sabato 18 marzo 2017

Letta angosciato e accosciato, ma è sempre in agguato

Qui accanto una rara immagine di Enrico Letta mentre tende un agguato a Matteo Renzi.

Enrico Letta, immalinconito e preoccupato: "Il Pd mi mette angoscia. Non riesco a prendermela con Bersani, cui voglio bene. E Prodi, un altro a cui voglio bene, come non stare attenti ai suoi moniti, che se fosse andato lui al posto di Mattarella, avrebbe superato in quantità i moniti di Napolitano. Anche lui, degno del mio affetto. E Brunetta, anche se vi sembrerà strano, tanto piccolo ma quanta bontà, in quel piccolo cilindro a palla. E Pierferdi Casini, come non amarlo? E Renato Schifani? Mai mi ha fatto schifo, malgrado fosse così vicino a Berlusconi. E Massimo D’Alema? Quanto ho voluto bene alla sua superiore intelligenza. Marini, ho pianto per lui quando non divenne Presidente della Repubblica per un pelo. E Gianfranco Fini, un uomo davvero corretto, democratico e affidabile. Da mangiarselo. Anche Tremonti, un affabile domatore di conti. Pochi come lui. Un vero tesoro…
Su Berlusconi, preferisco non esternare pubblicamente...

Ma ora vedo com’è ridotto questo Pd figlio di Renzi. Vedo questo Renzi che non è più Premier, che non è più Segretario, ma continua a comportarsi come se avesse ancora tutt’e due le cariche. Provo una sorta di schifo per chi lo considera ancora così. Mi vengono attacchi di schizofrenia violenta al solo sentir parlare di lui. I miei amici, tutti quelli a cui ho voluto e voglio ancora bene mi hanno mandato un tweet: #enricostaisereno. Primo o dopo finirà, mi hanno scritto… ma non ho capito per chi finirà, prima o dopo…".

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1 commento:

Pirima pondera e poi scrivi.