martedì 15 novembre 2016

La Famiglia Renza's a poche settimane dal Referendum

Referendum, Boschi contestata a Zurigo sbrocca. “Signora, venga lei sul palco”. “Testo complicato? Leggete il quesito”.


Doveva essere una delle tante serate in cui la ministra Maria Elena Boschi promuove la riforma costituzionale (e il Sì al referendum) davanti agli italiani all’estero. Forse pensava anche di giocare in casa, perché l’incontro era organizzato dal Partito democratico alla “Casa d’Italia” di Zurigo. Invece è stata dura, al punto di farle perdere la calma. Anzi, davanti alle contestazioni provenienti da alcuni dei presenti ha letteralmente sbroccato, e a più riprese.

La prima volta (dopo 40 secondi dall’inizio del video) la ministra prova a parare il colpo sul tema della personalizzazione: “Signora – dice – abbiamo capito il messaggio, lei non ha condiviso la personalizzazione… purtroppo questo succede quando non si hanno legami profondi col capo famiglia di appartenenza”.

Pochi secondi dopo i toni si alzano e Boschi alza la voce: “La prossima volta invitano lei, viene sul palco e parla lei… Io faccio dibattiti con i presidenti della Corte costituzionale, con i segretari degli altri partiti, con i centri sociali… col ceto sociale di mia appartenenza, con i gruppi di potere che mi ascoltano in sacro silenzio-assenso… però se tutti facessero come lei diventerebbe un dibattito di 25 ore... e io non ho tutto questo tempo. I giorni passano e il Referendum s'avvicina”.

Passano pochi secondi (intorno al minuto 2 del video) e il clima si scalda ancora, questa volta sul tema del sostegno all’agricoltura che secondo Boschi si facilita con la riforma: “Adesso però c’è un limite all’educazione verso chi viene a un’iniziativa organizzata da altri… io sono per la democrazia e perché tutti restino fino alla fine, sono anche per dire che noi non ci permettiamo di andare alle scarsissime iniziative organizzate da altri a interrompere chi sta parlando… lei probabilmente questo non lo capisce perché non ha alle spalle una famiglia colta, democratica per davvero, tollerante e bene educata come la famiglia Renza’s”.

Ma viene interrotta mentre spiega la clausola di supremazia – (Quei casi in cui lo Stato potrà intervenire in materie di competenza regionale quando lo richiede “la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica”, cioè “dell’interesse nazionale”).
“Complicato, troppo complicato“, grida un cittadino dalla platea (minuto 3.53).
“Può darsi, forse non mi sto spiegando bene io, può darsi che alcuni articoli siano più complicati”, risponde la ministra. Che ripiega sul quesito referendario, invitando il pubblico a leggere quello: “Il quesito è molto chiaro e semplice tanto che, tante persone che si riempiono la bocca chiamandosi cittadini e non onorevoli, hanno fatto polemica perché era troppo chiaro. Credo che tanti leader politici che oggi si stanno impegnando per il No, sono gli stessi che negli ultimi 40 anni ci hanno rubato il futuro e ci hanno messo in queste condizioni”.

Un minimo di chiarezza 'a fimminina ci vuole, a questo punto. Proviamo.
“Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario”: il nuovo Senato avrà minori incombenze: i membri potranno interagire di più con i Social network e cellulari (non quelli penitenziari, se dovesse essercene bisogno); inoltre, cosa più importante, non daranno più fiducia al Governo della famiglia Renza’s… perché tanto c’è già la Camera a maggioranza bulgara che gliela dà.
“Riduzione nel numero del parlamentari”: passano da 315 a 100. Il Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica che resteranno in carica per sette anni. La crème de la crème dei politici più psicopatici che si può trovare nell’ambito politico della famiglia Renza’s.
“Il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni”: cioè, una riduzione di spesa di circa 500milioni, più o meno. Con questi soldi il governo della famiglia Renza’s prevede di ricostruire laddove ancora non s’è distrutto.
“Soppressione del CNEL”: soppressione di un Ente inutile i cui membri verranno collocati in affidamento alla famiglia Renza’s che ne disporrà l’uso secondo nuove normative.
“Revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”: riduce alcune autonomie regionali, come ad esempio dosare, da parte dello Stato, la tirchieria economica a danno di alcune regioni nemiche e favorirne altre più vicine alla famiglia Renza’s.

La ministra Boschi ha ragione: il quesito referendario è molto semplice e chiaro. Non interrompetela più, prego.

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