sabato 31 dicembre 2016

La serenata di Gentiloni per l'anno nuovo al suo mecenate

O mio babbuino caro è un'aria triste che canta Gentiloni - la mattina presto, appena sveglio, allo specchio - da quando gli è stato imposto di fare il Premier.

Il suo condominio non ne può più.
Lo vorrebbero esautorare.

Ma siccome sta entrando l'anno nuovo, aspettano ancora un po' per vedere se impara davvero a cantare quest'aria triste, triste come il suo sguardo d'antan, di quando, cioè, la politica la facevano i veri babbuini.


O mio babbuino caro 
Mi piace Matteo, è bello; 
Vo’ andare in cravatta rossa 
a comperargli l’anello! 
Sì, sì, ci voglio andare! 
E se l’amassi indarno 
andrei fin a Rignano 
ma per buttarmi in Arno. 
Mi struggo e mi tormento, 
o Dio, vorrei morir!

Ahò, per così poco morir? Ma datte ‘na calmata e vacce spisso. Magara te ritrovi a stoccafisso, per l’anno novo che ti trase in saccoccia!

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giovedì 29 dicembre 2016

Gentiloni: Proseguiremo a rompervi le balle fino a data da definire


Il premier ai giornalisti: "Lavoro, Sud e giovani sono le parole chiave dell'esecutivo. Voucher? "Non sono il virus che semina il lavoro nero... l'unico vero virus è la mole di Poletti che ci adombra non poco. Stiamo studiando come levarcelo di torno e metterne un altro al posto suo che non faccia incazzare i pochi cervelli che ancora sono rimasti in Italia."

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Fra' Indovino indovinello: il '17 sarà più bello?

Dove andranno l'Italia e il mondo, mese per mese, da gennaio a dicembre?


L'Italia riuscirà a superare la soglia psicologica della crescita all'1 per cento? Quali saranno gli effetti della Trumpnomics? Il commercio mondiale rallenterà? Tornerà l'inflazione? I tassi d'interesse torneranno a crescere? Il '17 ci riporterà in un mondo normale come dice la Fed dalla quale si attendono altri tre rialzi il prossimo anno? E Mario Draghi come si comporterà?

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mercoledì 28 dicembre 2016

Papa Francesco: Ci vuole coraggio a sposarsi per tutta la vita


"Gli sposi novelli io li chiamo i coraggiosi perché ci vuole coraggio per sposarsi e farlo tutta la vita". Sono parole di Papa Francesco all'Udienza Generale di oggi, rivolte ai giovani in abiti nuziali venuti a chiedere la sua benedizione sui loro matrimoni celebrati nei giorni scorsi. "Cari sposi novelli vi esorto", ha detto loro il Pontefice, "a mantenere costanti, nel costruire la vostra famiglia, l'amore e la dedizione oltre ogni sacrificio. E a non finire mai la giornata senza fare la pace tra voi".

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Renzinvacanza

Grazie, Italiani,
per la meritata vacanza!
Matteo Renzi sugli sci in Alto Adige. L'ex premier è ritratto in una foto con Anna ed Elena Lageder, della omonima cantina, che hanno postato su Instagram l'immagine. La foto è stata subito ripresa dal Tageszeitung Online che ha commentato: "L'ex primo ministro italiano si sta godendo qualche giorno di sole sulle piste di sci dell'Alto Adige. I politici hanno bisogno di vacanze, soprattutto dopo settimane intense come quelle che ha trascorso Matteo Renzi".

Cit.: Se fossi un medico, prescriverei una vacanza - da soli, possibilmente - a tutti i politici che considerano importante il loro lavoro. (Bertrand Russell).

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martedì 27 dicembre 2016

La speranza è tornata con Trump

Usa, Trump scatenato su Twitter: Onu? "Club di chiacchiere". Obama? "Non mi avrebbe battuto.


Dalle considerazioni sul presidente uscente - "il mondo era cupo, ho riportato la speranza" - a quelle sulle Nazioni Unite dopo l'indignata reazione di Israele all'approvazione della risoluzione contro le colonie in Palestina: "Potenziale enorme sprecato in azioni senza futuro". E, nel frattempo, una moltitudine di messicani sta invadendo gli States in Suo onore. In onore della speranza trumpiana.

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lunedì 26 dicembre 2016

Le supposte nordcoreane

Nord Corea: dove possono colpire i missili di Kim Jong-Un, la minaccia più concreta alla stabilità globale.


Appena assunto l’incarico più importante del paese, il presidente eletto Donald Trump dovrà occuparsi “quasi immediatamente” della crescente minaccia missilistica nord coreana. “Di solito, misuriamo il temperamento dei presidenti secondo le crisi inattese che devono gestire”, ha detto Victor Cha, consigliere di alto grado nonché responsabile per la Corea al Center for Strategic and International Studies. “Nel caso del presidente Bush, è stato ovviamente l’attacco dell’11 settembre che ha cambiato drasticamente ogni elemento della sua presidenza. Per il presidente eletto Trump, questa crisi potrebbe arrivare dalla Corea del Nord“.
Ma dài, per forza ci dev'essere una crisi? 'Sti americani sono incorreggibili.
Ma, ammesso e non concesso che si avveri, noi italiani possiamo utilizzare come arbiter pro Kim Jong-Un il nostro pezzo da novanta Razzi presso Trump. E po' 'anvedi un po' che t'esce fuori. Son Razzi nostri!

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Taccian le armi in Aleppo e suonino i violini, dice el Papa

Troppo sangre versato.
Taccian las armas en Alepo,
violines suenan
e cantino los coros de los ángeles.
Palabra del Papa.
L'appello è per la Siria. "Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria - ha detto il Papa - dove troppo sangue è stato sparso", soprattutto ad "Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci. È quanto mai urgente che si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, rispettando il diritto umanitario". "Le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile".

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sabato 24 dicembre 2016

La salma del Pd

Cuperlo: "Non c'è anima né programma. Senza congresso il Pd è morto".


Intervista all'ex presidente dem che contesta il rinvio delle assise: "Una decisione presa da dieci persone, siamo solo un gruppo di correnti".
Cuperlo ha sempre ragione: ci vorrebbe infatti un gruppo di contro-correnti.

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giovedì 22 dicembre 2016

Il Celeste Formigoni condannato e interdetto

Roberto Formigoni condannato a sei anni per corruzione nella sanità lombarda. “Vacanze di lusso in cambio di fondi”.
"Amigo, tranquillo:
non mi interdiranno mai!
Io sono come il Celeste Aido"
L'ex governatore della Regione Lombardia, attuale senatore Ncd e presidente della Commissione agricoltura, riconosciuto colpevole in primo grado per i casi San Raffaele e Maugeri, due fra i maggiori scandali della sanità regionale. Caduta l'associazione a delinquere. Disposti anche sei anni di interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di tre milioni al Pirellone, in solido con i coimputati Daccò (nove anni e due mesi) e Simone (otto anni e otto mesi). Sette anni a Passerino, ex direttore della clinica pavese. Le "utilità" ricevute dal "Celeste" in cambio di finanziamenti pubblici per 200 milioni alle strutture private stimate dai pm Pedio e Pastore in 8 milioni, tra vacanze e contanti. Il legale: "Cortesie, non tangenti". Cinque assolti, tra loro Perego e Lucchina. Confische complessive per 53,8 milioni.

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Ministro Poletti: non mi dimetto. Dimettetevi voi.


Poletti, mozione di sfiducia delle opposizioni. Speranza: "Via i voucher o la votiamo".
Aut aut al ministro del Lavoro dall'esponente della minoranza dem, dopo l'offensiva di Sinistra Italiana, M5S e Lega per la dichiarazione sul rinvio del referendum sul Jobs Act in caso di elezioni anticipate e l'infelice frase sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero. Il ministro del Lavoro: "Non mi dimetto". La Lega annuncia esposto sui finanziamenti pubblici al settimanale diretto da Poletti jr

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lunedì 19 dicembre 2016

Poletti, cazzetti perfetti!

E ciò che ci meritiamo:
un Poletti, cazzetti perfetti!
Ma vattene e
vergognati!
Centomila giovani se ne sono andati dall’Italia? Sì, ma “non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Anzi, no, “mi sono espresso male: penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri”. Se Matteo Renzi aveva bollato più volte la fuga dei cervelli come mera “retorica”, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, cala l’asso e dice di peggio. Salvo poi fare dietrofront una volta che la notizia viene rilanciata sulle agenzie e, immancabilmente, a valanga sui social.

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La guerra dei due compagni Roberto del Pd

"Compagni Roberti, ci vuole tempo
per abituarsi alla democrazia
degli insulti e alle facce
surrogate del Pd.
Suvvia,
prima o poi
ce la farete".
Assemblea Pd, Giachetti: "Speranza, hai la faccia come il culo". L'intervento del deputato Pd, Roberto Giachetti, infiamma l'assemblea del Partito democratico tra applausi dalla maggioranza renziana dei delegati e proteste dagli esponenti della minoranza dem. Il discorso culmina in un attacco a Roberto Speranza, candidato alla segreteria del partito, accusato di incoerenza nella posizione sulla legge elettorale. "Speranza, hai la faccia come il culo", tuona Giachetti, mentre Renzi si mette le mani nei capelli e alcuni dei presenti abbandonano la sala protestando vigorosamente. Il deputato, ex radicale, ha poi chiuso il suo intervento con un'altra provocazione: "La prossima battaglia del partito dovrebbe essere per la legalizzazione delle droghe leggere".
L'unico tranquillo mi è sembrato il Gentiloni che già pensa in grande al suo silenzioso governo, mentre gli altri vengono distratti dalle facce da culo di minoranza e dai gorilla di maggioranza.
♫ Attenti al gori-i-i-i-lla ♫

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domenica 18 dicembre 2016

L'incorreggibile Renzi rifletterà e poi ripartirà da vincente

"Mi spiace per la sfida tra Davide e Golia,
che accetto volentieri, ma per te,
Roberto, non c'è Speranza.
I sondaggi pro-Renzi non
non hanno scovato nessuno
che possa starmi alla pari
".
Analisi "seria e severa" del segretario all'assemblea del Pd. "Sconfitta netta. Speravo in 13 milioni di voti, non ne sono bastati 13 e mezzo. Dobbiamo riflettere ma ripartire. Perché il No non è un fronte omogeneo". "Si va verso il voto. Noi proponiamo il Mattarellum". No alla minoranza dem sul congresso anticipato: "Si farà nei tempi previsti".

Ps.: secondo me il Mattarellum è una sorta di Cazzarellum mascherato.

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sabato 17 dicembre 2016

Davide Speranza ha sfidato Golia Renzi

Speranza si candida alle primarie Pd: “Mi batterò con Renzi”.
Finalmente: ecco un uomo... del Pd!

Speranza è l'ultima a morire.
Il deputato della minoranza dem lo ha annunciato alla manifestazione 'L'Italia prima di tutto' organizzata da Sinistra riformista alla vigilia dell'assemblea del Partito democratico. "Qualcuno penserà Davide contro Golia? Accetto la sfida e sono ottimista perché non sono solo", ha detto dal palco. Poi gli attacchi: "Serve una discussione vera, non un votificio. L'ex premier ha sbagliato a personalizzare il referendum e a raccontare di un'Italia felice. Siamo apparsi come gli amici di Marchionne e Briatore".
Specialmente in quest'ultima frase, quanta ragione v'è dentro.

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Gentiloni vigila su Mediaset-Vivendi

Mediaset-Vivendi. Hollande: "Operazioni private". Gentiloni: "Noi vigili".


Hollande non ha parlato di questo con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Al momento c'è un legame che si è stabilito tra Mediaset e Vivendi che risponde a logiche capitalistiche - ha aggiunto - il governo non ha interesse in questo. Da parte nostra non c'è stato nulla, nè per incoraggiare nè per evitare", ha concluso Hollande. Dal canto suo, il Governo italiano segue la vicenda Vivendi-Mediaset. E "vigila con attenzione" perché, anche se si tratta di un'operazione di mercato che "non coinvolge direttamente i rapporti tra gli Stati".
E, comunque, se c'è la fanno a fottersi mentre stanno vivendi, bene, altrimenti lo potranno fare dopo morendi. Ma non ci sarà più il piacere. È logico.

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venerdì 16 dicembre 2016

Le parole abominevoli del misogino emerito

Napolitano e il lessico della politica: "Ministra vocabolo orribile. Sindaca abominevole".

Poiché le donne in politica
mi ricordano i cetrioli mosci,
a parte qualche rara eccezione:
ma quelle erano più mascoline!
Simpatico siparietto con tanto di botta e risposta tra il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e la presidente della Camera Laura Boldrini. Nel salutare la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli - quella fedele al diploma triennale magistrale - alla consegna dei riconoscimenti del premio letterario De Sanctis, Napolitano ha detto: "Valeria - visto che lei non è laureata ma è stata nominata di fresco ministro dell'Istruzione - non si dorrà se insisto in una licenza, quella di reagire alla trasformazione di dignitosi vocaboli della lingua italiana nell'orribile appellativo di ministra o in quello abominevole di sindaca". Applausi scroscianti da tutta la sala. Tutti misogini e senza la laurea anche questi applauditori, o soltanto buontemponi in progress con gli anni persi a imparare pregiudizi?

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Nel Trump grill della 5ª strada di Manhattan come si mangia?

Trump contro Vanity Fair per la stroncatura del ristorante nella sua Tower.


Nell'articolo si parla di "flaccidi, grigi ravioloni del Szichuan coi loro flaccidi, grigi ripieni".
Nei vari menu si possono trovare anche rarità e prelibatezze come, ad esempio, "Occhi di Hillary", in umido o leggermente scottati che, mentre li mangi, ancora ti fissano con quel strano languore della disfatta, mentre ti rilasciano quel retrogusto da Far West Trek, ultima frontiera. Oppure "Unghia di Bill", macerate in acqua di colonia con funghi porcini del Connecticut, da servire freddi insieme ai batuffoli dei calzini dimenticati tra le dita. E altre prelibatezze che non è il caso di elencare, ve lo assicuro. E comunque di clienti che si recano a mangiare nel Trump grill ce n'è una fila interminabile.
Dura la replica via Twitter del presidente eletto: "Magazine in crisi di vendite. Il direttore sarà licenziato".

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giovedì 15 dicembre 2016

All'ambasciator che non porta pena e pistola, il Pontefice cos'altro può dire?

Papa Francesco: basta con le scandalose spese per gli armamenti.


Il Pontefice stamani ad alcuni ambasciatori. "La nostra è una missione essenzialmente religiosa, che tuttavia assume anche la dimensione dei rapporti con gli Stati e i loro governanti".
E ribadisce: "Lo stile di vita deve essere la nonviolenza, dall'educazione familiare all'impegno sociale e civile, fino alla politica e alle relazioni internazionali".
Papa Francesco è tornato a scagliarsi contro le "scandalose spese per gli armamenti", che continuano "mentre tante persone sono prive del necessario per vivere". Il severo richiamo è contenuto nel discorso rivolto questa mattina agli ambasciatori del Burundi, Fiji, Maurizio, Moldavia, Svezia e Tunisia che gli hanno presentato le credenziali. Secondo il Papa, occorre "in ogni circostanza respingere la violenza come metodo di risoluzione dei conflitti e affrontarli invece sempre mediante il dialogo e la trattativa".

D'accordo, ma che c’entrano il Burundi, le Fiji, le Isole Maurizio, la Moldavia, la Svezia e la Tunisia? Ah Francè, hai sbagliato indirizzo. Questi so’ Stati bonini. Non sono né forti né guerrafondai. Può darsi pure che comprano armi, ma perché nun te si’ rivolto a questi 10 paesi che hanno esportato la maggior quantità di armi, nel periodo che va dal 2011 al 2015:
1. Usa (33% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Arabia Saudita, Emirati Arabi e Turchia.
2. Russia (25% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: India, Cina e Vietnam.
3. Cina (5,9% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Pakistan, Bangladesh e Myanmar.
4. Francia (5,6% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Marocco, Cina e Egitto.
5. Germania (4,7% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Stati Uniti, Israele e Grecia.
6. Regno Unito (4,5% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Arabia Saudita, India e Indonesia.
7. Spagna (3,5% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Australia, Arabia Saudita e Turchia.
8. Italia (2,7% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Emirati Arabi, India e Turchia.
9. Ucraina (2,6% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Cina, Russia e Etiopia.
10. Olanda (2% del mercato). I principali clienti sono, nell’ordine: Marocco, Giordania e Stati Uniti.

Ma quali sono i paesi che comprano tutte queste armi? Svettano su tutti due paesi: Arabia Saudita e India.

Er Papa stavorta è stato efficace co’ li più deboli!
Il Papa: “Si me so’ sbajato, perdóname: no siempre el Papa es infalible. Però io mi ero rivolto a nuora perché suocera entienda”.

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mercoledì 14 dicembre 2016

Il ministro degli Esterni, Alfano, ha deciso di imparare l'inglese

E, comunque, caro collega, unnè scrittu
ca' pi' fari 'un ministru dell'Esteru,
s'havi a sapìri parràri inglìsi?
Imparino loro l'italiano.
Durante le dichiarazioni per il voto di fiducia il senatore leghista Candiani ironizza sulla conoscenza dell'inglese da parte del neo ministro degli Esteri Angelino Alfano.

A chisti palòri don Al Fanu s’incazzò. E s’incazzò di bruttu. Si misi in posa, appujàtu cu' la manu sinistra a lu bancuni di li ministri so’ colleghi e stetti mutu comu un pisci, ma cu’ na facci di baccalà misu a moddu pi’ fàricci sciògghiri ‘u sali… Mali quannu un ministru comu a don Al Fanu si metti mutu. E si po' ti talìa stortu, ancora cchiù mali è. Vol diri, caru Candiani, ca’ devi stari attentu a comu parri. Pennondimenu don Al Fanu, pirsona veru 'ntelliggenti, ora ministru dell’Esternu, ca sarebbi ‘u cuntrariu dell’Internu, pigghiò cunsigghiu da li palori di Candiani e sùbbitu si misi a studiàri ‘u ‘nglisi. Cosa difficili p'un italianu normali, ma p’un siculu da pruvincia d’Agrigendu, è facilissimu picchì nuatri siciliani c’amu statu sempri colonizzati da li stranieri, avemu ‘a lingua spidugghiàta e lesta. Sapemu parràri, va. E, donchi, don Al Fanu si cci misi d’impegnu cu’ l’inglesi assai assai assai. Tantu ca’, tempu menz’ura, sapìa diri già denghiù, veri macci, chi ura è, menzannotti, gudivinink e tomòrro, gumonink e stoppengò. E puru yessi e no. Ma uaind, che minchia mi significa? Po', arricurdànnisi di li billizzi di certi frasi di quann’era ministru dell’Internu, cuminciò di notti a esercitàrisi più seriamenti co’ la lingua di Elisabetta. “Sentu dintra di lu me’ cori un bisognu strong assai di parràri a tutti li picciotti: mittìtici l’acqua in de pescions, ‘mpignativi puru l’anima, neve’ ghi vap, taliàti a mmia che mai ho detto no agli avanzamenti in carriera. Nev’ pessimism, credete nei vostri aidils, se avete a driim, mittìticci l’acqua, essere sempre honest, imparate bene a spik inglish comu a mmia. E soprattutto amicu di tutti e fidìli cu’ nuddu. Denghiù e bonanotti”.

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martedì 13 dicembre 2016

Gentiloni: il Parlamento non è un social network. Cribbio!


Ampia maggioranza a Montecitorio: 368 i sì. I no sono stati 105. M5S e Lega restano fuori. "Super-paladini di legalità e costituzionalità che nel momento supremo della fiducia non si presentano". Nel momento supremo del loro orgasmo, voleva dire il gentil Gentiloni.
A leggere gli articoli dei loro giornalisti privati sembra che non sia successo niente. Ah no. Una cosa è successa. M5S e Lega ancora una volta si sono depaladinizzati e decostituzionalizzati. Un fatto inaudito, visto che hanno perso il referendum. Meno male che il nuovo governo ha ricevuto la fiducia. Ora sì che ci faranno vedere i sorci verdi.

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S’i’ fosse Renzi, un sonetto di Pablo Gentilieri dedicato alla nuova sottosegretaria

Ah Paolì,
viè qua, fatte dà
'na vasata de core! *
S’i’ fosse Renzi è un sonetto molto giocoso che il nuovo Premier dedica alla fresca aulentissima figura della sotto-segretaria che governerà, con e tramite lei, in nome di Renzi. Un povero Gentiloni Lotti-zzato.
Tra Boschi e Lotti si somma insomma un potere di condizionamento renziano non da poco dentro la cabina di regia del governo del paese. Tutt'infamigghia, ah!

Il sonetto fa così:
S’i’ fosse Renzi, arderei ’l mondo; 
s’ i’ fosse Massimo, lo tempesterei; 
s’i’ fosse Cuperlo, i’ l’annegherei; 
s’i’ fosse Pigio, mandereil’en profondo; 

s’i’ fosse Sergio, sare’ allor giocondo,
ché tutti i democristi imbrigherei; 

s’i’ fosse Tano, sa’ che farei? 
A tutti mozzarei lo capo a tondo. 

S’i fosse Dario, andarei all’Orfini; 
s’i’ fosse Grazian fuggirei da lui: 
similemente farìa co’ De Luca 

S’i’ fosse Pablo, com’i’ sono e fui, 
torrei le Marie Elene leggiadre: 
e vecchie e laide lasserei altrui. 

Perché io son Pablo. O no?
Sì, e ve lo dimostrerò.

* Mai visto un Premier che lascia la poltrona così allegro e su di giri. Mica la faccia di quel poveretto dell'Enrico Letta. Questo qui ha già cominciato a grattare sotto sotto. Stateve accuorte, paisà!

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lunedì 12 dicembre 2016

La Boschi premiata sottosegretario...

Adesso siede alla destra di Diopadre, a fare tirocinio per il premierato. E solo perché ha perso sulle sue Riforme. Pensa se alle prossime elezioni perdesse ancora. A quel punto la poltrona che fu del suo ex capo non gliela toglierà nessuno. No, non è fantapolitica. È solo la politica di italiani arroganti che si credono i padroni delle poltrone più comode.

Perché alcuni escono dalla porta
e rientrano dai portoni.
Governo, Gentiloni accetta l'incarico. Boschi sottosegretario, Alfano agli Esteri. Ora al Colle, poi il giuramento. Poi un brindisi, un eia eia risiamoquà e po' tutti a casuccia a riposar. E domani che è un altro giorno ricominciano a romperci li coglion un po' di qua e un po' di là. Questa loro manfrina mi auguro che duri poco, che so', da Natale a Santo Stefano, tanto per quantificare il tempo.

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domenica 11 dicembre 2016

Gentiloni, il nuovo che avanza e Renzi, il vecchio che si lamenta

Gentiloni entra a Palazzo Chigi in punta di piedi, «non per scelta, ma per senso di responsabilità». Pensate alla delicatezza dell’esser Gentiloni. In punta di piedi, per non disturbare gli italiani. In punta di piedi per fare più silenzio, nel silenzio assoluto. In punta di piedi, come un funambolo. E se per la paura di andare giù per terra dovesse cascarmi davvero? Pensate all’esser Gentiloni che invece della punta dei piedi, per entrare a Palazzo Chigi, usasse la punta dei talloni. Un problema, eh? Costretto a camminare a spalle avanti e a occhi indietro. Sempre per delicatezza. Per non disturbare. Farsela da casa sua al Palazzo col rischio di non vedere i pericoli della strada. Pensate alla timidezza e al pudore dell’essere Gentiloni che accetta, sia pur con riserva, di fare il premier per portare gli italiani ad avere una legge elettorale che permetta di avere un presidente del consiglio finalmente eletto e in piena legalità, con buona pace di tutti. Il tutto in punta di piedi, o di talloni. Poi magari gli dànno un premio finale.

E pensate a Renzi che nel cuore della notte mette in rete un post su facebook pieno di amarezza: scatoloni, libri, vestiti, appunti, coperte da rimboccare, «non ho paracadute, non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità...». Ma non è un messaggio di addio: «Non ci stancheremo di riprovare e di ripartire. L'esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire». Pensate a questo poveretto che invece di dormire nel cuore della notte scrive su feisbuc. Nemmeno il sonnifero gli fa passare l’insonnia. Non ha un paracadute ma non si trova su un aereo in crisi. Non ha un seggio parlamentare perché Tano Napoli l’aveva cooptato per un seggio da Premier senza passare dalle urne. Erano così sicuri i due marpioni. Non ha uno stipendio perché, malgrado l’amicizia con Marchionne, la maggioranza degli italiani lo ha licenziato. Con o senza jobs act. Non ha un vitalizio – e sta morendo di fame, non può fare la spesa - alla faccia di quei poveracci di italiani che non hanno manco quello e se vogliono andare in pensione devono dare il culo alle banche perché il suo governo ha deciso così. Non ha l’immunità. Di tutte le cose che non ha e che ha perso questa dell’immunità è la più grave. E nemmeno può farsi rieleggere sindaco, visto che ha perso il referendum. Come scout però può stimolare l’essere Gentiloni a fare presto una legge cosi che Lui possa essere eletto e avere, finalmente, per legge tutte quelle cose che gli mancano. Signor ex presidente del Consiglio, la invito a pranzo uno di questi giorni. E se ogni italiano la invitasse, sono certo che non patirebbe oltre la mancanza di umana solidarietà.
Se poi capirà o meno il significato profondo di un semplice invito a pranzo, sono solo affari suoi.

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Siate gentiloni con me, è la prima volta!

Gentiloni al lavoro su squadra governo: confermati i big dell'esecutivo Renzi. Con l'incognita Verdini.

Ribadisco, per chi non mi conosce,
che non sono l'uomo di
Renzi, e neanche la sua ombra.
Ricevuto l'incarico da Mattarella, il premier incaricato cerca i nomi per i ministeri. Verso conferma per Padoan, Alfano, Pinotti. Obiettivo è chiudere entro mercoledì, forse anche prima.
Cioè, vuole chiudere entro mercoledì e non ha ancora nemmeno aperto. L'incaricato di Mattarella sarà pure un tipo gentilone, ma inizia male. Chiudere bottega prima di aver venduto la merce. Cose mai viste. Cose da Blob. Forza Verdini, fa' vedere che ci sei... non lasciarti comprare a mellone chiuso, eh eh eh..., e voi, personaggioni e personaggetti del Pd, siate gentiloni con quel povero incaricato da Mattarella. Non abbandonatelo. C'è una legge elettorale da fare. E un sacco d'altre cosucce liete.

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sabato 10 dicembre 2016

Renzi vorrebbe un governo leggero... leggero... leggero!

Quindi ci stanno due consultazioni e due consultatori che lavorano in parallelo. Una di Mattarella e un'altra del premier dimissionario.
Qual è la più importante? E la più pesante?
Renzi vorrebbe però un governo per niente pesante ma leggero mentre continua con le consultazioni Pd a Palazzo Chigi.
Nuova faglia con Franceschini: governo leggero o pesante?

Un governo leggero
è quello che ci vuole
dopo la batosta che
abbiamo subita.
Noi del Pd
siamo quelli del
doppio binario
alternato:
uno istituzionale e

l'altro preterintenzionale,
perseguito dal nostro
Subcomandante in capo
che dovrebbe salvare il Paese
coi suoi amici.
Governo leggero o governo pesante? Tradotto: un governo che ‘scada’ in primavera per andare al voto oppure un governo che nasce, vive e muore di vita semi-naturale, potenzialmente anche nel 2018? Trovata la quadra intorno al nome di Paolo Gentiloni come premier per il dopo Renzi, è questa la sfida che si sta consumando in queste ore tra il segretario del Pd e i maggiorenti del partito.

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venerdì 9 dicembre 2016

Gentiloni e Padoan a rapporto dal Capo

"Qualunque cosa succeda,
Paolino, riferirai a me, sempre.
E dillo anche all'altro,
al Carletto Padoan:
il Capo vi osserva...
di lasciare Palazzo Chigi
non se ne parla nemmeno".
Seconda giornata di consultazioni al Quirinale tra le forze politiche e il capo dello Stato Sergio Mattarella, che tenterà di chiudere la crisi entro lunedì e affidare il nuovo incarico entro la metà del mese. E mentre si svolge la processione di gruppi al Colle, Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si sono riuniti a Palazzo Chigi. Il nome del capo della Farnesina, infatti, è salito in pole position per la guida del nuovo esecutivo. I due sono poi stati raggiunti anche dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e successivamente da quello dell'Agricoltura Maurizio Martina.

Hanno confabulato in silenzio...
perché, si può? Certo, anche il silenzio è un dialogo. Anzi, col silenzio e nel silenzio si dicono più cose che altrimenti col sonoro non si potrebbero dire né udire...
Perché è nel silenzio che esce nuda l'anima e la coscienza. È anche umano che tutti abbiano un'anima e una coscienza al naturale. Invero, è molto meglio che le si coprino, prima di sputtanarle pubblicamente.

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giovedì 8 dicembre 2016

Il calendario delle consultazioni dal barbiere

Crisi di governo, il calendario delle consultazioni.

Antica sala da barbiere:
è il luogo più adatto
dove i segreti
innominabili
sono mantenuti
a prezzo di grandi
sacrifici e
scambi di favori...
tutt'intorno
profumi orientali
e
acque di colonia
per seppellire
l'olezzo
della Casta.

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Governo di tutti, no a governo-bis, insomma, Renzi mi ricorda re Franceschiello

Crisi di governo, dalle 18 le consultazioni. Per il Colle la prima opzione è il reincarico a Renzi.


Mattarella vuole tentare la strada del bis, ma c'è il no del premier dimissionario. Sembrerebbe una finta spettacolare che si schiuderà in un vero e proprio coup de théâtre. Lunedì possibile annuncio su fine crisi. Chissà perché hanno tutti quanti una premura dannata?
Questo ambarabaobab è peggio dell'ammuìna di re Franceschiello.
«All’ordine 'facite ammuina' tutti chilli che stanno a prora, vann’ a poppa e chill che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa e chili che stanno ‘ncoppa vann’ abbascio; chi nun tiene nient’a ffa, s’aremeni a ’cca e a ‘lla». Che furbacchioni.
Qui cova ci gatta.
Anzi, gatta ci cova.
La sanno lunga, la sanno, e non lasciano l'osso! Aspettano di maturare la pensione da onorevoli.

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mercoledì 7 dicembre 2016

L'ultimo duro commiato di Napolitano al suo pupillo

In Senato passa la fiducia sulla manovra, Renzi alle 19 sale al Quirinale e si dimette.
- Ma poi torna?
- Sì, sotto mentite spoglie.
- E non lo riconoscerà nessuno?
- Muterà linguaggio, comportamento e promesse.
- Ah be', in questo caso, sì che non lo riconoscerà nessuno.

Napolitano:
"Il voto subito è
tecnicamente incomprensibile
".
Un'autentica perla di saggezza a vita.
E c'è chi preme per un Renzi-bis. La Consulta: "Su Italicum data del 24 gennaio scelta secondo regole".

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martedì 6 dicembre 2016

Renzi al bivio cruciale della sua vita politica

Pd accelera: manovra in aula, domani si approva. L'idea di Renzi: governo istituzionale poi il voto.

I dubbi del giovane Renzi, ancora premier.
"Cosa fare dopo che avrò lasciato?"
L'approvazione della legge di Bilancio in cambio del congelamento delle dimissioni. Questa è stata la proposta del presidente della Repubblica a Matteo Renzi, il premier dimissionario l'ha accettata e ora la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama accelera. Con una decisione presa a maggioranza, domattina nell'aula del Senato ci sarà il voto di fiducia sull'articolo 1 del Ddl di Bilancio, che contiene la manovra e così i tempi saranno molto accorciati.

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Renzi ha trovato l'arma per rivincere su tutto e tutti

Renzi: resto fino al sì alla manovra, ma poi voglio subito il voto. "Non lascio quest'arma a Grillo".

Ecco, amici,
contraddiciamoci pure.
Avevo detto:
dimissioni irrevocabili?
Adesso sono irrevocabile
al contrario. Intanto
devo stabilizzare la
finanziaria per gli
amici europei.
Sono
l'enfant prodige della

politica-poltiglia
all'italiana.
Quindi:
Se passa il mio Cazzarellum
i nostri amici giornalisti
e i nostri alleati europei
scriveranno lodi su
Noi (pl. maiestatis),
e questo ci riempirà
d'orgoglio ed
entreremo nella
Storia.
Folle idea, rilancio immediato, contropiede costruito sul 40 per cento del Sì per giocarsi l'ennesima partita della vita. Il disegno prende corpo in un vertice del Pd a Palazzo Chigi. 

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lunedì 5 dicembre 2016

La Democrazia è solida, Mattarella ne è certo, mentre Renzi si fa un bagno relax nel ruscello

Renzi al Quirinale per un'ora a colloquio con Mattarella.
Il capo dello Stato: "Democrazia solida, scadenze da rispettare".

"Gli faremo sputar sangue
alle opposizioni!"
Il tonfo di Renzi è stato fragoroso, impossibile ignorarlo. E però, per Mattarella, ogni ragionamento parte da una considerazione che discende dal suo ruolo di garante: un referendum non può considerarsi alle stregua di elezioni politiche. Se Renzi volesse tentare la carta del reincarico, magari dopo giorni di gravi tensioni sui mercati, non troverebbe insomma ostacoli. Il problema è che proprio il leader ha deciso di trarre le conseguenze politiche di questa sonora bocciatura della riforma. Ed ecco allora che entra in campo il Colle. Discretamente, Mattarella ha già tessuto una tela fatta di moral suasion e appelli alla responsabilità...

Intanto, su Micromega l'appello di Paolo Flores d'Arcais: "Ora un governo Rodotà - Zagrebelsky".

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Straziante la reazione di Renzi alla sconfitta

Renzi:
"Io questi italiani non li capirò mai.
Volevo tagliare le poltrone ma
a saltare è stata la mia. Mi dimetto
".
I No travolgono Renzi: "Ho perso io, il mio governo finisce qui".
"Non ho rimorsi". E si commuove ringraziando Agnese.
E adesso, chi ci darà gli 80 euri?

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domenica 4 dicembre 2016

Gli occhi del mondo puntati su Renzi

Ma tu pensa che titolone roboante e demagogico, tirano fuori questi di Fuffington.


Referendum, attenzione alta dei giornali stranieri. Guardian: "La sconfitta di Renzi potrebbe portare a una sua rapida caduta". Magari fosse così! Ed anche a quella dei suoi amici occhi!

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sabato 3 dicembre 2016

venerdì 2 dicembre 2016

La benedizione di Renzi agli elettori

Referendum, ultimi comizi. Delrio: "Se vince il No Renzi lascia".

Ma non lo faccio per impietosirvi.
Ultime ore di campagna elettorale, con i comizi di chiusura, per il referendum sulla riforma costituzionale. "La mia impressione è che ce la giochiamo sul filo dei voti", ha detto a La7 il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che intanto un risultato lo ha incassato: il voto degli italiano all'estero ha ampiamento superato il 30 per cento che auspicava il premier. "Credo che in consolati e ambasciate ne siano successe di cotte e di crude", lo ha attaccato il leader della Lega Salvini. "Sia che si vinca o si perda è la stessa cosa. Il Paese è spaccato", ha tuonato in serata da Torino Beppe Grillo. Diverso il parere del ministro delle Infrastrutture: "Se vince il No, credo che Renzi andrà dal presidente Mattarella a rassegnare le sue dimissioni", ha detto Graziano Delrio a Cartabianca su RaiTre.

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Renzi Krishna bruciato a Palermo


Momenti di tensione stamani a Palermo, davanti al teatro Politeama dove si è tenuto un incontro pubblico a sostegno del sì al referendum, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Studenti e forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa sono arrivati allo scontro dopo che i ragazzi hanno cercato di forzare il blocco di sicurezza che cinge la zona del teatro. Un manifestante è stato fermato e condotto in questura per essere identificato. Durante la manifestazione, un manichino con le sembianze del premier è stato dato alle fiamme. Tra gli striscioni esibiti dagli studenti si leggeva "Cacciamo Renzi" e "Via Renzi dalla Sicilia".

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giovedì 1 dicembre 2016

La Casta al San Carlo sul palco reale, sìiiii...

San Carlo, la prima dell'Otello: Boschi super star, fuori le contestazioni.

Ma chillo, il popolo,
non conosce i congiuntivi.
Per questo è sempre bocciato.
Al via la stagione del San Carlo con l'Otello di Rossini per la regia di Amos Gitai. Nel palco reale il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, il governatore Vincenzo De Luca, il sindaco Luigi de Magistris. In sala Carla Fracci e rappresentati delle famiglie Bulgari e Moschino. Davanti al teatro, contestazioni da parte degli occupanti dell'ex Opg occupato.

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Prodi: Meglio succhiare un osso oggi che assaggiare un bastone domani

Sull'osso, manco li cani se lo succhiano, se non è bello midolloso. Per non parlare del bastone... euro-renziano. Scusi, ex presidente, ma deve conoscerlo bene l'osso di Renzi, se lo preferisce al bastone.
Tra di voi, come Casta, dico.

"Vorrei anche precisare
che questo mio sofferto Sì
è una vendetta calma e serena,
ripensata con ponderazione e gratitudine
nei confronti dei miei ex amiconi,
che mi hanno pugnalato mentre stavo
raccogliendo le olive sotto
l'Ulivo di famiglia"
Ecco il pensiero profondo di Prodi: "Un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa - prosegue l'ex presidente della Commissione Ue - Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: 'Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone'. E senza tema di essere pedante mi ripeto: Per fare la cosa giusta bisogna anche saper essere impopolari. E questo sì lo è... impopolare!".

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Heracleum