martedì 28 marzo 2017

Ministro Poletti, calcetti perfetti

Poletti a Bologna: "Il lavoro? Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum". Le parole del ministro durante un incontro con gli studenti scatenano le proteste sui social.

Poletti, calcetti perfetti! "Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum". Ed ecco una partita di calcetto tra Precari e Disoccupati (che non si sono mai tolti dalle balle del nostro).

Telecronista il mitico Poletti: “Amici precari, disoccupati e quant’altro, buonasera dalla sede del Ministero del Lavoro, dove lavoro io. Il colpo d’occhio del quartiere dove è ubicato il Ministero ci mostra una bella serata di tramontana co’ ‘a luna rossa che me parla di voi, amici in attesa di un impiego. Fa fresco stasera, semo ancora a marzo, mese pazzo un po’ lunatico come chi vi parla. La partita di calcetto in programma vede avversari Precari contro Disoccupati. Ambedue le squadre hanno già imboccato il tunnel, il famoso tunnel della crisi, quello che porta alla luce dopo il buio. Eccoli, usciti, finalmente da quel tetro tunnel, stanno per entrare in campo. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Eccoci, amici, ritornati in diretta. I contendenti sono già schierati in campo. E andiamo con le formazioni. Intanto con il trio delle meraviglie dei Precari. Renzi in attacco, con Guerini e Padoan. Più Martina e in porta Orfini. La squadra dei Disoccupati è così composta: in porta Speranza. Poi Bersani e D’Alema. Rossi in attacco ed Epifani a fare il quinto. L’arbitro, Migliore ma neutrale, controlla il cronometro, fischio e partiti! Si comincia. È cominciata la partita. A caccia del pallone in mezzo al campo Renzi, su di lui fallo di ostruzione di D’Alema. Punizione che batte lo stesso Renzi. L’orchestra la dirige lui. Apertura improvvisa a Padoan che trova un varco e tira, ma Speranza para. Primo brivido, primo pericolo. ‘Sto Padoan, ragazzi, è pericoloso. Speranza a Bersani che mette in mezzo, tocca la palla Rossi che insacca. 1 a 0 per i Disoccupati. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Si ricomincia. Il povero Orfini viene rimproverato duramente da Renzi, il quale s’impossessa della palla e la scaglia con veemenza alle stelle. Che azione però questa di Renzi. Un contropiede supersonico, con palla che viaggia a 160 kmh. Adesso la palla è a D’Alema che, dopo essersi risistemati i baffetti, fa un traversone a Epifani, che si rivela un falso attaccante, scivolando sull’erba bagnata. Renzi sogghigna. Tutta la squadra dei Precari sogghigna. E mentre quelli sogghignano, Bersani fa entrare la sua mucca per dissetarsi e fare il pieno. D’Alema chiede palla. Bersani sta ciucciando dalla mammella della mucca. Allora interviene Migliore che espelle Bersani per ostruzionismo bovino. La partita si fa incandescente. I Disoccupati adesso sono in 4. Cari amici, la vedo brutta per loro. Epifani entra in possesso di palla ma scivola ancora e stavolta rovina addosso a Padoan. Migliore espelle anche Epifani per fallo di tentata rovina del ministro economico. Adesso i Disoccupati sono rimasti in tre. Ma D’Alema non dispera e insieme a Rossi va a confabulare con Speranza. Vi resto solo io, dice il portiere. Così Speranza esegue un lancio a parabola che becca la testa di D’Alema che carambola su Rossi che segna il secondo goal. Disoccupati 2 Precari 0. Mamma mia che partita. Renzi non ci sta a questa sconfitta e richiama all’ordine i suoi. Dà un calcio nei denti a Orfini che dà un calcio negli stinchi a Guerini che dà una gomitata a Martina che scivola addosso a Padoan. Ma quest’ultimo si rialza ancora una volta inossibabile agli attacchi interni. L’allenatore dei Precari Gentiloni osserva preoccupato gli attacchi a Padoan dai suoi. L’allenatore in campo dei Disoccupati, Speranza, sorride come solo un disoccupato sa sorridere. Nel frattempo Renzi è riuscito a far uscire dal campo la mucca di Bersani e chiede un rigore a favore visto che Bersani, ormai espulso, aveva toccato con le mani le tette della mucca in piena area di rigore. Migliore, con atto di sudditanza, fa segno di mettere la palla sul dischetto. Allora direi un paio di secondi di pausa per uno spot pubblicitario per voi: “Poletti, calcetti perfetti!”. Renzi si prepara. Speranza pure. Uno scontro fra titani. Renzi contro Speranza. Tutt’intorno cala il silenzio. Solo si ode l’ultimo muggito della mucca dei Disoccupati. Renzi è superconcentrato. Prende la rincorsa, un po’ alla Zaza, sperando di annichilire Speranza. Sferra un calcione con una potenza superspettacolare mandando la palla sulla traversa, la palla che rimbalza disegnando un cucchiaio nell’aria, cade sulla testa di Martina, sul petto di Guerini, sulle meningi di Padoan che si ritrova ancora sotto attacco amico e finisce per rotolare insieme alla palla nella porta sguarnita di Orfini. Autogol. Dov’era andato l’Orfini? A fare pipì, visto che non si muoveva palla. Disoccupati 3 Precari 0. La partita finisce con questo risultato. Il mio commento finale, come mitico Poletti, è che il rapporto di lavoro in una squadra, che fa del lavoro la sua spiritualità politica, umana, sociale e culturale è prima di tutto un rapporto di fiducia. Non si può giocare con chi si assenta per fare pipì, o beccandosi calci in bocca o sbagliando rigori. Perdere con i disoccupati, in una banale partita di calcetto? Bah! Sarebbe stato meglio per i precari mandare dei curricula ai vari padrini per poter accedere al mondo ideale (del ministero) del Lavoro.”

"Come al solito c'è qualcuno
che gioca al travisamento
delle mie dichiarazioni."
"Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di una scuola di Bologna per parlare di alternanza scuola-lavoro e che gli studenti hanno compreso e condiviso nel loro significato. Per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l'importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell'utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola. In ultima analisi, se il vero obiettivo dei giovani è trovare un'occupazione, direi di non tralasciare i curriculum al caso, ma di sottolineare con forza le ultime cinque lettere di questa parola. Magari aiuta".

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