sabato 31 dicembre 2016

La serenata di Gentiloni per l'anno nuovo al suo mecenate

O mio babbuino caro è un'aria triste che canta Gentiloni - la mattina presto, appena sveglio, allo specchio - da quando gli è stato imposto di fare il Premier.

Il suo condominio non ne può più.
Lo vorrebbero esautorare.

Ma siccome sta entrando l'anno nuovo, aspettano ancora un po' per vedere se impara davvero a cantare quest'aria triste, triste come il suo sguardo d'antan, di quando, cioè, la politica la facevano i veri babbuini.


O mio babbuino caro 
Mi piace Matteo, è bello; 
Vo’ andare in cravatta rossa 
a comperargli l’anello! 
Sì, sì, ci voglio andare! 
E se l’amassi indarno 
andrei fin a Rignano 
ma per buttarmi in Arno. 
Mi struggo e mi tormento, 
o Dio, vorrei morir!

Ahò, per così poco morir? Ma datte ‘na calmata e vacce spisso. Magara te ritrovi a stoccafisso, per l’anno novo che ti trase in saccoccia!

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