!
Così Ciriaco De Mita a Matteo Renzi, durante il confronto tv in onda su La7. ''Hai fatto un partito dove parli da solo - ha spiegato l'ex segretario Dc al presidente del Consiglio - e io che ascolto le tue relazioni in direzione credo che andrebbero pubblicate per vedere la politica a cosa si è ridotta''.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 28 ottobre 2016

La vendetta di José


Mourinho a Conte: "Non si esulta così sul 4-0, è umiliante". Al fischio finale di Chelsea-Manchester Utd, lo Special One ha sussurrato qualcosa nell'orecchio del tecnico italiano: "Lo puoi fare sull'1-0, non sul 4-0". La replica: "Non ho sbeffeggiato nessuno, da ex calciatore so come comportarmi".
Così si arrapano le maestranze del calcio stellare. Inventori di geometrie su prati verdi e di eroi in mutande tutti insieme alla ricerca patologica di retorica trionfale che dagli spalti strabocca fanatica e fine a sé stessa con contorno di pollicioni in bocca. Così si divertono, una volta l'uno, una volta l'altro. E sono palle che fanno girare milioni.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Del monologo di Renzi, detto il monologo anti-rock star

Matteo Renzi a Rolling Stone: "Sono l'anti-rock star per eccellenza. Ascolto J-Ax e Fedez, gente che mi detesta".

Escire di testa o non escire di testa; questo è il problema: se sia più abile l’animalo che è in me o più nobilo l’animalo che abita in lui; e sopportare tutti gli ortaggi, i cazzeggi e i merdaggi della minchiosa fortuna sua, o prendere li marmi di Carrara e affogarcelo sotto col compare che gli vende i turiboli al mare e sputacchiando arderli.

Molare, limare: nulla più! E col senno di poi, nel fare cordoglio a li alleati de li mortacci sua augurandogli cento di questi giorni e alle sue infinite merdosìe, naturale sminchiaggio della carne, è come dire fòttiti a mani giunte.

Molare, limare – grattugiare, forse; ma qui è l’ostacolo: perché a forza d’ingoiare caci grattati t’aumenta lo colestero e il tigre gelido; che poi di notte t’assaliscono freddi incubi che par ti faccian molare ancor di più – ma la sorte corre mala e ci trattiene: è la remora, questo pesce, che di tanto gli somiglia allo pene di almeno 40 centimetri e tiene lo tormento.

Infatti,
chi vorrebbe sopportare le impennate della remora e li colpi frustranti al basso ventre che per lungo tempo ci strafotte, le angherie dello premiero di Rignano, il disprezzo dell’uomo borioso, l’oltracotanza di questo politico che vive nel culto di se stesso, che si considera l’anti-rock star per eccellenza, e i suoi calci in faccia per non parlare dello culo che noi pazienti e puro nu’ poco ammaliati li riceviamo ogni dì dal suo mediocre tallon, quando di piede proprio, impugnato lo cannello della saldatrice, potrebbe saldare il suo conto con du’ pedate ben assestate?

E
chi vorrebbe caricarsi di grosse tasse colla legge di stabilità, imprecando e sudando come il ministro del lavorìo quando lavora per noialtri, promettendoci un futuro stracco, se non fosse il timore di qualche cosa dopo la fuoruscita dall’Ue e dall’euro – quella terra inesplorata donde mai nessuno tornò alla lira – anzi, tornò dislessico e disgraziato, un poco morto di fame, fesso e destabilizzato, ma persuaso di sopportare meglio li mali sua e nostri?

Lo male suo è che ascolta J-Ax e Fedez, gente che lo detesta, ma l’amico dello Popolo non demorde ed è disposto ad auscultare tutte le problematiche angosciose musicali disoccupazionali giovanili pur di raccattare qualche Sì per la sua saccoccia. E così imprese di grande importanza, come la vittoria del No sul Sì sono distratte da questo premiero che si dà arie più giovanili di Berlusconi. E un pallido pensiero si contrappone a quella impresa. Riusciranno nell'impresa...?

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 27 ottobre 2016

Il matrimonio dei preti è ancora astratto, ma...

Il Papa fa autocritica sul matrimonio: "Abbiamo un'idea astratta del matrimonio, lontana dai problemi reali, perciò dobbiamo porvi rimedio".


Per Papa Francesco "la differenza tra uomo e donna è una ricchezza", è parte del "disegno di Dio", il quale "ha affidato il mondo e la storia all'alleanza dell'uomo e della donna".
Anche la differenza tra prete e suora è una ricchezza, ed è parte dello stesso disegno.
Perché sacrificare anche loro all'astinenza, alla castità e alla castrazione psicologica?
Se vogliamo capire il matrimonio degli altri dobbiamo sposarci anche noi. Ma non è un obbligo o una penitenza. Deve essere un optional.
Se vogliamo capire che il matrimonio non è soltanto fare figli ma anche una bella passeggiata di corpi umani nel piacere, avvinghiati l'un l'altro, dobbiamo scendere dal piedistallo delle millenarie proibizioni e cominciare a sfruculiare legittimamente sul piacere edonistico della sessualità, fine ultimo dell'umanità, insieme alla procreazione.
Ne ho già parlato in cuor mio a Dio ma ancora non mi ha risposto. Aspetto una rivelazione. Poi darò alle stampe l'Enciclica "Pacem in lecto sacerdotes", e sarà la fine del mondo!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 26 ottobre 2016

Tra Goro e Gorino non mettere il Renzino

Renzi: “Italia pronta a mettere veto sul bilancio Ue se i paesi dell'Est non accoglieranno i migranti. Il Paese non riuscirebbe a reggere gli afflussi di persone di quest'anno”.

Gorino e Goro, dopo le barricate contro i migranti. Renzi: “L'Italia che conosco li accoglie”.
Dodici profughe e i loro figli respinti dai paesi del Delta del Po. La rivolta ha prevalso. E infuria la polemica. La diocesi: “Notte ripugnante”. Il ministro Alfano: “Disonorata l'Italia”. Salvini twitta: “Sto con gli abitanti di Gorino”.


Perché tutto questo deve succedere nel Belpaese, nel paese do’ sole, do’ mare, da’ pizza, de’ poeti, de’ navigatori, de’ santi, del Papa, del Referendum costituzionale, dei peggiori ipocriti democratici, di Renzi? Di Renzi che si sta incazzando di brutto con l’Ue fino al punto di minacciare gli altri: “Se non mi aiutate a smaltire questi migranti io metto il veto sul bilancio Ue”.
«Vas te faire encule!», gli ha risposto educatamente Hollande.
«Fick dich!», gli ha fatto eco la Merkel.
«Baszd meg te», gli hanno fatto recapitare gli ungheresi.
«Choď po riti», e anche gli slovacchi.
Solo Obama gli ha dato l‘endorsement: «You're a good guaglione. And I will not fuck you, you are serene».

“Quella di Goro e Gorino è una vicenda difficile da giudicare - ha detto Renzi -, da un lato c'è un atteggiamento di comprensione ma non di condivisione per una situazione difficile, verso una parte della popolazione che è molto stanca, ed è preoccupata per le notizie di nuovi arrivi. Ma dall'altro lato stiamo parlando di donne e bambini. Probabilmente andava gestita meglio da parte dello Stato. Ma voglio essere chiaro: l'Italia che conosco io, quando ci sono 12 donne e 8 bambini si fa in quattro per risolvere il problema”.
- Sì, ma quando i numeri diventano 4000, 10000, 100000? Milioni?
Renzi: “Signori miei, parliamoci chiaro, io sono un buon cristiano e mi muovo secondo le direttive della Chiesa e dei suggerimenti umanitari di Papa Francesco. Ma non ho la bacchetta magica. Se tutti gli altri cristiani e presunti tali se ne lavano le mani, io che faccio da solo? Resto impotente. Non mi va di perdere e allora mi muovo come a Palermo”.
- Come a Palermo?
Renzi: “Sono stato di recente laggiù, vicino al confine con l’Africa, per le ragioni del Sì al referendum. Bene, un gruppo di facinorosi precari, disoccupati, studenti e insegnanti che ce l’hanno con me, e non si sa il perché, hanno organizzato i blocchi palermitani, loro dicono pacificamente, impedendomi le vie d’accesso cittadine. Io che ho fatto? Niente ho fatto, e meno male che c’erano là i manganellatori di Stato che, appena mi hanno visto in difficoltà, subito si sono adoperati contro quei facinorosi, disperdendoli. E così sono potuto passare per esporre le mie ragioni del Sì. E ora ditemi: perché la stessa cosa non è stata fatta a Goro e Gorino? Eppure lì non c’erano i soliti facinorosi, ma solo bancali di legno che ostruivano accidentalmente il passaggio dei bus che trasportavano quelle povere donne e bambini. Non dovevano forse esserci i manganellatori di Stato a manganellare quei bancali, messi lì nottetempo da cittadini un poco egoisti? Ecco, questa Italia a due forze motrici, uguali e contrarie, io non la voglio. Adesso là hanno vinto gli egoisti amici di Salvini. Io dico che era più umano farli passare. Ma i manganellatori, al solito, adottano due pesi e due misure. A me, mi hanno fatto il piacere, ai migranti no! Noi del governo ci siamo stancati. Forse stiamo sbagliando con questa troppa esagerata ospitalità. Ma ci scoppia in petto un conflitto interiore violento. Noi siamo allo stesso tempo cristiani timorati di Dio e paurosi egoisti. E io non so più a quale santo rivolgermi. Sono arrivato al punto di rottura. Ma non solo del cazzo! Sarebbe bello, istruttivo e terapeutico rompere con l’Ue e chiedere l’annessione dell’Italia agli Usa. Un’idea che m’è balzata in testa in questo istante. Loro hanno sempre tanti progetti fatti a misura su come risolvere i problemi italiani e di solito ci riescono. Magari rompono gli affari loschi sul traffico dei migranti in Italia. Sapete, la proporrò al prossimo CdM e poi chiederò agli italiani la loro opinione. Ma prima dobbiamo far vincere il Sì”.

Ps.: (cit.) io non ho mai strisciato dinanzi ai potenti: e se mai ho mentito l'ho fatto per amore. Di me.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 25 ottobre 2016

La littra referendaria dello conductor premiero a li italiani infelix

Decreto fiscale, arrivano le mance referendarie.

E il cinque all'alba vincerò
La littra referendaria che lo conductor premiero à intenzion de mandar a li italiani infelix.
“Cives, io son quello premiero della nostra illustrissima Ditta condutto per gobernar in su lo scranno dello Palacio Chigio dove le excellentiae Vostrae si dignarono di ascendere sopra il sollaro ad vedere la opera della Nostra Costitutio riformata in todo che era la historia dello Sì a tutto avvantaggio della excellentia Mea. Et il meo nome è dicto el prencipe dello paese de Rignano, Matteus Renzius conductor. V'aricuordo che a december non è tempora de mar ma se va a votà pe' lo Sì. Gratia a Deo e a mi”.
Ps.: dimenticavo, ricchi premi e cotillon per voi se vince il Sì.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 24 ottobre 2016

Renzi non è come gli altri!

Dimezzamento stipendi, proposta M5S in Aula. Di Maio: “Pd vota o affossa e tiene il malloppo?”
E risponde al premier che lo accusa di assenteismo: “Dice inesattezze. Noi guadagniamo 3mila euro al mese e rendicontiamo tutto. Lo sfidiamo a dare massima trasparenza”.

Renzi: “Costi politica? Stipendi in base alle presenze. M5s? Fanno i puri, sono come gli altri”.

Dice Di Maio: “Renzi ci dica chiaramente se il Pd voterà oppure no la nostra proposta per dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Se vogliono fare proposte ben venga, se invece vogliono rimandare la proposta in commissione significa affossare tutto e tenersi il malloppo”.
Luigi di Maio avverte i dem, nel giorno in cui il ddl a firma 5 Stelle per il taglio degli stipendi dei parlamentari arriva al Camera.
Ma sono cazzatelle queste del Di Maio, visto che si dicono puri ma sono come gli altri, secondo il premier.
Cosa diversa è invece il Renzi, sincero puro che non è, lui sì, come gli altri. Compresi quelli del suo cerchietto magico e Ditta cantando.

Bene, ma lasciamo perdere le cazzatelle che dice Di Maio e andiamo ad approfondire le cose serie che dice Renzi.

E che dice? "Mettiamo gli stipendi in base alle presenze" - perché, secondo questi parametri renziani, gli onorevoli si riverseranno tutti in Parlamento per amore di cchiù pilu pi' tutti, anche se muoiono dal sonno; dice: "M5S fanno i puri, sono come gli altri".
Cioè, non sono come lui, perché lui non fa parte degli altri. Mistico. Vergine.
Pure arrogante è!
Lui fa parte della categoria politici mastodonti in carriera proboscidale, alla ricerca spasmodica dell'endorsement degli altri... mastodonti euro-americani. Puro lui perché puro come questi altri!
Ma và a Bagg a sonà l'orghen, va'.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 23 ottobre 2016

Dopo Odifreddi, anche Mughini

Piergiorgio Odifreddi : "Il 90 per cento degli italiani è stupido".
Giampiero Mughini: "L'Italia è un paese di analfabeti".

"Io e Me conversiamo come si
conviene a persone razionali,
e spesso ci sforziamo con

un linguaggio che è quello
del popolo, per farci capire,
ma la cosa finisce sempre
con uno strano silenzio,

un ronzìo più che altro..."

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Ovunque vada è sempre bene accolto il nostro premier

E dire che era venuto in Sicilia solo per la campagna referendaria.

Anche Renzi vittima della rivoluzione crocettiana.
Crocetta a Renzi: Ma no, sono quattro facinorosi
che non hanno nessuna voglia di capire
chi è il vero responsabile di questo
disastro sociale dell'Isola.
La scuola non è solo un problema mio,
perché l'ha creato il tuo governo.
L'ho fatta la mia rivoluzione, è vero.
Ma nessuno ha spiegato loro
che le rivoluzioni pretendono
sempre un costo umano molto alto.
E di solito lo pagano i più deboli.
Io gli farei fare un corso
di formazione, ma solo per
convincerli che la vecchia
formazione è stata rottamata
sulla scia della tua rottamazione.
Adesso lavoreranno solo
gli enti amici degli amici.
Onore a te, quindi, caposcuola
della mia rivoluzione.
Proteste per Renzi a Palermo, tensione tra polizia e studenti. Contestazioni anche a Trapani. In piazza anche ricercatori e insegnanti precari e gli operatori del call center Almaviva.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 22 ottobre 2016

Il coraggio che ti mancava contro Renzi finalmente è venuto tutto fuori, compagno Bersani!


Pier Luigi Bersani: "Pd di Renzi finito, cambiamo statuto: segretario va scelto da iscritti". Ma questo è niente.
È la dichiarazione seguente che è degna del Guinness dei Primati - non del genere pdpeloso.
Eccola: "Quanto al referendum, a domanda secca, tra Grillo e Verdini io scelgo il primo. Noi non dobbiamo demonizzare, ma essere sfidanti e competitivi - prosegue - con le ragioni di quell'elettorato. E aggiungo: con quello che sta accadendo nel mondo a destra, il M5S ha dato una mano a tenere il sistema in equilibrio, portando l'insofferenza sul terreno parlamentare".
Questa frase verrà iscritta nella bacheca della Ditta come una delle più affascinanti metafore bersaniane.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 21 ottobre 2016

Razza Umana!


Vibo Valentia, Oliviero Toscani rifiuta un selfie con uno studente: "Potresti essere un mafioso". Vittorio Sibiriu racconta che tutto è accaduto all'apertura di "Razza Umana", la mostra fotografica dell'artista che ha risposto con un "No" secco alla richiesta di una foto: "Mi ha paragonato a Matteo Messina Denaro".
Il Toscani, di nota razza umana superiore, dopo il putiferio dovuto alla sua frase si difenderà così: "Ma la mia voleva solo essere una provocazione". Perché, dovete sapere che i grandi sono anche geniali nelle provocazioni..., chiamiamole socio-terapeutiche, verso gli inferiori della Penisola. E se ne uscirà come umano di razza pura. Da prendere ad esempio.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 20 ottobre 2016

Hillary e Donald: l'invasione degli ultracorpi alieni!

Il meno pericoloso
Il meno pericoloso
Il meno pericoloso
Il meno pericoloso
Il meno pericoloso
Clinton-Trump: terzo e ultimo dibattito, scambi di accuse e toni durissimi. Il confronto a Las Vegas inizia e si chiude senza stretta di mano. Il tycoon non si impegna a riconoscere il risultato delle elezioni dell'8 novembre, a suo dire truccate.
L'ex first lady: "Il candidato più pericoloso della nostra storia". Invece lei com'è?
Per il tycoon, che ha ripetuto più volte che queste elezioni sono "truccate", alla ex First Lady non doveva essere permesso di correre per la Casa Bianca "dopo lo scandalo delle email". Invece corre ed è anche sostenuta da media "disonesti e corrotti, gli elettori se ne stanno rendendo conto, ci saranno milioni di persone che si sono registrate per votare senza poterlo fare".
Ok, riposatevi adesso... sarete stremati e stanchissimi... ehi, ci avete stancati anche qui, lo sapevate?
E comunque, vinca il... meno pericoloso tra voi. Ah, saperlo, saperlo?

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

L'abbraccio tra Obama e Renzi pare erotico

Cos'è questa
figura allegorica,
un paso doble macho
o lo schiaffo del soldato
italo-americano?
Casa Bianca, Obama a Renzi: "Impressionato dalla tua energia sulle riforme". Anche noi italiani, cribbio!
Il premier: "Gli Usa sono il nostro modello". Perché quello italico gli faceva schifo.
Sulla Libia il presidente del Consiglio: "Piena condivisione, pronti ad assumerci responsabilità... manderemo i nostri a liberare la Libia". Ma da chi?
Preoccupazioni comuni sulla Grecia: "Servono riforme importanti".
Sintonia sui temi economici. Il premier: "Basta austerità. Da me solo cose buone che porto dal mondo".
Il leader americano: "Governo italiano sulla strada giusta per le riforme... se vinci col Sì, caro Matteo, mi aspetto da te un premio. Che so, un invito a cena a Palazzo Chigi come minimo, la cittadinanza italiana onoraria come massimo. Vedi tu".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 19 ottobre 2016

Le proposte indecenti di Madonna a favore di Hillary Clinton


Va bene la passione politica e l'amore per le sorti del proprio Paese, ma così ci sembra troppo. L'endorsement che Madonna ha fatto per Hillary Clinton dal palco di Madison Square Garden di New York, dove era invitata come ospite d'onore per lo spettacolo della comica Amy Schumer, è dir poco sopra le righe. La pop star, infatti, si è rivolta al pubblico e per convincerlo a votare la moglie di Bill Clinton ha detto: "Se la votate vi faccio un p....o. E sono brava". Anche meno, Madonna...

Come potrebbe svilupparsi questa spompinata elettorale della Madonna. “Lo faccio anche a Trump, se vota per Hillary”.
    Continuum:
Sentita questa cosa Trump si è affrettato a calarsi i pantaloni. Ma è stato costretto a fare la fila. A turno c’erano già tutti i maschi arrapati dello Stato di New York. A milioni, per un pompino della star Madonna. Ma Madonna, tra un pompino e l’altro, riesce a individuarlo a causa della capigliatura bionda attizzata. Gli fa cenno di avvicinarsi, ma riesce solo a far incazzare di brutto gli omacci dello Stato di New York. “Prima ci siamo noi”; “Qui niente favoritismi”; “Fai la fila, stronzo d'un repubblicano”; “Siamo in piena democrazia pompinara”. Trump a questo punto decide di fare marcia indietro. Gli si stava congelando. Nel voltarsi si ritrova vis à vis Hillary Clinton, la quale, per dispetto, gli ricorda che l’endorsement di Madonna vale soprattutto per i repubblicani. Ma sappia, Trump, che lei non la condivide questa trovata a colpi di pompini. È solo una provocazione e anche poco igienica. E Trump le risponde che questi pompini madonnari sono una boiata pazzesca per spaccare i repubblicani, e che è una strategia studiata apposta per fotterlo. Però, se vuole, visto che lei si vanta di essere democratica, si potrebbe fare buono scambio. “In che senso?”, dice Hillary. Nel senso dello scambio delle parti, ribatte Trump. Visto che questa fase finale della campagna elettorale è scaduta nella pornografia, da parte mia mi posso buttare a fare slenguate di fighe democratiche. La Madonna coi miei ed io con le tue. Chi vince vince e l’altro va a casa. Che ne dici? Diamo a tutti una seria porno chance di vittoria. Stai a guardare e impara l’arte. Poi dopo tiriamo le somme. Hillary gli fa notare come tutto questo sia uno schifo. E Trump le ricorda che è la campagna elettorale in sé che è disgustosa. E se nessuno si scandalizza, nemmeno loro due devono scandalizzarsi. Sarà poi l'elettorato più soddisfatto a decidere. Ok.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 18 ottobre 2016

Cosa dice il primo versetto del catechismo antifiscale?

Pier Carlo Padoan difende la voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle di Equitalia: "Non sono un condono".

Il primo versetto
del catechismo antifiscale:

"Dichiaro volontariamente che l'evasione
e il nascondimento privato di denari
è un diritto inalienabile degli
evasori cronici e per necessità".
La seconda edizione della voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle di Equitalia non rappresentano un "condono" perchè si paga "il dovuto". È il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a difendere due delle misure più contestate della legge di bilancio. Intervenendo a Uno Mattina su Rai1, il ministro ha spiegato che "per l'emersione del contante, la voluntary propone un meccanismo con cui si invitano i possessori di questa ricchezza occulta a farla emergere. Ricchezza su cui bisogna pagare delle imposte".

Roberto Speranza contro la norma Corona. La voluntary disclosure sui contanti "è un'ingiustizia inaccettabile". Nuova lacerazione nel Partito Democratico. La voluntary disclosure che il Governo si appresta a varare, ampliandola ai contanti, viene duramente criticata da Roberto Speranza, dopo che nei giorni scorsi Pier Luigi Bersani l'aveva di fatto bollata come la "norma Corona".
L'obiettivo del Governo è far emergere denaro che, tornato nel circuito 'regolare' diventerà poi fonte di tassazione futura. Chi ha nascosto al fisco soldi tenendoli nelle cassette di sicurezza, sotto al materasso o - come nel caso di Fabrizio Corona - nel controsoffitto, con questa norma può ora sanare gli aspetti fiscali, ma non quelli penali.


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 17 ottobre 2016

Bagno chimico postale per il fratello del ministro Alfano

Report: “Bagno personale nell’ufficio alle Poste”.
Alessandro Alfano junior prova a bloccare il servizio.
Gabanelli: “Andrà in onda”.

1° Sarà tutto vero?
Chiediamolo con circospezione
e con raccomandata
con ricevuta di ritorno
al fratello del ministro.
Magari ci risponde
che non è vero.
Ma, ammettiamo per un istante
che sia invece tutto vero.

Perché un bagno chimico
personalizzato nel suo ufficio?
Forse per non beccarsi
le piattole che potrebbero
avere infestato i bagni in
comune? Beh, se è così,
c'ha tutta la mia
solidarietà.
Prima di tutto la salute!
Un bagno chimico privato pagato 5600 euro da Poste italiane e le contestazioni sulla carriera nell’azienda. Il fratello di Angelino Alfano vuole bloccare il servizio di Report su Rai3, in onda questa sera, in cui il giornalista Giorgio Mottola racconta del suo privilegio ottenuto nella direzione “Sud 2”. Domenica 16 ottobre Alessandro Alfano, il parente del ministro dell’Interno ha inviato personalmente una diffida per chiedere che le sue dichiarazioni, “ottenute contro la mia volontà e da una persona che non si è qualificata come giornalista”, non siano trasmesse: “Vi ricordo”, ha aggiunto, “che compito del servizio pubblico nazionale è quello di informare, non creare tesi diffamatorie“. La conduttrice Milena Gabanelli ha replicato: “Le assicuro che andrà in onda e avrà modo di sentire che il collega si è presentato con nome e cognome e qualifica”...

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

C'è una faida in corso tra Renzi e Boschi?

Renzi-Boschi, è faida.
Il premier non si fida più: sms, urla, divieti e voltafaccia.
Da Etruria al referendum, il premier ormai non si fida: “Non so più come fare”.
E alla Camera lei quasi lo ignora.


Tutto questo accade perché Renzi non l'aveva difesa sulla vicenda Etruria che ha visto Boschi padre coinvolto.
Povero Renzi, sempre inseguito da problemi. Adesso deve guardarsi anche dalla vendetta della sua ministra.
Perché, la ministra è vendicativa?
Non lo so, ma dove ci sono faide interne la vendetta è dolce come il pane raffermo vecchio di tre giorni, specialmente per le donne.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 16 ottobre 2016

Il volo di Icar...di

Inter, bufera Icardi-Curva Nord: "Togliti la fascia, pagliaccio". La replica: "Dispiaciuto e sorpreso".


Icardi racconta il litigio, spiega di aver lanciato la maglia ad un bambino presente tra i tifosi, ma che un capo ultras intervenne, strappando la maglia al piccolo tifoso per poi ributtarla al giocatore e scatenando la rissa verbale. Ecco cosa scrive Icardi.
«A fine partita ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin. Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell'istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: "Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti". Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo... I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: "Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo". Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. Una settimana dopo un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. "Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao... Oggi fra me e i tifosi della Nord c'è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra...».

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Trionfi parodistici

Per chi per primo colpisce sarà sempre in arrivo una bella mazziata, se il mazziato non è andato ko al primo colpo. Gli antichi Romani così facevano quando fecero fessi latini, sabini, sanniti, etruschi e ammazzandosi poi tra di loro per il potere. Uno, mettiamo un povero cristo, viene affrontato da un malacarne deciso a togliergli il portafogli o... la vita, secondo la tradizione classica; se è solo povero in cristo ma non povero di spirito, afferra la prima cosa che gli capita a tiro e, sbreng!, un colpo alla cieca e un altro sui coglioni. Nei film c'è sempre qualcosa a portata di mano della vittima-eroe. Nella realtà non ci sta manco un cerino. Ma quello non deve avere una pistola in mano e all’altro non deve proprio mancare lo spirito. A quel punto il malacarne non avrà, ritengo, voglia sufficiente per un nuovo tentativo di approccio violento. Se però ti dà del figlio di puttana, ecco, un altro calcio in culo gli farebbe passare la voglia di parlare.

Ma, senzamaddìo, il malacarne ha la pistola, all’altro non gli basterà né lo spirito né i suoi santi. Comunque la giri, uno dei due la paga cara!
C’è da dire pure che il malcapitato potrebbe essere un mezzo vigliacco o un vigliacco intero, ma anche una persona di buon senso che pensa alla famiglia, al suo lavoro eccetera. In questo caso il buon senso lo perderà comunque se il delinquente decide di provare se la pistola toglie la vita così come gli ha detto il traffichino di armi.
Quindi, è meglio morire da fessi o da eroi?

E con questa osservazione si stabilisce che chi è più pronto di spirito vince. (In teoria). Colpendo una prima volta, in teoria, si potrebbe non applicare più la regola del vantaggio e andarsene soddisfatti. Magari emettendo un qualche gridolino di soddisfazione. Attenti ai gridolini che potrebbero invogliare l’avversario a farsi ancora sotto, contento della vostra distrazione. E nemmeno fare come certi giocatori di calcio che ad ogni goal segnato si imboccano il pollicione succhiandoselo, o si sfilano la maglia... e meno male che non sono ancora arrivati a smutandarsi col pischello all’aria... ma prevedo presto che proveranno quest’altro parodistico trionfo. Quindi niente grida ma si assuma solennità a testa alta, come se si sfilasse in parata o in trionfo.
Più o meno come fanno i cosiddetti grandi della terra. Se vincono o se perdono, nessuno gli toglierà mai quella solenne faccia da stronzo che tanto ammalia gli inferiori.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

I pipistrelli...

I pipistrelli raggiungono lo stato adulto a un'età di dodici-quindici mesi. Come per i piccoli roditori, la promiscuità è totale. (Brividi!).
Quando una femmina entra in calore, viene coperta dal primo maschio che capita. (Capito, dal primo maschio! Uno qualsiasi).
Una volta compiuto l'atto sessuale, ogni relazione tra i due partner cessa.
(Quando si dice: una relazione perfetta!). L'accoppiamento ha luogo in autunno, prima di andare in letargo. (Giusto, solo dopo si dorme. I pipistrelli maschi non fumano dopo l'accoppiamento).
Per tutto questo periodo il seme del maschio rimane nelle vie genitali della femmina. (Che se se ne pente, non può nemmeno appellarsi alla Sacra Pillola Ru-486).
In primavera, al risveglio, avviene l'ovulazione. Segue rapidamente la fecondazione e, dopo una gestazione di durata variabile secondo le specie, viene al mondo il piccolo. (Non ci è dato sapere se durante l'accoppiamento, il pipi-maschio abbia esclamato: "Ti è piaciuto, cara?").

Dal momento in cui il piccolo pipistrello viene alla luce, aumentano i casi di pipistrellite. Cos'è? È quella particolare predisposizione umana che tende a uccidere questi strani animali. Ma ultimamente ce ne sono di alcune specie che hanno trovato riparo nelle cantine dei palazzi ministeriali. Il motivo è presumibilmente da ricercare nel fenomeno dell'oscurità. In queste cantine regna la frescura e anche il silenzio. Tutto tace, laggiù. I pipistrelli dormono appesi a testa in giù, nella più completa promiscuità; se ti trovi, non si sa come, a visitar queste cantine, nel buio è facile sbattere la testa contro uno di essi; si racconta che molti a-testa-in-giù sono stati riconosciuti come parlamentari e ministri; qualcuno dondolando; qualche altro parlando nel sonno di traffico di carte magnetiche. Se una pipistrella va in calore, viene coperta da un primo, un secondo o un terzo ministro pipistrello qualsiasi che le capita a tiro. Se, al contrario, va in calore il pipi-primo-ministro ce n’è pronto un altro.

La promiscuità, dicevamo, è di rigore. Nel buio delle cantine trovi sempre i pipistrelli originali; sparsi, qua e là, trovi anche pipi-ministri onesti. Che appena ti centrano subito entrano in calore. E per te, malcapitato, che hai avuto l’infelice idea di andare a visitare gli scantinati dei palazzi ministeriali, sono pipi-cazzi amari. E il bello è che non puoi nemmeno eliminarli. Sono una specie protetta. Anche se onesti.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Dramma al parcheggio antistante una spiaggia pietrosa con la notizia del premio Nobel a Dylan

Scesi fino al mare, circa 10 mt. Sulla battigia mi spossai tanto. Il vento calava dalla montagna e cadeva in mare. I miei capelli non fluttuavano a causa dello scirocco perché non ne avevo che quattro o cinque, corti. Decisi di sedermi sul muretto che dava da un lato sul mare, dall’altro sull’asfalto molliccio del parcheggio sfatto dal sole. Dovevo solo scegliere il verso dello sguardo. Verso l’infinita linea dell’orizzonte marino, o sullo scarafaggio da spiaggia che mi passeggiava tra le scarpe. L’eterna mia indecisione. Sputai su quello immondo insetto, ma non lo schiacciai – schifo mi fanno gli scarafaggi schiacciati - e girai la testa verso il mare. Era grosso adesso e si imbarcava ad ogni istante di vento in grossi ciuffi biancastri. Tra un po’ la temperatura sarebbe arrivata anche a 40°.

Stavo morendo di sete. L’unico che non aveva acqua con sé ero proprio io. Il più mentecatto. Tutti gli altri bevevano, i più furbi. Già una volta m’era capitato ‘sto guaio durante una gita scolastica alla Valle dei Templi. A quel tempo avevo solo due o trecento lire e solo 12 anni di vita. Pochi per comprarmi una borraccia e per riflettere in profondità col senno di prima. Fontanelle nei dintorni niente. Neanche allora ce ne stavano da quelle parti.

Ma in quel parcheggio, dopo circa venti-trenta minuti di mancanza d’acqua, mi accorsi che ci stava un bar proprio al suo centro. E corsi verso quel bar. No, non era un miraggio. Mi scontrai contro un muro umano di assetati gestiti da un posteggiatore abusivo con tanto di berretto bianco da gelataio e relativo fischietto da arbitro o vigile urbano. Costretto dal muro a fermarmi gli ordinai un cono al limone. Nel frattempo che me lo preparava notai tra gli assetati un fermento sanguinoso molto aggrovigliato. Erano sudatissimi e gli colavano liquidi dagli orifizi. Alcuni altri si sistemavano in modo tale da poter succhiare i liquori dei sudati e calmare così la loro sete. Era un orribile modo di dissetarsi. Anche il posteggiatore fu succhiato avidamente fino a sparire. Di lui restò solo il berretto bianco. Del fischietto si persero le tracce.

Ad un tratto sentii come un fitta di note inconciliabili e dolorose alle orecchie. Il televisore del bar annunciò che Fo era morto. Svenni per il caldo e per la mancanza d’acqua. Quando ripresi i sensi lo stesso televisore annunciava che Bob Dylan aveva vinto il premio Nobel, praticamente in zona Cesarini, a quasi due passi dal blowin’in the wind, dal quel vento di scirocco che mi stava uccidendo. Che c’entrava Dylan con la letteratura? Secondo gli aristoletterati, niente. Invece a mio giudizio insindacabile hanno fatto bene a premiarlo. Che c’entrano gli aristoletterati col popolo? Niente.

Ma forse sarebbe stato meglio morire da piccoli, stando ai luoghi comuni dei senza futuro. Godendo quel poco di scomoda giustizia che faceva brillare un poppoeta cantante come Dylan di fronte ai grandi esclusi. A quel punto non mi restava che rientrare nella mia automobilina rossa, che mi avrebbe portato verso una nuova area di parcheggio. Nel portabottiglie non c’era acqua perché mancava la bottiglia. Arriverò mai davvero nel nuovo luogo magari senza quel vento?

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Il nuovo venuto

Non preoccuparti; tu pensa a crescerlo, a dargli il latte, dato che il buongiorno si vede dal mattino e questo buongiorno mi sta dicendo: "Ecco, vedi, questa nuova creatura ha i connotati giusti per dirigere". Da grande, senza altri patimenti, farà il guidatore, mangerà lievito di birra e berrà sangue umano. Farà impazzire chiunque gli si affianchi e se lo sai prendere per il verso giusto, ti farai la tua carriera. Imparerà da sé medesimo e dai vostri errori trarrà linfa per fottervi. Ricordati, però, che ha bisogno di crescere, tanto e ancora. Ma non assomiglia a nessuno che conosco, mi pare... potrebbe essere una fortuna...

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 15 ottobre 2016

Per mangiare con Obama ci vuole il pass!

Renzi martedì sarà a cena da Obama con Benigni, Sorrentino e 4 donne dell'eccellenza italiana.

Ma dopo li riporti a casa,
vero, Renzi?
Sai che poi i soliti maligni
diranno che i migliori cervelli
scappano via dal Belpaese
per colpa dei nostri governanti.
Obiettivo dell'incontro è uno scambio di vedute sul futuro dell'Europa e far avanzare la cooperazione su clima, crisi dei rifugiati, sicurezza e crescita economica.

La vita è bella! Un bel futuro vi attende. Avanti così, miei eccellenti compaesani.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 14 ottobre 2016

L'Orso russo: alt, duove andare tu, ministra Pinuotti!

Il segretario della Nato Jens Stoltenberg: "Anche soldati italiani al confine con la Russia".
Gentiloni: "Non è aggressione".

Siamo italiani brava gente.
Siamo dei giramondo.

e ci conoscono tutti.
Eravamo in Libia eh... snaps!,
andremo in Lettonia,
sotto la guida spirituale
della Nato,
(dove potrebbero essersi nascosti i terroristi dell'Isis)
Pinotti: "Nostri militari schierati in Lettonia". Militari italiani saranno schierati in Lettonia "come deciso nel vertice di Varsavia": lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a margine all'assemblea Anci. Il vertice aveva deciso di formare un contingente Nato nell'ambito del progetto di rafforzamento delle frontiere orientali del patto atlantico. Riferendosi all'intervista rilasciata alla Stampa dal segretario della Nato, Stoltembreg, Pinotti ha precisato che "quando abbiamo fatto il vertice di Varsavia, all'interno delle responsabilità che hanno assunto altre Nazioni è stata anche data dall'Italia la disponibilità di fornire una compagnia, quindi con numeri non molto consistenti, all'interno di una organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Bergoglio ha deciso di chiudere Castel Gandolfo

Castel Gandolfo, addio: la rinuncia di Papa Francesco al buen retiro.
L'appartamento delle vacanze da quattro secoli, sarà museo.
Amato da Giovanni XXIII e Ratzinger, mai usato da Bergoglio.

Ratzinger: E che uso ne farai?
Bergoglio: D'inverno farà da museo.
Ratzinger: E d'estate?
Bergoglio: Un ostello per migrantes.
Ratzinger: Che Dio te la mandi buona.
Bergoglio: In autunno e in primavera, invece,
ci farò un parco giochi spirituali
per cardinali e vescovi che vogliono
redimersi dei peccati estivi e invernali.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 13 ottobre 2016

Vote Trumpriapus

Usa 2016, il WP sceglie Hillary.

Gli Usa hanno bisogno
di un uomo come me.
Per me il sesso è generosità.
Considero questa generosità
un fare la festa... alle donne.
I veri uomini dovrebbero
apprendere meglio il modo
di celebrare questa festa.
Tutto il resto contro di me
lo considero fantasesso.
E quattro donne accusano: "Trump ci molestò". Ma nessuna delle donne ha denunciato il magnate. Il Nyt e il giornale di Palm Beach hanno parlato con familiari e amici delle donne, che hanno confermato le notizie e hanno dichiarato di esserne stati a conoscenza da prima che uscissero le registrazioni di Trump.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

La lenguada di Bonifacio VIII

È morto Dario Fo, Nobel per la letteratura.
"Alcuni amici miei, letterati, artisti famosi, intervistati da giornali e televisioni, hanno dichiarato: 'Il premio più alto va dato senz'altro quest'anno ai Membri dell'Accademia svedese che hanno avuto il coraggio di assegnare il Nobel a un giullare!'. Eh sì, il Vostro è stato davvero un atto di coraggio che rasenta la provocazione. Basta vedere il putiferio che ha causato: poeti e pensatori sublimi che normalmente volano alto... e poco si degnano di quelli che campano rasoterra... si sono trovati all'istante travolti da una specie di tromba d'aria. Ebbene, io applaudo e sono d'accordo con loro. Stavano già beati nel Parnaso degli eletti e Voi, con questa Vostra insolenza, li avete abbattuti e precipitati giù a sbattere musi e pance nel fango della normalità. Si son levati urla e improperi tremendi, rivolti all'Accademia di Svezia, ai suoi Membri e ai loro parenti prossimi e lontani fino alla settima generazione. I più scatenati hanno gridato: 'Abbasso il Re ... di Norvegia!'. Nel trambusto si sono sbagliati di dinastia... Sopra tutti, questa sera a Voi si leva il grazie solenne e fragoroso di uno straordinario teatrante della mia terra, poco conosciuto non soltanto da voi e in Francia, Norvegia, Finlandia... ma poco noto anche in Italia. Ma che è senz'altro il più grande autore di teatro che l'Europa abbia avuto nel Rinascimento prima ancora dell'avvento di Shakespeare".


Ciao, Dario!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 12 ottobre 2016

La genialità di Renzi e la nullità di Brunetta

Il gigante buono e il nano feroce!
Renzi a Brunetta: "È giù di morale perché non gli hanno dato il Nobel" Scintille in Aula alla Camera dei Deputati tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenuto per la comunicazione in vista del prossimo Consiglio Europeo, e il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. "L'onorevole Brunetta ha detto che ho parlato del nulla. No, non stavo parlando di lei...", ha risposto Renzi agli attacchi del forzista. Parole che hanno immediatamente sollevato la reazione dello stesso Brunetta e di altri deputati d'opposizione.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Malagò mette il Comitato promotore per le Olimpiadi di Roma in liquidazione... per ora!

Il presidente del Coni interrompe ufficialmente la candidatura: "Ho scritto al Cio, adesso dobbiamo far rimarginare la ferita". Attacco alla sindaca Raggi: "Da irresponsabili rinunciare a soldi e posti di lavoro".


"Vi rendete conto che figuraccia abbiamo fatto a livello internazionale? Io di fronte al Cio mi volevo sotterrare, ma loro mi hanno detto: 'Più di questo non potevi fare, lo sappiamo'. Da oggi il Comitato promotore è in liquidazione... E mi spiace davvero tanto per l'amico Montezemolo che dovrà cercarsi un'altra poltrona da presidente".

L'Espresso la chiama Malagòpoli, l'incredibile rete di potere di Giovanni Malagò. Un groviglio di relazioni formidabile, nato in un circolo romano. 
È la base del potere del presidente del Coni. 


Che sulle Olimpiadi interrompe la candidatura ma crede ancora nella caduta della Raggi.

In questo articolo su L'Espresso c'è un paragrafo un po' naif, che ti fa immaginare una cosa per un'altra. C'è scritto così: "Nella settimana appena passata, Malagò si è unito in Vaticano sotto l’egida di 'Sport e Pace' con papa Francesco, con il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e con l’amico Thomas Bach, presidente del Cio pronto a tutto pur di tenere in piedi la candidatura di Roma in uno dei momenti peggiori della storia dei Giochi". Sarà stata una crudeltà letteraria dell'Espresso?
Il Malagò che si è unito in Vaticano non può essersi sposato col Papa, e allo stesso tempo con Ban Ki Moon e, in terzis, con l'amico Thomas Bach, magari con quest'ultimo sfiorandosi con una toccata e fuga.
Non può essere successa questa cosa! È solo fantasport.
Potrebbe però essersi unito in 'Pace e Sport' con costoro per continuare a tormentare la Raggi? Ahi, è come un presentimento!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 11 ottobre 2016

Bersani resiste a Renzi e reclama per sé il diritto ad essere sfrattato dall'esercito

Cu x lo = No!
Pd tra referendum e riforme. Scissione, minoranza frena.
Bersani: "Io via solo con l'esercito".
La Direzione nazionale ha approvato la relazione del segretario Matteo Renzi, che non è stata approvata dalla minoranza dem. Cuperlo: "Cambi ora oppure voto 'No' e mi dimetto da deputato". Speranza; "Lavorerò per tenere unito il partito". Gotor: "Escludo ogni ipotesi di frattura". Zanda: "Dividerci è una follia per Italia e Ue".
Insomma, il Pd. Una Ditta all'italiana, senza offesa per le altre ditte.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 10 ottobre 2016

La nostra ministra Boschi, una star!

Maria Elena Boschi alla prima di The Young Pope di Paolo Sorrentino.
E una voce si levò dal pubblico: "Maria Elena, red carpet diem!"

Panorami ridenti!
Una prima tutta italiana per l'attesissima serie televisiva firmata dal premio Oscar Paolo Sorrentino. La première esclusiva di "The Young Pope" si è svolta al cinema Moderno di Roma. Sul tappeto rosso romano, tra le star protagoniste della serie, anche un'elegantissima Maria Elena Boschi. Tuta pantalone nera, senza maniche e una sfavillante collana, ad incorniciare il viso di una radiosa ministra.

A Roma erano presenti, naturalmente, anche il celebre protagonista della serie Jude Law, che interpreta Pio XIII, un giovane papa americano, Diane Keaton, nel cast come Suor Mary, e non poteva mancare, ovviamente, il regista Paolo Sorrentino. Accanto ai divi del cinema e alle personalità del mondo dello spettacolo anche tre ministri: Marianna Madia, Dario Franceschini e Maria Elena Boschi, al centro degli obiettivi dei fotografi in compagnia del sindaco di Firenze Dario Nardella.

Un plauso ai nostri ministri che, tra un tricche e un barracche ministeriali, trovano il tempo di redcarpettare insieme ai - cosiddetti - divi del cinema.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Je t'aime... moi non plus: la seconda oscena sfida tra Clinton e Trump

Clinton non assesta il colpo finale. Trump resiste nel dibattito più osceno di sempre.

“Ti manderò in galera per le email”.
“Sei un regalo all’Isis”
Trump e Clinton: "Beh, non credete a tutto quello che scrivono i giornalisti. Noi stiamo solo recitando una farsa tragica. Perderà chi resterà senza più argomenti... merdosi!"

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 9 ottobre 2016

Il gatto Matteo e Mr. Bersani

Matteo Renzi all'Arena: "Chi dice No lo fa perché gli sto antipatico". Stoccata a Bersani: "Questa riforma l'ha votata 3 volte".

Bersani alleva gatti?
Qui gatta ci cova!
Le confessioni del signor Matteo.
- Io dico solo che Pier Luigi Bersani ha votato Sì tre volte a questa riforma. Questa riforma non l’ho scritta io sul mio pc di Rignano sull’Arno, è stata cambiata e votata con sei letture in Parlamento. E Bersani l’ha votata tre volte, se poi cambia opinione per il referendum, ciascuno si farà la sua opinione.
- So di non essere la persona più simpatica del mondo, ma quando uno vota per antipatia dimostra scarso interesse per il bene del Paese.
- Se vince il No, semplicemente non cambia niente. Non dico che verrà la peste, ma gli venisse un cancher nel bucio del cul a quelli.... 
- Lasciate da parte me, per mandarmi a casa avrete tutte le occasioni. Come si fa a dire No in nome di un'antipatia? Non dicono No perché hanno un'alternativa, ma solo per antipatia.

- Lei ha ragione, Eccellenza, quando dice che avremo altre occasioni per mandarla a casa. Ma lei, perché insiste tanto co' 'sta storia del Referendum che se passa bene, se non passa non cambia niente? Visto che non cambia niente, non è che ha qualche interesse interiore, spirituale e patriottico?

- Sì, solo per il bene supremo del Paese. Scusi, forse che non si capisce dal mio abbigliamento?

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 8 ottobre 2016

Cupido rossonero ha fatto centro tra il giovanotto Matteo e la signorina Maria Elena?

Può lo stesso tifo
portarli all'uguaglianza?
Solo l'esito del Referendum
lo può svelare.
Referendum, Boschi a Salvini: "Ci lega il Milan". E lui la invita a San Siro. "Tre cose ci accomunano: il liceo classico, il Milan e il fatto che il quesito referendario vada bene così com'è". Così la ministra Maria Elena Boschi al segretario della Lega Nord Matteo Salvini durante l'incontro a Otto e mezzo, su La7. Immediata la replica: "Certo, io guardo alla sostanza, non alla forma", riferendosi al quesito del referendum costituzionale. Poi, nel fuorionda, il leader del Carroccio ha invitato la ministra ad andare insieme al San Siro.
Fantapolitica? In politica (italica), mai dire mai.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 7 ottobre 2016

Ma votare Sì è solo un problema di civiltà... e quanto costa un Sì?

Quindi, se vogliamo far vincere il Sì,
dobbiamo per forza triplicare
l'importo per le persone
importanti!
Matteo Renzi denuncia a Radio Anch'io una degenerazione della campagna per il No contro chi la pensa diversamente. "Vedo persone, anche persone importanti, che dicono: io voto Sì, ma non lo voglio dire perché ho paura della reazioni. Si è creata una caccia all'uomo mediatica per cui sembra impossibile non pensarla come alcuni presunti esegeti della carta costituzionale.

Roberto Benigni
ha detto che
voterà Sì.
Ed è stato
attaccato
dai troll"...

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

I nostri hanno costretto gli spagnoli al pareggio

Nazionale, Ventura: "Buon pari ma dobbiamo fare di più".

Analogie sportive
e consonanze sociali:
dopo una partita così
il nostro futuro economico 

è più accettabile.
Sottolinea il ct: "Vedere come abbiamo raddrizzato la partita ci deve far capire che, se vogliamo, possiamo essere più protagonisti".
I calciatori italici in calzoncini bianchi hanno dimostrato agli italiani in mutande strapazzate che se si vuole si può.
Anche noi, ringalluzziti da tale impresa, possiamo prenderci le palle in mano con coraggio e costringere i nostri governanti al pareggio... (di bilancio?, o di eguaglianza?). Ma no.
Solo, ci vuole un condottiero eroe vincente, che non abbia paura di mandare al macello i suoi subumani, pur di realizzare un risultato apprezzabile e vantaggioso anche per la truppaglia.
Ah, avercelo!
Manca solo un briciolo di ragione e di lungimiranza al nostro Capintesta, sperso tra le stelle dei potenti e la stalle degli ultimi. Ma è ancora così giovane. Diamogli più tempo. Prima o dopo qualcosa si inventerà, che ancora non l'ha fatto!


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 5 ottobre 2016

Un tour all'Inferno in compagnia di Benigni e Renzi

Benigni: "Se vince il No è peggio di Brexit".


La vittoria del no al referendum costituzionale sarebbe peggio della Brexit, per questa ragione "è indispensabile che vinca il sì". Roberto Benigni si schiera a favore della riforma voluta dal governo Renzi. "Se vince il no il giorno dopo ti immagini? Il morale va a terra - sostiene il premio Oscar, intervistato dalle "Iene" - peggio della Brexit. I costituenti stessi hanno auspicato di riformarla la seconda parte, poi c'è la maniera di migliorarla ma se non si parte... Non è come qualcuno dice la riformeremo dopo. No, non accadrà mai più. Poi, certo, ci sono da rivedere alcune cose".
Per Benigni, "i primi 12 principi della Costituzione sono intoccabili e la prima parte, diritti e doveri, sono straordinariamente belli e intoccabili. La nostra Carta è la più bella del mondo. È stato un miracolo, i nostri costituenti ci hanno fatto volare e hanno illuminato le macerie. E così l'Italia si è rialzata. Per la seconda parte, però, già i costituenti auspicavano un miglioramento".
Come dubitare di un premio Oscar? Che dopo aver cantato la Divina Commedia ha deciso di cantarci la Riforma costituzionale di Renzi, neo padre fondatore!... ho scritto neo padre, ma mi sono sbagliato: neo figlio è più giusto. Perché sappiamo già chi è il Padre emerito.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Elena a Matteo: guarda che bello, un giorno tutto questo sarà tuo!

Referendum, Jim Messina pagato 400 mila euro dal Pd per la campagna per il sì.

Qui, nel Pd,
non si bada a spese
se serve ad accumulare
Potere.
Jim Messina, il guru della comunicazione già consulente di Barack Obama assoldato dal Pd per la campagna referendaria, per il suo incarico riceverà dal partito 400 mila euro. A tanto ammonta, secondo La Stampa, la sua parcella, nell'ambito di un budget complessivo per l'intera campagna a favore del sì, che dovrebbe ammontare complessivamente a 2,8 milioni di euro. L'importo per la super consulenza - scrive il quotidiano è "appena centomila euro in meno di quanto, mezzo milione di euro, il Pd ha incassato con la raccolta delle 500 mila firme per il referendum".
E che ci volete fa': con l'esperto di Obama, Renzi vince facile. È più forte della Juve. Non c'è competizione. Il Bel Paese diventerà un Paese più a sua misura.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 4 ottobre 2016

La teoria di Darth Gender

La teoría de Darth Gender
es una guerra mundial
contra el matrimonio,
y voy a luchar y destruirlo
fino al divorcio.

Claro?
Papa: "La teoria del gender è una guerra mondiale contro il matrimonio". "Oggi è in atto una guerra mondiale per distruggere il matrimonio: il grande nemico è la teoria del gender": così papa Francesco parlando a braccio, per un'ora, a religiosi e seminaristi nella Chiesa dell'Assunta a Tbilisi. "Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche", ha proseguito il pontefice, "da cui bisogna difendersi".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Nella zona rossa di Amatrice la preghiera del Papa

La risposta della zona rossa
alla preghiera del Papa:
"E 'a zona rossa me parla 'e te
io le domando si aspiette a me
e me risponne si 'o vvuo' sape'
cca' nun ce sta nisciuno".
Perché, care vittime,
sapete come si incomincia
a dire dopo un bel po'
dalle scosse sismiche:

"Aiutati che Dio t'aiuta".
Vista la storia passata,
qualcuno starà già
ingrassandosi.
Terremoto, Papa Francesco ad Amatrice: prima nella scuola, poi nella zona rossa. Il Pontefice è accompagnato dal vescovo di Rieti monsignor Pompili. Sul volo di ritorno dalla Georgia aveva espresso il desiderio di recarsi nell'area colpita dal sisma del 24 agosto. Era ora!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 3 ottobre 2016

Il menabò di oggi 3 ottobre


In alto i cuori, nel bene e nel male, potenti e deboli, ricchi e poveri, privilegiati e disgraziati, normali e diversi, guerrafondai e pacifisti, credenti e atei, che le vostre inimicizie si seppelliscano in tombe profonde e che i vostri spettri non vi perseguitino mai più. È giunta ormai l'ora di deporre le armi, i fulmini e le saette, anche gli accidenti. Il mondo è stanco. Riposo, riposo, riposatevi!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 2 ottobre 2016

L'approfondimento psichiatrico sulla sfida Renzi-Zagrebelsky

Eugenio Scalfari: "Gustavo Zagrebelsky con Matteo Renzi ha perso".


Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky ieri l’altro hanno intrattenuto un breve rapporto isterico sulle fistole costituzionali. Un importante intellettuale è convinto che la quasi maggioranza sversata sul Sì osserva che Zagrebelsky si sia data la zappa sui pie’, spappolandosi l’unghia incarnita dell’alluce sinistro.

Avendo Zagrebelsky constatato il ruolo demagogico-renzista perennemente in esercizio nella mente di Renzi tramite la sua lingua bifida, il Professore, durante la cosiddetta sfida televisiva sul Referendum costituzionale, elaborò rapidamente una eziologia delle nevrosi renziane in rapporto alle mistificanti balle sulla democrazia applicata del decisionismo renzico non subalterno alle direttive della Ue, così come le racconta il Premier. In breve, Zagrebelsky è riuscito a distinguere e a dimostrare ai telespettatori i tre meccanismi meccanizzati coi quali si muove tutto l’apparatik cervellotico di Renzi, e sui quali si sviluppa tutta la sua nevrosi che, partendo dalla rottamazione, vorrà completarsi verso la distru-ttura-zione della Costituzione.

Il primo meccanismo è quella capacità di Renzi di ri-conversione degli affetti (detta anche isteria pseudo democratica-moltodidestra-pernulladisinistra). L’affetto che aveva per D’Alema, ad esempio, sgonfiatosi per incomunicabilità reciproca ha fatto posto all’ossequioso complesso edipico-napolitaneo, che lo induce spesso a prostrazioni umili ai piedi dell’emerito.

Il secondo meccanismo è la dislocazione dell’affetto (ossessione imitativa per tutte le berlusconate che l’omino di Arcore aveva seminato durante il suo ventennio). Tant’è che è riuscito ha dislocare al Nazareno questa sua ossessione sotto forma di Patto per l’Italia, nel quale è nato l’Italicum e le varie riforme costituzionali che stanno sfociando tutte nel Referendum.

Il terzo meccanismo è la trasformazione dell’affetto (in neurosi d’ansia, in melanconia). È preso dai dubbi. L’emerito Presidente sempiterno non manca mai di fargli pesare la personalizzazione del Referendum come cosa sbagliata e grave che può portare ad un rovesciamento del piano segreto di tutti costoro contro l’Italia. La trasformazione dell’affetto di Renzi si nota soprattutto quando, in ambito Ue, dà la stecca alla Merkel, dà lo stacco a Hollande e gufa con Obama. L’ansiosa melanconia renziana non trova sbocchi però all’estero, mentre in Italia diventa minacciosa con la reiterata riproposizione della realizzazione del Ponte sullo Stretto più lungo di Rocco Siffredi. Una sorta di avances sessuali per disoccupati cronici e minus habens non solo di cervello ma soprattutto di denari.

L’ansia da sconfitta gli è sempre presente, gli fa compagnia e lo attanaglia, l’hanno capito tutti tranne Zagrebelsky che, come quei professori d’un certo distaccato lignaggio, non l’ha bocciato durante l’esame-duello televisivo per troppo rispetto a Sua Eccellenza il Premier, malgrado sia riuscito a dimostrare i tre meccanismi, facendo eccitare i peli scalfariani e alienandosi con questo tutte le simpatie dei rivoluzionari-intellettuali-sinistrorsi, i quali sono convinti che il No è ben lungi dalla vittoria, come se questo esito fosse da addebitare al solo Zagrebelsky.

E quella melanconia che più spesso ormai lo avvolge, per ciò che voleva essere e non è stato. Ha detto che se vince continuerà con pari forza e meglio di prima e attaccherà subito i programmi nuovi con altisonanti demagogie che spaziano dalla crisi economica alle opere faraoniche.

Se invece perde ha detto che se ne andrà in… psicoanalisi. Si prenderà un distacco controllato dal lavoro. E si soffermerà sul sogno infranto della Riforma costituzionale che lo ha fatto agire in modo presuntuoso, facendo incagnare l’emerito Presidente, provocandone la sconfitta. Sereni, questa è solo fanta-psichiatria-isterica che prende il sopravvento in soggetti affaticati dal gran lavorìo mistificatorio-politico-demagogico.
Noi però, in cuor nostro, sappiamo che la Ruota della Fortuna gira sempre alla cieca!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 1 ottobre 2016

Renzi e Compagni a lezione di democrazia da Zagrebelsky

Duello Renzi-Zagrebelsky su referendum.
Il costituzionalista: "Svolta oligarchica".
Il premier: "Offensivo verso gli italiani".

Renzi:
"Caro Professore, noi non siamo autoritari

e glielo spiego con una metafora:
la metafora del Ponte sullo Stretto.
Mi segua attentamente perché
altrimenti corre il rischio di
essere bocciato. Allora...
Il tema del Ponte di Messina è
talmente tanto competenza statale
che si è già deciso di farlo
e se si decide di non farlo,
bisogna pagare delle penali alle aziende
che io non voglio pagare.
Capitto mi ha?"*
* Beh, che dire: in questa metafora, e chi vuol capire capisca, è racchiusa tutta la filosofia politica del Premier. Al netto delle incompetenze. Poiché il suo linguaggio vincente arriva diritto al ventre molle della massa indistinta che non capisce una mazza di democrazia!

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button