domenica 11 dicembre 2016

Gentiloni, il nuovo che avanza e Renzi, il vecchio che si lamenta

Gentiloni entra a Palazzo Chigi in punta di piedi, «non per scelta, ma per senso di responsabilità». Pensate alla delicatezza dell’esser Gentiloni. In punta di piedi, per non disturbare gli italiani. In punta di piedi per fare più silenzio, nel silenzio assoluto. In punta di piedi, come un funambolo. E se per la paura di andare giù per terra dovesse cascarmi davvero? Pensate all’esser Gentiloni che invece della punta dei piedi, per entrare a Palazzo Chigi, usasse la punta dei talloni. Un problema, eh? Costretto a camminare a spalle avanti e a occhi indietro. Sempre per delicatezza. Per non disturbare. Farsela da casa sua al Palazzo col rischio di non vedere i pericoli della strada. Pensate alla timidezza e al pudore dell’essere Gentiloni che accetta, sia pur con riserva, di fare il premier per portare gli italiani ad avere una legge elettorale che permetta di avere un presidente del consiglio finalmente eletto e in piena legalità, con buona pace di tutti. Il tutto in punta di piedi, o di talloni. Poi magari gli dànno un premio finale.

E pensate a Renzi che nel cuore della notte mette in rete un post su facebook pieno di amarezza: scatoloni, libri, vestiti, appunti, coperte da rimboccare, «non ho paracadute, non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità...». Ma non è un messaggio di addio: «Non ci stancheremo di riprovare e di ripartire. L'esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire». Pensate a questo poveretto che invece di dormire nel cuore della notte scrive su feisbuc. Nemmeno il sonnifero gli fa passare l’insonnia. Non ha un paracadute ma non si trova su un aereo in crisi. Non ha un seggio parlamentare perché Tano Napoli l’aveva cooptato per un seggio da Premier senza passare dalle urne. Erano così sicuri i due marpioni. Non ha uno stipendio perché, malgrado l’amicizia con Marchionne, la maggioranza degli italiani lo ha licenziato. Con o senza jobs act. Non ha un vitalizio – e sta morendo di fame, non può fare la spesa - alla faccia di quei poveracci di italiani che non hanno manco quello e se vogliono andare in pensione devono dare il culo alle banche perché il suo governo ha deciso così. Non ha l’immunità. Di tutte le cose che non ha e che ha perso questa dell’immunità è la più grave. E nemmeno può farsi rieleggere sindaco, visto che ha perso il referendum. Come scout però può stimolare l’essere Gentiloni a fare presto una legge cosi che Lui possa essere eletto e avere, finalmente, per legge tutte quelle cose che gli mancano. Signor ex presidente del Consiglio, la invito a pranzo uno di questi giorni. E se ogni italiano la invitasse, sono certo che non patirebbe oltre la mancanza di umana solidarietà.
Se poi capirà o meno il significato profondo di un semplice invito a pranzo, sono solo affari suoi.

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2 commenti:

  1. Il Narciso riflesso acqua stagnante parrocchietta—A Midsummer Night's Dream che al capovolto—si complotta com'anche sempre al solito

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Heracleum