giovedì 17 novembre 2016

Anche voi del Pd, perché non tornate a chiamarvi compagni?

Compagni,
cazzate la randa,
Sì.
Tornare a chiamarsi compagni? Una parola!
Magari c'è ancora qualcuno che la usa questa parola in questa Ditta. Io non lo so, non sono del Pd.
Che se non lo siete più di fatto, almeno di nome potreste riprovarci. È un ricominciare da zero... no, da tre, è più logico. Certo, dalla svolta della Bolognina alla coverìa della Leopoldina ne è passata di acqua sotto i calli di comunisti e presunti tali. Magari Renzi, chissà, preso dall’euforia della vittoria del Sì, potrebbe prendere in considerazione l’idea dei “comunisti” cinesi – mettiamola sempre tra virgolette, questa parola, non sia mai che qualcuno ci si sbucci sopra offeso – e riproporla dentro il Pd.
Eresia? E perché?
Se per il compagno presidente comunista cinese è imperativo tornare a chiamarsi compagni, sottoscrivendone l’obbligatorietà per tutti, indistintamente, perché non riappropriarsene dentro il Pd? Me l’immagino le risate isterico-comuniste di Cuperlo costretto a chiamare compagno il più destro del Pd.
In Cina vedono oltre. E il Pd, che non è la Cina, con Renzi non è miope. In Cina però hanno un problema, diciamo così, anormale. La parola tongzhi che significa compagno è caduta in disuso dopo la morte di Mao e da allora i comunisti cinesi che si sono imborghesiti hanno preferito usare di più parole come capo, fratello, amico. E della parola tongzhi, visto che non la usava più nessuno, se ne sono fatti portavoce i gay cinesi. Così che, per analogia, dire tongzhi oggi in Cina è come dire gay.
Ma al presidente cinese Xi Jinping tutto questo non interessa. L’identità del partito innanzitutto. I membri del partito devono ritornare a chiamarsi tongzhi. Qualche maliziosa linguaccia potrebbe subito pensare: “Hai visto i compagni comunisti cinesi? Froci tutti dal primo all’ultimo. Dei comunisti non c’è proprio da fidarsi”. Però il presidente Xi ha pensato bene di mettere a tacere, obbligatoriamente, le linguacce. Per legge di Stato i tongzhi gay non dovranno più chiamarsi fra loro tongzhi ma Y-ag. Problema risolto.
Ritornando al Pd… i gay nel Pd, se mai dovesse passare l’idea del riuso della parola compagno… ma dài, il problema non si pone. In Italia sappiamo tutti come chiamarci, perché tutti apparteniamo a qualcuno o a qualcosa. Abbiamo il copyright delle etichette. Raro trovare qualche anima che appartenga solo a se stessa. E molte di loro votano No.

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