mercoledì 30 novembre 2016

I papabili, al posto di Renzi, se mai questa disgrazia accadesse...

Referendum, quattro volti per il dopo Renzi. Grasso. Padoan. Delrio. Oppure Boldrini. Per un governo breve. E per riscrivere la legge elettorale. Ecco gli scenari se al referendum del 4 dicembre vincesse il No.

TERRORISMO ALLO STATO PURO!

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Se la Casta vota No, i Casti allora votano Sì

Referendum, Renzi: "La casta vota No e chi vota Sì è contro la Casta".

Casta No = Casti Sì.

- E da questa geniale equazione
renziana che si deduce?

- Si deduce che Renzi non è la Casta,
anzi, poverino, lotta da solo contro quel mostro.

- E, quindi, se non è la Casta, ched'è?

- È un tapiro roulant usato,
al prezzo base di € 80,00 circa.
"Che vinca il sì o che vinca il no, secondo me vince la democrazia, vince l'Italia. Spero che sia una bella festa e vadano a votare in tanti".
Se tutto questo lo hai fatto per dimostrare che vince la democrazia, gran bella nappa, e vince l'Italia, bastava una maratona democratica di affratellamento da Reggio a Bolzano: chiunque poteva iscriversi liberamente e democraticamente. Che minchia t'è saltato in mente in indire un referendum, che ci costa un cifra? A che ti serve il referendum? Sii sincero, dillo, ma evita di raccontarci tutte quelle fregnacce sul bene dell'Italia. Ci vuole così poco per essere originale. Basta dire la verità. Se vuoi essere ricordato come il premier più originale...

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martedì 29 novembre 2016

Il Messer Lapo autosequestrato

Lapo Elkann ha simulato un sequestro: arrestato a New York.

Lo spirito di nonno Gianni Basetta
si rivolta nella tomba.
"Vevgogna. Abbassavsi a semplice
scassapagghiavu da quattvo soldi.
E dive che la famiglia l'aveva fatto studiave
all'Euvopean Business School di Londva.
E così che li povti avanti i business di casa?
Eh cavo signove, la colpa io la dò ai genitovi
che non lo hanno educato a lavovave come si deve"
Secondo tre giornali statunitensi, il nipote di Gianni Agnelli è stato poi rilasciato ma dovrà comparire in tribunale con l'accusa di falsa denuncia. Lapo Elkann sarebbe di nuovo nei guai. Alcuni mezzi di informazione Usa hanno riferito che è stato arrestato e poi rilasciato dalla polizia di New York per aver simulato un sequestro allo scopo di ottenere dalla famiglia 10mila dollari dopo aver speso tutto il contante insieme a una escort con cui avrebbe fatto due giorni di festini a Manhattan, consumando alcol e droga. Sempre secondo i media Usa, finiti i soldi, la escort avrebbe pagato per altra droga ed Elkann avrebbe promesso di restituire il denaro, quindi avrebbe escogitato il piano del falso sequestro, raccontando ai propri familiari di essere trattenuto contro la sua volontà da una donna che gli avrebbe fatto del male se non gli avessero fatto pervenire 10mila dollari.
Mah, povero giovine, adesso avrà a che fare con la Giustizia americana...
e ringraziamolo, in fondo questo suo incidente di percorso ci distrae dal dramma di Renzi e del suo referendum. Un po' di relax aiuta.

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lunedì 28 novembre 2016

Renzi alla ricerca di contromisure in caso di sconfitta nel Referendum

Renzi sul dopo-referendum: "Dal voto ricadute sul governo. Evidente rischio esecutivo tecnico".

"Perché io con queste 4 dita
potrei risollevare le sorti dell'Italia.
Oppure cantare la canzoncina
in caso di disfatta:
questo è il dito bello
questo è suo fratello,
questo è lo sgabello
e questo è il
campanello!"
- A quale successore passerà il campanello?
- Boh, secondo me non se ne va comunque.
- Che si fa, allora?
- Ce lo teniamo in salamoia.
- A bagnomaria, caso mai.
- Allora gli dobbiamo cambiare l'acqua ogni mattina.
- Sarà un divertissement.
- Farà passare il tempo.
- Fino a quando non ci stancheremo.
- Ci annoieremo.
- Lo manderemo a Quel Paese.
- Sì, ma prima, molto prima che lui ci mandi noi.
- Non ce lo dobbiamo scordare.
- Nemmeno distrarci.
- Ebbasta parlare di moccoli fiorentini.
- Che si fa, che si fa?
- Niente, addà passà 'a nuttata, anche stavolta!

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domenica 27 novembre 2016

L'allarme di Vacchi se vince il No e la sua preghiera per il Sì

"Bisogna rispondere sì al quesito referendario", suggerisce Gianluca Vacchi, famoso imprenditore-ballerino-nababbo. "La posta in gioco - spiega Vacchi - ha un solo nome: stabilità".

Secondo l'imprenditore infatti la vittoria del No rischierebbe di creare turbolenze dei mercati, a partire da un "inevitabile innalzamento dello spread". In dosi elevate le schede per il No possono causare interruzioni immediate all’orgasmo che, a sua volta, può portare dalla nausea scazzante al decesso del paziente-elettore.

Rischio che secondo Vacchi va considerato alla luce di un prossimo aumento delle mutazioni cromotassiche della Federal Reserve, spinta dalla nuova politica economica di Trump "volta alla spinta delle mutazioni finalizzate al commercio dei consumi interni, con spostamento del 4.3,2 x cmq in ricombinazione col Dna giurassico perduto da Renzi in conseguenza dello choc traumatizzante a lui causato dalla slavina dei No e danni ossidativi degli agenti mutati con conseguente aumento dell'inflazione".

Preoccupazioni che si aggiungono, secondo l'imprenditore, al "graduale rallentamento" della politica di stimolo monetario lanciata dalla Bce di Draghi. Rischi internazionali che se combinati con una vittoria del No - sottolinea - avranno "una sola conseguenza: l'ingessamento, il rigor mortis, appunto, a fronte di un mondo che procede sempre più veloce". "Non arrivate a capire tutto ciò solo quando vi verranno negati i mutui e quelli a tasso variabili si alzeranno", conclude. A quel punto lo stress schizzatico-frenico della paura vi pertugerà la corteccia frontale del cervelletto inferiore e vi procurerà la morte. Per questo "Il 4 dicembre si vota, insomma, per dare via al cambiamento e preservare quella stabilità necessaria a non avere gli effetti economici devastanti di cui parlavo prima. Votate Sì se non volete perdere la vita."

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È un Trump più felice, ora che è morto il Cubismo!

I'm happy, finally died cubism.
This horrible painting.
Fidel Castro morto, Donald Trump: “Oggi il mondo segna la scomparsa di un dittatore brutale”.
Il presidente eletto Usa dichiara che l'amministrazione "farà tutto il possibile per garantire al popolo cubano che possa finalmente cominciare il suo cammino verso la prosperità e la libertà... inoltre ripristinerò le arti figurative semplici a prezzi stracciati, in modo che tutti i buoni cubani possano usufruirne..., spiace solo che parlano lo spagnolo come i messicani".*

* In effetti il popolo cubano non vedeva l'ora che morisse Castro per aprirsi alle braccia di Trump.

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sabato 26 novembre 2016

Fidel Castro salutato da Bergoglio e da Trump


“Nell’apprendere la triste notizia della scomparsa dell’ex presidente del consiglio di Stato e del governo della Repubblica di Cuba esprimo i miei sentimenti di dolore ai famigliari del defunto dignitario, nonché al governo e al popolo di quella amata nazione”. È quanto si legge nel telegramma di cordoglio inviato da Papa Francesco al fratello e attuale presidente Raùl Castro.
Ha commentato il decesso dell’ex capo rivoluzionario anche il nuovo presidente statunitense Donald Trump con un secco: “Fidel Castro è morto!”.

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venerdì 25 novembre 2016

Salvini ha spiegato il suo No a Marion Le Pen


Referendum, Salvini a pranzo in Versilia con Marion Le Pen: “Le ho spiegato perché la Lega vota no alla riforma..., ma non mi sono ricordato di ribadire i vecchi insegnamenti del mio maestro Umberto, e cioè che noi della Lega ce l'abbiamo... ce l'avevamo duro”.

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giovedì 24 novembre 2016

Marchionne, garante Renzi, assumerà 1800 operai entro il 2018

Fca assumerà a Cassino altri 1.800 lavoratori entro il 2018.

Amici, vedete che a poco a poco,
con Marchionne,

i posti di lavoro si trovano.
Quindi occhio:
parlar male della Fca
è da grulli.
La visita di Matteo Renzi e Sergio Marchionne allo stabilimento assume un significato notevole per Cassino che si appresta a tornare al massimo della produzione e della competitività internazionale. "Sono grato a Fiat Chrysler, al suo management, alla forza e alla passione messa in campo per ripartire - ha dichiarato Renzi a margine dell'evento. È una grande metafora del nostro paese, quelli che vogliono bloccarci magari sono persone dotate di buona volontà, ma non si rendono conto che se si blocca il Paese, chi ne paga le spese è il ceto medio, la gente che non riesce ad arrivare a fine mese, non i mercati finanziari".

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mercoledì 23 novembre 2016

Sul linguaggio colorito di De Luca, si esprime il ministro Alfano

"È un linguaggio che potremmo adottare?
A questo proposito dovremmo sentire
l'opinione del Parlamento"
Referendum, Alfano alla Camera su frasi De Luca: “È il suo modo di fare campagna. Quel linguaggio l’ha fatto vincere”. Il ministro dell'Interno al question time: "Rispettiamo la volontà popolare. Gli elettori lo hanno giudicato. Sistema clientelare? Non sta a me giudicare”.

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Vi giuro, per Santa Leopolda Martire, che non ci sarà nessun broglio


Referendum, la protesta degli eletti all'estero: "Nessun rischio brogli, dovremmo incolpare consoli e postini". Il comitato del No insiste: "Rischio ricorsi". Si parla di una possibile alterazione del risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre, di un voto addirittura truccato e, di conseguenza, falsato. Ad opera di chi consegna il materiale elettorale nei luoghi più reconditi del pianeta, oppure di chi gestisce nelle sedi consolari l'afflusso dei plichi, o ancora direttamente nel centro di raccolta finale delle schede, a pochi chilometri da Roma: possibile che esista questo rischio? "Non esiste - giura il senatore dem eletto in Australia, Francesco Giacobbe - E chi parla di ricorsi agita il solito spauracchio. Di solito, si comporta così chi perde le elezioni".
Giacobbe ha quindi detto dall'Australia: #statesereni. Giacobbe voterà per il Sì.
Non sappiamo come si comporterà suo fratello Esaù. Ma visto che è peloso e ha il pelo sullo stomaco come tutti gli invidiosi, in più è anche goloso, immaginiamo che farà ricorso contro gli amici di suo fratello, dimenticandosi del piatto di lenticchie che Giacobbe gli propose come scambio... gli aveva fatto giurare che, se un giorno il loro capo Matteo avesse vinto coi Sì, quella circostanza non poteva essere messa in discussione, per quel piatto di lenticchie finite nello stomaco di Esaù. Ma sappiamo tutti che Esaù è un qualunquista della peggiore specie... eh eh eh!

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martedì 22 novembre 2016

Secondo l'Istat, visto che siamo soddisfatti della vita... occhio al 4 dicembre

Istat: dopo 5 anni italiani di nuovo soddisfatti delle condizioni di vita. E se lo dice l'Istat, eh?, potremmo anche votare Sì. Nella felicità della vita che ci costa non mettere un Sì?


Il 2016 è il primo anno in cui nel report dell'Istituto il giudizio di famiglie e individui si riavvicina ai livelli del 2011. Notevole incremento dei soddisfatti tra i giovanissimi. Crescono di tre punti gli appagati dalla propria condizione economica ed anche per il lavoro. Il 90% sta bene in famiglia.
Cos'è 'sta roba dell'Istat, la riscoperta del giardino delle delizie italico?
Quindi, in Italia, stiamo tutti bene, lavoriamo tutti, se qualcuno è malato poi guarisce presto, niente più squilibri sociali, né odi razziali, i tifosi tra di loro si abbraciano amorevolmente, niente più accozzaglie di renziano verbum! Non vi mando a fanculo perché oggi No: mi sento molto soddisfatto di come procede la mia vita e quella delle persone che conosco.

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lunedì 21 novembre 2016

Napolitano, da vecchio saggio, è tornato a monitare per il suo paladino

"Ma questo mio successore,
s'arrimìna o non s'arrimìna
appriesso a chillo
scavezzacollo sgarrupato"
Napolitano: "Sfida su referendum diventata aberrante. Renzi si giudica alle politiche".
Il Presidente emerito: "Destre xenofobe sono pericolo reale".
Legge Elettorale: "Necessario cambiare l'Italicum: molto è cambiato nel contesto politico da quando è stato approvato"

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domenica 20 novembre 2016

Il Renzi caduto nella rete delle cozze!

Referendum, Renzi: "C'è un'accozzaglia contro di me".

Se questa immagine dovesse urtare
la sensibilità degli animi sensibili,
si consiglia di sgusciarla
prima di divorarla.
"In questo referendum vediamo che c'è un'accozzaglia di tutti contro una sola persona. Senza una proposta alternativa. Ma vi rendete conto che ci sono Berlusconi e Travaglio insieme, D'Alema e Grillo insieme...".
Renzi: "Se queste cozze mi fanno perdere il referendum, vi giuro: questo governo cade. E non è una minaccia... a vanvera. Vediamo poi dopo di me, che sono l'unico, chi salirà sullo scranno?"

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sabato 19 novembre 2016

Le lettera di Renzi agli Italiani all'estero spiegata alle anime semplici


Cara italiana, caro italiano…

Nessuno meglio di voi, che vivete all’estero, - non per colpa mia, ma forse perché non ci avete saputo fare col sistema Italia - sa quanto sia importante che il nostro Paese sia rispettato fuori dai confini nazionali. Nessuno meglio di voi sa quanto sia importante che si parli di noi – di me, della Boschi e del mio Governo – per la nostra capacità di lavorare, per la nostra creatività, per la nostra intelligenza – mia soprattutto e di chi mi ha messo sullo scranno. Ma nello stesso tempo, nessuno meglio di voi ha provato sulla propria pelle il fastidio – delle zanzare italiane del governo che pungono – o addirittura la mortificazione di sentire, sull’Italia, risolini di scherno, accompagnati dai soliti, umilianti luoghi comuni – tipo piove governo ladro, e se è italiano piove più forte. Oppure: gli italiani? Tutti mafiosi.

Tra tutti, uno, durissimo a morire. Quello per cui siamo un Paese dalla politica debole, che si perde in un mare di polemiche. Un Paese instabile, che cambia il Presidente del Consiglio più spesso di un allenatore della Nazionale. E tra noi, ahimè, - che siamo tutti tifosi - possiamo dircelo: questo luogo comune non è così distante dalla realtà. Magari un Presidente del Consiglio guadagnasse come e più di un allenatore. Smetterebbe di assillarvi con balzi e balzelli. E non mi avreste visto né sopportato.

In questi due anni e mezzo di governo – con la g maiuscola – ho visitato moltissimi stati e ho provato ogni volta, con tutte le mie forze, a dare dell’Italia un’immagine diversa – nella fattispecie quando si è trattato di pranzi ufficiali e di cene di gala alla Casa Bianca: abbiamo dimostrato che siamo non solo dei soggetti acculturati ma anche delle buone ed allegre forchette. A raccontare dei successi degli italiani nel mondo, a promuovere le nostre bellezze, – e non mi riferisco necessariamente al Colosseo, a Lampedusa, alla ministra Boschi – a sponsorizzare la capacità di innovazione dei nostri giovani – solo se si riuscisse a distoglierli ogni tanto da whatsapp.

Ma, soprattutto, in ogni viaggio all’estero, ogni volta che ho sentito suonare l’inno di Mameli con voi, – ricordandovi che se non fosse stato per la pedante insistenza del presidente Ciampi a quest’ora staremmo ancora a cantare 'fin che la barca va' – ogni volta che ho incrociato i vostri sguardi orgogliosi, ogni volta che sono riuscito a stringervi le mani, – e sapeste quanto vi ho rincorso – ho sentito fortissimi l’onore e l’emozione di rappresentare il Paese che noi tutti amiamo.

Dalla prima volta, – che ho goduto – a Tunisi, nel marzo di due anni fa, fino all’ultima – intensa, fantastica goduta – alla Casa Bianca, dove il Presidente Obama, scegliendo di dedicare all’Italia la sua ultima cena – e badate, Giuda non c’era, ma in compenso con Benigni ci siamo divertiti tantissimo e ci siamo portati pure le maalox – ha compiuto un gesto di straordinaria attenzione. E lo ha rivolto non al nostro governo, ma al nostro Paese. – E qui, purtroppo, qualcuno la masticò una maalox.

L’Italia, dicevamo, ha un enorme bisogno di essere rispettata all’estero. E in questi anni qualcosa finalmente è cambiato – con Jack Nicholson nei miei panni ed Helen Hunt nei panni della ministra Boschi. Ne sono fiero e felice – tant’è che Nicholson e Hunt vinsero gli Oscar grazie a Noi. Ma non sono soddisfatto – delle loro performances. Dovevano fare di più. Dobbiamo fare di più, tutti insieme. È vero, l’Italia non è più considerata il problema dell’Europa – grazie anche a quel po' di jogging monetario che è stato versato dai voi all’Europa, – e il prossimo appuntamento del G7 nella magnifica Taormina, – a tal proposito vorrei tranquillizzarvi: i g7 sono più o meno come i g-man americani ma non portano la pistola e non sparano – ci darà un’occasione per condividere i nostri valori umani, civili e sociali – mi spiego meglio: non si tratta di condividere meri valori monetari, capito?Ma dobbiamo continuare a migliorarci, come le vostre storie ci insegnano. – No, non parliamo di esse, al momento. Non siete voi che vi state rivolgendo a Me, sono io che sto rivolgendo a Voi una preghiera. E mi costa fatica, davvero. Io non ho mai pregato nessuno.

E allora la riforma costituzionale, su cui siete chiamati a votare – e che sta dividendo gli italiani, facendo divorziare intere famiglie e facendo alterare di brutto la ministra Boschi, che io la vorrei più serena – è un altro tassello per rendere più forte l’Italia, – e più bella che pria. Grazie. Bravo. Più bella che pria. Grazie. Bravo. Che pria. Zie. Avo.

Qualcuno dice che si tratta di tecnicismi, – magari fossi un allenatore con le sue strategie pallonare-milionarie – che non incidono realmente sulla via del Paese. Tutt’altro. Con questa riforma, superiamo finalmente il bicameralismo paritario, un sistema legislativo che esiste solo in Italia, – dove si trovano sempre occupati tutti i wc del Palazzo, condannando i deputati a farsela addosso, – e costringe ogni legge ad un estenuante ping-pong tra Camera e Senato. Anni per approvare una legge, quando il mondo, fuori, corre veloce – anche se bisogna stare attenti ai limiti di velocità altrimenti ti sottraggono all’osso i punti patente. Con questa riforma superiamo il doppio voto di fiducia al governo, da parte di Camera e Senato, che ha dato al nostro Paese il record mondiale di instabilità (63 governi in 70 anni). Un solo voto, una sola Camera, in solo demiurgo. Per tornare ad essere veri legislatori, creativi e protagonisti.

Questa riforma, definendo le competenze tra Stato e Regioni, mette fine all’assurda guerra tra enti pubblici che ogni anno si consuma in centinaia di ricorsi – e in morti e feriti mutilati per sempre, come nella guerra dei Cent’anni – alla Corte Costituzionale.

Questa riforma riduce finalmente poltrone e costi della politica (315 stipendi in meno in Parlamento, stipendi abbassati ai consiglieri regionali, abolizione dei rimborsi pubblici per i gruppi regionali), elimina enti inutili come il CNEL (1 miliardo di spesa per zero leggi approvate), aumenta la maggioranza necessaria per eleggere il Presidente della Repubblica, garantisce più poteri alle opposizioni. Non era forse ciò che tutti desideravate e non avevate mai avuto il coraggio di eliminarli? Ma con Me il vostro sogno s'è fatto realtà. - E tutto questo senza toccare i poteri – forti – del Presidente del Consiglio, né alcuno dei «pesi e contrappesi» che garantiscono l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Per decenni tutti hanno promesso questa riforma, ne hanno discusso in tv e sui banchi del Parlamento, hanno riempito i giornali e più recentemente i social network. Ma si sono dimenticati di realizzarla. Adesso la riforma c’è, – io l'ho voluta con tutto me stesso, perché non amo i vecchi costituzionalisti post-bellici – ha superato sei letture parlamentari – comprese le pallose letture di Benigni – e ora dipende dal voto dei cittadini. Sì, anche dal vostro. – E, ripeto, non è colpa mia se siete stati costretti a lasciare l'Italia. Ma vi prometto un futuro migliore anche all'estero.

Sarete voi a decidere se questa Italia deve continuare ad andare avanti oppure deve tornare indietro. Sarete voi a decidere se dire sì al futuro oppure se rifugiarsi nell’attuale sistema, talmente burocratico da non avere nessun pappagone – paragone, volevo dire – in Europa. – Sarete voi a decidere se votarMi contro o a favore. Perché in fondo di questo si tratta: un voto destabilizzante. Sia a favore, sia contro. Io non ho grilli per la testa, ma solo l’amore per il cambiamento. Ma state sereni, qualsiasi esito verrà fuori dalle urne, non succederà proprio niente. Stiamo solo facendo la prova generale se devo o no candidarmi per la futura Presidenza del Consiglio.

Oggi possiamo dimostrare all’Italia e al mondo che noi ci crediamo davvero – e ci crede anche Ventura. – Che la storia dell’Italia è meravigliosa e noi possiamo rendere migliore anche il suo futuro.

Oggi siamo a un bivio – e non è ancora crollato del tutto, come il ponte di Lecco, e soprattutto non è ancora morto nessuno sotto le macerie della vecchia Costituzione, ma prima o poi succederà se non ci diamo una smossa. – Possiamo tornare ad essere quelli – del cucù – di cui all’estero si sghignazza, quelli che non cambiano mai, quelli famosi per l’attaccamento alle poltrone e le azzuffate in Parlamento. – Io non mi sono azzuffato mai tra i banchi. Ma molti si sono e si stanno azzuffando in nome mio. La qualcosa mi fa onore visto che sono contro la violenza. – Oppure possiamo dimostrare con i fatti che finalmente qualcosa cambia, e che stiamo diventando un Paese credibile e prestigiosoaltrimenti col cazzo che Obama ci riceveva a casa sua.

Ci date una mano, voi che abitate all’estero?Così che possiamo prendervi anche il braccio? Basta un poco per diventare renziani, dopo essere stati berlusconiani, no?

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venerdì 18 novembre 2016

I clienti di De Luca

Referendum, De Luca a 300 sindaci: “Fate votare Sì. Renzi manda fiumi di soldi. Che vi piaccia o no me ne fotto”.


Clientelismo per il Sì. Il resoconto del “Fatto” di una riunione a porte chiuse del governatore della Campania: “Il premier ci ha dato milioni di euro”.

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giovedì 17 novembre 2016

Il Trump di Salerno contro la Bindi

Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso 1.5 - 2 per cento di voti. Atti di delinquenza politica. E non c'entra la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi". Secondo l’ex sindaco di Salerno, la Bindi aveva “danneggiato in maniera pesante e consapevole il Pd a 24 ore da un voto importante”.

Così disse Trump:
Il popolo delle armi
potrebbe fermare Hillary Clinton
”.
Se l'ha detto Trump non vedo perché non posso dirlo io che sono più bravo e più intelligente di lui.
Scusate, e che avrò mai detto di così violento da richiamare un esercito di buonisti che mi stanno ammonendo? Mi chiedi chi sono? Dunque, e c'è Orfini, Guerini, Serracchiani, Grasso, Boldrini, Saviano, don Ciotti, Alfano. Per non parlare di Renzi. Insomma la crema. L'unico che ha capito cosa volessi dire è stato Sgarbi.
Tant'è che è stato lui a ribattezzarmi come il Trump di Salerno. Ma io non ci sto. A me quello non piace. Mi hanno teso un tranello ed è una puttanata che si sgonfierà come neve al sole, come la nebbia agli irti colli e le colline che stanno in fiore. Ma il passato è passato, io ho vinto in sede processuale e non porto rancore a nessuno. Tranne la Bindi.

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Anche voi del Pd, perché non tornate a chiamarvi compagni?

Compagni,
cazzate la randa,
Sì.
Tornare a chiamarsi compagni? Una parola!
Magari c'è ancora qualcuno che la usa questa parola in questa Ditta. Io non lo so, non sono del Pd.
Che se non lo siete più di fatto, almeno di nome potreste riprovarci. È un ricominciare da zero... no, da tre, è più logico. Certo, dalla svolta della Bolognina alla coverìa della Leopoldina ne è passata di acqua sotto i calli di comunisti e presunti tali. Magari Renzi, chissà, preso dall’euforia della vittoria del Sì, potrebbe prendere in considerazione l’idea dei “comunisti” cinesi – mettiamola sempre tra virgolette, questa parola, non sia mai che qualcuno ci si sbucci sopra offeso – e riproporla dentro il Pd.
Eresia? E perché?
Se per il compagno presidente comunista cinese è imperativo tornare a chiamarsi compagni, sottoscrivendone l’obbligatorietà per tutti, indistintamente, perché non riappropriarsene dentro il Pd? Me l’immagino le risate isterico-comuniste di Cuperlo costretto a chiamare compagno il più destro del Pd.
In Cina vedono oltre. E il Pd, che non è la Cina, con Renzi non è miope. In Cina però hanno un problema, diciamo così, anormale. La parola tongzhi che significa compagno è caduta in disuso dopo la morte di Mao e da allora i comunisti cinesi che si sono imborghesiti hanno preferito usare di più parole come capo, fratello, amico. E della parola tongzhi, visto che non la usava più nessuno, se ne sono fatti portavoce i gay cinesi. Così che, per analogia, dire tongzhi oggi in Cina è come dire gay.
Ma al presidente cinese Xi Jinping tutto questo non interessa. L’identità del partito innanzitutto. I membri del partito devono ritornare a chiamarsi tongzhi. Qualche maliziosa linguaccia potrebbe subito pensare: “Hai visto i compagni comunisti cinesi? Froci tutti dal primo all’ultimo. Dei comunisti non c’è proprio da fidarsi”. Però il presidente Xi ha pensato bene di mettere a tacere, obbligatoriamente, le linguacce. Per legge di Stato i tongzhi gay non dovranno più chiamarsi fra loro tongzhi ma Y-ag. Problema risolto.
Ritornando al Pd… i gay nel Pd, se mai dovesse passare l’idea del riuso della parola compagno… ma dài, il problema non si pone. In Italia sappiamo tutti come chiamarci, perché tutti apparteniamo a qualcuno o a qualcosa. Abbiamo il copyright delle etichette. Raro trovare qualche anima che appartenga solo a se stessa. E molte di loro votano No.

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mercoledì 16 novembre 2016

Di leader veri nella politica ce n’è uno solo

Altolà, Nano. O io o tu!
Il più forte vince.
E l'ipocrisia impera.
Padre e Figlio.
Insieme formano
lo Spirito Santo.
A quindici giorni dal voto, quando le parole pesano di più e l’attenzione è più alta, Silvio Berlusconi getta la maschera: “Di leader veri nella politica ce n’è uno solo. E si chiama Matteo Renzi”. In Transatlantico, i poveri azzurri impegnati in campagna elettorale, si parlavano attoniti: “Ma è impazzito? Renzi cerca il voto di destra e lui lo legittima”. Loro provano a smontare la riforma, attaccano Renzi, lo criticano in quanto “non eletto”, insomma sostengono che è uno delle tante meteore destinate a spegnersi, e Silvio che fa? Dice che è il sole attorno a cui ruota la politica.

Ragazzi, davvero siamo messi male, con questi due.

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Quando Renzi chiedeva mille euri per una cena con lui

A tavola col premier. Vi ricordate? Mille euro per una cena con Renzi. Per dare respiro alle casse del Pd, il premier aveva avuto l'idea di organizzare due cene, una a Roma e una a Milano, con lui protagonista principale.
Questo succedeva due anni fa circa.

L'altra sera, a New York, al famoso - per chi?: ma per i nababbi e i riccastri! - ristorante newyorchese Club 21, al tavolo 11, Donald Trump in compagnia della sua famiglia, si è concesso una cena di due ore a base di bistecca e Bloody Mary, cocktail afrodisiaco trumpiano, per festeggiare la vittoria in un locale pubblico - si fa per dire. Standing ovation alla sua entrata. Non appena arrivato al ristorante, dopo aver accolto il saluto entusiasta dei presenti, sembra che abbia detto: "Abbasseremo le tasse, non vi preoccupate".

Messo al corrente di ciò, Jim Messina ha subito proposto a Renzi di offrire una cena tipo quella da mille euri a cranio, come ringraziamento. E potrebbe farlo dopo il quattro dicembre a esito finale e vittorioso del suo personalissimo - al limite del quasi privato - referendum. Pare abbia pensato pure ad un saluto come quello di Trump, subito dopo l'ovazione da stadio, anzi da ristorante: "Amici, abbasseremo le tasse, state sereni". Ecco, secondo Messina, Renzi dovrebbe solo sostituire quel non vi preoccupate con il più renziano state sereni, marchio di fabbrica vincente.

Sembra che Renzi ci stia rimuginando sopra, in silenzio. E dopo i mumble e i rimumble notturni sta farneticando sul piano tattico-strategico-culinario di Jim. Non ha ancora chiaro come, a chi e quanto far pagare questa cena post referendaria. E anche la claque al ristorante, chi la paga? Sono sincero: mi dispiacerebbe un sacco se a pagare fossero tutti quelli che gli hanno votato contro.

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martedì 15 novembre 2016

La Famiglia Renza's a poche settimane dal Referendum

Referendum, Boschi contestata a Zurigo sbrocca. “Signora, venga lei sul palco”. “Testo complicato? Leggete il quesito”.


Doveva essere una delle tante serate in cui la ministra Maria Elena Boschi promuove la riforma costituzionale (e il Sì al referendum) davanti agli italiani all’estero. Forse pensava anche di giocare in casa, perché l’incontro era organizzato dal Partito democratico alla “Casa d’Italia” di Zurigo. Invece è stata dura, al punto di farle perdere la calma. Anzi, davanti alle contestazioni provenienti da alcuni dei presenti ha letteralmente sbroccato, e a più riprese.

La prima volta (dopo 40 secondi dall’inizio del video) la ministra prova a parare il colpo sul tema della personalizzazione: “Signora – dice – abbiamo capito il messaggio, lei non ha condiviso la personalizzazione… purtroppo questo succede quando non si hanno legami profondi col capo famiglia di appartenenza”.

Pochi secondi dopo i toni si alzano e Boschi alza la voce: “La prossima volta invitano lei, viene sul palco e parla lei… Io faccio dibattiti con i presidenti della Corte costituzionale, con i segretari degli altri partiti, con i centri sociali… col ceto sociale di mia appartenenza, con i gruppi di potere che mi ascoltano in sacro silenzio-assenso… però se tutti facessero come lei diventerebbe un dibattito di 25 ore... e io non ho tutto questo tempo. I giorni passano e il Referendum s'avvicina”.

Passano pochi secondi (intorno al minuto 2 del video) e il clima si scalda ancora, questa volta sul tema del sostegno all’agricoltura che secondo Boschi si facilita con la riforma: “Adesso però c’è un limite all’educazione verso chi viene a un’iniziativa organizzata da altri… io sono per la democrazia e perché tutti restino fino alla fine, sono anche per dire che noi non ci permettiamo di andare alle scarsissime iniziative organizzate da altri a interrompere chi sta parlando… lei probabilmente questo non lo capisce perché non ha alle spalle una famiglia colta, democratica per davvero, tollerante e bene educata come la famiglia Renza’s”.

Ma viene interrotta mentre spiega la clausola di supremazia – (Quei casi in cui lo Stato potrà intervenire in materie di competenza regionale quando lo richiede “la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica”, cioè “dell’interesse nazionale”).
“Complicato, troppo complicato“, grida un cittadino dalla platea (minuto 3.53).
“Può darsi, forse non mi sto spiegando bene io, può darsi che alcuni articoli siano più complicati”, risponde la ministra. Che ripiega sul quesito referendario, invitando il pubblico a leggere quello: “Il quesito è molto chiaro e semplice tanto che, tante persone che si riempiono la bocca chiamandosi cittadini e non onorevoli, hanno fatto polemica perché era troppo chiaro. Credo che tanti leader politici che oggi si stanno impegnando per il No, sono gli stessi che negli ultimi 40 anni ci hanno rubato il futuro e ci hanno messo in queste condizioni”.

Un minimo di chiarezza 'a fimminina ci vuole, a questo punto. Proviamo.
“Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario”: il nuovo Senato avrà minori incombenze: i membri potranno interagire di più con i Social network e cellulari (non quelli penitenziari, se dovesse essercene bisogno); inoltre, cosa più importante, non daranno più fiducia al Governo della famiglia Renza’s… perché tanto c’è già la Camera a maggioranza bulgara che gliela dà.
“Riduzione nel numero del parlamentari”: passano da 315 a 100. Il Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica che resteranno in carica per sette anni. La crème de la crème dei politici più psicopatici che si può trovare nell’ambito politico della famiglia Renza’s.
“Il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni”: cioè, una riduzione di spesa di circa 500milioni, più o meno. Con questi soldi il governo della famiglia Renza’s prevede di ricostruire laddove ancora non s’è distrutto.
“Soppressione del CNEL”: soppressione di un Ente inutile i cui membri verranno collocati in affidamento alla famiglia Renza’s che ne disporrà l’uso secondo nuove normative.
“Revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”: riduce alcune autonomie regionali, come ad esempio dosare, da parte dello Stato, la tirchieria economica a danno di alcune regioni nemiche e favorirne altre più vicine alla famiglia Renza’s.

La ministra Boschi ha ragione: il quesito referendario è molto semplice e chiaro. Non interrompetela più, prego.

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lunedì 14 novembre 2016

Se Trump prende solo un dollaro...

Donald Trump annuncia di rinunciare al suo stipendio da Presidente degli USA: "Prenderò solo un dollaro"...
ciò detto, tutti gli altri capoccia mondiali, lo seguiranno a ruota... eh eh eh!

Trump:
Lei crede che questo basti
ad avvicinarmi alla sua
Chiesa dei poveri?

Bergoglio:
Lei vuole costruire muri.
Ma ha idea di quanto
costa il cemento oggi?
Per non parlare del
ferro, della pietra
e della sabbia.
Risparmi,
per amor del cielo,
risparmi per
tempi migliori!
E lasci i poveri
nelle mani di Dio!
Bergoglio: "Trump? Non giudico. Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri".

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E ora, tutti alla corte di Trump a incontrare il fenomeno

Trump-Cina: presto incontro tra presidenti.
Anche Renzi vorrebbe incontrarlo, ma prima deve attendere l'incontro tra Trump e Putin, se mai si farà.
Dice Gentiloni che "Se con Donald Trump migliorano i rapporti con Vladimir Putin è un vantaggio per noi... e finalmente Matteo potrebbe incontrare Trump per farsi perdonare la puttanata d'aver appoggiato la Clinton. Da quando è successo il patatrac non s'è dato pace. Inoltre la preoccupazione dell'esito del Referendum. Soffre di allucinazioni visive. Mah, speriamo gli passi".



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domenica 13 novembre 2016

Primo atto di Trump: clandestini addio


"Io ve lo dico: sarò
il più grande scopatore
di donne clandestine
che Dio abbia mai creato!"

Immigrati, Trump: "Espellerò 3 milioni di clandestini. Muro in Messico, ma una parte sarà recinzione... e un'altra sarà adibita a spalti tipo stadio, dove cittadini americani purosangue, pagando un piccolo obolo, potranno assistere, se vorranno, allo spettacolo dello sgombero".

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sabato 12 novembre 2016

Basta con questi ortaggi degli Obama!

Il tocco dei Trump alla Casa Bianca: Melania vorrebbe un campo da minigolf per il marito in giardino.
Non solo... vorrebbe arredare il giardino con un nano dorato.

Donald Trump:
"Mia moglie vuole farmi questo bel dono,
per aver vinto la corsa alla Casa Bianca.

E anch'io ho avuto una fantastica idea:
il nano lo battezzerò col nome di Silviolo,
in onore dell'illustre collega nababbo
italiano. Really, I am fantastic!"
La nuova first Lady vuole: un campo da minigolf, otto buche, perché le voglie del presidente vanno sempre assecondate. I giardini vanno ridotti, tutto quel verde inutilizzato è uno spreco, sarebbe il caso invece di allargare lo spazio per il parcheggio dei Suv degli ospiti. Poi un bel nano da giardino, rigorosamente in oro, e perché no: qualche pianta tropicale, magari portata direttamente dalla magione di Mar-a-Lago. E via tutte quelle erbacce alimentari di Michelle.

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Stava per venire un infarto a Prodi per colpa di Renzi

Prodi: "Colpo al cuore togliere la bandiera Ue dietro a Renzi".
Va bene anche togliergli quella bandiera da dietro, può starci, almeno una volta.
Ma per metterci dietro cosa?

Sono distrutto.
Il dottore m'ha detto
di stare calmo, sereno
e di avere pazienza.
E m'ha detto anche che
un po' è colpa mia
se mi ritrovo questo figuro
al capezzale solo
con il tricolore.
L'ex presidente della Commissione Ue amareggiato per la scelta del premier durante l'ultimo #matteorisponde: "Quando ho visto questa foto, proprio mi ha preso male al cuore, perché noi abbiamo questa doppia identità, italiana ed europea, e non possiamo mica rinunciare... perché io mi ci sono giocato los cojones e le coronarie".

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venerdì 11 novembre 2016

Trump Nei Capelli che ancora non sa nulla del mondo

Juncker durissimo: "Non sa nulla del mondo: con Trump al potere perderemo due anni".


Hollande: chiarire presto su Ucraina, clima, terrorismo e nucleare Iran.
Insomma, che intenzioni hai, Trump? Stai facendo uscire fuor di senno i guerrafondai europei. Di' qualcosa sull'Ucraina, sul clima, sul terrorismo, sul nucleare dell'Iran e sulla cravatta di Hollande. Ma fa' presto, che qui noi si impazzisce!

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giovedì 10 novembre 2016

Trumpobama

Obama riceve Trump.

La profezia di Baba Vanga.



Dopo un'ora e mezza di colloquio Obama e Trump si rivolgono parole di stima. Ma il portavoce di Barack: "Differenze non superate". Wsj: "Cancellata la photo-opportunity con Melania e Michelle".

Baba Vanga, la previsione della veggente bulgara: "Il 44° presidente degli Stati Uniti sarà afroamericano e sarà l'ultimo della loro storia".
Dopo di lui, inizierà la dinastia dei trumpini imperator.

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Delrium tremens sul Referenzum

Referendum, Delrio: "La vittoria di Trump non peserà sull'esito".

L'appello di Delrio:
"Italiani, votate
sulla Costituzione,
non sul Governo".
Cribbio, ma allora
questa Costituzione
non è figlia di
questo governo!!!
Se dovesse vincere il No, il ministro è disposto a tornare a fare la sua professione di medico.
E bravo, così leva un possibile posto di lavoro a qualche giovane medico all'inizio della sua professione.
Davvero, non so proprio da che parte stare...
Se voto sì, il ministro resta e il giovane medico magari è costretto ad espatriare.
Se voto no, il ministro abbandona ma il giovane medico trova il suo posto.
Il dubbio è amletico.
Ma c'è dubbio e dubbio.
Questo ministro da medico era bravo?
Questo giovane medico farà poi il ministro bravo?
Non si arriverà mai dunque alla perfezione?
Che poi non ho mai capito perché i medici sono così attratti dalla politica?
E vogliamo mettere i ministri che sconfitti ritornano alla medicina.
Sarà forse che dopo un po' si annoiano a morte. Dopo aver constatato il proprio fallimento.
E che diamine: a ciascuno il suo, che è meglio!

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mercoledì 9 novembre 2016

Trumpet trumpet trumpet

Elezioni Usa 2016, Donald Trump presidente: "Grazie, basta divisioni, ora dobbiamo unirci. Sarò il presidente di tutti".

"E sono contento anche per Madonna:
si è scansata da una fatica immane"
Cravatta rossa, musica trionfale, figli a seguito, viso commosso, baci, abbracci e strette di mano: eccolo Donald Trump presidente. Alle 8.49 del mattino italiane grida un "Grazie a tutti, mi dispiace avervi fatto aspettare. Ho appena avuto una chiamata dal segretario Clinton, lei si è congratulata con noi per la nostra vittoria. E io mi sono congratulato con lei per una campagna molto dura in cui ha combattuto con le unghie. Hillary ha combattuto e dobbiamo esserle grati. Ora l'America deve curare le ferite della divisione e dobbiamo unirci in un popolo solo. Mi impegno di essere presidente di tutti gli americani".

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martedì 8 novembre 2016

Alieni tragicosmici

8 momenti in cui la realtà della corsa per la casa Bianca ha superato la finzione di House of Cards.


Stephen Hawking sugli alieni: "Non siamo soli nell'universo. Ma attenti a metterci in contatto con gli alieni".
Chissà che non abbia ragione lui. Anzi, ne sono certo.

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Madam Clinton sta facendo la Storia

Elezioni Usa, Clinton chiude la campagna con Obama e col favore dei sondaggi.

E non dimentichi poi
di sostenere gli esami!
(Sempre che vinca).
La candidata democratica a Philadelphia: "Facciamo la storia". Con lei sul palco il presidente uscente, Bon Jovi e Bruce Springsteen. Tour de force negli Stati in bilico anche per Trump: "Hillary è il volto del fallimento".
La storia infinita di questa farsa americana, volge al termine...
qualcuno penserà, col senno di poi: "Mi domando se non sarebbe stato meglio non votare per nessuno dei due?".

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lunedì 7 novembre 2016

Bersani brinda alla salute di Cuperlo con un Renzus Boonekamp

Pier Luigi Bersani: "Pd marcia su arroganza e sudditanza, e così non si va da nessuna parte".

Un Bersani amaro pensa a quel Cuperlo che era per il no, che s'infarfugliò col nì e si posò sul sì.

Ma non ha importanza:
chi vince vince
ed è dentro;
chi perde perde
e si ritrova fuori
senza un tetto!
Quanto all'accordo siglato da Gianni Cuperlo per modificare l'Italicum, Bersani resta della propria posizione. "Un partito che è al governo e ha la maggioranza in Parlamento e pone la fiducia sull'Italicum non può certo cavarsela con un foglietto fumoso. Penso che Renzi voglia tenersi mano libere, altrimenti ci sarebbe stato qualcosa di serio. Il 'no' al referendum è un modo per far saltare l'Italicum - ha aggiunto -, il resto sono chiacchiere. Su quel foglietto c'è scritto stai sereno, ma io voto no".

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venerdì 4 novembre 2016

Scalfari non aveva mai visto un grillino

Otto e mezzo,
Scalfari:
"È la prima volta che vedo un grillino ".
Di Battista

"Anche noi siamo esseri umani".
La conduttrice:
"E che impressione le ha fatto
conoscere un grillino dalle fattezze umane?"
Scalfari:
"Lui? È un parlatore importante".
(Ehi, vuoi vedere che un po' lo sfotte?)

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Le scarpe della ministra giaguara hanno un'anima

La 'lezione' della ministra Boschi: "Basta giudicare le donne dalle scarpe".
"Ce le ha ancora le scarpe leopardate o è cambiato qualcosa da quando la chiamavano la 'giaguara'?"
"Certo che è cambiato: adesso sono ministra."

La scarpa destra: "Ehi, sorellina, hai sentito la risposta di Maria Elena a Formigli."
La scarpa sinistra, (infastidita): "Uhm, sssì, sentita."

La scarpa destra: "Soprattutto mi è piaciuta quando ha detto che 'se una donna decide di impegnarsi in politica, le scarpe che indossa dovrebbero essere l'ultimo dei problemi'. È stata fantastica."
La scarpa sinistra: "Non mi frega niente se si è impegnata con la politica. Ma non capisco perché non ci indossa più. Ci ha abbandonate nella scarpiera a fare la muffa."

La scarpa destra: "Voi scarpe sinistre siete come i grillini, tutta fuffa e niente sostanza."
La scarpa sinistra: "Mentre voi di destra avete in testa sempre la parola grillini."

La scarpa destra: "È vero. Ma non è una parola: un insulto, è!"
La scarpa sinistra: "Tu non ti senti sola da quando ci ha abbandonate?"

La scarpa destra: "Assolutamente no. Però, più che abbandonata, mi sento spaiata con te! Sento che qualcosa si è rotto tra noi."
La scarpa sinistra: "È un fatto increscioso. Non sopporto che tu voti per il Sì."

La scarpa destra: "Sarà perché lei mi indossa per prima."
La scarpa sinistra: "Ecco perché io voto No."

La scarpa destra: "Ah, quindi è un voto di gelosia?"
La scarpa sinistra: "No, è un voto dissociato."

La scarpa destra: "Allora augurati che vinca il Sì. Nel delirio della vittoria, magari ci infila i suoi piedini e ci porta a spasso a festeggiare. E cammineremo ancora in coppia, tu a sinistra e io a destra, come sempre."
La scarpa sinistra: "Bah, io non voglio essere infilata. E se proprio mi infila, spero proprio di rompermi il tacco."

La scarpa destra: "Ok, vuol dire che rompo anche il mio, così non perdiamo l'equilibrio."
La scarpa sinistra: "Da quanto tempo stiamo insieme noi due? Mi domando se non sarebbe stato meglio se ci avesse scambiate: io a destra, tu a sinistra."

La scarpa destra: "Figurarsi. Così non avrebbe potuto camminare."
La scarpa sinistra: "E non sarebbe andata da Formigli a farsi fare le domande cazzare sulle scarpe del giaguaro."

La scarpa destra: "Ma tu, sei l'amica del giaguaro?"
La scarpa sinistra: "Io no, e tu?"

La scarpa destra: "Nemmeno io. Non capisco."
La scarpa sinistra: "Nemmeno io."

Le due scarpe, (insieme): "Almeno, che ci lucidasse, ogni tanto!"
(Un ruggito, da lontano, si ode flebile... fino a scomparire).

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giovedì 3 novembre 2016

La promessa di Bersani a Renzi

Referendum costituzionale, Bersani: "Non perdono Renzi sull'Italicum ma resti al governo".

Bersani:
"Stiamo tirando la volata
ad una nuova destra, la sinistra
torni a fare il suo mestiere
" .


Renzi a Bersani:
"Pigio, me l'hai promesso, eh?
Resto al governo, va bene?

Però se ritorni al tuo
vecchio mestiere di sinistra
col gesto dell'ombrello,
sei cieco e spergiuro".
Pier Luigi Bersani rivendica la propria coerenza e lealtà alla "ditta", non perdona Renzi sull'Italicum ma non vuole che se ne vada se vince il No.
E un giorno, quando saranno diventati veri amici, il futuro risplenderà netto sui loro discendenti.

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mercoledì 2 novembre 2016

Alfano? Alfasì!

Della serie:
chi è il Capo, qui?
Referendum, Alfano: “Se opposizione chiedesse rinvio sarei d’accordo”.
Renzi: “Ipotesi che non esiste, punto. Anche perché a dicembre vinciamo noi e chiuderemo subito a nostro vantaggio questa partita amichevole col popolo italiano”.

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martedì 1 novembre 2016

Queste di Renzi non sono più le solite promesse da marinaio

Renzi: Quello che serve per il terremoto lo mettiamo. Punto. Noi stiamo rispettando le regole europee, anche un bambino si rende conto che l’Italia ha un problema sismico: anzi, i bambini se ne rendono conto perché, lo sanno bene i genitori, son preoccupati.

Il punto che deve essere chiaro è che tutto ciò che serve per rimettere a posto i vostri paesi – i vostri paesi? Mah? Speravo dicesse i Nostri – lo mettiamo. Non ci interessa destra sinistra, sopra sotto, nord sud, cazzi mazzi… Noi siamo l’Italia e, quindi, questo intervento lo facciamo. E lo facciamo coinvolgendo i cittadini, sottinteso: con nuove tasse; quindi, non c’è uno scontro con i cittadini su una tenda o su uuuu… puntini di sospensione aspirati e inspirati.

Se c’è la preoccupazione, comprensibile, di ritornare il prima possibile mettiamo anche i containers. Spendiamo un po’ di più – e da quale borsa li preleva i denari?, mettiamo anche i containers.

Le discussioni sull’Europa – le dirige lui, anzi, le mette in stallo, in questa fase sono discussioni del tutto fuori luogo, dai luoghi del terremoto.

Se a Norcia, che è il luogo di San Benedetto, patrono d’Europa – e coi santi non si scherza: l’ha capito anche la Merkel, noi diamo l’idea che non ricostruiamo perché c’è un vincolo europeo – c’è un vincolo europeo? Oh, poffarbacco!, ragazzi… vuol dire che abbiamo perso la testa tutti… eh, ragazzi... siam mica venuti qui a farci rottamare dai crucchi il govero Renzi e farci spennare quel galletto vallespluga di Padoan? 

L’Europa bloccherà a ricostruzione? Ma siam matti? Se noi a fronte del fatto che c’è un problema di stabilità nelle scuole, ci diamo il patto di stabilità – accidenti, quanti patti sta accumulando costui, non saremo più credibili… nessun amministratore sarà più credibile… le scuole, si mettono a posto, i patti di stabilità? Si mettono a posto! E io sono molto molto molto colpito dal grande cuore dell’Italia – così mi aspetto che si apra a cuori e si chiuda a denari dall’Ue, in questa vicenda.

Ecco, non sciupiamo tutto questo – la disgrazia del terremoto, intende?, da un lato dando l’impressione che non ci facciamo carico delle preoccupazioni naturali dei cittadini, quindi: containers; dall’altro, con una polemica politica che non avrebbe alcun senso. Quindi, è un momento difficile – passati questi primi giorni, poi si passa tutto nel trituramemoria, ma un momento in cui l’Italia ce la fa. Se sta insieme, se sta unita, tutti insieme, appassionatamente abbarbicati a lui, così non scappa, ricostruiremo tutto. TUTTO."

Direi, una volta per tutte, finalmente e definitivamente, di prenderlo sul serio. Perché, magari a qualcuno di voi sarà sfuggito, ma queste non sono più le solite promesse da marinaio, ma di Renzi. E se, putacaso, l’Europa, questo oggetto misterioso, impraticabile e ricattatorio dovesse bloccare la ricostruzione, noi restiamo abbarbicati a lui. Visto che in Italia la volontà e la coscienza dei cittadini è inalienabile. Lo rottamiamo

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