martedì 31 gennaio 2017

Bersani non va più né avanti né indietro

"Che impunito.
E pensare che in Ditta
l'abbiamo accolto con tanto affetto".
Sui movimenti interni al Pd Pier Luigi Bersani non si sbilancia. Ma al tempo stesso sembra volersi tenere aperte tutte le porte. "Non minaccio nulla e non garantisco nulla", risponde il leader della minoranza dem a chi lo interpella a Montencitorio su una possibile scissione interna, evocata da Massimo D’Alema dopo l’assemblea dei Frentani. A Matteo Renzi, spiega l'ex segretario, "porrò delle questioni politiche e sentirò la risposta". Poi puntualizza: "C'è un piccolo oggetto che si chiama Italia e io solleverò delle questioni su questo oggetto qui. Poi ascolterò la risposta e mi regolerò".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 30 gennaio 2017

La grande muraglia trumpese

Onu a Trump: "Divieto illegale e meschino". Islamici fanno causa, Washington querela. Obama: rincuorato da risposta Paese.
La Mogherini al presidente Usa: "Costruendo muri finisci in carcere, Ue continuerà a prendersi cura dei rifugiati". Il dissenso nei confronti dell'operato del tycoon tocca il 51%. Parlamento iracheno favorevole al principio della reciprocità, vietando l'ingresso ai cittadini americani per 90 giorni. Ambasciate in rivolta.

Smettetela di chiamarmi tycoon.
Chiamatemi Presidente,
americanamente eletto.
Non ce la fate proprio
a rassegnarvi, eh?
Attenti, che se
mi fate incazzare,
vi chiudo tutti fuori!
Chi vuole mettermi
in carcere? La
Mogherini?
Mai sentita.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 29 gennaio 2017

D'Alema non è il vero avversario di Renzi

Pd, Renzi: "Arrivare al 40% per evitare il caos". E snobba D'Alema: "Non è lui l'avversario".

Se vinco
il mio programma è questo:
portare l'Italia là,
ai confini
dell'Europa
sconosciuta,
dove nessun renziano
è mai arrivato.
Ritorno in pubblico del segretario dem all'assemblea degli amministratori del partito. Attacchi contro gli "squallidi sciacalli che un minuto dopo la slavina già criticavano protezione civile e volontari". Sulla Ue: "Invece di ragionare sui massimi sistemi manda letterine...". E contro Grillo: "Uno spregiudicato pregiudicato, parla di povertà da resort di lusso".
Da questo punto di vista il suo ragionamento non fa una piega, è Grillo che non è coerente. Dovrebbe dimostrare più umiltà, più francescanità, come tutti gli amici di Renzi, poveracci. Mentre l'ex premier, lui le vacanze se le è sempre fatte in economia, coerentemente con la crisi economica che lo ha travolto come gli altri. E in vacanza ci è sempre andato a piedi, ogni tanto con la sua auto quando la meta vacanziera è più distante da casa. Lui gli altri mezzi alati li rifiuta per principio.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 28 gennaio 2017

Il pragmatismo di Uncle Donald

Profughi, Trump "congela" per 4 mesi l'immigrazione. E stop a tutti i cittadini da 7 paesi islamici.


Il presidente Usa firma due decreti esecutivi per "tenere fuori dall'America i terroristi" e per far crescere la potenza militare degli Stati Uniti. Bloccato il programma di accoglienza per i profughi, passeggeri con il visto, ma provenienti da Il Cairo e Teheran, bloccati negli aeroporti. "Poi priorità solo ai rifugiati cristiani". Sospesi "sine die" gli ingressi di siriani. E per 3 mesi niente ingresso per qualsiasi cittadino libico, iraniano, iracheno, somalo, sudanese e yemenita. Nel 2017 potranno entrare in Usa solo 50 mila rifugiati. Cancellato il rinnovo automatico dei visti per tutti gli stranieri.
Quando si parla di vera coerenza il nostro pensiero va a Lui.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 27 gennaio 2017

Chi sono questi due alieni? Da dove vengono? Dove vanno?

Romano Prodi
nei panni del saggio:
un ultraMattarellum
per avvicinare la gente alla politica.

Per rispondere alla domanda del titolo: siccome questi due son due giovanotti sempre a posto, con scarpe, calzini, magliette colorate, completi pastellati con cravatta sul rossiccio, brizzolati quanto basta, col colore del viso ben inchiostrato, maturi al punto giusto, dall'olezzo che sa di antica saggezza e di vino nostrum, siccome, ripeto, son due vispi che ce l'hanno ancora nel sangue la politica de noantri, è giusto che restino ancora un po' tra noi a romperci le balle. Non da soli, è chiaro, ma col consueto accrocchio multistrato finto.sinistrorso che con i tipici strumenti politici, ampolle, alambicchi e storte, stanno realizzando la Cosa 3, un nuovo film dell'horror.
A che serve la Cosa 3? A riperpetuarsi, a riciclarsi, e per fottere quell'altro loro compagno, quello degli 80 euri. Sempre che questa cosa funzioni. Magari poi si rimettono tutti quanti d'accordo destri.centro.sinistri per ri-fottere quella gente che Prodi vuole riavvicinare alla (loro) politica.
Contenti loro. Certo.
Contenti noi?
Dipende da quanti ricascano nella loro nuova trappola.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 26 gennaio 2017

Ve lo immaginate el señor Trump che insegue Speedy Gonzales per tutti gli States?

Messico, Trump mette il muro, Peña Nieto risponde: "Vogliamo rispetto. E non lo pagheremo".

Il presidente Usa:
"Io ci metto il muro. E tu?"

El presidente messicano:
"Io ci metto Speedy Gonzales,
e facciamo che chi arriva per ultimo, paga!"
La reazione del presidente messicano al via libera del suo omologo Usa alla barriera. Trump: "Se non vuole pagare, tanto vale che non si presenti al nostro incontro". E alla fine Nieto cancella l'appuntamento previsto per martedì prossimo a Washington.
Schermaglie che celano qualcosa. Non sembra così, forse?

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 25 gennaio 2017

I giovani, l'uomo forte e l'ennesimo ventennio prossimo futuro

La voglia dell'Uomo forte: il leader solo al comando piace a otto italiani su dieci.
Il sondaggio. Con il declino della politica e delle rappresentanze sociali, nel Paese è cresciuto negli ultimi anni il desiderio di una guida risoluta, soprattutto tra i giovani.

Queste informazioni
mi arrivano dai
soliti sondaggi
terrestri.
Intervistato da Le Journal du Dimanche, nei giorni scorsi, Beppe Grillo ha tessuto l'elogio dell'Uomo Forte. Meglio, dello Statista forte. Interpretato, nel nostro tempo, da Donald Trump e Vladimir Putin.
Grillo lo ha chiarito esplicitamente al JDD: "La politica internazionale ha bisogno di statisti forti come loro". Un giudizio espresso non solo per valutazioni di politica internazionale, ma perché i due "statisti" propongono un comune modello di leadership. L'Uomo Forte, appunto. Beppe Grillo, d'altronde, non parla mai senza pensare al "suo" pubblico. Ai "suoi" elettori. E agli elettori in generale. Non interviene mai senza valutare il momento. E questo è, sicuramente, un momento giusto. Perché l'unico Uomo Forte che abbia agito nel Paese negli ultimi anni, oggi, appare meno forte. Mi riferisco a Matteo Renzi. Potente e un po' prepotente. Come si è dimostrato fin dagli esordi, nel gennaio 2014. Quando ha rassicurato Enrico Letta con un tweet entrato nel linguaggio comune. "Enrico stai sereno", twittava allora Matteo - mentre aveva già deciso di scalzarlo. Per sostituirlo, egli stesso, riassumendo, in prima persona, i due ruoli di comando. Nel Pd e nel governo. Renzi: aveva, così, avviato la trasformazione del Pd in PdR. Il Partito di Renzi. E, analogamente, del governo nel GdR. Il Governo (personale) di Renzi. Proprio per questo il M5s, insieme alla Lega di Salvini e a tutti i partiti di opposizione - di Destra, ma anche di Sinistra - ha condotto una campagna decisa per il No al referendum costituzionale.
E via di questo passo.
Cosa ci fa capire l'autore dell'articolo? Che Grillo, con quel suo autoritarismo innato, sferra un attacco formidabile agli animi irrequieti, inesperti e arrabbiati dei giovani. Un Grillo che fa propaganda per gli uomini forti, fomentando e sovvertendo le ideologie giovanili. Un Grillo pescatore, che lancia l'amo con l'esca appetitosa e speranzosa.
Ma non s'è capito se il dux preferito dagli italiani potrebbe essere lo stesso Grillo, qualora decidesse di entrare nel vivo della politica di palazzo, visto che Renzi è andato, per ora. D'altra parte, dopo l'attore Ronald Reagan, un vero comico a palazzo, piuttosto di uno che sta col cono in mano, ci renderebbe la vita meno triste.

Una cosa s'è capita: secondo l'autore i giovani, prendendo spunto dalle dichiarazioni grillesche, potrebbero, di propria sponte, abbandonarsi tra le braccia di un dittatore, costretti da cause... chiamiamole generiche, dopo il fallimento di Renzi. Un'altra cosa s'è capita: che tra le righe di questo articolo traspare una sorta di re-indirizzamento ideologico, mascherato dalla paura di un ritorno al trascorso regime fascista. Facile trasmigrazione considerata la ormai defunta memoria storica che ci legava al passato e che non ci accompagna più dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Così, con la scusa dell'antigrillismo, si preparano già le adulazioni, i tappeti e le stanze per una nuova tipologia del "ventennio". Ma un dittatore non vale l'altro. Dipende da chi gli sta dietro. E anche da chi gli scrive i tweets. Lo chiameremo la democratura dei Social twitter's. Con un capo twitter's forte! Ad ogni tweet online del capo una scoreggia di risposta. Solo che essendo online, della scoreggia nemmeno il tanfo arriva al capo, cosa che gli farà credere di essere un vero dittatore profumato. A qualunque razza appartenga: di destra, di sinistra, di centro. Ma sempre Social.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 23 gennaio 2017

L'Italia del black out e la Protezione di Gentiloni, più varie ed eventuali


Maltempo, il più lungo black out in Italia: da una settimana senza luce e riscaldamento settemila case.
Si affida ai social per comunicare ai cittadini il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Giuseppe D'Ercole, che minaccia di riconsegnare la fascia al prefetto per protestare contro le condizioni di abbandono in cui è stato lasciato il centro montano in questi giorni di maltempo. È una protesta e una richiesta di aiuto, quella di D’Ercole, che sottolinea la situazione di incredibile disagio del suo territorio: “Non è mio costume ma io in queste condizioni mi vedo costretto a riconsegnare la fascia al prefetto perché dopo 7 giorni uno Stato degno di tale nome non può lasciare i cittadini senza luce… Sono giorni che vengo preso letteralmente per il c… e a questo gioco non ci sto più. Ho un territorio martoriato gente che ha perso tutto e non si può più sopportare questa situazione senza luce… è un bene primario. Dopo 7 giorni non si possono non avere dei gruppi allacciati almeno nelle zone più popolate. – E conclude con un appello – Qualcuno ci aiuti… Fate girare più possibile”.

Gli risponde indirettamente Gentiloni tramite Fazio: “Dobbiamo dare poteri straordinari a chi si occupa di emergenza e ricostruzione, ovvero alla Protezione civile e al commissario per la Ricostruzione, perché i poteri che hanno già non bastano di fronte a questa catastrofe umanitaria. Dobbiamo militarizzarla di più la Protezione. Dopo questo ulteriore conferimento di poteri la disperazione tra le popolazioni vittime del terremoto e della neve cesserà di esistere, le turbine potranno avanzare tra la neve e la gente potrà finalmente riscaldarsi dopo una settimana di black out”.
“Inoltre credo che a Bruxelles si siano resi conto di cosa è successo la scorsa settimana e ci daranno una mano impietositi dagli eventi. Non potrò mai dimenticare le parole commosse di Juncker e Tajani, per le quali li ringrazio, alle quali devono seguire i fatti”.
“Nessuno mi toglie dalla testa il fatto che sia strano che da qualche anno nevichi più nel Centro-Sud che sulle Alpi, la modernità è anche cambiamento climatico", ha detto Gentiloni sottolineando "non voglio fare esercizio di complottismo ma c’è necessità di avere una politica molto più attiva nella tutela del territorio, una politica che deve far di tutto affinché si possa tornare all’antichità, di quando cioè le stagioni erano le stagioni e non cucuzze fuori tempo climatico”.
“Per quanto riguarda Trump cosa volete che vi dica. Io ero alle prese con le nostre disgrazie climatiche e geologiche e non ho avuto il tempo di seguire le trumpate del suo insediamento. Io, che durante il tempo libero vado sempre a visitare i cimiteri a Nettuno ed Anzio, visite che mi riempiono il cuore di una sacra e al contempo allegra mestizia, credo che andrò d’accordo con Trump, perché Trump ci darà una mano a risolvere i problemi così come ce l’hanno data tutti i suoi predecessori. Noi italiani abbiamo avuto sampre un debole per gli Usa”.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 22 gennaio 2017

Alla marcia delle donne contro Trump anche il cane di Kerry

Marcia mondiale delle donne: John Kerry sfila a Washington con il cane.

Sfilo qui solo per solidarietà...
Fra i 500mila manifestanti della Women's march di Washington - una delle più grandi della storia degli Stati Uniti - è comparso anche John Kerry. L'ex segretario di Stato è stato applaudito dai manifestanti mentre sfila con il suo cane per le strade della capitale statunitense.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 21 gennaio 2017

Potere al Popolo, per Trump, è come Servire il Popolo?

Donald Trump ha giurato da presidente degli Usa. "Con me potere torna al popolo". Firmato decreto per ridurre Obamacare.

Sì, è vero, sono miliardario,
e so che l'avete pensato:
s'è mai visto un nababbo
aiutare il popolo?
Ma so di un nababbo italico
che l'ha fatto. E se l'ha
fatto lui, posso farlo anch'io.
In America è più facile.
Avete pure pensato:
se costui dà il potere al popolo,
sarà allora uno yankee di sinistra
che vuol servire il popolo.
Servirò il popolo, sì,
ma da miliardario,
tanto per chiarire, ok?
Il discorso davanti alla folla radunata a Capitol Hill. "Basta con i politici che si lamentano e non fanno nulla per cambiare. Basta spendere miliardi per difendere gli altri. Ogni mio respiro sarà dedicato al lavoro, al benessere, alla sicurezza dei cittadini. Tornerà il lavoro e torneranno i confini. Comprare americano, assumere solo americani genuini... ma non mi riferisco né a Geronimo, né a Cavallo Pazzo, mica sono pazzo! Dio salvi The Donald I°".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 20 gennaio 2017

Trump ai piedi di Lincoln

Trump, è il giorno del giuramento. Tensione a Washington e marce di protesta contro il 45° presidente Usa.

Amici, state facendo troppo chiasso e fracasso,
ancor prima del giuramento ufficiale. Siete
inutilmente preoccupati. Non dovete esserlo:
io saprò sorprendervi! Intanto con i
25 milioni di posti di lavoro.
Già solo questo dovrebbe farvi
impazzire di gioia. Più in là
vedrò di strabiliarvi con la
liberalizzazione dei vostri più
reconditi desideri.

Lo giuro!
La festa dell'insediamento del 45° presidente degli Stati Uniti rischia di essere un’ulteriore occasione di scontro. Centinaia di persone marciano non per celebrare ma per contestare e 60 democratici del Congresso non partecipano alla cerimonia. Attesa per la “Women’s March on Washington” del 21 gennaio: arriveranno nella capitale 1200 bus, contro i 200 previsti per oggi.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 18 gennaio 2017

Non riusciamo ad uscire di casa, per ora...


Non riusciamo ad uscire di casa.
E perché uscire? Dove vorreste andare? Fuori c’è freddo. C’è la neve. Alta un metro e mezzo e forse più. C’è ghiaccio. Aspettate. Vi manca la corrente, la luce. Potreste sostituirla con quella della vostra speranza. Aspettate. I soccorsi non tarderanno ad arrivare. Chi l’aveva detto già? L’ex premier, sì, lo ricordo bene. Disse: “Non vi abbandoneremo, presto arriveranno risposte concrete. Ci siamo e ci saremo”. «State sicuri che lo Stato non vi abbandona, noi saremo sempre attenti alle vostre esigenze, vi portiamo nel cuore». Questa invece l’aveva detta Mattarella.

Da agosto non s’è fatto nulla.
E che si doveva fare, a parte salvare le banche? O parlare delle puttanate di Grillo? Sì, ma se nevica la colpa non è mica del governo. Solo quando piove è del governo ladro. Ah no? E di chi è allora? Del tempo. Del tempo che si perde a non far nulla. Sei mesi per veder morire di gelo, e schiacciate dal suo peso, persone e bestie. Sì, ma se c’è il terremoto non è mica colpa del governo. Ah no? E di chi è allora? Ma delle faglie che si stanno contagiando a lisca di pesce ondulatoria e sussultoria. E mentre tutto questo succede in natura, neve e terremoto, dove sono andati i nostri promettitori notabili? Mattarella è in Grecia o da qualche parte. Alfano è in Tunisia o da qualche parte a tirar le orecchie al fratellino. Gentiloni è con la Merkel a prendere altri ordini crucchi. Renzi non pervenuto.
Ma lo Stato c'è e l'Esercito è il suo profeta. L'ho visto oggi sotto forma di Pinotti in Tv.

Ehi, qui nessuno abbandona nessuno. Già, sarebbe successo lo stesso disastro anche se fossero rimasti in Italia. Qualcosa bisogna fare, magari pensa il nuovo capo della Protescion Sivil. Ingaggiare uno sciamano perché organizzi una danza anti-iella neve e terremoto. Ingaggiare un esorcista. Armarsi di amuleti e corni rossi per affrontare una lotta impari contro la Natura che si sfoga così crudelmente contro l'umanità e le bestie.

Ma se avessero sistemate le stalle per le bestie e portate le casette ai terremotati in tempo utile, la neve non avrebbe fatto tutti questi disastri, qualcuno pensa. E invece sì, toh!: “Dentro c'è gente, siamo sommersi di neve fino al tetto, non viene nessuno, aiuto”.
Secondo me c’è troppa mollezza. La gente è presa per sfinimento. Non reagisce più. È troppo educata per ribellarsi, figuriamoci per una sollevazione popolare sovversiva. Tra neve e scosse ripetute all'infinito c'è una sommatoria troppo pesante di stress psico-fisico.
E, a causa di ciò, le persone troppo educate e perbene non aggredirebbero mai i notabili che promettono. Non è giusto. E Dio, Dio che fa? Perché non interviene? Perché non manda mai un bel terremoto alle abitazioni dei notabili e poi una gran bella bestiale bufera di neve di due metri almeno sulle loro teste? Solo per farglielo capire cosa si prova.

L'avvenire dell'Italia è tutte queste cose promesse e mai realizzate? È solo neve e terremoti? Ma no, c'è anche la corruzione, non dimenticarlo, la parentopoli, la mafiopoli, la crisi economica e tutto l'orrore che sta per penetrarci in corpo. Ma non saremo abbandonati. «Lancio un Sos, emergenza mostruosa».

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 17 gennaio 2017

C'è un motivo per cui il fratello del ministro Alfano non ha firmato nessun atto postale

Il record di Alfano jr alle Poste: 200mila euro l'anno senza firmare neanche un atto.

"Hai fatto per quattro anni
il turno alle Poste.
Ti rendi conto o no?
Hai avuto tutto il tempo
per imparare a firmare
prima di arrivare allo sportello:
e invece nessun documento firmato.

E dire che hai pure una laurea.
Ma che minchia mi combini, Alessà.
Mi stai facendo incazzare.
Vuoi che ti sfratelli?"
La carriera record del fratello del Ministro. Alessandro, una laurea triennale in economia conseguita a 34 anni, ha bruciato le tappe nella carriera da dirigente in Postecom. Il suo stipendio è passato dal 2014 al 2016 da 160 a 200 mila euro. Ora però un’inchiesta della Corte dei Conti - affidata al nucleo valutario della guardia di finanza - cerca di capire se le promozioni di Alfano jr (a cominciare dall'assunzione), siano avvenute per meriti professionali. O per meriti di parentela causando, se dimostrata questa ultima ipotesi, un danno erariale. "Siamo di fronte a un ri-uso politico di scarti di inchiesta giudiziaria", si era difeso il ministro Alfano.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 16 gennaio 2017

A che punto è la lotta del Papa contro la pedofilia in tonaca?

Così il Vaticano protegge i preti pedofili. Alti prelati del Vaticano, italiani e stranieri. Molto vicini a papa Francesco. Che per anni hanno insabbiato le violenze sessuali sui minori da parte degli orchi con la tonaca. Lo rivela "Lussuria", il nuovo libro del giornalista processato dalla Santa Sede per Vatileaks. Che fa luce su responsabilità, silenzi e omertà.

"Volevo usare il bastone contro i pedofili
ma poi altre urgenze sono intervenute...
però prima o poi i pedofili dalla Chiesa
saranno puniti come meritano".
Insomma, se il Vaticano ha dichiarato da tempo guerra aperta ai crimini sessuali dei suoi preti nei confronti di bambini e ragazzine («una battaglia cruciale, che va vinta ad ogni costo», ha detto e ripetuto papa Francesco fin dall’inizio della sua elezione al soglio petrino) a quasi quattro anni dall’inizio del pontificato di Bergoglio la lotta mostra più di una crepa. Non solo per alcune nomine che appaiono sorprendenti, ma anche perché il fenomeno degli orchi in tonaca continua ad avere numeri impressionanti: tra il 2013 e il 2015 fonti interne alla Congregazione per la dottrina per la fede spiegano che sono arrivate dalle diocesi sparse per il mondo ben 1200 denunce di casi “verosimili” di predatori e molestatori di minorenni.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 15 gennaio 2017

Renzi fa autocritica fine a se stessa

Matteo Renzi fa autocritica sul referendum. Ma difende il suo operato da Banca Etruria a Mps, passando per la Rai.

"Basta! Non riuscirete a portarmi al manicomio!
Faccio l'ultima mossa col Pd, col Governo e
con gli Italiani: il mio non è che un tentativo
sovrumano. Sono alla ricerca di qualcuno
in grado di sostituirmi nel Pd, nel
Governo e nel cuore degli Italiani".
Sul cosiddetto Giglio magico, Renzi nega favoritismi: "Mai scelto le persone in base alla fedeltà. L'inchiesta su Luca Lotti? sono sicuro di lui, bene le indagini ma i pm facciano in fretta". Sulla vicenda Consip, Renzi ribadisce: "La mia linea è sempre una sola: si vada a sentenza. Noi chiediamo ai giudici di fare presto, sempre", "ovviamente non ho alcun dubbio sulla totale correttezza dei carabinieri e dei membri del governo in questa vicenda". Renzi parla anche dei Cinque stelle e del leader Beppe Grillo: "Lui vince se denuncia il male. Non se prova a cambiare.

Quei ragazzi sono già divisi, si odiano tra gruppi dirigenti, fanno carte e firme false per farsi la guerra. Ma sono un algoritmo, non un partito. Lui è il Capo di un sistema che ripete ai seguaci solo quello che vogliono sentirsi dire, raccogliendo la schiuma dell'onda del web. Dovremmo fare una colletta per liberare la Raggi e i parlamentari europei dalle orrende manette incostituzionali che multano l'infedeltà al partito, ogni ribellione o autonomia. Ma quelli che vedevano la deriva autoritaria nella riforma costituzionale, su questo tacciono".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 14 gennaio 2017

Se Alfano potesse rinascere di nuovo...

Gentiloni arriva a Palazzo Chigi:
l'abbraccio del premier alla Boschi
scuote le più profonde
emozioni del ministro Alfano.
Migranti, la Lega annuncia mozione di sfiducia contro Alfano: “Intasca soldi su pelle immigrati”. Massimiliano Fedriga, capogruppo del Carroccio alla Camera: "In soli tre anni Ncd, come una piovra, ha messo i suoi tentacoli su tutti i principali centri d’accoglienza del Paese". L'area di centro difende il ministro degli Esteri: per Scopellitti (Ncd) la Lega "è solo in cerca di consensi" e "strumentalizza il tema".
Ma il tema è sempre quello: dove ci stanno i soldi - data l'occasione, che non guarda in faccia a nessuno - c'è sempre d'arraffare. Ed è un tema al quale solo i rari grandi uomini riescono a sottrarvisi.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 13 gennaio 2017

Costa Concordia: salghi, salghi a bordo...!

Costa Concordia, De Falco 5 anni dopo: “Schettino? Se mi avesse dato retta, gli avrebbero steso i tappeti rossi”.

Salghi, salghi a bordo, cazzo,
cazzi la randa, cazzi,
mi raschi la biscaggina,
m’increspi la battigia,
m’infili l’agugliotto nella femminella,
m’innalzi l’asta di controfiocco,
si areni là, non spiaggi qui,
non vadi a picco con l’anca della poppa,

non si mangi la formaggetta con la barca che fa acqua,
laschi, laschi ho detto, non lasci, cazzo,
mi s’accosti col mezzo marinaio
e mi alzi il pappafico,
non mi venghi addosso ma
prodi il prodiere, prodi,
orzi la nave a tribordo,
facci l’inchino con l’opera viva
e per finire
si issi in kiosko
che ci prendiamo un caffè.

Ha visto che ha combinato, comandante, per non avere eseguito le mie direttive? Se m’avesse dato retta non avrebbe fatto naufragio, eppure c’era bonaccia, ciò non le ha impedito di scapolare il Giglio. E dire ch’el giglio è un fiore virginale ma lei c’è andato contro come un nocchiero dozzinale e, dopo aver messo di fianco la nave, ha perso la Concordia e pur anco la chiave.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 12 gennaio 2017

La Fca di Marchionne inquina l'aria

Fca, autorità Usa pronte ad accusare il gruppo di truccare i dati delle emissioni.

Non sono auto, ma i grossi pick-up (e qualche suv)
i veicoli Fca nel mirino del governo Usa.
Forse sono troppo grossi per la piccola Fca?

Chissà? Marchionne ha sempre avuta
la balzana idea di renderla più grossa
delle altre case automobilistiche.
L'Agenzia per la protezione ambientale americana (Epa) ha notificato a Fiat Chrysler Automobiles (Fca) violazioni del Clear Air Act, ovvero delle norme sulle emissioni, su circa 104.000 veicoli. Lo afferma l'Epa in una nota, sottolineando che Fca potrebbe incorre in sanzioni civili. I veicoli sui quali sarebbe stato montato il software che consente emissioni diesel più alte degli standard sono i Grand Cherokee e i Dodge Ram. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne intende contestare le accuse, sostenendo di aver sempre "rispettato gli standard".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 11 gennaio 2017

Trump e il motivo per cui lui si costruisce un muro suo che dovranno pagare i messicani

Usa, alla prima conferenza stampa Trump ammette: "Russi dietro gli hacker. Ma Mosca ora ci rispetterà".

Il Muro lo paga il Messico
Il presidente eletto incontra la stampa alla Trump Tower di New York. "Le informazioni riservate in mano ai russi? Notizie false, create da oppositori e forse fuoriuscite dall'intelligence. E sarebbe una macchia". Confermata la costruzione del muro alla frontiera meridonale: "E lo pagherà il Messico".

"Il muro si farà. E lo pagherà il Messico". Dalla Trump Tower, il presidente eletto conferma l'intenzione di costruire al più presto un muro al confine con il Messico per arginare l'immigrazione clandestina alla frontiera meridionale, uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale, una volta concluso il negoziato in corso. "Ma non voglio aspettare mesi, anni. E i messicani - sottolinea - ci rimborseranno il costo del muro, troveremo la forma perché noi vogliamo aiutare il Messico. Perché noi lo costruiremo. E la gente deve sapere che lo pagherà il Messico. Lo facciamo per loro. Io voglio arrivare lì: costruire il muro, senza dover aspettare un anno e mezzo. Il Messico ha avuto anche in passato un atteggiamento costruttivo. Infatti voleva pagarcelo in anticipo, ma noi abbiamo detto: no, aspetta, dobbiamo ancora costruirlo. A loro non dò la colpa di quanto accaduto in passato, la colpa è dei politici americani che volevano passare clandestinamente il confine verso il Messico e convincere molti messicani a trasferirsi da noi. Intendo dire che non deve più accadere. Ecco perché costruiremo un muro. Lo costruiremo per farlo pagare ai messicani. Avere visto mai costruire un muro vostro e pagarvelo da voi? Io no. Trump no. Trump ha sentito dire che un muro suo se lo costruisce lui ma lo paga il Messico. E il Messico che ci guadagna? Ci guadagna il fatto che i politici americani non oltrepasseranno furtivamente il confine come prima avveniva per andare a farsi i loro porci comodi in terra messicana. Questo è il mio lato chiaro, generoso. I've been clear? Bien, vamos a costruir".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Per la Consulta il no al Referendum sul Jobs Act è dipeso dal numero 18

Referendum Jobs Act, no della Consulta al quesito sul ripristino articolo 18. Via libera, invece, alla consultazione popolare sulla cancellazione dei voucher con la soppressione delle norme relative al Buono per il lavoro accessorio e sull’abrogazione delle leggi che limitano la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante, in caso di violazioni nei confronti del lavoratore.

E dire che ci siamo consultati in profondità.
Ma non abbiamo trovato risposte adeguate al quesito.
In realtà, a noi, dell'articolo 18,
non ce ne impipa proprio una mazza.
L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non sarà ripristinato. La Corte costituzionale ha infatti bocciato il principale quesito del referendum proposto dalla Cgil sul Jobs Act, quello appunto che chiedeva una consultazione popolare sul ritorno della norma che prevedeva il reintegro in caso di licenziamento illegittimo. La riforma del lavoro del governo Renzi aveva cancellato la previsione contenuta nello Statuto dei lavoratori, sostituendo l’obbligo per l’azienda di reintegrare il lavoratore licenziato illegittimamente con il pagamento di un indennizzo. Il quesito proposto dalla Confederazione di Susanna Camusso, duramente contestato in queste settimane, proponeva l’abrogazione della disposizione del Jobs Act con il conseguente ritorno dell’articolo 18.


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 10 gennaio 2017

Grillo ha chiesto perdono a Farage...

Ue, dopo il no dei liberali marcia indietro M5s: si torna con Farage, ma ora il britannico detta le condizioni.


Grillo: La politica è quando fai votare la tua base a sua insaputa sulle mie scelte, poi vai a chiedere di passare la notte insieme a due ragazze dell'establishment eurocentrico che ti fanno schiattare e poi ancora ritorni con la palle mosce da Farage. Nemmeno Andreotti faceva queste cazzate alla luce del sole.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 9 gennaio 2017

Alfano ha una testa, un cuore e un talento, ma non può fuggire all'estero

Cervelli in fuga? Per Alfano i talenti all’estero sono piuttosto “ambasciatori del nostro successo”.

Ho una testa e un cuore,
sebbene i piedi ce li abbia in quattro scarpe.
Piacerebbe anche a me espatriare,
ma il mio talento l'ho messo
al servizio della Patria.
Il ministro degli Esteri premia una start up e un progetto di ricerca di due italiani che vivono negli Stati Uniti e poi dice: "Sono italiani che hanno la testa e il cuore, sebbene non i piedi, in Italia e che possono far parte di una rete che non è solo virtuale utile per attivare canali di dialogo".
Alfano ha spiegato come “i nostri talenti all’estero non sono cervelli espatriati, ma italiani che hanno la testa e il cuore, sebbene non i piedi, in Italia e che possono far parte di una rete che non è solo virtuale di nostri ambasciatori che danno una mano anche nell’attivare canali di dialogo. L’Italia è una superpotenza della cultura, della scienza e della bellezza e dobbiamo far valere questo nostro primato – ha aggiunto il ministro – non funziona agendo ognuno per i fatti propri ed è per questo che, come ministero degli Esteri, stiamo lavorando a un piano integrato di promozione del Sistema Italia all’estero, facendo squadra con tutti quelli che possono dare un aiuto”.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 8 gennaio 2017

Italiani, annuntio vobis tristitia magna: habemus attentatum!

Terrorismo, il prefetto Gabrielli avverte: “Isis? Prima o poi colpirà anche in Italia”.

Il prefetto Gabrielli:
"Purtroppo nemmeno la
Madonna ci potrà salvare,
malgrado sia stata avvertita
".
"Lo dico in maniera molto cruda: prima o poi anche noi un prezzo lo dovremo pagare. Ci auguriamo sia quanto più contenuto possibile", dice il capo della Polizia in un'intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale e al Giornale. Il prefetto ha poi annunciato rimpatri più veloci per i migranti che fanno ricorso per la negazione del diritto d’asilo.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

sabato 7 gennaio 2017

E se un giorno anche i dirigenti della Cgil venissero pagati in voucher?

Voucher utilizzati per il lavoro in Cgil: "Sì, ma solo per prestazioni occasionali". Emilia Romagna, il sindacato dei pensionati ne conferma l'uso, ma nega contrapposizione con la Confederazione: "Paghiamo così solo i volontari sul territorio".

Il giorno in cui tutti i dirigenti
della Cgil venissero pagati in voucher,
allora davvero il sindacato si direbbe in pensione.
Voucher in Cgil, mail interna: "Alla stampa dire che sono casi isolati".
Prima che venisse inviata la mail, uno storico dirigente della Cgil emiliana, Bruno Papignani, su Facebook si era espresso così: "Non siamo di fronte ad un brutto accordo, siamo di fronte ad una cosa legittima, motivata, ma che politicamente non si può fare. Credo che ogni giustificazione peggiori il giudizio. Anche perché persino i peggiori sfruttatori se andiamo a intervistarli hanno la loro giustificazione...".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Arrestato il killer americano con problemi mentali tipo Jason Bourne


Il killer è Esteban Santiago, 26enne di origine ispanica, passeggero di un volo proveniente dall'Alaska. Disse: "Costretto a lottare per Isis". L'arma, regolarmente dichiarata, era nel bagaglio imbarcato in stiva. Secondo la Cnn era noto all'Fbi. Ha aperto il fuoco nell'aeroporto di Fort Lauderdale in Florida, pochi chilometri a nord di Miami, uccidendo cinque persone e ferendone altre otto nell'area ritiro bagagli. Il killer è stato catturato dalla polizia: è un americano di origine ispanica di 26 anni, nato nel New Jersey e che per molti anni ha vissuto in Alaska. Nel novembre 2016 Esteban Santiag sarebbe andato all'ufficio dell'Fbi di Anchorage, in Alaska, affermando che era costretto a combattere per l'Isis. Lo riporta la Cbs citando alcune fonti, secondo le quali nel 2011 o nel 2012 Santiago era stato indagato per pedopornografia, ma le autorità non avevano ottenuto prove sufficienti per poterlo denunciare. Successivamente Santiago, che è stato in Iraq con l'esercito Usa, avrebbe parlato di "tentativi di controllo mentale da parte del governo americano", che lo avrebbero costretto a "guardare video dell'Isis".
Lo sceriffo, che ha tenuto una conferenza stampa a caldo all'interno del terminal, non ha voluto confermare l'identità del killer né speculare sul movente del gesto. "L'indagine è in corso", ha detto, per poi aggiungere: "È troppo presto per dire se si tratti di terrorismo".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

venerdì 6 gennaio 2017

Trump contro Schwarzenegger

Trump a Schwarzenegger: "Non sai condurre il mio show.
Fai ascolti troppo bassi. Devo difendere la mia creatura, i miei interessi.
Non sarai mica tu il vero apprendista di questo reality?"

Schwarzenegger a Trump: "Bravo. Sei divertente e simpatico.
Per questo ti ammazzerò per ultimo... ma no, stavo scherzando, mi ero messo per un attimo nei panni di John Matrix.
Su, non litighiamo, siamo tutti mercenari... oh oh, volevo dire americani, anche se repubblicanamente diversi".

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Il Minniti-pensiero sulla sicurezza di sinistra

A parlare è il ministro dell'Interno Marco Minniti, che sull'Espresso in edicola di domenica 8 gennaio spiega il suo piano per la sicurezza in una lunga intervista realizzata da Marco Damilano. E lancia una sfida culturale alla sinistra: riappropriarsi del tema della sicurezza lasciato in mano alla destra.
Finalmente qualcuno che se ne ri-appropria.

Sicurezza a mezz'aria
«Da tempo ho un’idea: sfatare il tabù che le politiche di sicurezza siano “par excellence” di destra. È vero che spesso un impulso securitario nella società e nell’opinione pubblica produce uno spostamento a destra dell’elettorato, ma sono da sempre convinto che la sicurezza sia pane per i denti della sinistra».

Il rischio è, in questo minniti-pensiero, che intervenga in modo del tutto naturale una trasmigrazione dei valori di sicurezza della destra ai valori di sicurezza della sinistra. E così verrebbe a cadere il principio che sicurezza è parola di sinistra. Dopo queste affermazioni e conseguenti operazioni di facciata, la sicurezza di Minniti rimarrebbe impregnata dai valori di destra pur connotandosi nei valori di sinistra. In una parola, questa sicurezza di sinistra è l'esatto contrario di insicurezza di destra, cioè incapacità che comporta rischi. Infatti, il rischio di cui sopra. Ma siccome tutti quei valori di destra verranno inglobati… si prevede uno spostamento a sinistra dell'elettorato... Per cui significare la parola sicurezza come di sinistra è una gran minchiata demagogica e populista, a mio modestissimo, piccolissimo, insignificante parere. E i risultati della politica sui migranti dei vari governi di centro-sinistra-destra oggi sono visibili a tutti.

Vedremo adesso nel contesto del dopo-Alfano se Minniti con la sua idea di aumentare i Cie non aumenti le complicazioni: “rimpatri forzati, cioè espulsioni, rimpatri cosiddetti volontari, ma anche ampliamento del sistema di accoglienza e integrazione. Di questo fa parte la lettera scritta dal Viminale ai prefetti, affinché rispettino l’accordo con l’Anci che prevede l’invio di 2,5 migranti ogni mille abitanti”. Ma già il ministro viene lodato e consacrato dai media prima ancora d'aver incominciato a fare i suoi passi. Non me ne voglia il nuovo ministro dell’Interno.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

giovedì 5 gennaio 2017

Obama schiaffeggia Trump a suon di divi e star!

Obama, ultimo schiaffo a Trump: sfilata di celebrità alla sua festa di addio.

Barack Obama:
"Prima di lasciare la Casa Bianca,
sappiate che lo schiaffeggerò
alla presenza delle più importanti
personalità dell'arte, della cultura e
del cinema."
Il presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama e la first lady Michelle venerdì sera daranno l'addio a Washington con una grande festa alla Casa Bianca, invitando gli amici più stretti e i principali sostenitori.
Tra i nomi che circolano il cantante Usher, gli attori Samuel L. Jackson, Bradley Cooper, e ancora le conduttrici Oprah Winfrey e Gayle King, la coppia Beyoncé-Jay Z. Potrebbero esserci anche Stevie Wonder, il produttore J.J. Abrams e il regista George Lucas.
Loro si divertono così.

Donald Trump:
"Subito dopo averlo visto uscire
dalla Casa Bianca mi premurerò
di controschiaffeggiarlo ospitando,
alla mia festa di insediamento,
le personalità più importanti
del globo terracqueo".
Il presidente entrante Donald Trump già immagina di controschiaffeggiarlo con la mezzosoprano Jackie Ivancho che avrà l'onore e l'onere di aprire i festeggiamenti per l'insediamento di The Trump President. Poi alla chetichella, nel programma di Trump, potrebbero entrare i più importanti personaggi del gotha mondiale di ogni genere. Putin non verrà ma rimanderà indietro tutto il personale russo espulso da Obama. Il presidente messicano aspetta di vedere innalzato il muro. Erdogan non verrà, ma ha fatto sapere che ove vi fosse una pausa tra un attentato e un autobomba, invierà un biglietto di auguri. Invieranno felicitazioni Geert Wilders. Kim Jong Un. Nigel Farage. Marine Le Pen. Viktor Orban. Potrebbero esserci anche Clint Eastwood. Jon Voight. Chuck Norris. Kirstie Alley. Mike Tyson. Lou Ferrigno. Hulk Hogan. Stephen Baldwin. E Matteo Salvini? Al momento non è pervenuto.
E anche loro si divertono così.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

mercoledì 4 gennaio 2017

Le Bufale del web adesso sono diventate un coro


Mettiamo che questo pensiero politicissimo l'avesse esplicitato, non Grillo, ma Mattarella: “I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate”. E - (questo il cuore della proposta del presidente) – “se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.
Così com'è poteva essere una gran bella dichiarazione d'intenti, condivisibilissima, del Presidente della Repubblica. Per lui un grande onore sarebbe stato, l'averla pensata e messa a disposizione dei suoi concittadini.
Chi mai, infatti, non si sarebbe sentito d'accordo con Lui?
E sarebbe saltato il banco facendo incazzare qualche suo falso amico che avrebbe subito richiesto l'impeachment del Presidente per manifesta diserzione dal Sistema.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Mentana perdona Grillo e mai più bufale!

M5s, nuovo attacco all'informazione: "Svolta garantista è bufala dei media".
E a Mentana: "Non se la prenda".


Ancora un post sul blog del Movimento contro giornali, tv e Pd. Il direttore del Tg La7 accetta le "scuse" e rinuncia alla querela. Il sindaco di Parma: "Giuria popolare per la stampa? Distrazione di massa". Sul Codice etico: "Ora potrebbero riammettermi".

Insomma, Grillo, ormai ti odiano tutti, o quasi. Hai quella capacità così naturale di farli incazzare che questi non hanno. Alcuni dànno i numeri, altri si limitano a mordicchiarsi la lingua, altri ti aspettano al varco, altri ti perdonano come Mentana.
Loro sono tutti buoni, bravi, onesti, trasparenti e, soprattutto, sinceri. Descrivono la realtà così come la percepiscono. Ce la narrano come fossero i nostri vecchi e affezionati nonni. Loro indagano sul campo, vanno a ricercarsi le notizie vere sui vari fronti della crisi, non prendono ordini dall'alto e/o informazioni per sentito dire. Mica come te che le informazioni te le inventi, le pubblichi sul tuo sacro blog e poi fai scoppiare il casino più caotico. Ma addò sta la verità, in fondo in fondo? Ma pensa te se scherzando scherzando, si può dire di tutto, anche la verità. In specie quando fa male.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

martedì 3 gennaio 2017

I ministri di Gentiloni, Giuliano e Martina, stanno lavorando per i poveri

Perché solo
pensando ai poveri

i Conti, poi, tornano
per tutti!
Martina: "Reddito ai più poveri, pronti a fare un decreto". Il ministro dell'Agricoltura in campo per l'assegno di "inclusione" alle famiglie sotto i 3 mila euro. "C'è un miliardo, va sbloccato in poche settimane".
Poletti: "La lotta alla povertà è una priorità assoluta". Decreto in arrivo Il ministro per il lavoro spiega come il governo stia lavorando a un decreto in grado di ampliare la Sia, il Sostegno all'inclusione attiva, i cui fondi verranno raddoppiati a 1,5 miliardi.
E Gentiloni? Lui lavora aristo-democraticamente in silenzio. Dà libertà di parola ai suoi ministri.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

lunedì 2 gennaio 2017

Quanto durerà l'amore tra Renzi e Gentiloni?


Al voto! Al Voto!, grida Matteo.
Col cazzarellum, che ti faccio votare!, risponde Mattarella.
E Gentiloni?
Lavora in tetro silenzio. Con dietro il Pd. E con due piedi in una scarpa.
Chissà, magari riesce là dove il suo ex capo non riuscì.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Ma se alla statua del Nettuno ci mettevi un preservativo...?

Bologna, Facebook censura il Nettuno: è troppo nudo. Il social network censura l'immagine della statua del Giambologna sulla pagina di una scrittrice: contenuto sessuale esplicito...

Solo quattro cose non si
possono nascondere:
amore, gravidanza, denari...
e stupidità!
Così la scrittrice Elisa Barbari commenta, con un post, la decisione del social network di bloccare la sua inserzione pubblicitaria di una pagina su "storie, curiosità e scorci di Bologna". "La tua inserzione - scrive il team di Fb - non è stata approvata perchè viola le linee guida sulle pubblicità di Facebook: presenta un'immagine con contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario. Non è consentito l'uso di immagini o video di nudo o di scollature troppo profonde, anche se per fini artistici o educativi".


Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

domenica 1 gennaio 2017

Secondo messaggio metafisico della durata di 17 minuti di Mattarella

Mattarella: "Senza legge elettorale alto rischio ingovernabilità". "No a cittadini di serie B".


"Il problema numero uno del Paese resta il lavoro". "Il web non diventi un ring permanente". Sul rischio Isis: "Equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma no a predicatori di morte". Il ricordo di "momenti dolorosi", dall'omicidio di Giulio Regeni alle "troppe" morti professionali.

Condividi e VOTA questo articolo
condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews
AddThis Social Bookmark Button

Heracleum