domenica 2 ottobre 2016

L'approfondimento psichiatrico sulla sfida Renzi-Zagrebelsky

Eugenio Scalfari: "Gustavo Zagrebelsky con Matteo Renzi ha perso".


Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky ieri l’altro hanno intrattenuto un breve rapporto isterico sulle fistole costituzionali. Un importante intellettuale è convinto che la quasi maggioranza sversata sul Sì osserva che Zagrebelsky si sia data la zappa sui pie’, spappolandosi l’unghia incarnita dell’alluce sinistro.

Avendo Zagrebelsky constatato il ruolo demagogico-renzista perennemente in esercizio nella mente di Renzi tramite la sua lingua bifida, il Professore, durante la cosiddetta sfida televisiva sul Referendum costituzionale, elaborò rapidamente una eziologia delle nevrosi renziane in rapporto alle mistificanti balle sulla democrazia applicata del decisionismo renzico non subalterno alle direttive della Ue, così come le racconta il Premier. In breve, Zagrebelsky è riuscito a distinguere e a dimostrare ai telespettatori i tre meccanismi meccanizzati coi quali si muove tutto l’apparatik cervellotico di Renzi, e sui quali si sviluppa tutta la sua nevrosi che, partendo dalla rottamazione, vorrà completarsi verso la distru-ttura-zione della Costituzione.

Il primo meccanismo è quella capacità di Renzi di ri-conversione degli affetti (detta anche isteria pseudo democratica-moltodidestra-pernulladisinistra). L’affetto che aveva per D’Alema, ad esempio, sgonfiatosi per incomunicabilità reciproca ha fatto posto all’ossequioso complesso edipico-napolitaneo, che lo induce spesso a prostrazioni umili ai piedi dell’emerito.

Il secondo meccanismo è la dislocazione dell’affetto (ossessione imitativa per tutte le berlusconate che l’omino di Arcore aveva seminato durante il suo ventennio). Tant’è che è riuscito ha dislocare al Nazareno questa sua ossessione sotto forma di Patto per l’Italia, nel quale è nato l’Italicum e le varie riforme costituzionali che stanno sfociando tutte nel Referendum.

Il terzo meccanismo è la trasformazione dell’affetto (in neurosi d’ansia, in melanconia). È preso dai dubbi. L’emerito Presidente sempiterno non manca mai di fargli pesare la personalizzazione del Referendum come cosa sbagliata e grave che può portare ad un rovesciamento del piano segreto di tutti costoro contro l’Italia. La trasformazione dell’affetto di Renzi si nota soprattutto quando, in ambito Ue, dà la stecca alla Merkel, dà lo stacco a Hollande e gufa con Obama. L’ansiosa melanconia renziana non trova sbocchi però all’estero, mentre in Italia diventa minacciosa con la reiterata riproposizione della realizzazione del Ponte sullo Stretto più lungo di Rocco Siffredi. Una sorta di avances sessuali per disoccupati cronici e minus habens non solo di cervello ma soprattutto di denari.

L’ansia da sconfitta gli è sempre presente, gli fa compagnia e lo attanaglia, l’hanno capito tutti tranne Zagrebelsky che, come quei professori d’un certo distaccato lignaggio, non l’ha bocciato durante l’esame-duello televisivo per troppo rispetto a Sua Eccellenza il Premier, malgrado sia riuscito a dimostrare i tre meccanismi, facendo eccitare i peli scalfariani e alienandosi con questo tutte le simpatie dei rivoluzionari-intellettuali-sinistrorsi, i quali sono convinti che il No è ben lungi dalla vittoria, come se questo esito fosse da addebitare al solo Zagrebelsky.

E quella melanconia che più spesso ormai lo avvolge, per ciò che voleva essere e non è stato. Ha detto che se vince continuerà con pari forza e meglio di prima e attaccherà subito i programmi nuovi con altisonanti demagogie che spaziano dalla crisi economica alle opere faraoniche.

Se invece perde ha detto che se ne andrà in… psicoanalisi. Si prenderà un distacco controllato dal lavoro. E si soffermerà sul sogno infranto della Riforma costituzionale che lo ha fatto agire in modo presuntuoso, facendo incagnare l’emerito Presidente, provocandone la sconfitta. Sereni, questa è solo fanta-psichiatria-isterica che prende il sopravvento in soggetti affaticati dal gran lavorìo mistificatorio-politico-demagogico.
Noi però, in cuor nostro, sappiamo che la Ruota della Fortuna gira sempre alla cieca!

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